QUALITÀ DELLE ACQUE - INQUINAMENTO DA PESTICIDI

Autori: 
Emanuela Pace
Immagine abstract
Abstract: 
L’indicatore permette di valutare la contaminazione delle acque superficiali e sotterranee da residui di pesticidi immessi nell’ambiente. Il monitoraggio dei pesticidi nelle acque è reso complesso dal numero di sostanze interessate e dall’uso dispersivo. I livelli misurati sono confrontati con i limiti di concentrazione stabiliti dalla normativa vigente. L'indicatore permette un’analisi dell’evoluzione della contaminazione nel decennio 2008-2017 in termini di frequenza di ritrovamento dei pesticidi nelle acque, nonché sul rischio ambientale derivante dal loro utilizzo.
Descrizione: 
L’uso dei prodotti fitosanitari (noti anche come pesticidi) svolge una funzione importante nel garantire la produzione e la qualità dei prodotti agricoli, tuttavia queste sostanze chimiche possono costituire un rischio per la salute dell’uomo e per gli ecosistemi, con un impatto immediato e nel lungo termine. L'indicatore permette di valutare la contaminazione delle acque superficiali e sotterranee da residui di pesticidi immessi nell’ambiente e i rischi connessi. Le informazioni sono tratte dal Rapporto Nazionale Pesticidi nelle Acque (in corso di pubblicazione, per cui i risultati sono da considerarsi provvisori; ultima edizione disponibile: ISPRA, 2018), a cui si rimanda per una più completa trattazione. Oltre ai prodotti fitosanitari impiegati in agricoltura, i pesticidi comprendono anche i biocidi che, in molti casi, utilizzano le stesse sostanze attive. Il monitoraggio dei pesticidi nelle acque è reso complesso dal numero di sostanze interessate e dall’uso dispersivo, che interessa grandi estensioni di territorio. Le concentrazioni misurate sono confrontate con i limiti ambientali stabiliti a livello europeo e nazionale: gli Standard di Qualità Ambientale (SQA) per le acque superficiali, le norme di qualità ambientale per la protezione delle acque sotterranee. Per le acque sotterranee i limiti coincidono con quelli delle acque potabili, per le acque superficiali, invece, sono stabiliti sulla base di valutazioni ecotossicologiche delle sostanze. La contaminazione da pesticidi è stata valutata tramite gli indicatori previsti dal Piano di Azione Nazionale nell’ambito della direttiva sull’uso sostenibile dei pesticidi, al fine di misurare l’efficacia delle azioni programmate per la riduzione dei rischi ed è relativa al decennio 2008-2017. Complessivamente, nel corso di questi anni si è avuta una razionalizzazione e armonizzazione dei programmi di monitoraggio regionali, con un’estensione della rete di campionamento, un miglioramento delle prestazioni dei laboratori e un ampliamento dello spettro delle sostanze cercate, che tiene conto delle caratteristiche che possono determinare un rischio ambientale.
Scopo: 
Fornire una rappresentazione dello stato di contaminazione delle acque superficiali e sotterranee da pesticidi su base nazionale e regionale, in riferimento ai limiti di concentrazione stabiliti dalla normativa vigente. Individuare, inoltre, le sostanze maggiormente rilevate nei corpi idrici, supportando processi decisionali volti a limitare i rischi per l’ambiente. Seguire l’evoluzione della contaminazione derivante dall’uso dei pesticidi.
