ACQUE DI TRANSIZIONE - ELEMENTO DI QUALITA' BIOLOGICA MACROINVERTEBRATI BENTONICI M-AMBI-TW

Autori: 
Andrea Bonometto, Rossella Boscolo Brusà, Federica Cacciatore, Federica Oselladore, Emanuele Ponis
Immagine abstract
Abstract: 
L’indice di classificazione ecologica dell'Elemento di Qualità Biologica macroinvertebrati per le lagune costiere, M-AMBI (Multivariate-Azti Marine Biotic Index), è basato sull’analisi della struttura della comunità macrozoobentonica di fondo mobile e prende in considerazione la tolleranza/sensibilità delle specie, la diversità della comunità e la ricchezza specifica. L’M-AMBI risponde alle pressioni di origine antropica che interessano le aree di transizione e descrive lo stato di qualità ecologica in 5 classi: elevato, buono, sufficiente, scarso e cattivo.
Descrizione: 
L'M-AMBI (Multivariate-Azti Marine Biotic Index) è un indice multimetrico che include il calcolo dell'AMBI, dell'Indice di diversità (H) e il numero di specie (S). La modalità di calcolo dell'M-AMBI prevede l'elaborazione delle suddette metriche con tecniche di analisi statistica multivariata.
Tale indice viene utilizzato per fornire una classificazione ecologica sintetica dell'ecosistema attraverso l'utilizzo dei parametri strutturali (diversità, ricchezza specifica e rapporto tra specie tolleranti/sensibili) della comunità macrozoobentonica di fondo mobile. L'M-AMBI, consolidato da un robusto supporto bibliografico, è in grado di riassumere la complessità delle comunità di fondo mobile, permettendo una lettura ecologica dell'ecosistema in esame.
Il valore dell'M-AMBI varia tra 0 e 1, e corrisponde al Rapporto di Qualità Ecologica (RQE) richiesto dalla Direttiva quadro sulle acque 2000/60/EC.
L'M-AMBI viene applicato alle lagune costiere mediterranee (TW).
Scopo: 
Classificare lo stato di qualità dei corpi idrici di transizione (lagune costiere) utilizzando l'elemento di qualità biologica "macroinvertebrati bentonici".

Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È semplice, facile da interpretare
È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell'ambiente e collegato alle attività antropiche
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Ha una soglia o un valore di riferimento con il quale poterlo confrontare, in modo si possa valutare la sua significatività
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di qualità nota [Accessibilità]
Aggiornati a intervalli regolari secondo fonti e procedure affidabili [Tempestività e Puntualità]
Una "buona" copertura spaziale
Solidità: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Riferimenti normativi: 
Direttiva 2000/60/CE
D.Lgs. 152/2006 e s.m.i..
Decisione 2018/229/UE
Obiettivi fissati dalla normativa: 
La Direttiva 2000/60/CE (recepita con D.Lgs. 152/06) istituisce un quadro normativo di riferimento per tutti gli Stati membri, per la protezione delle acque superficiali interne, delle acque di transizione, delle acque costiere e sotterranee che mira al miglioramento e ripristino di tutti i corpi idrici superficiali, per i corpi idrici artificiali e quelli fortemente modificati, al fine di raggiungere un buono stato delle acque superficiali entro 15 anni dall'entrata in vigore della Direttiva. Gli elementi qualitativi che concorrono alla definizione dello stato ecologico e di qualità delle diverse tipologie di corpi idrici sono così strutturati: 1) Elementi biologici composti in generale da flora acquatica, macroinvertebrati, fauna ittica, fitoplancton e altra flora acquatica di cui, per ognuno, la composizione e l'abbondanza ed eventuali taxa sensibili costruiscono livelli informativi indispensabili per definire lo stato ecologico; 2) Elementi idromorfologici a sostegno degli elementi biologici che considerano: a) il regime idrologico; b) condizioni morfologiche; 3) Elementi chimici e fisico-chimici a sostegno degli elementi biologici che considerano: a) elementi generali; b) inquinanti specifici.
DPSIR: 
Stato
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
Borja, A., Franco, J., Pe´rez, V., 2000. A marine biotic index to establish the ecological quality of soft-bottom benthos within European estuarine and Coastal environments. Marine PollutionBulletin 40 (12), 1100–1114.
Borja, A., Muxika, I., Franco, J., 2003a. The application of a marine biotic index to different impact sources affecting soft-bottom benthic communities along European coasts. Marine Pollution Bulletin 46, 835–845.
Borja, A., Franco, J., Muxika, I., 2003b. Classification tools for marine ecological quality assessment: the usefulness of macrobenthic communities in an area affected by a submarine outfall. ICES CM 2003/Session J-02, Tallinn (Estonia), 24–28 September 2003.
Borja, A., Franco, J., Valencia, V., Bald, J., Muxika, I., Belzunce, M.J., Solaun, O., 2004a. Implementation of the European water framework directive from the Basque country (northern Spain): a methodological approach. Marine Pollution Bulletin 48, 209–218.
Borja, A., Franco, J., Muxika, I., 2004b. The biotic indices and the water framework directive: the required consensus in the new benthic monitoring tools. Marine Pollution Bulletin 48, 405–408.
Muxica, I., Borja, A., Bald, J., 2007. Using historical data, expert judgemente and multivariate analysis in assessing reference condition and benthic ecological status, according to the European Framework Directive. Marine Pollution Bulletin 55, 16-29.
Limitazioni: 
nessuna
Ulteriori azioni: 
Aggiornamento costante della lista specie utilizzata.
Frequenza rilevazione dati: 
Frequenza variabile: il monitoraggio di sorveglianza è effettuato per almeno 1 anno ogni sei anni, salvo l’eccezione della rete nucleo che è controllata ogni tre anni. Il monitoraggio operativo è effettuato con cicli non superiori ai tre anni.
Accessibilità dei dati di base: 
SINTAI
Fonte dei dati di base: 
ARPA costiere
SINTAI
Unità di misura: 
Classi di qualità
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
L'M-AMBI (Muxika et al., 2007) include il calcolo dell'AMBI (Borja et al., 2000), dell'Indice di diversità H' di Shannon-Wiener (1949) e il numero di specie (S):

