PUNTA ORARIA DI FABBISOGNO ENERGETICO NEI MESI ESTIVI

Autori: 
Francesca Giordano
Immagine abstract
Abstract: 
L'indicatore fornisce informazioni sulle punte orarie di fabbisogno di energia elettrica nel periodo compreso tra maggio e settembre su tutto il territorio nazionale, con l’obiettivo di analizzarne l’andamento temporale sul lungo periodo e valutare i possibili effetti dei cambiamenti climatici sui consumi energetici.
I valori in corso mostrano un trend in crescita nel periodo analizzato, con tassi differenti per i diversi mesi e particolarmente rilevanti nei mesi di giugno e luglio.
Con l’aumento della temperatura media globale gli scenari futuri prevedono una riduzione dei consumi energetici per il riscaldamento degli ambienti e un aumento per il loro raffrescamento: l’effetto complessivo sulla domanda di energia dipenderà dall’andamento dei parametri meteorologici a livello locale e stagionale così come dalla struttura dell’approvvigionamento energetico.
Descrizione: 
L'indicatore fornisce informazioni sulle punte orarie di fabbisogno di energia elettrica nel periodo compreso tra maggio e settembre su tutto il territorio nazionale. I picchi di richiesta di energia elettrica in questo periodo dell'anno dipendono da vari fattori, legati al numero di presenze in città nonché alle elevate temperature che inducono un maggiore utilizzo degli impianti di condizionamento. L'esplosione del mercato dei condizionatori, avvenuto perlopiù all'inizio del decennio, e dettato dalla crescente necessità della popolazione di rendere i propri ambienti domestici e di lavoro più confortevoli durante i periodi più caldi, ha certamente contribuito in maniera rilevante all'incremento della domanda energetica durante la stagione calda. Le previsioni dell'Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), in merito all'innalzamento della temperatura per i prossimi decenni, inducono a prevedere picchi di richiesta energetica nel periodo estivo sempre più elevati, superiori anche ai picchi registrati nella stagione invernale.
Scopo: 
Valutare l'andamento delle punte orarie di fabbisogno di energia elettrica a livello nazionale nel periodo compreso tra maggio e settembre. L'indicatore è di interesse per la tematica degli impatti dei cambiamenti climatici sul settore energetico, come si evince dalla letteratura scientifica in materia.
RILEVANZA - L'indicatore: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere il trend in atto e l'evolversi della situazione ambientale
È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell'ambiente e collegato alle attività antropiche
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
MISURABILITÀ - I dati utilizzati per la costruzione dell’indicatore sono/hanno: 
Adeguatamente documentati e di qualità nota [Accessibilità]
Aggiornati a intervalli regolari secondo fonti e procedure affidabili [Tempestività e Puntualità]
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Una "buona" copertura temporale (almeno 5 anni)
SOLIDITÀ - L'indicatore: 
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Riferimenti normativi: 
L'indicatore non ha riferimenti diretti con elementi normativi.
Obiettivi fissati dalla normativa: 
Non applicabile
DPSIR: 
Determinante, Impatto
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
TERNA S.p.A., Dati statistici sull’energia elettrica in Italia
Limitazioni: 
L'indicatore non è un indicatore diretto dei cambiamenti climatici, poiché su di esso incidono anche fattori di natura non climatica. Tuttavia esso può essere considerato un indicatore di interesse per la tematica degli impatti dei cambiamenti climatici, in grado cioè di fornire indicazioni utili allo studio degli effetti dell'innalzamento della temperatura media sulla domanda energetica per il raffrescamento.
Ulteriori azioni: 
Eventuali azioni volte a colmare le lacune conoscitive e a migliorare l'interpretazione dell'indicatore potrebbero riguardare l'ampliamento della serie storica dei dati, a coprire almeno il decennio 1990-1999. Inoltre, valutazioni sulla correlazione con i trend di temperatura potrebbero contribuire a comprendere meglio il peso che la temperatura ha sulle punte di fabbisogno di energia elettrica in estate.