RILEVANZA - L'indicatore: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere il trend senza necessariamente fornire una valutazione dello stesso
È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell’ambiente e/o delle attività antropiche
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull’ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Ha una soglia o un valore di riferimento con il quale poterlo confrontare
MISURABILITÀ - I dati utilizzati per la costruzione dell’indicatore sono/hanno: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Un’ “idonea” copertura temporale
SOLIDITÀ - L'indicatore: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Riferimenti normativi: 
Regolamento (CE) 1107/2009
Regolamento (CE) 528/2012
Direttiva 98/83/CE
Direttiva 2000/60/CE
Direttiva 2006/118/CE
Direttiva 2008/105/CE
Direttiva 2009/90/CE
Direttiva 2009/128/CE
Direttiva 2013/39/UE
D.Lgs 152/06
D.Lgs 30/09
D.Lgs 260/2010
D.Lgs 172/15
Decreto Ministeriale n. 56 del 14 aprile 2009
Decreto Ministeriale n. 35 del 22 gennaio 2014
Obiettivi fissati dalla normativa: 
Il monitoraggio dei pesticidi nelle acque viene eseguito nel rispetto dei compiti stabiliti dal Piano di Azione Nazionale (Decreto ministeriale n. 35 del 22 gennaio 2014) ai sensi della Direttiva 2009/128/CE sull'uso sostenibile dei pesticidi, al fine di acquisire informazioni sullo stato di qualità della risorsa idrica, di individuare eventuali effetti non previsti adeguatamente nella fase di autorizzazione e non adeguatamente controllati nella fase di utilizzo. I pesticidi, da un punto di vista normativo, comprendono i prodotti fitosanitari (Regolamento CE 1107/2009), utilizzati per la protezione delle piante e per la conservazione dei prodotti vegetali, e i biocidi (Regolamento UE 528/2012), impiegati in vari campi di attività (disinfettanti, preservanti, pesticidi per uso non agricolo, ecc.). Spesso i due tipi di prodotti utilizzano gli stessi principi attivi. Il monitoraggio si inserisce nel quadro più ampio della disciplina per la tutela delle acque, che con la Direttiva 2000/60/CE e le direttive derivate, stabilisce standard di qualità ambientale per le acque superficiali (Direttiva 2008/105/CE e Dir. 2013/39/UE, recepita in Italia con il D.Lgs. 172/15) e i limiti di qualità per la protezione delle acque sotterranee (Direttiva 2006/118/CE recepita con il D.Lgs. 30/09). La normativa di riferimento per le specifiche tecniche per l’analisi chimica e il monitoraggio dello stato chimico delle acque è rappresentata dalla Direttiva 2009/90/CE (recepita in Italia con il D.lgs. 260/2010), la quale fissa criteri minimi di efficienza per i metodi di analisi e stabilisce le regole per comprovare la qualità dei risultati delle analisi. Infine, l’analisi dei trend di contaminazione risponde a quanto predisposto dalla Direttiva 2009/128/CE, che istituisce un quadro per l’azione comunitaria ai fini dell’utilizzo sostenibile dei pesticidi e che definisce un Piano di azione nazionale. Il Piano, attuato con Decreto Ministeriale n. 35 del 22 gennaio 2014, prevede una serie di indicatori tra cui alcuni specifici per la tutela dell’ambiente acquatico, a cui si fa riferimento.
DPSIR: 
Impatto, Stato
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A), Efficacia delle politiche (tipo D)
Riferimenti bibliografici: 
Rapporti sul monitoraggio nazionale dei pesticidi nelle acque, dati 2015-2016, 2013-2014, 2011-2012, 2009-2010, 2007-2008, 2006, 2005, 2004, 2003 dell’ISPRA (http://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/rapporti)
Limitazioni: 
Difficoltà nel reperimento dei dati; disomogeneità dei dati relativi a diverse unità territoriali (rete di monitoraggio, frequenza di campionamento, sostanze cercate, prestazioni dei laboratori).
Ulteriori azioni: 
Il miglioramento dell’indicatore richiede: aumento della copertura territoriale e temporale; omogeneità delle indagini rispetto ai criteri di priorità delle sostanze; miglioramento dei limiti di quantificazione delle metodiche analitiche.
Frequenza rilevazione dati: 
Annuale
Accessibilità dei dati di base: 
I dati di monitoraggio dei pesticidi prodotti dalle regioni sono trasmessi all’ISPRA attraverso il Sistema Informativo Nazionale per la Tutela delle Acque Italiane (SINTAI). http://www.sintai.isprambiente.it.
