ACQUE MARINO COSTIERE - ELEMENTO DI QUALITA' BIOLOGICA MACROALGHE CARLIT

Autori: 
Non compilato  
Abstract: 
Indice di classificazione ecologica dell'EQB macroalghe per la categoria acque marino costiere ai sensi della Direttiva quadro sulle acque (Dlgs 152/06).L'indice CARLIT (Cartography of littoral and upper-sublittoral benthic communities o, in breve, CARtografia LITorale) permette di quantificare, mediante l'elemento di qualità biologica Macroalghe, lo stato ecologico del corpo idrico marino - costiero.
Descrizione: 
Il metodo di classificazione CARLIT, previsto dal DM ambiente 260/2010, introduce i criteri per l'attribuzione dello stato ecologico dei corpi idrici marino - costieri considerando l'elevata sensibilità, rispetto alle pressioni, dei popolamenti di macroalghe presenti a livello della frangia infralitorale. Il CARLIT, metodo cartografico che sfrutta lo sviluppo lineare dei popolamenti superficiali in ambiente microtidale, è stato ideato per un'applicazione lungo coste prevalentemente rocciose: perché l'area di indagine possa essere considerata idonea all'applicazione del metodo, essa deve essere costituita principalmente da scogliere, non necessariamente continue. Le zone rocciose devono essere costituite almeno per l'80% da substrati naturali. Il CARLIT, basato sul campionamento visuale delle comunità algali superficiali, deve essere applicato in primavera, periodo di massimo sviluppo delle specie cospicue. La finestra temporale considerata favorevole è, in generale, quella compresa tra i mesi di aprile e giugno. Il metodo CARLIT si basa sulla tendenza generale riscontrata nella risposta delle comunità superficiali dominate da macroalghe al disturbo antropico: i dati presenti in letteratura, confermati e completati da studi specifici e dal giudizio di esperti, sono stati tradotti in valori di sensibilità associati alle comunità caratteristiche delle scogliere superficiali. Una prima tabella delle categorie delle comunità è stata proposta da Ballesteros et al. (2007) per l'applicazione catalana. In vista dell'applicazione alla scala nazionale, e dell'estensione del CARLIT al Mar Ionio e al Sud Adriatico, la tabella delle categorie (disponibile sul sito ISPRA - "Quaderno metodologico sull'elemento biologico macroalghe e sul calcolo dello stato ecologico secondo la metodologia CARLIT") è stata completata sulla base delle realtà presenti nelle regioni italiane coinvolte, grazie all'apporto degli esperti in esse operanti. In conformità a detta tabella, per ogni settore si annota la comunità dominante nella zona superficiale. Essendo la maggior parte delle specie appartenenti al genere Cystoseira sensibili a diversi tipi di impatto antropico, la loro presenza è sintomo di elevata qualità ecologica. Per questo motivo la presenza di popolamenti a Cystoseira è generalmente associata ai valori di sensibilità massimi (fa eccezione Cystoseira compressa, specie considerata più tollerante).
Per quanto riguarda la classificazione, lo stato ecologico "elevato" è definito dalla presenza di comunità dominate da alghe brune strutturanti (Cystoseira sp.), mentre uno stato "cattivo" è caratterizzato dalla dominanza di specie opportuniste a scarsa complessità morfologica, come le Ulvales (alghe verdi) e le Bangiophycidae (alghe rosse) o i Cianobatteri. Il risultato finale dell'applicazione dell'indice CARLIT non fornisce un valore assoluto, ma direttamente l'EQR.
Il calcolo del Rapporto di Qualità Ecologica (Ecological Quality Ratio, EQR) è quindi un valore adimensionale compreso tra 0 e 1 e permette di classificare lo stato ecologico dei corpi idrici secondo le 5 classi: elevato, buono, sufficiente, scarso e cattivo (come da tabella seguente - Direttiva 2000/60/EC).
Scopo: 
Classificare lo stato di qualità dei corpi idrici marino-costieri utilizzando l'Elemento di Qualità Biologica "macroalghe".
