STATO DI CONSERVAZIONE DEGLI HABITAT TERRESTRI DI DIRETTIVA 92/43/CEE

Autori: 
Non compilato  
Abstract: 
La Direttiva Habitat (92/43/CEE) rappresenta uno dei principali pilastri della politica comunitaria per la conservazione della natura. L’indicatore si basa sui dati forniti dall’Italia per il reporting periodico richiesto agli Stati Membri dall’art. 17 della Direttiva. L’indicatore fornisce un quadro di sintesi dello stato di conservazione complessivo dei tipi di habitat terrestri presenti sul territorio nazionale evidenziandone la distribuzione quantitativa a livello di regioni biogeografiche e nelle diverse classi di stato di conservazione. Lo stato di conservazione deve considerarsi negativo in quanto il 68% delle valutazioni degli habitat risulta inadeguato o cattivo.
Descrizione: 
Indicatore di stato che mette in evidenza la ricchezza degli habitat terrestri tutelati dall’allegato 1 della Direttiva 92/43/CEE presenti in Italia e valutati per regione biogeografica di appartenenza e il relativo stato di conservazione definito secondo gli standard previsti dal sistema europeo per la rendicontazione ex art. 17 (per approfondimenti si veda il sito http://cdr.eionet.europa.eu/help/habitats_art17).Si riporta inoltre la consistenza numerica, nei territori regionali, degli habitat rendicontati per regione biogeografica.
Scopo: 
Descrivere la ricchezza di habitat terrestri d’interesse comunitario a scala nazionale e regionale e presentarne lo stato di conservazione definito a livello biogeografico.
RILEVANZA - L'indicatore: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere il trend senza necessariamente fornire una valutazione dello stesso
È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell’ambiente e/o delle attività antropiche
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull’ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
MISURABILITÀ - I dati utilizzati per la costruzione dell’indicatore sono/hanno: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Un’ “adeguata” copertura spaziale
SOLIDITÀ - L'indicatore: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Riferimenti normativi: 
Direttiva 92/43/CEE (Direttiva “Habitat”)
DPR 357/97 e s.m.i. (recepimento in Italia della Direttiva Habitat)
Obiettivi fissati dalla normativa: 
La Direttiva Habitat (92/43/CEE) rappresenta uno dei principali pilastri della politica comunitaria per la conservazione della natura. L’articolo 1 di tale Direttiva stabilisce come obiettivo generale per gli Stati Membri della Comunità Europea il raggiungimento di uno Stato di Conservazione Favorevole (FCS) per tutti i tipi di habitat elencati nell'allegato I presenti sul territorio nazionale.
Lo Stato di Conservazione Favorevole rappresenta la situazione in cui un habitat prospera in termini di qualità ed estensione dell'area che occupa, ed esistono buone buone prospettive per cui tali condizioni restino stabili anche in futuro. La situazione di condizione favorevole deve quindi essere definita, raggiunta e mantenuta.
DPSIR: 
Stato
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
Evans D. & Arvela M., 2011. Assessment and reporting under Article 17 of the Habitats Directive Explanatory Notes & Guidelines for the period 2007-2012. Final draft April 2011. European Topic Center on Biological Diversity. http://bd.eionet.europa.eu/article17/reference_portal
MATTM - Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, 2008. Attuazione della Direttiva Habitat e stato di conservazione di habitat e specie in Italia. Palombi ed.
Zivkovic L., E. Biondi, S. Pesaresi, C. Lasen, G. Spampinato, P. Angelini, 2017. The third report on the conservation status of habitats (Directive 92/43/EEC) in Italy: processes, methodologies, results and comments. Plant Sociology 54 (2): 51-64
https://bd.eionet.europa.eu/article17/reports2012/habitat/summary/ (sito Eionet - European Topic Centre on Biological Diversity: Habitat assessments at EU biogeographical level)
https://bd.eionet.europa.eu/activities/Reporting/Article_17/Reports_2013/Member_State_Deliveries (sito Eionet - European Topic Centre on Biological Diversity: Reporting under Article 17 of the Habitats Directive (period 2007-2012) Member States Deliveries
Limitazioni: 
Nonostante il grande miglioramento metodologico compiuto attraverso la definizione, nel 2011, delle linee guida europee per la valutazione degli habitat, le carenze conoscitive che ancora rimangono e la disomogeneità dei dati a livello nazionale non hanno permesso di attribuire lo stato di conservazione a tutti gli habitat d’interesse comunitario presenti sul territorio nazionale. Pur emergendo importanti elementi positivi legati al fatto che le conoscenze riguardanti gli habitat sono sempre più approfondite, per una completa attendibilità dei dati sono richiesti monitoraggi specifici. Inoltre, sebbene le metodologie siano standardizzate a livello europeo, ancora molto spazio viene dato alla valutazione attraverso “giudizio dell’esperto” utilizzato per lo più per ovviare alla carenza di dati. Si sottolinea inoltre la necessità di approfondire ricerca e monitoraggio per affrontare la quantificazione di valori favorevoli di riferimento, elementi fondanti per le valutazioni.
Ulteriori azioni: 
La messa a regime di un piano nazionale di monitoraggio degli habitat d’interesse comunitario in grado di ottimizzare il lavoro di raccolta dati in un’ottica di efficienza ed efficacia.