Fonte dei dati di base: 
ARPA/APPA (Agenzie Regionali e delle Province Autonome per la Protezione dell'Ambiente)
Province Autonome
Regioni
Unità di misura: 
Microgrammo per litro (µg/l)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Il livello di contaminazione è riportato come numero dei siti di monitoraggio in cui la concentrazione delle sostanze presenti supera i limiti normativi di riferimento. La frequenza di rilevamento delle sostanze è riportata come percentuale dei siti in cui è presente la sostanza a concentrazione superiore ai limiti. La frequenza di ritrovamento di pesticidi nelle acque è riportata come percentuale dei campioni con residui e come percentuale dei siti di monitoraggio in cui la concentrazione delle sostanze presenti supera i limiti.
Core set: 
7EAP - Dati sull'ambiente
Tipo rappresentazione: 
Grafico
Mappa
Tabella
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale
Regionale
Copertura temporale: 
2008-2017
L’informazione prodotta fornisce una significativa rappresentazione dello stato generale di contaminazione delle acque da pesticidi e un’indicazione delle sostanze maggiormente ritrovate. La fonte dei dati è affidabile in quanto i dati sono forniti dalla rete delle agenzie per la protezione dell’ambiente, che adoperano procedure analitiche certificate. L’informazione offre anche la considerevole possibilità di supportare processi decisionali volti a limitare i rischi per l’ambiente, di appurare l’efficacia di specifiche azioni di mitigazione e di seguire l’evoluzione della contaminazione. Tuttavia non è ancora stata raggiunta tra le diverse unità territoriali un’uniformità per quanto riguarda: i limiti analitici di quantificazione, la copertura spaziale della rete di monitoraggio, l’adozione di criteri di priorità per la scelta delle sostanze da indagare. Questo comporta una parziale comparabilità dell’informazione sia nel tempo sia nello spazio e una discordanza dal reale stato di contaminazione.
Stato: 
Non definibile
Trend: 
Non definibile
Descrizione dello stato e trend: 
Nel decennio 20008-2017 si è avuto un incremento della copertura territoriale e della rappresentatività del monitoraggio. Rimane ancora, tuttavia, una forte disomogeneità fra le regioni del Nord e quelle del Centro-Sud, dove tuttora esso è generalmente poco rappresentativo, sia in termini di rete, sia in termini di sostanze controllate. D’altra parte, si presenta la necessità di un aggiornamento continuo per tenere conto delle sostanze nuove immesse sul mercato. Ad oggi, pertanto, il quadro nazionale sulla presenza di pesticidi nelle acque è ancora insufficiente a rappresentare adeguatamente l’intera situazione nazionale, sebbene gli sforzi compiuti nell’aggiornamento dei programmi regionali di monitoraggio lascino prevedere un progressivo miglioramento dell’efficacia delle indagini. I dati del 2017 confermano uno stato di contaminazione già segnalato negli anni precedenti, con consistenti superamenti dei limiti soprattutto nelle acque superficiali. Il limite di quantificazione (LoQ) non consente un'adeguata valutazione dello stato di contaminazione.