RILEVANZA - L'indicatore: 
È semplice, facile da interpretare
È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell'ambiente e collegato alle attività antropiche
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Ha una soglia o un valore di riferimento con il quale poterlo confrontare, in modo si possa valutare la sua significatività
MISURABILITÀ - I dati utilizzati per la costruzione dell’indicatore sono/hanno: 
Adeguatamente documentati e di qualità nota [Accessibilità]
Aggiornati a intervalli regolari secondo fonti e procedure affidabili [Tempestività e Puntualità]
SOLIDITÀ - L'indicatore: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Riferimenti normativi: 
Non compilato  
Obiettivi fissati dalla normativa: 
La Direttiva 2000/60/CE (recepita con Dlgs 152/06), istituisce un quadro normativo di riferimento per tutti gli Stati membri, per la protezione delle acque superficiali interne, delle acque di transizione, delle acque costiere e sotterranee che mira al miglioramento e ripristino di tutti i corpi idrici superficiali, per i corpi idrici artificiali e quelli fortemente modificati, al fine di raggiungere un buono stato delle acque superficiali entro 15 anni dall'entrata in vigore della Direttiva. Gli elementi qualitativi che concorrono alla definizione dello stato ecologico e di qualità delle diverse tipologie di corpi idrici sono così strutturati: 1) Elementi biologici composti in generale da flora acquatica, macroinvertebrati, fauna ittica, fitoplancton e altra flora acquatica di cui, per ognuno, la composizione e l'abbondanza ed eventuali taxa sensibili costruiscono livelli informativi indispensabili per definire lo stato ecologico; 2) Elementi idromorfologici a sostegno degli elementi biologici che considerano: a) il regime idrologico; b) condizioni morfologiche; 3) Elementi chimici e fisico-chimici a sostegno degli elementi biologici che considerano: a) elementi generali; b) inquinanti specifici.
DPSIR: 
Stato
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
Ballesteros E., Torras X., Pinedo S., Garcia M., Mangialajo L., de Torres M. A new methodology based on littoral community cartography dominated by macro algae for the implementation of the European Water Framework Directive. Marine Pollution Bullettin 55(2007): 172-180
Limitazioni: 
L'indice CARLIT, basato sul campionamento visuale delle comunità algali superficiali, può essere applicato esclusivamente in primavera, periodo di massimo sviluppo delle specie cospicue. La finestra temporale considerata favorevole è, in generale, quella compresa tra i mesi di aprile e giugno.
Ulteriori azioni: 
Il CARLIT, essendo basato sul campionamento visuale, non prevede la raccolta sistematica di campioni. Ciononostante si consiglia di raccogliere campioni in maniera puntuale, in caso di dubbio nell'identificazione delle specie ed almeno un campione per categoria/area di indagine.
Frequenza rilevazione dati: 
Annuale
Accessibilità dei dati di base: 
Non compilato  
Fonte dei dati di base: 
Non compilato  
Unità di misura: 
Classi di qualità da 1 a 5
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Viene quantificato prima il valore di qualità ecologica (Ecological Quality Value, EQVcalc) in ogni area di indagine per ogni categoria geomorfologica rilevante. L'EQVcalc corrisponde alla media pesata dei valori di sensibilità delle comunità riscontrate, in funzione della lunghezza della costa (calcolata tramite GIS nel caso della cartografia in continuo) o del numero di settori (cartografia per settori). I valori di qualità ecologica calcolati secondo la stessa procedura nei siti di riferimento, per ogni categoria geomorfologica rilevante (EQVrif), permettono di calcolare il Rapporto di Qualità Ecologica (Ecological Quality Ratio, EQR). L'EQR è quindi un valore adimensionale compreso tra 0 e 1 che permette di classificare le aree di indagine secondo in base alle 5 classi di stato ecologico: elevato, buono, sufficente, scarso, cattivo.
