STABILIMENTI CON PERICOLO DI INCIDENTE RILEVANTE (DISTRIBUZIONE PROVINCIALE E REGIONALE)

Autori: 
Fabrizio Vazzana
Immagine abstract
Abstract: 
L'indicatore consente di identificare il numero di stabilimenti, per ambito regionale e provinciale, divisi per categoria, in funzione degli adempimenti stabiliti dalla normativa a cui sono soggetti i gestori degli stabilimenti. Lo stato degli stabilimenti è aggiornato al 30 giugno 2019. Si rileva innanzitutto che il numero complessivo degli stabilimenti, presenti in Italia, considerati pericolosi ai fini di un incidente rilevante, si mantiene in pratica invariato rispetto all'anno precedente, registrando una lieve diminuzione. Relativamente alla distribuzione sul territorio nazionale degli stabilimenti a notifica, si rileva che circa un quarto sono concentrati in Lombardia e che regioni con elevata presenza di industrie a rischio sono anche: Veneto, Piemonte e Emilia Romagna (tutte al nord e con il 8-10% ciascuno). Si possono notare particolari concentrazioni di industrie in aree coincidenti per lo più con i poli petrolchimici (ex Enichem) e di raffinazione come Trecate (nel Novarese), Porto Marghera, Ferrara e Ravenna al nord, Gela (CL), Augusta-Priolo-Melilli-(Siracusa), Brindisi, Sarroch (CA) e Porto Torres (SS). Concentrazioni importanti di industrie si trovano anche in corrispondenza di aree industriali nelle province di Torino, Alessandria, Livorno, Roma, Frosinone e Napoli. Negli ultimi tempi, complici la crisi economico-industriale globale e quella dell’industria petrolchimica in particolare, alcune delle suddette aree sono state parzialmente dismesse o sono in fase di trasformazione industriale (dove la chimica del petrolio si sta sostituendo con la chimica verde).
Si rileva inoltre che nella quasi totalità delle province italiane è ubicato almeno uno stabilimento a rischio di incidente rilevante.
Descrizione: 
I dati a disposizione per questo indicatore sono il numero di stabilimenti, per ambito regionale e provinciale, divisi per categoria, in funzione degli adempimenti stabiliti dalla normativa a cui sono soggetti i gestori degli stabilimenti. Il Decreto Legislativo 26 giugno 2015, n. 105, coerentemente con la direttiva europea, identifica, in base alla natura e quantità delle sostanze pericolose detenute, due differenti categorie di industrie con pericolo di incidente rilevante associando a ciascuna di esse determinati obblighi. In particolare l’articolo 3, comma 1 del D.Lgs. 105/15 individua le seguenti categorie di stabilimenti:

- “Stabilimento di soglia inferiore”: uno stabilimento nel quale le sostanze pericolose sono presenti in quantità pari o superiori alle quantità elencate nella colonna 2 della parte 1 o nella colonna 2 della parte 2 dell’allegato 1, ma in quantità inferiori alle quantità elencate nella colonna 3 della parte 1, o nella colonna 3 della parte 2 dell’allegato 1, applicando, ove previsto, la regola della sommatoria di cui alla nota 4 dell’allegato 1;
- “Stabilimento di soglia superiore”: uno stabilimento nel quale le sostanze pericolose sono presenti in quantità pari o superiori alle quantità elencate nella colonna 3 della parte 1 o nella colonna 3 della parte 2 dell'allegato 1, applicando, ove previsto, la regola della sommatoria di cui alla nota 4 dell'allegato 1.

