RICCHEZZA ED ABBONDANZA RELATIVE DEGLI UCCELLI IN ITALIA

Autori: 
Giovanni Finocchiaro, Davide Licheri, Riccardo Nardelli, Fernando Spina,
Immagine abstract
Abstract: 
L'indicatore contribuisce a misurare l'abbondanza e la ricchezza del popolamento ornitico in Italia, nel corso dell'anno, descritte sulla base di dati di inanellamento, al fine di delineare il ruolo dell'Italia nel contesto della distribuzione spazio-temporale dell'avifauna europea. I dati del 2018 confermano l'assoluta importanza dell'Italia quale rotta di migrazione di grande importanza tra Europa e Africa.
Descrizione: 
L'indicatore è di tipo proxy e misura l'abbondanza e la ricchezza del popolamento ornitico in Italia nel corso dell'anno, descritte sulla base dei dati di inanellamento. Relativamente all'abbondanza si considera la sommatoria del numero di uccelli marcati attraverso attività di inanellamento per ciascuna pentade standardizzata nell'intero corso dell'anno, su base nazionale. La pentade, quale periodo standardizzato di 5 giorni di durata, è l'unità temporale di riferimento generalmente utilizzata, a livello internazionale, per la descrizione dei fenomeni di migrazione. Per l'aspetto della ricchezza si considera, invece, la sommatoria del numero di specie di uccelli rilevate attraverso attività di inanellamento per ciascuna pentade standardizzata nell'intero corso dell'anno, su base nazionale. A supporto di entrambe le misure, si calcola lo sforzo di campionamento su base di pentade e su scala nazionale.
Scopo: 
Monitorare l'abbondanza e la ricchezza degli uccelli nel nostro Paese nel corso dell'anno, al fine di descrivere il ruolo dell'Italia nel contesto della distribuzione spazio-temporale dell'avifauna europea.
RILEVANZA - L'indicatore: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere il trend senza necessariamente fornire una valutazione dello stesso
È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell’ambiente e/o delle attività antropiche
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull’ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
MISURABILITÀ - I dati utilizzati per la costruzione dell’indicatore sono/hanno: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Aggiornati a intervalli regolari e con procedure affidabili
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Un’ “adeguata” copertura spaziale
Un’ “idonea” copertura temporale
SOLIDITÀ - L'indicatore: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Riferimenti normativi: 
Direttiva Uccelli 2009/147/CE, All. 5, punto c; Legge 157/92 art. 4§2, art. 7§3; (Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio)
Obiettivi fissati dalla normativa: 
Gli uccelli rappresentano una componente importante della biodiversità in quanto ampiamente diffusi a livello geografico e di habitat, e anche perché essi rappresentano il gruppo di organismi maggiormente studiato e meglio noto a livello globale. Caratterizzati da un'alta percentuale di specie migratrici, gli uccelli rappresentano un classico esempio che motiva l'esigenza di strumenti di conservazione e normativi che siano condivisi a livello internazionale. È per questa ragione che quella sugli uccelli selvatici rappresenta, storicamente, la prima Direttiva ambientale promulgata dall'Unione Europea. In Italia questa Direttiva è stata applicata attraverso la Legge 157/92 "Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio". Queste norme prevedono un costante monitoraggio dei livelli di popolazione e dello stato di conservazione delle popolazioni di uccelli presenti negli Stati membri dell'Unione Europea (Direttiva Uccelli 2009/147/CE, All. 5, punto c; Legge 157/92, art. 4§2, art. 7§3).
DPSIR: 
Impatto, Stato
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
-
Limitazioni: 
La rete dei siti nei quali viene condotta attività di inanellamento non è frutto di un campionamento randomizzato e stratificato. Stante il carattere volontario della rete degli inanellatori che, ai sensi della L. 157/92, art. 4§2, opera per ISPRA, lo sforzo di campionamento non è uniforme nell'intero corso dell'anno. Ciò anche in relazione alla stagionalità delle attività di ricerca legate a progetti specifici che il Centro Nazionale di Inanellamento (CNI) ISPRA coordina a livello nazionale ed internazionale. In particolare a partire dal 2015 è stato lanciato un nuovo programma nazionale di monitoraggio ornitologico basato sull’inanellamento e denominato MonITRing. Questo programma prevede campionamenti in contemporanea, in oltre 70 stazioni di inanellamento in Italia, i quali sono effettuati per una giornata scelta entro triplette di date preventivamente indicate dal CNI ISPRA per ciascun periodo di 10 gg (decade) nel corso dell’anno. Tale schema di campionamento contribuisce all’andamento rilevabile nel numero di siti di inanellamento attivi e di giornate di attività.