Commenti: 
Lo stato dei controlli nazionali è migliorato nell’arco di tempo considerato. È aumentata la copertura territoriale e il numero di campioni, soprattutto sono aumentate le sostanze cercate (Figura 1, 2 e 3). I livelli di contaminazione sono riferiti ai limiti ambientali definiti dalla normativa per la tutela delle acque, tali limiti sono gli standard di qualità ambientale (SQA) (Tabella 1). La contaminazione da pesticidi è più diffusa nelle aree della pianura padano-veneta (Figure 4 e 5). Come già segnalato, questo dipende largamente dal fatto che le indagini sono generalmente più rappresentative nelle regioni del Nord. Nel resto del paese la situazione è ancora abbastanza disomogenea, in alcune regioni la copertura territoriale è limitata, così come è limitato il numero delle sostanze cercate. Nelle acque superficiali 419 punti di monitoraggio (24,4% del totale) hanno concentrazioni superiori ai limiti di qualità ambientali. Le sostanze che più spesso hanno determinato il superamento sono (Tabella 2): glifosate e il suo metabolita AMPA, superiori agli SQA rispettivamente nel 28,5% e nel 58,4% dei siti monitorati. Il glifosate è l’erbicida più utilizzato in Italia e nel mondo, ma la sua ricerca è ancora limitata a sole sette regioni, nonostante si confermi tra i maggiori contaminanti delle acque. Da segnalare per frequenza l’erbicida metolaclor e il suo metabolita metolaclor-esa sopra i limiti nel 7,6% e nel 9,2% dei siti, nonché dell’erbicida quinclorac superiore ai limiti nel 9,4% dei casi. Nelle acque sotterranee 195 punti (6% del totale) hanno concentrazioni superiori ai limiti di qualità ambientale. Si conferma la presenza dei composti triazinici che, ad eccezione della terbutilazina, non sono più in commercio da molti anni, ma ancora persistono nell’ambiente (Tabella 3). I metaboliti di atrazina e terbutilazina (atrazina desetil desisopropil, 2-idrossiatrazina, terbutilazina-desetil e atrazina desetil) contribuiscono nel loro insieme al 6% di superamenti. Rilevante la presenza di glifosate e AMPA superiori ai limiti nel 1,4% e nel 2,8% dei casi, del fungicida carbendazim (3,1%) e dell’erbicida bentazone riscontrato in 42 punti (2,1%). Diffusi anche i casi di non conformità dell’erbicida metolaclor (23 punti), del fungicida metalaxil (16 punti) e del metabolita erbicida 2,6-diclorobenzammide (12 punti).
L’analisi dell’evoluzione della contaminazione (Figure 6 e 7) indica un aumento progressivo della contaminazione, nel periodo di osservazione che va dal 2008 al 2017, ad esclusione del biennio 2010-2011. La frequenza nei campioni aumenta con una correlazione diretta all’estensione della rete e al numero delle sostanze cercate. Per spiegare l’andamento bisogna tenere conto, tra le altre cose, dei limiti del monitoraggio in molte regioni, del mancato aggiornamento che consideri le sostanze nuove e del fatto che molte sostanze sono state vietate in seguito al programma di revisione europeo. Questo, ragionevolmente, ha determinato il calo della frequenza dopo il 2009. Il successivo aumento è correlato all’ampliamento dello sforzo di ricerca degli ultimi anni. La frequenza di superamento degli SQA (Figura 8) esprime l’andamento della contaminazione da pesticidi nelle acque in termini di possibile rischio per l’ambiente, tenendo conto dei livelli di tossicità delle sostanze. Nelle acque superficiali, la frequenza del superamento degli SQA ha un aumento pressoché regolare, raggiungendo il valore massimo nel 2017 (24,4%). L’andamento è pressoché stabile nelle acque sotterranee, con valori intorno al 7%. La possibile spiegazione va ricercata nelle dinamiche lente del comparto, in particolare, delle falde profonde.