I gestori degli stabilimenti che rispondono a tali caratteristiche debbono adempiere a specifici obblighi tra cui, predisporre documentazioni tecniche e informative, differenti a seconda della categoria, per contenuti e destinatari. Nello specifico, è fatto obbligo di presentare alle Autorità competenti, tra cui l’ISPRA, le informazioni di cui al modulo dell’allegato 5 del D.Lgs. 105/2015, predisporre un “Documento di politica di prevenzione degli incidenti rilevanti e l’adozione di un Sistema di Gestione della Sicurezza commisurato ai pericoli e alla complessità aziendale e dei processi impiegati. Il cosiddetto SGS-PIR è obbligatorio per legge, unico caso tra tutti gli altri sistemi di gestione. Per gli stabilimenti di soglia superiore, il gestore è tenuto a redigere un “Rapporto di Sicurezza” da inviare all’autorità competente preposta alla sua valutazione (Comitati Tecnici Regionali dei VVF).
Scopo: 
Fornire un quadro generale delle pressioni esercitate dagli stabilimenti a rischio di incidente rilevante sul territorio.
RILEVANZA - L'indicatore: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere il trend senza necessariamente fornire una valutazione dello stesso
È semplice, facile da interpretare
È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell’ambiente e/o delle attività antropiche
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull’ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
MISURABILITÀ - I dati utilizzati per la costruzione dell’indicatore sono/hanno: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “adeguata” copertura spaziale
SOLIDITÀ - L'indicatore: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Possiede elementi che consentono di correlarlo a modelli economici, previsioni e sistemi di informazione
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Riferimenti normativi: 
D.Lgs. 105/15
Obiettivi fissati dalla normativa: 
Predisposizione dell' Inventario nazionale degli stabilimenti suscettibili di causare incidenti rilevanti (art. 5, comma 3 del D.Lgs. 105/15).
DPSIR: 
Pressione
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
ISPRA, Mappatura del rischio industriale in Italia - Rapporto 2014/15
ISPRA, Annuario dei dati ambientali - Vari anni
Limitazioni: 
I limiti derivanti dalla comunicazione su supporto cartaceo delle informazioni che pervengono all’ ISPRA da parte dei gestori sono stati superati attraverso l’implementazione del portale di invio telematico delle notifiche attivo dal giugno 2016. Va precisato che tale sistema, una volta che il gestore chiude il processo di invio telematico della notifica, prevede la contestualizzazione in automatico all’interno dell’ Inventario nazionale dei contenuti informativi i quali, prima dell’approvazione finale, sono sottoposti ad un processo di validazione (verifica di completezza e conformità) a cura di ISPRA.
Ulteriori azioni: 
nessuna
Frequenza rilevazione dati: 
Continua
Accessibilità dei dati di base: 
Tutte le informazioni provengono dall’ Inventario nazionale degli stabilimenti suscettibili di causare incidenti rilevanti, previsto dall’ articolo 5, comma 3 del D.Lgs. 105/15.
Fonte dei dati di base: 
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)
MATTM (Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare)
Unità di misura: 
Numero (n.)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Tutte le informazioni sono tratte dall’ Inventario Nazionale degli stabilimenti suscettibili di causare incidenti rilevanti, previsto dall’ articolo 5, comma 3 del D.Lgs. 105/15.
Core set: 
Non compilato  
Tipo rappresentazione: 
Mappa
Tabella
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Regionale, Provinciale
Copertura temporale: 
aggiornamento a giugno 2019