Per questi motivi l'indicatore va considerato una stima indiretta del fenomeno da rappresentare (indicatore proxy).
Ulteriori azioni: 
Potenziamento degli strumenti informatici di interrogazione della banca dati nazionale e di analisi dei dati in essa contenuti. Potenziamento della distribuzione spazio-temporale della rete di rilevamento anche in base a sostegno offerto localmente dalle competenti Amministrazioni Pubbliche.
Frequenza rilevazione dati: 
Continua
Accessibilità dei dati di base: 
Bancadati “Euring Protocol Engine” - CNI ISPRA
Fonte dei dati di base: 
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)
Unità di misura: 
Numero (n.)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Per l'abbondanza: per ciascun anno e per ciascuna pentade standardizzata, sommatoria di tutti gli uccelli che risultino inanellati in tutte le località che abbiano fornito dati di inanellamento, su scala nazionale. Per la ricchezza: per ciascun anno e per ciascuna pentade standardizzata, sommatoria di tutte le specie di uccelli che risultino rilevate in tutte le località che abbiano fornito dati di inanellamento, su scala nazionale. Questi dati sono mostrati congiuntamente a quelli relativi allo sforzo di campionamento prodotto dagli inanellatori; tale sforzo viene descritto in base alla sommatoria, per pentade, delle località nelle quali si sia svolta attività di inanellamento, su scala nazionale. Tale indicazione è ulteriormente dettagliata attraverso la sommatoria delle sessioni (giornate) di inanellamento che sono state condotte, sempre per pentade, nel complesso di tali località.
Core set: 
7EAP - Dati sull'ambiente
Tipo rappresentazione: 
Grafico
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale
Copertura temporale: 
1982-2018
L’informazione è rilevante in quanto fornisce una misura di abbondanza e ricchezza del popolamento ornitico in Italia quale misura di biodiversità su scala nazionale. Ciò viene fatto nell'intero corso dell'anno, e in modo indipendente dalla forte variabilità stagionale negli indici di contattabilità degli uccelli. Tale copertura completa del ciclo annuale è consentita dal fatto che gli uccelli vengono catturati a fini di inanellamento e immediato rilascio, in tal modo fornendo certezza della presenza spazio-temporale dei singoli individui marcati, come anche dell'attribuzione specifica di ciascuno di questi. I protocolli utilizzati, su scala nazionale, dagli inanellatori italiani, derivano da indicazioni a tal fine fornite dal Centro Nazionale di inanellamento (CNI) ISPRA. Ai sensi delle norme vigenti, quest'ultimo è formale rappresentante italiano in seno all'Unione Europea per l'Inanellamento EURING (www.euring.org). Il CNI ISPRA ha direttamente contribuito, a livello internazionale, alla definizione di protocolli standardizzati di rilevamento dati. Inoltre il fatto che ciascuno degli uccelli campionati attraverso l'inanellamento sia stato catturato ed esaminato direttamente da inanellatori esperti rende i dati accurati. I protocolli utilizzati rimangono costanti nel tempo e i dati di abbondanza e ricchezza vengono comunque presentati insieme a quelli dello sforzo di campionamento. Ciò rende i dati comparabili nel tempo. I dati, inoltre, sono presentati su scala nazionale. Possono aversi delle variazioni nella distribuzione geografica dei siti di inanellamento.
Stato: 
Medio
Trend: 
Positivo
Descrizione dello stato e trend: 
I dati confermano un trend positivo nell'intensità del campionamento, nel periodo 1982-2018, cui si collega un incremento significativo nei totali annuali di uccelli inanellati in Italia. Si passa quindi, come rappresentato in Figura 1, dai circa 70.000 uccelli inanellati nei primi anni '80 a quasi 128.000 nel 2018. Se invece si valutano gli ultimi 12 anni, a partire dal 2007 si osserva una drastica diminuzione del numero di località di inanellamento e, conseguentemente, del numero di specie e di uccelli catturati annualmente. Questo dato deve essere letto nell’ottica di una generale razionalizzazione dell’attività di inanellamento, orientata ad acquisire dati in minore quantità e da un più ristretto numero di località, ma più funzionali ai progetti standardizzati e al monitoraggio nazionale. Nell’ultimo triennio il trend del catturato si è stabilizzato tra le 120.000 e le 130.000 catture.