  • Titolo Figura 4: Livelli di contaminazione delle acque superficiali (2017)
    Fonte elaborazione ISPRA su dati delle regioni, province autonome, ARPA/APPA

  • Titolo Figura 5: Livelli di contaminazione delle acque sotterranee (2017)
    Fonte elaborazione ISPRA su dati delle regioni, province autonome, ARPA/APPA

  • Titolo Figura 1: Punti di monitoraggio per le acque superficiali e sotterranee
    Fonte elaborazione ISPRA su dati delle regioni, province autonome, ARPA/APPA

  • Titolo Figura 2: Campioni di monitoraggio delle acque
    Fonte elaborazione ISPRA su dati delle regioni, province autonome, ARPA/APPA

  • Titolo Figura 3: Sostanze cercate nelle acque
    Fonte elaborazione ISPRA su dati delle regioni, province autonome, ARPA/APPA

  • Titolo Figura 6: Frequenza di ritrovamento nei campioni e ampiezza del monitoraggio dei pesticidi nelle acque superficiali
    Fonte elaborazione ISPRA su dati delle regioni, province autonome, ARPA/APPA

    Note La frequenza di ritrovamento rappresenta la percentuale dei campioni con residui di pesticidi Il numero dei campioni è normalizzato all'anno di inizio del trend e corrisponde a 6.160, quello delle sostanze cercate corrisponde a 297
  • Titolo Figura 7: Frequenza di ritrovamento nei campioni e ampiezza del monitoraggio dei pesticidi nelle acque sotterranee
    Fonte elaborazione ISPRA su dati delle regioni, province autonome, ARPA/APPA

    Note La frequenza di ritrovamento rappresenta la percentuale dei campioni con residui di pesticidi Il numero dei campioni è normalizzato all'anno di inizio del trend e corrisponde a 3.686, quello delle sostanze cercate corrisponde a 266
  • Titolo Figura 8: Superamenti degli SQA nei punti di monitoraggio
    Fonte elaborazione ISPRA su dati delle regioni, province autonome, ARPA/APPA

    Note La frequenza dei superamenti rappresenta la percentuale dei punti di monitoraggio in cui la concentrazione media dei pesticidi supera gli SQA Il numero dei punti di monitoraggio è normalizzato all'anno di inizio del trend e corrisponde a 171 per le acque superficiali, 183 per le acque sotterranee
  • Titolo Tabella 1: Livelli di contaminazione delle acque (2017)
    Fonte Elaborazione ISPRA su dati delle regioni, provincie autonome, ARPA/APPA
    Legenda a) Limite di quantificazione; b) Le concentrazioni medie misurate sono superiori agli SQA; c) Le concentrazioni medie misurate sono conformi agli SQA solo per effetto dell’arrotondamento operato in conformità alle norme; d) Le concentrazioni medie misurate sono minori degli SQA; e) Non quantificabili per assenza di misure al di sopra del limite di quantificazione: può dipendere dall’assenza di residui, ma anche da limiti analitici inadeguati o da uno spettro di sostanze indagate limitato e non rappresentativo degli usi sul territorio

    REGIONE / PROVINCIA AUTONOMA Sostanze Sostanze LoQa LoQa PUNTI DI MONITORAGGIO ACQUE SUPERFICIALI PUNTI DI MONITORAGGIO ACQUE SUPERFICIALI PUNTI DI MONITORAGGIO ACQUE SUPERFICIALI PUNTI DI MONITORAGGIO ACQUE SUPERFICIALI PUNTI DI MONITORAGGIO ACQUE SUPERFICIALI PUNTI DI MONITORAGGIO ACQUE SOTTERRANEE PUNTI DI MONITORAGGIO ACQUE SOTTERRANEE PUNTI DI MONITORAGGIO ACQUE SOTTERRANEE PUNTI DI MONITORAGGIO ACQUE SOTTERRANEE PUNTI DI MONITORAGGIO ACQUE SOTTERRANEE
    Cercate Trovate Min Max Sopra i limitib Border linec Entro i limitid Non quantif.e Totale Sopra i limitib Border linec Entro i limitid Non quantif.e Totale
    n. n. µg/L µg/L n. n. n. n. n. n. n. n. n. n.