Frequenza rilevazione dati: 
Sessennale
Accessibilità dei dati di base: 
Acquisizione dei dati di reporting ex art.17 tramite i siti dedicati
Fonte dei dati di base: 
Non compilato  
Unità di misura: 
Numero (n.), Percentuale (%)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
La valutazione dello stato di conservazione dei tipi di habitat elencati nell’allegato I della Direttiva Habitat viene effettuata secondo metodologie standardizzate a livello europeo. Lo stato di conservazione complessivo di ciascun habitat, all’interno di ciascuna regione biogeografica di presenza, deriva dal calcolo di singoli parametri che riguardano range, area occupata, struttura e funzioni, prospettive future (per ulteriori approfondimenti si veda Evans & Arvela, 2011).
Lo stato di conservazione viene calcolato tramite l’applicazione di una matrice di valutazione elaborata a livello europeo allo scopo di standardizzare i risultati. A ciascun tipo di habitat e per ciascuna regione biogeografica viene assegnato un valore di stato di conservazione complessivo tra i seguenti:
- Favorevole (FV) se i valori dei parametri risultano tutti e quattro Favorevoli (FV),
- Sfavorevole-Inadeguato (U1) quando almeno uno dei parametri è Inadeguato (U1) e nessuno ha valore Cattivo (U2),
- Sfavorevole-Cattivo (U2) quando almeno uno dei parametri ha valore Cattivo (U2);
- Sconosciuto (XX) quando almeno due parametri sono Sconosciuti (XX) e nessuno ha valore Inadeguato (U1) o Cattivo (U2).

L’indicatore riporta (figure 1 e 2) i numeri delle schede di reporting delle valutazioni effettuate nel terzo report ex art 17. L’indicatore mostra (figura 3) anche il numero di habitat di interesse comunitario rendicontati in ciascuna Regione Amministrativa italiana (per regione biogeografica). In particolare, essendo il reporting realizzato su base biogeografica, viene mostrato il numero di habitat presenti in ciascuna parte di Regione ricadente in una diversa regione biogeografica. Ad esempio per la Regione Lazio, che ricade in parte nella Bioregione Mediterranea ed in parte nella Bioregione Alpina, vengono mostrati i numeri di habitat rendicontati per questi due ultimi territori (rispettivamente 67 e 45).
Core set: 
Non compilato  
Tipo rappresentazione: 
Grafico
Periodicità di aggiornamento: 
Non compilato  
Copertura spaziale: 
Non compilato  
Copertura temporale: 
2007-2012
Le informazioni raccolte ed elaborate per la compilazione dei Rapporti nazionali nel contesto della Direttiva Habitat, rappresentano una fonte di dati importante per misurare lo stato di conservazione degli habitat terrestri d’interesse comunitario. L’indicatore presenta una buona affidabilità e validazione, una discreta comparabilità nel tempo e nello spazio.
Stato: 
Non definibile
Trend: 
Non definibile
Descrizione dello stato e trend: 
Lo stato di conservazione deve considerarsi negativo in quanto il 68% delle valutazioni degli habitat risulta inadeguato o cattivo. La valutazione dei trend non è al momento possibile per carenza di dati e per il cambiamento metodologico avvenuto tra l’ultimo report ex art. 17 (periodo 2007-2012) ed il precedente (2001-2006).
Commenti: 
La figura 1 mostra la suddivisione in categorie di stato di conservazione delle schede di reporting elaborate per gli habitat terrestri nel terzo report ex art 17, riferito al periodo 2007-2012. Il 68% degli habitat terrestri di interesse comunitario del nostro Paese è in uno stato di conservazione cattivo (28%) o inadeguato (40%), solo il 22% è in uno stato di conservazione favorevole, inoltre in 24 casi (il 9,5%) non è stato possibile attribuire uno stato di conservazione complessivo.
Analizzando lo stato di conservazione complessivo degli habitat per regione biogeografica (Fig. 2) si rileva che la maggior percentuale di habitat in stato di conservazione non soddisfacente è presente nella regione alpina, dove il 75% (57 habitat su 76) è in uno stato di conservazione inadeguato o cattivo. Anche nelle altre regioni, tuttavia, la percentuale degli habitat in stato di conservazione non soddisfacente è piuttosto elevata: per il 71% dei casi nella regione continentale (59 habitat su 83) e per il 61% nella mediterranea (58 habitat su 94).
In figura 3 può essere osservato il numero di habitat rendicontati in ciascuna Regione Amministrativa italiana, ripartiti nelle diverse Bioregioni. Ciò rende conto della ricchezza di habitat di Interesse Comunitario distribuiti nel territorio italiano. Si tenga presente che uno stesso habitat si può ritrovare nelle diverse Bioregioni comprese nel territorio di una certa Regione e, naturalmente, in Regioni Amministrative diverse. Considerando inoltre che la ricchezza di habitat è funzione sia della superficie territoriale, sia della diversità di ambienti che la caratterizza, si può osservare, dalla figura 3, che la Bioregione mediterranea in Toscana è quella in assoluto con più habitat (78), assai ben rappresentata però anche nel Sud Italia con 70 habitat in Calabria, 67 in Basilicata e 66 in Sicilia. Alla Bioregione continentale possono essere ascritti 71 habitat in Emilia Romagna, mentre quella alpina ne presenta 64 in Piemonte.
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