Si tratta di informazioni fornite dai gestori alle Autorità competenti (tra cui il MATTM, tramite l’ ISPRA) ai sensi di specifici obblighi previsti dal D.Lgs. 105/15, che prevede sanzioni amministrative e penali in caso di mancata dichiarazione. I dati vengono poi raccolti, validati ed elaborati dall’ ISPRA, anche mediante comparazione con le informazioni in possesso delle regioni e Agenzie regionali territorialmente competenti. La misurabilità dell'indicatore è buona in quanto le informazioni sono facilmente disponibili e aggiornate a intervalli regolari; buona la copertura spaziale. La rilevanza è buona: l'indicatore è di portata nazionale e applicabile a temi ambientali a livello regionale e di significato nazionale. È in grado di descrivere il trend in atto e l'evolversi della situazione ambientale; è semplice, facile da interpretare
Stato: 
Medio
Trend: 
Stabile
Descrizione dello stato e trend: 
Si rileva innanzitutto che il numero complessivo degli stabilimenti, presenti in Italia, considerati pericolosi ai fini di un incidente rilevante, si mantiene in pratica invariato rispetto all'anno precedente. Rispetto alla precedente edizione dell'Annuario si evidenzia una lieve diminuzione delle industrie sottoposte agli obblighi imposti dalla normativa “Seveso” di 8 unità. Nella quasi totalità delle province italiane è ubicato almeno uno stabilimento a rischio di incidente rilevante.
Commenti: 
Nella Tabella 1, con riferimento alle informazioni aggiornate al 30 giugno 2019, è sintetizzata la distribuzione sul territorio nazionale degli stabilimenti soggetti al D.Lgs. 105/15, appartenenti alle diverse categorie (soglia superiore e soglia inferiore) e quindi agli obblighi di cui agli artt. 13 e 15, divisi per province e regioni. Si rileva innanzitutto che il numero complessivo degli stabilimenti, presenti in Italia, considerati pericolosi ai fini di un incidente rilevante, si mantiene in pratica invariato rispetto all'anno precedente, registrando una lieve diminuzione. Relativamente alla distribuzione sul territorio nazionale degli stabilimenti a notifica, circa un quarto sono concentrati in Lombardia e che regioni con elevata presenza di industrie a rischio sono anche: Veneto, Piemonte e Emilia Romagna (tutte al Nord e con il 8-10% ciascuno). Si possono notare particolari concentrazioni di industrie in aree coincidenti per lo più con i poli petrolchimici (ex Enichem) e di raffinazione come Trecate (nel Novarese), Porto Marghera, Ferrara e Ravenna al nord, Gela (CL), Augusta-Priolo-Melilli-(Siracusa), Brindisi, Sarroch (CA) e Porto Torres (SS). Concentrazioni importanti di industrie si trovano anche in corrispondenza di aree industriali nelle province di Torino, Alessandria, Livorno, Roma, Frosinone e Napoli. Negli ultimi tempi, complici la crisi economico-industriale globale e quella dell’industria petrolchimica in particolare, alcune delle suddette aree sono state parzialmente dismesse o sono in fase di trasformazione industriale (dove la chimica del petrolio si sta sostituendo con la chimica verde).
Si rileva inoltre che nella quasi totalità delle province italiane è ubicato almeno uno stabilimento a rischio di incidente rilevante, e che le province con un numero elevato di stabilimenti (si è preso come riferimento un numero di stabilimenti maggiore od uguale a 10) sono:
- Al nord, 23 province: Milano (63 stabilimenti), Bergamo (40), Brescia (38), Ravenna (35), Venezia (25), Vicenza (21), Novara (20), Alessandria (21), Varese (18), Monza e Brianza (19), Pavia (20), Torino (21), Udine (18), Bologna (16), Lodi (17), Genova (16), Verona (16), Cremona (13), Padova (12), Mantova (11), Savona (10), Cuneo (8), Ferrara (10).
- al centro, 6 province: Roma (19), Frosinone (19), Latina (13), Livorno (14), Firenze (11), Perugia (11).
- al sud ed isole 7 province: Napoli (35), Salerno (17), Caserta (11), Siracusa (16), Catania (11), Ragusa (10), Cagliari (13).
Nelle sole province di Macerata e Gorizia non sono presenti stabilimenti a rischio.
Le figure 1 e 2 riportano graficamente, attraverso una scala di colori di intensità crescente “più chiaro-più scuro” il livello di concentrazione di stabilimenti di soglia superiore e inferiore per ciascuna Regione. La figura 3, usando lo stesso principio, fornisce una rappresentazione delle Provincie con maggiore presenza di stabilimenti “Seveso”.
  • Titolo Figura 1: Distribuzione regionale degli stabilimenti di soglia superiore soggetti al D.lgs.105/15 (30/06/2019)
    Fonte Elaborazione ISPRA su dati Inventario Nazionale degli stabilimenti RIR (al 30/06/2019)