    Piemonte 106 73 0.001 0.1 33 10 41 40 124 33 11 184 215 443
    Valle d'Aosta 93 0 0.01 0.05 0 0 0 16 16 0 0 0 13 13
    Lombardia 113 67 0.001 1 157 24 37 84 302 26 9 105 350 490
    Liguria 57 15 0.001 2 0 0 1 9 10 1 1 2 198 202
    Bolzano-Bozen 181 48 0.0025 0.2 1 0 5 11 17 0 0 2 14 16
    Trento 79 33 0.03 0.05 2 0 5 53 60 0 0 0 13 13
    Veneto 113 51 0.002 0.5 42 9 94 19 164 5 4 76 157 242
    Friuli-Venezia Giulia 111 69 0.0001 0.1 10 3 83 2 98 8 20 76 35 139
    Emilia-Romagna 104 75 0.01 0.05 14 7 70 60 151 10 6 51 457 524
    Toscana 129 83 0.001 0.008 58 7 53 31 149 5 3 40 108 156
    Umbria 109 21 0.005 0.5 1 0 20 17 38 1 0 13 75 89
    Marche 87 24 0.0001 0.5 7 2 44 46 99 5 1 47 127 180
    Lazio 121 73 3E-05 5 5 4 71 33 113 0 1 0 79 80
    Abruzzo 54 9 0.0005 0.1 1 1 1 55 58 13 1 1 140 155
    Molise 35 0 0.01 0.3 0 0 0 13 13 0 0 0 79 79
    Campania 64 21 0.0001 0.2 6 3 20 59 88 0 0 3 38 41
    Puglia 54 26 0.0005 0.36 3 0 22 32 57 0 0 29 24 53
    Basilicata 32 0 0.01 0.05 0 0 0 17 17 0 0 0 9 9
    Calabria
    Sicilia 231 182 0.0001 1 8 1 37 30 76 23 8 113 121 265
    Sardegna 73 9 0.0006 1 0 0 0 65 65 0 0 5 71 76
    ITALIA 385 273 3E-05 5 348 71 604 692 1,715 130 65 747 2323 3,265
  • Titolo Tabella 2: Sostanze rilevate sopra gli SQA nelle acque superficiali (2017)
    Fonte elaborazione ISPRA su dati delle regioni, provincie autonome, ARPA/APPA
    Legenda a) Numero totale dei punti di monitoraggio; b) Punti di monitoraggio con concentrazione media di residui superiore agli SQA; c) Punti di monitoraggio con concentrazione media di residui border line

    SOSTANZE Punti di monitoraggio Acque superficiali Punti di monitoraggio Acque superficiali Punti di monitoraggio Acque superficiali Frequenza di ritrovamento Frequenza di ritrovamento
    Totalea > SQAb border linec > SQAb border linec
    n. n. n. % %
    AMPA 452 228 36 50.4 8.0
    GLIFOSATE 452 89 40 19.7 8.8
    METOLACLOR 1161 61 27 5.3 2.3
    ESACLOROBENZENE 969 27 6 2.8 0.6
    OXADIAZON 1186 12 10 1.0 0.8
    QUINCLORAC 128 7 5 5.5 3.9
    METRIBUZIN 1029 6 1 0.6 0.1
    METOLACLOR-ESA 98 5 4 5.1 4.1
    AZOSSISTROBINA 822 4 3 0.5 0.4
    BOSCALID 982 4 2 0.4 0.2
    CLORPIRIFOS 1521 4 6 0.3 0.4
    METALAXIL-M 436 4 3 0.9 0.7
    SULCOTRIONE 316 4 1 1.3 0.3
    DDT totale 1004 4 0 0.4 0.0