AMBI= [(0 x %GI) + (1.5 x % GII) + (3 x % GIII) + (4.5 x % GIV) + (6 x %GV)]/100
GI: specie sensibili
GII: specie sensibili/tolleranti
GIII: specie tolleranti
GIV: specie opportuniste (secondo ordine)
GV: specie opportuniste (primo ordine)

s
H' = - ∑ (pi)(log2 pi)
i=1

dove pi = frequenza numerica della specie i-esima rispetto al totale degli individui = ni/N; s = numero totale di specie presenti in ogni stazione

La modalità di calcolo dell'M-AMBI prevede l'elaborazione delle suddette metriche con tecniche di analisi statistica multivariata. Il valore dell'M-AMBI varia tra 0 e 1 e corrisponde al Rapporto di Qualità Ecologica (RQE) richiesto dalla Direttiva. I valori di riferimento tipo-specifici e i limiti di classe sono riportati nella normativa di riferimento (DM 260/2010), che definisce 5 classi (elevato, buono, sufficiente, scarso, cattivo).
Per il calcolo dell'indice è necessario l'utilizzo di un software gratuito (AZTI Marine Biotic Index ::: New Version AMBI 4.1) attualmente scaricabile dal sito www.azti.es.. Essendo basato sul valore ecologico assegnato alle specie presenti nelle stazioni di monitoraggio, il valore dell'M-AMBI deve essere calcolato utilizzando nel software l'ultimo aggiornamento disponibile della lista delle specie.
Per l'implementazione del software dell'AZTI è necessario costruire un file Excel che riporti in riga le specie e le osservazioni (stazioni) in colonna.
Core set: 
Non compilato  
Tipo rappresentazione: 
Grafico
Mappa
Tabella
Periodicità di aggiornamento: 
Triennale
Copertura spaziale: 
Regionale (6/9)
Copertura temporale: 
2014-2016
L'indicatore è rilevante, perché previsto dalla normativa nazionale per la classificazione dello stato ecologico degli ambienti di transizione mediante l'utilizzo del macrozoobenthos. La fonte del dato (ARPA, SINTAI) garantisce accuratezza e affidabilità della valutazione.
La sua applicazione è completa in termini spaziali per la maggior parte delle acque di transizione nazionali a partire dal triennio 2014-2016. Il prosieguo dei monitoraggi ai sensi della Direttiva 2000/60/CE in tutti gli ambienti di transizione permetterà quindi in futuro la valutazione dei trend.
La comparabilità dei dati nel tempo e nello spazio è garantita dall'uso su scala nazionale della stessa metodologia di campionamento, analisi e classificazione. La comparabilità a livello internazionale è garantita dall’intercalibrazione condotta a livello mediterraneo (2018/229/UE). L'adempienza alla direttiva prevede altresì che sia assicurata l'affidabilità delle fonti dei dati e la loro validazione.
Stato: 
Non definibile
Trend: 
Non definibile
Descrizione dello stato e trend: 
L’analisi dell’indice di stato ecologico M-AMBI mostra che dei 99 corpi idrici il 7,1% è in stato ecologico “elevato”, il 25,3% nello stato “buono”, il 31,3% “sufficiente”, il 21,2% nello stato “scarso” e il 16,2% “cattivo” (Tabella 1). La copertura temporale al momento non è sufficiente per valutare un trend.
Commenti: 
L'applicazione dell'indice M-AMBI nelle acque di transizione nazionali fornisce una valutazione generale della componente macrozoobenthonica per le regioni di cui sono disponibili i dati (6 su 9), che comprendono in totale 99 corpi idrici (Figura 1a - 1b).
I dati si riferiscono al triennio 2014-2016, tranne che per la Sicilia in cui è stato utilizzato un intervallo più ampio (2012-2017) per garantire una maggiore copertura spaziale dell’indicatore, essendo stato condotto un monitoraggio stratificato dei diversi copri idrici.
A livello nazionale, il 32,3% dei corpi idrici di transizione ha raggiunto l'obiettivo di qualità ("buono" o "elevato"). A livello delle singole regioni (Tabella 1), l’obiettivo di qualità è raggiunto nel 46,2% dei corpi idrici del Friuli-Venezia Giulia, nel 43,6% per la Sardegna, nel 40% per l'Emilia-Romagna, nel 33,3% per la Sicilia, nel 10,5% per il Veneto e nel 9,1% per la Puglia.
Se si raggruppano i corpi idrici secondo la categoria “tidale/non tidale” (Figure 2 e 3) si osserva che raggiungono lo stato "buono" o "elevato" il 26,5% dei “tidali” (9 CI su 34) e il 36,9% dei “non tidali” (24 CI su 65).
  • Titolo Tabella 1: EQB Macroinvertebrati bentonici M-AMBI, stato di qualità ecologica del macrozoobenthos nelle acque di transizione italiane a livello regionale
    fonte SINTAI, ARPA Costiere
    note CI = Corpi idrici

