ALTEZZA DELLA MAREA ASTRONOMICA LUNGO LE COSTE ITALIANE

Autori: 
Sara Morucci, Gabriele Nardone, Arianna Orasi, Marco Picone
Immagine abstract
Abstract: 
La marea è un fenomeno periodico di innalzamento e abbassamento della superficie del mare dovuto all’attrazione gravitazione esercitata dalla Luna, dal Sole e dagli altri corpi celesti sulle masse di acqua presenti sulla Terra e secondariamente dovuto anche alle perturbazioni meteorologiche. I dati della Rete Mareografica Nazionale (ISPRA) sono stati utilizzati per caratterizzare l’ampiezza della componente astronomica del segnale di marea lungo le coste Italiane.
Descrizione: 
Il fenomeno delle maree è caratterizzato dall’innalzamento e l’abbassamento del livello del mare dovuto all'attrazione gravitazionale esercitata principalmente dalla Luna e dal Sole sulla superficie terrestre e, secondariamente, dai fenomeni meteorologici. Si possono dunque distinguere due componenti, una astronomica, periodica e prevedibile e una componente random, meteorologica.
La fase di innalzamento raggiunge il suo culmine nel momento di massima elevazione del livello marino ed è detta alta marea (o colmo), mentre la fase di minimo abbassamento è detta bassa marea (o cavo). La differenza tra alta e bassa marea viene denominata escursione o ampiezza di marea.
Le escursioni mareali variano nel tempo in funzione della posizione relativa del sistema Terra-Sole-Luna e nello spazio, in funzione di caratteristiche morfologiche quali la profondità dei fondali marini, la forma delle coste e la superficie della massa d’acqua.
Il livello del mare è registrato lungo le coste italiane dalle stazioni mareografiche, principalmente posizionate all’interno dei porti e gestite da ISPRA.
Scopo: 
Monitorare e caratterizzare lungo le coste italiane la componente di marea astronomica può essere particolarmente utile allo scopo di individuare eventuali anomalie e fenomeni mareali estremi rispetto alla condizione naturale del mare, diversa in ciascun punto di misura.
RILEVANZA - L'indicatore: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È semplice, facile da interpretare
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Ha una soglia o un valore di riferimento con il quale poterlo confrontare, in modo si possa valutare la sua significatività
MISURABILITÀ - I dati utilizzati per la costruzione dell’indicatore sono/hanno: 
Adeguatamente documentati e di qualità nota [Accessibilità]
Aggiornati a intervalli regolari secondo fonti e procedure affidabili [Tempestività e Puntualità]
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Una "buona" copertura spaziale
Una "buona" copertura temporale (almeno 5 anni)
SOLIDITÀ - L'indicatore: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Possiede elementi che consentono di correlarlo a modelli economici, previsioni e sistemi di informazione
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Riferimenti normativi: 
Risponde alle esigenze conoscitive fissate nella Direttiva 2000/60/CE in materia di acque costiere e acque di transizione, e alle richieste della Direttiva 2007/60/CE in materia di alluvioni e inondazioni costiere.
Obiettivi fissati dalla normativa: 
Non esistono obiettivi fissati dalla normativa.
DPSIR: 
Impatto, Stato
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
http://dati.isprambiente.it/dataset/rmn-la-rete-mareografica-nazionale/
Limitazioni: 
Non compilato  
Ulteriori azioni: 
Non compilato  
Frequenza rilevazione dati: 
Annuale
Continua
Accessibilità dei dati di base: 
http://dati.isprambiente.it/dataset/rmn-la-rete-mareografica-nazionale/
Fonte dei dati di base: 
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)
Unità di misura: 
Metri sul livello del mare (m s.l.m.)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Le maree nel Mar Mediterraneo hanno una frequenza di 12 ore circa, legate al passaggio della Luna al di sopra di un punto di osservazione sulla Terra. La marea viene dunque influenzata in maniera diversa nel corso del mese a seconda delle fasi lunari. Questa componente, detta astronomica è quella che viene ricostruita e presentata. Il segnale misurato, sottratto della sua componente armonica, fornisce i residui, che contengono informazioni sui fenomeni meteorologici, random, accaduti.
Core set: 
Non compilato  
Tipo rappresentazione: 
Grafico
Tabella
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Mari italiani
Copertura temporale: 
1971 al 2018
La marea astronomica rappresenta un ottimo indicatore per caratterizzare puntualmente le normali oscillazioni del livello del mare, consentendo un confronto geografico su scala nazionale e il monitoraggio nel tempo delle eventuali variazioni indotte da fenomeni fisici di breve o lungo periodo. I dati sono acquisiti dalle stazioni mareografiche della Rete Mareografica Nazionale (RMN) che garantisce la copertura spaziale su tutto il territorio nazionale, il campionamento orario e le serie storiche pluriennali. I dati di livello del mare sono stati sottoposti a procedura di validazione eseguita manualmente attraverso il giudizio esperto, L2 secondo la classificazione del WMO, e sono stati analizzati utilizzando i più accreditati e avanzati metodi statistici. Questo indicatore consente pertanto un ottimo confronto su scala nazionale.
Stato: 
Non definibile
Trend: 
Non definibile
Descrizione dello stato e trend: 
Questo indicatore è definito sulla base di costanti universali che, dunque, non si aspetta cambino nel tempo.
Commenti: 
L'indicatore si riferisce al 2018 ed è presentato allo scopo di caratterizzare uniformemente, lungo le coste italiane, il livello del mare atteso localmente e rilevare eventuali anomalie riscontrate nell'anno. Come si evince dalle Figure 12-15, e come ben noto, il livello della marea astronomica presenta valori decisamente più alti nel Nord Adriatico (Venezia e Trieste), con massimi e minimi di marea (Tabella 1) quasi tre volte quelli registrati in altre stazioni di misura (Mar Tirreno). Ciò si rileva nelle Figure 12-15, sia per la stazione di Venezia sia di Trieste; le Figure 13 e 15 rappresentano l'andamento della marea astronomica sulla stessa scala delle altre stazioni italiane, proprio allo scopo di evidenziare la maggiore intensità del fenomeno (e il loro fuori scala).Le Figure 12 e 14 rappresentano, invece, sulla scala opportuna, la marea astronomica nella sua interezza. È ben noto l'effetto intenso della marea nella Laguna di Venezia, che trova riscontro anche nei dati presentati in questo indicatore.
  • Titolo Figura 1: Marea astronomica stazione Ancona (2018)
    Fonte ISPRA - Rete Mareografica Nazionale (RMN)