    DICAMBA 451 3 1 0.7 0.2
    METAMITRON 906 3 0 0.3 0.0
    ESACLOROCICLOESANO 625 3 0 0.5 0.0
    TERBUTILAZINA 1418 3 2 0.2 0.1
    1,2-DICLOROETANO 768 2 0 0.3 0.0
    IMAZAMOX 224 2 1 0.9 0.4
    ENDOSULFAN 911 2 0 0.2 0.0
    FENHEXAMID 541 2 0 0.4 0.0
    FLUFENACET 803 2 4 0.2 0.5
    TIAMETOXAM 472 2 0 0.4 0.0
    2-IDROSSIATRAZINA 98 2 0 2.0 0.0
    PIRIMICARB 611 2 0 0.3 0.0
    PROPAMOCARB 272 2 0 0.7 0.0
    PERMETRINA 128 2 2 1.6 1.6
    METALAXIL 932 2 4 0.2 0.4
    DIMETOATO 1222 2 0 0.2 0.0
    PENTACLOROBENZENE 661 2 8 0.3 1.2
    2-IDROSSITERBUTILAZINA 98 2 0 2.0 0.0
    CARBENDAZIM 369 1 0 0.3 0.0
    TEBUCONAZOLO 688 1 1 0.1 0.1
    DIMETOMORF 654 1 4 0.2 0.6
    TRIACLOPRID 656 1 0 0.2 0.0
    TETRACONAZOLO 373 1 0 0.3 0.0
    ISOXAFLUTOLE 361 1 2 0.3 0.6
    FLONICAMID 130 1 0 0.8 0.0
    TRIFLURALIN 1163 1 0 0.1 0.0
    METOMIL 131 1 0 0.8 0.0
    CLORIDAZON 729 1 2 0.1 0.3
    METIOCARB 605 1 0 0.2 0.0
    BENTAZONE 1150 1 0 0.1 0.0
    AZINFOS-ETILE 444 1 0 0.2 0.0
    DIURON 1216 1 0 0.1 0.0
    CLORANTRANILIPROLO 409 1 1 0.2 0.2
    PRETILACLOR 148 1 1 0.7 0.7
    FLUROXIPIR 228 1 1 0.4 0.4
    PROMETRINA 356 1 0 0.3 0.0
    MCPA 1146 1 0 0.1 0.0
    MOLINATE 864 0 2 0.0 0.2
    NICOSULFURON 677 0 1 0.0 0.1
    TEBUFENOZIDE 312 0 1 0.0 0.3
    DIETILTOLUAMMIDE 19 0 1 0.0 5.3
    CLOROTOLURON 534 0 1 0.0 0.2
    CARBOFURAN 329 0 1 0.0 0.3
    ATRAZINA 1501 0 1 0.0 0.1
    TIOPHANATE-METHYL 331 0 1 0.0 0.3
    PROPIZAMIDE 942 0 1 0.0 0.1
    ETOFUMESATE 568 0 1 0.0 0.2
    ESACLOROCICLOESANO ALPHA 557 0 1 0.0 0.2
    ENDOSULFAN, beta 438 0 1 0.0 0.2
    PIRIMETANIL 762 0 1 0.0 0.1
    TRICLOPIR 130 0 1 0.0 0.8
    PROCLORAZ 489 0 1 0.0 0.2
    GLUFOSINATE-AMMONIO 28 0 1 0.0 3.6
    BH (R)-MECOPROP 927 0 1 0.0 0.1
  • Titolo Tabella 3: Sostanze rilevate sopra gli SQA nelle acque sotterranee (2017)
    Fonte elaborazione ISPRA su dati delle regioni, provincie autonome, ARPA/APPA
    Legenda a) Numero totale dei punti di monitoraggio; b) Punti di monitoraggio con concentrazione media di residui superiore agli SQA; c) Punti di monitoraggio con concentrazione media di residui border line

    SOSTANZE Punti di monitoraggio Acque superficiali Punti di monitoraggio Acque superficiali Punti di monitoraggio Acque superficiali Frequenza di ritrovamento Frequenza di ritrovamento