Commenti: 
I dati su base annuale relativi al 2018 confermano l'assoluta importanza dell'Italia come area di transito per l'avifauna europea. Ciò è indicato dai numeri ancora molto elevati di individui e specie campionati su base di pentade. I totali di specie inanellate raggiungono valori massimi nelle fasi di più alta intensità dei movimenti migratori pre-riproduttivi (aprile-maggio) e post-riproduttivi (agosto-ottobre) (Figura 2). Tali fasi di migrazione vengono efficacemente campionate attraverso progetti coordinati dal CNI ISPRA, i quali si basano su reti di stazioni di inanellamento. Si tratta in particolare del Progetto Piccole Isole, dedicato sin dal 1988 alla migrazione primaverile, con periodo standard di copertura aprile, e del Progetto Alpi, dedicato alla migrazione autunnale e coordinato dal 1997 insieme al MUSE di Trento, con periodo di campionamento agosto-ottobre.
Nel 2018 le variazioni nel ciclo annuale del numero di specie per pentade ricalca un pattern del tutto simile a quello del 2017.
Per la migrazione pre-riproduttiva, rispetto all’anno precedente, tuttavia, il numero complessivo di uccelli inanellati appare più elevato, pur essendo lo sforzo di cattura comparabile. Ciò porta ad ipotizzare un effettivo aumento del numero di migratori rispetto alla precedente primavera. Si tratta in ogni caso di variazioni interannuali di non facile interpretazione che possono dipendere da molteplici fattori, tra cui le condizioni metereologiche più o meno favorevoli incontrate dagli uccelli durante il viaggio diretto di attraversamento del Mediterraneo.
Per la migrazione post-riproduttiva si osserva il picco della migrazione tra le decadi 56-61, determinato principalmente da popolazioni di passeriformi migratori che si trasferiscono dall’Europa centrale e settentrionale verso il Mediterraneo. Rispetto al precedente autunno il numero di individui catturati appare però decisamente inferiore, malgrado il numero di giornate di cattura sia rimasto sostanzialmente invariato. Differenze nelle catture tra un autunno e il successivo, in questa particolare finestra temporale del ciclo annuale, sono assai frequenti e si devono inquadrare nelle variazioni di produttività delle associazioni forestali cui molti di questi uccelli sono legati per il foraggiamento. Tali variazioni si riflettono in una maggiore o minore consistenza dei contingenti migratori che si trasferiscono verso latitudini più meridionali, e che sono intercettati nelle stazioni di inanellamento prealpine. A queste si associano le condizioni meteorologiche contingenti che determinano le rotte migratorie principali.
Solo analisi sul trend di lungo periodo consentiranno di valutare gli effetti dei processi ambientali sulla variazione della dimensione delle popolazioni e sull’evoluzione delle rotte migratorie.
L’attività di inanellamento (Figura 3), sia in termini di località campionate sia di numero di giornate dedicate alle catture, è ancora fortemente condizionata dalla fenologia della migrazione: in termini di giornate di attività viene cioè investito un maggiore sforzo durante aprile-maggio e settembre-ottobre, al pari del numero di stazioni di cattura che aderiscono ai principali progetti di inanellamento scientifico, che si concentrano nei periodi di migrazione, più favorevoli alla cattura. Tuttavia, grazie a progetti di monitoraggio costante, si è ottenuta una discreta copertura anche nei mesi caratterizzati da clima più estremo, assicurando in questo modo una buona rappresentatività delle specie appartenenti tanto all’avifauna svernante quanto a quella nidificante all’interno dello spettro del catturato totale. Per quanto concerne la notevole irregolarità dell’attività, leggibile nei numerosi picchi sull’intero ciclo annuale, essa è essenzialmente dovuta alle disposizioni del Centro Nazionale di Inanellamento che, al fine di razionalizzare lo sforzo di cattura, hanno fornito agli inanellatori indicazioni su quali pentadi coprire maggiormente nell’ambito degli stessi progetti coordinati.

  • Titolo Figura 1: Distribuzione annuale del numero di uccelli inanellati e delle località di inanellamento espresse in giorni
    Fonte ISPRA

  • Titolo Figura 2: Distribuzione del numero di uccelli e delle specie inanellate per pentade (2018)
    Fonte ISPRA

  • Titolo Figura 3: Distribuzione del numero di giornate di attività e delle località di inanellamento per pentade (2018)
    Fonte ISPRA