    Friuli-Venezia Giulia
    Elevato Buono Sufficiente Scarso Cattivo
    Percentuale 15,4% 30,8% 46,2% 7,7% 0,0%
    n° CI 2 4 6 1 0
    Veneto
    Elevato Buono Sufficiente Scarso Cattivo
    Percentuale 0,0% 10,5% 57,9% 26,3% 5,3%
    n. CI 0 2 11 5 1
    Emilia-Romagna
    Elevato Buono Sufficiente Scarso Cattivo
    Percentuale 0,0% 40,0% 20,0% 40,0% 0,0%
    n. CI 0 2 1 2 0
    Puglia
    Elevato Buono Sufficiente Scarso Cattivo
    Percentuale 0,0% 9,1% 18,2% 18,2% 54,5%
    n. CI 0 1 2 2 6
    Sicilia
    Elevato Buono Sufficiente Scarso Cattivo
    Percentuale 8,3% 25,0% 8,3% 16,7% 41,7%
    n. CI 1 3 1 2 5
    Sardegna
    Elevato Buono Sufficiente Scarso Cattivo
    Percentuale 10,3% 33,3% 25,6% 23,1% 7,7%
    n. CI 4 13 10 9 3
    TOTALE
    Elevato Buono Sufficiente Scarso Cattivo
    Percentuale 7,1% 25,3% 31,3% 21,2% 16,2%
    n. CI 7 25 31 21 15
  • Titolo Figura 2: EQB Macroinvertebrati bentonici M-AMBI, stato di qualità ecologica del macrozoobenthos delle acque di transizione tidali a livello nazionale
    Fonte SINTAI, ARPA Costiere
    Legenda n. CI = numero Corpi idrici
  • Titolo Figura 3: EQB Macroinvertebrati bentonici M-AMBI, stato qualità ecologica del macrozoobenthos delle acque di transizione non tidali a livello nazionale
    Fonte SINTAI, ARPA Costiere
    Legenda n. CI = numero Corpi idrici
  • Titolo Figura 1a: Applicazione dell'indice M-AMBI ai corpi idrici di transizione italiani (vista su scala nazionale)
    Fonte SINTAI, ARPA Costiere

  • Titolo Figura 1b: Applicazione dell'indice M-AMBI ai corpi idrici di transizione italiani (zoom sui corpi idrici delle 6 regioni)
    Fonte SINTAI, ARPA Costiere