    Totalea > SQAb border linec > SQAb border linec
    n. n. n. % %
    BENTAZONE 1988 32 10 1.6 0.5
    METOLACLOR 2358 16 7 0.7 0.3
    METALAXIL 2198 16 0 0.7 0.0
    CARBENDAZIM 450 13 1 2.9 0.2
    2,6-DICLOROBENZAMMIDE 733 8 4 1.1 0.5
    OXADIAZON 1831 8 2 0.4 0.1
    ATRAZINA DESETIL DESISOPROPIL 663 7 17 1.1 2.6
    1,2-DICLOROETANO 1509 7 0 0.5 0.0
    AMPA 435 6 6 1.4 1.4
    ATRAZINA DESETIL 2462 6 6 0.2 0.2
    OXADIXIL 734 6 2 0.8 0.3
    TERBUTILAZINA-DESETIL 2421 4 8 0.2 0.3
    TERBUTILAZINA 2519 4 2 0.2 0.1
    IMAZAMOX 444 4 0 0.9 0.0
    GLIFOSATE 434 3 3 0.7 0.7
    ATRAZINA 2610 3 3 0.1 0.1
    PROPAMOCARB 354 3 1 0.8 0.3
    CARBOFURAN 1200 3 0 0.3 0.0
    TRIADIMENOL 507 3 0 0.6 0.0
    QUINCLORAC 227 3 0 1.3 0.0
    AZOSSISTROBINA 1606 2 1 0.1 0.1
    PENDIMETALIN 2462 2 1 0.1 0.0
    1,3-DICLOROPROPENE 254 2 1 0.8 0.4
    PENCONAZOLO 1488 2 1 0.1 0.1
    METOSSIFENOZIDE 1110 2 0 0.2 0.0
    BOSCALID 1853 2 0 0.1 0.0
    MOLINATE 1719 2 0 0.1 0.0
    ESACLOROCICLOESANO BETA 1377 2 0 0.1 0.0
    ESACLOROCICLOESANO 546 2 0 0.4 0.0
    2,4-DICLOROFENOSSIACETICO ACIDO 1656 2 0 0.1 0.0
    CIS-1,3-DICHLOROPROPENE 143 1 1 0.7 0.7
    TEBUCONAZOLO 1192 1 1 0.1 0.1
    CLORIDAZON 1484 1 1 0.1 0.1
    LENACIL 1311 1 1 0.1 0.1
    DDT, pp, 4,4-DDT 1599 1 1 0.1 0.1
    T-1,3-DICLOROPROPENE 139 1 0 0.7 0.0
    CICLOXIDIM 508 1 0 0.2 0.0
    ISOXAFLUTOLE 980 1 0 0.1 0.0
    TRIFLURALIN 1461 1 0 0.1 0.0
    METRIBUZIN 2079 1 0 0.0 0.0
    TIOPHANATE-METHYL 593 1 0 0.2 0.0
    PROPIZAMIDE 1687 1 0 0.1 0.0
    BROMACILE 471 1 0 0.2 0.0
    PROCIMIDONE 1030 1 0 0.1 0.0
    DIURON 2146 1 0 0.0 0.0
    ENDOSULFAN, beta 859 1 0 0.1 0.0
    ESAZINONE 604 1 0 0.2 0.0
    PIRIMETANIL 1510 1 0 0.1 0.0
    TRIASULFURON 754 1 0 0.1 0.0
    NAFTALENE 346 1 0 0.3 0.0
    CADUSAFOS 147 1 0 0.7 0.0
    ENDOSULFAN, alfa 837 1 0 0.1 0.0
    ATRAZINA DESISOPROPIL 1252 0 2 0.0 0.2
    2-IDROSSIATRAZINA 139 0 2 0.0 1.4
    IPRODIONE 1035 0 2 0.0 0.2
    1,4 DICLOROBENZENE 975 0 1 0.0 0.1
    ETOPROFOS 420 0 1 0.0 0.2
    BIFENAZATO 679 0 1 0.0 0.1
    TIAMETOXAM 1098 0 1 0.0 0.1
    ESACLOROCICLOESANO DELTA 818 0 1 0.0 0.1
    ACETOCLOR 1447 0 1 0.0 0.1
    OXIFLUORFEN 448 0 1 0.0 0.2
    FENARIMOL 432 0 1 0.0 0.2
    BH (R)-MECOPROP 1821 0 1 0.0 0.1