  • Titolo Figura 2: Marea astronomica stazione Carloforte (2018)
    Fonte ISPRA - Rete Mareografica Nazionale (RMN)

  • Titolo Figura 3: Marea astronomica stazione Catania (2018)
    Fonte ISPRA - Rete Mareografica Nazionale (RMN)

  • Titolo Figura 4: Marea astronomica stazione Civitavecchia (2018)
    Fonte ISPRA - Rete Mareografica Nazionale (RMN)

  • Titolo Figura 5: Marea astronomica stazione Imperia (2018)
    Fonte ISPRA - Rete Mareografica Nazionale (RMN)

  • Titolo Figura 6: Marea astronomica stazione Lampedusa (2018)
    Fonte ISPRA - Rete Mareografica Nazionale (RMN)

  • Titolo Figura 7: Marea astronomica stazione Livorno (2018)
    Fonte ISPRA - Rete Mareografica Nazionale (RMN)

  • Titolo Figura 8: Marea astronomica stazione Otranto (2018)
    Fonte ISPRA - Rete Mareografica Nazionale (RMN)

  • Titolo Figura 9: Marea astronomica stazione Porto Torres (2018)
    Fonte ISPRA - Rete Mareografica Nazionale (RMN)

  • Titolo Figura 10: Marea astronomica stazione Reggio Calabria (2018)
    Fonte ISPRA - Rete Mareografica Nazionale (RMN)

  • Titolo Figura 11: Marea astronomica stazione San Benedetto del Tronto (2018)
    Fonte ISPRA - Rete Mareografica Nazionale (RMN)

  • Titolo Figura 12: Marea astronomica stazione Trieste (zoom) (2018)
    Fonte ISPRA - Rete Mareografica Nazionale (RMN)

  • Titolo Figura 13: Marea astronomica stazione Trieste (2018)
    Fonte ISPRA - Rete Mareografica Nazionale (RMN)

  • Titolo Figura 14: Marea astronomica stazione Venezia (zoom) (2018)
    Fonte ISPRA - Rete Mareografica Nazionale (RMN)

  • Titolo Figura 15: Marea astronomica stazione Venezia (2018)
    Fonte ISPRA - Rete Mareografica Nazionale (RMN)

  • Titolo Tabella 1: Massimi e minimi di marea astronomica
    Fonte ISPRA
    Legenda La marea astronomica è stata calcolata secondo il metodo di Doodson lungo tutte le coste italiane in corrispondenza dei dati della Rete Mareografica Nazionale (RMN), e sono stati estrapolati i massimi e i minimi della marea stronomica
    Note aggiornamento a dicembre 2018

    Stazione Max OBS Min OBS Max ASTR Min ASTR
    m m
    Ancona 0,63 −0,66 0,22 −0,36
    Carloforte 0,71 −0,29 0,18 −0,2
    Catania 0,45 −0,32 0,17 −0,16
    Civitavecchia 0,65 −0,24 0,23 −0,23
    Imperia 0,59 −0,38 0,17 −0,2
    Lampedusa 0,55 −0,34 0,18 −0,2
    Livorno 0,66 −0,38 0,22 −0,23
    Otranto 0,2 −0,66 0,15 −0,16
    Porto Torres 0,64 −0,24 0,19 −0,21
    Reggio Calabria 0,21 −0,55 0,14 −0,18
    San Benedetto del Tronto 0,58 −0,49 0,2 −0,26
    Trieste 1,13 −0,83 0,59 −0,79
    Venezia 1,42 −0,8 0,55 −0,72