  • Titolo Figura 2: Distribuzione regionale degli stabilimenti di soglia inferiore soggetti al D.lgs.105/15 (30/06/2019)
    Fonte Elaborazione ISPRA su dati Inventario Nazionale degli stabilimenti RIR (al 30/06/2019)

  • Titolo Figura 3: Distribuzione provinciale degli stabilimenti soggetti al D.lgs.105/15-livelli di concentrazione (30/06/2019)
    Fonte Elaborazione ISPRA su dati Inventario Nazionale degli stabilimenti RIR (al 30/06/2019)

  • Titolo Tabella 1: Distribuzione provinciale e regionale degli stabilimenti soggetti al D.Lgs. 105/15 (30/06/2019)
    Fonte Elaborazione ISPRA su dati Inventario Nazionale degli stabilimenti RIR (al 30/06/2019)

    REGIONE PROVINCIA SOGLIA
    INFERIORE
    SOGLIA
    SUPERIORE
    TOTALE %
    ABRUZZO Chieti 2 4 6
    L'Aquila 4 2 6
    Pescara 3 3 4
    Teramo 3 1 22
    Totale 12 10 38 3.80%
    BASILICATA Matera 2 8
    Potenza 3 5 10
    Totale 3 7 18 1.80%
    CALABRIA Catanzaro 3 3 6
    Cosenza 3 3 6
    Crotone 1 1
    Reggio di Calabria 1 1
    Vibo Valentia 4 4
    Totale 12 6 18 1.80%
    CAMPANIA Avellino 6 1 7
    Benevento 4 4
    Caserta 8 3 11
    Napoli 24 11 35
    Salerno 11 6 17
    Totale 53 21 74 7.41%
    EMILIA ROMAGNA Bologna 7 9 16
    Ferrara 1 9 10
    Forlì-Cesena 2 2
    Modena 2 1 3
    Parma 3 2 5
    Piacenza 1 2 3
    Ravenna 8 27 35
    Reggio nell'Emilia 5 2 7
    Rimini 1 1 2
    Totale 30 53 83 8.31%
    FRIULI VENEZIA GIULIA Pordenone 1 1 2
    Trieste 1 5 6
    Udine 9 9 18
    Totale 11 15 26 2.60%
    LAZIO Frosinone 14 5 19
    Latina 3 10 13
    Rieti 2 2
    Roma 7 12 19
    Viterbo 2 4 6
    Totale 28 31 59 5.91%
    LIGURIA Genova 5 11 16
    Imperia 1 1
    La Spezia 1 3 4
    Savona 3 7 10
    Totale 10 21 31 3.10%
    LOMBARDIA Bergamo 13 27 40
    Brescia 21 17 38
    Como 6 3 9
    Cremona 6 7 13
    Lecco 3 4 7
    Lodi 7 10 17
    Mantova 3 8 11
    Milano 29 34 63
    Monza e della Brianza 11 8 19
    Pavia 8 12 20
    Sondrio 2 2
    Varese 11 7 18
    Totale 120 137 257 25.73%
    MARCHE Ancona 3 2 5
    Ascoli Piceno 2 4 6
    Fermo 1 1 2
    Pesaro e Urbino 1 1
    Totale 7 7 14 1.40%
    MOLISE Campobasso 1 4 5
    Isernia 1 1 2
    Totale 2 5 7 0.70%
    PIEMONTE Alessandria 7 14 21
    Asti 1 1
    Biella 1 1
    Cuneo 6 2 8
    Novara 8 12 20
    Torino 12 9 21
    Verbano-Cusio-Ossola 1 2 3
    Vercelli 2 2 4
    Totale 36 43 79 7.91%
    PUGLIA Bari 3 5 8
    Barletta-Andria-Trani 2 2
    Brindisi 4 3 7
    Foggia 3 2 5
    Lecce 3 3 6
    Taranto 2 2 4
    Totale 17 15 32 3.20%
    SARDEGNA Cagliari 4 9 13
    Carbonia-Iglesias 5 5
    Medio Campidano 1 1
    Nuoro 1 1
    Ogliastra 1 1
    Olbia-Tempio 1 1 2
    Oristano 1 3 4
    Sassari 2 7 9
    Totale 10 26 36 3.60%
    SICILIA Agrigento 4 4
    Caltanissetta 3 2 5
    Catania 4 7 11
    Enna 1 1
    Messina 4 4
    Palermo 5 4 9
    Ragusa 7 3 10
    Siracusa 5 11 16
    Trapani 2 1 3
    Totale 30 33 63 6.31%
    TOSCANA Arezzo 3 1 4
    Firenze 6 5 11
    Grosseto 4 1 5
    Livorno 2 12 14
    Lucca 3 2 5
    Massa-Carrara 1 2 3
    Pisa 5 2 7
    Pistoia 1 1
    Prato 1 1
    Siena 3 1 4
    Totale 28 27 55 5.51%
    TRENTINO ALTO ADIGE Bolzano/Bozen 5 1 6
    Trento 5 2 7
    Totale 10 3 13 1.30%
    UMBRIA Perugia 8 3 11
    Terni 3 2 5
    Totale 11 5 16 1.60%
    VALLE D'AOSTA Valle d'Aosta/Valle' d'Aoste 5 1 6
    Totale 5 1 6 0.60%
    VENETO Belluno 2 2
    Padova 8 4 12
    Rovigo 1 5 6
    Treviso 4 4 8
    Venezia 6 19 25
    Verona 9 7 16
    Vicenza 10 11 21
    Totale 40 50 90 9.01%
    Totale 475 516 991