Core set: 
Non compilato  
Tipo rappresentazione: 
Grafico
Mappa
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Non compilato  
Copertura temporale: 
2011-2012-2013
L’indicatore è rilevante perché è previsto dalla normativa nazionale e risponde in modo significativo alle pressioni di origine antropica.. Relativamente all’accuratezza, a fronte dell’affidabilità della fonte (ARPA), l'informazione è frammentaria in termini spaziali e non si dispone di serie storiche.
Stato: 
Non compilato  
Trend: 
Non compilato  
Descrizione dello stato e trend: 
In base ai dati disponibili, non è ancora possibile individuare un trend, mentre si evidenzia che l’indice di valutazione di stato ecologico CARLIT non ha mai segnalato la presenza di una condizione preoccupante per i popolamenti macroalgali di fascia infralitorale. Condizioni di scarso o cattivo stato di qualità ecologica, infatti, non sono mai state segnalate in nessuna delle Regioni campionate, mentre la percentuale relativa di stazioni risultate in stato sufficiente è bassa.
Poiché l'indicatore non è ancora completo non si assegna l'icona di Chernoff.
Commenti: 
Come si evince dalla Figura 1., per l’anno 2011, lo screening dei dati caricati sul sito SINTAI ha restituito solo i dati della regione Puglia. Il numero delle stazioni campionate è 20, di cui il 20% risulta in elevato stato ecologico, il 60% in "buono" ed il 20% in "sufficiente". Pertanto, per l’anno 2011, l’80% delle stazioni campionate ricade in un range di classificazione che non richiede misure di intervento di riduzione delle pressioni ai sensi della Direttiva WFD 2000/60. Il rimanente 20% si trova in una condizione poco al di sotto del livello di guardia mentre non
Nella Figura 2., sono presentati i dati relativi al 2012 per le regioni Puglia, Sardegna e Liguria. Per quel che riguarda la Puglia, rispetto al precedente monitoraggio del 2011 sono state campionate 5 stazioni in meno (Porto Cesareo, Punta Ristola, Tricase, S. Maria, Ugento) per un totale di 15 stazioni. Di queste, il 27% risulta in stato "elevato", il 60% in buono e il 13% in "sufficiente". Per l’anno 2012, quindi, l’87% delle stazioni pugliesi ricade in un range di classificazione superiore alla soglia minima di intervento mentre si conferma, anche per quest’anno, l’assenza di stazioni in "scarso" o "cattivo" stato di qualità ecologica. La Sardegna presenta un totale di 3 stazioni campionate, tutte e tre in elevato stato di qualità ecologica. Il 33% delle stazioni di monitoraggio della Liguria sono in stato "elevato", il 50% in buono e il 17% in sufficiente mentre non si rilevano stazioni in "scarso" o "cattivo" stato di qualità ecologica. Per l’anno 2012, quindi, l’83% delle stazioni liguri risulta al di sopra della soglia di intervento del "buono" stato ecologico.
Nel 2013 sonos ati elaborati i dati della Puglia e della Liguria (Figura 3.). Rispetto al 2012, la Puglia ha campionato una stazione in meno (Mattinatella) per un totale di 14 stazioni. Di queste, il 20% risulta in stato "elevato", il 61% in "buono" e il 19% in "sufficiente" mentre si conferma, come per gli anni precedenti, l’assenza di stazioni in "scarso" o "cattivo" stato di qualità ecologica. Per l’anno 2013, quindi, l’81% delle stazioni è al di sopra del limite di classe previsto dalla normativa per le misure di intervento.
La Liguria presenta un numero totale di 5 stazioni, una in meno rispetto al monitoraggio precedente; inoltre, le stazioni campionate nel 2013 sono tutte situate in siti diversi rispetto a quelli monitorati nel 2012. L’80% e il 20% delle stazioni campionate nel 2013 si trova rispettivamente in "elevato" ed in "buono" stato ecologico, mentre anche per quest’anno non vengono segnalate stazioni in "scarso" o "cattivo" stato di qualità ecologica. Per l’anno 2013, pertanto, tutte le stazioni campionate ricadono in un range di classificazione che non richiede misure di intervento per il ripristino del "buono" stato di qualità ecologica.
Non ci sono allegati.