Frequenza rilevazione dati: 
Annuale
Accessibilità dei dati di base: 
Terna SpA - Statistica annuale della produzione e del consumo di energia elettrica in Italia
Fonte dei dati di base: 
Terna - Rete Elettrica Nazionale S.p.A.
Unità di misura: 
Megawatt (MW)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
I dati forniti da TERNA S.p.A. sono stati elaborati da ISPRA secondo un algoritmo di calcolo che permette di separare la componente di fabbisogno elettrico dovuta all'uso termico dell'energia nel settore civile dalla componente relativa alla variazione dei consumi elettrici dovuti ai parametri macroeconomici che si riflettono sul fabbisogno dei settori industria e terziario. A tal proposito per ogni anno è stata calcolata la media del fabbisogno relativo ai mesi di aprile e ottobre, che sono i due mesi in cui i è plausibilmente ridotto il consumo di energia elettrica per riscaldamento e raffrescamento.
Ai picchi di fabbisogno mensile da maggio a settembre è stata sottratta la differenza tra la media così calcolata dell’anno in corso (media relativa ai mesi di aprile e maggio) e la media stimata per l'anno 2000.
Core set: 
Non compilato  
Tipo rappresentazione: 
Grafico
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale (I)
Copertura temporale: 
1999-2018
Il dato è pubblicato da TERNA (Gestore del sistema di trasmissione nazionale elettrica) a livello nazionale e per aree territoriali. La rilevanza dell'informazione è discreta, poiché fornisce elementi di interesse per l'analisi degli impatti dei cambiamenti climatici sul settore energetico. Tuttavia è necessario tenere presente che l'indicatore non è esclusivamente correlato a fattori climatici. L'affidabilità delle fonti dei dati è elevata.
Stato: 
Scarso
Trend: 
Negativo
Descrizione dello stato e trend: 
Il trend in crescita delle punte di fabbisogno energetico nella stagione estiva è certamente legato all'utilizzo sempre più massiccio degli impianti di condizionamento, ormai ampiamente diffusi negli edifici pubblici così come negli appartamenti privati. I picchi osservati (Tabella 1 e dalla Figura 1) sono sempre più elevati nel tempo e, con ogni probabilità, nei prossimi decenni raggiungeranno valori superiori a quelli tipicamente invernali, facendo registrare consumi record. La stabilità del sistema energetico sarà, quindi, condizione indispensabile al fine di poter garantire le forniture energetiche richieste. Tra i fattori chiave all'origine di tale fenomeno vi è senz'altro l'aumento delle temperature medie estive e il verificarsi delle ondate di calore. In tal senso l'indicatore viene considerato di interesse in tema di impatti dei cambiamenti climatici, nell'ottica di uno scenario futuro caratterizzato molto probabilmente da temperature più elevate e ondate di calore più frequenti nella regione mediterranea.
Commenti: 
Le punte di fabbisogno di energia elettrica nei mesi considerati mostrano un trend complessivamente in crescita nel periodo analizzato, con tassi differenti per i diversi mesi. Nel corso del periodo estivo del 2018 si registra un ulteriore aumento della punta di fabbisogno del mese di agosto rispetto all'impennata già avvenuta nella precedente rilevazione. Solo nei mesi di giugno e settembre i valori calano rispetto all'anno precedente (Tabella 1 e Figura 1).

  • Titolo Tabella 1: Punta oraria di fabbisogno energetico nei mesi estivi
    Fonte Elaborazione ISPRA su dati TERNA SpA
    Legenda Punta oraria di fabbisogno energetico; Mesi di maggio, giugno, luglio, agosto, settembre
    Note Aggiornamento a dicembre 2018

    Anno Maggio Giugno Luglio Agosto Settembre
    MW MW MW MW MW
    1999 36.877 38.974 40.684 40.876 42.725
    2000 39.044 41.329 43.123 40.412 41.504
    2001 40.844 42.644 43.142 40.394 40.248
    2002 38.695 43.672 43.241 37.092 39.595
    2003 38.622 43.388 44.108 37.835 39.166
    2004 39.378 43.558 46.332 41.514 42.605
    2005 40.655 46.234 46.091 40.149 41.929
    2006 40.324 47.279 47.270 41.957 43.409
    2007 41.191 44.539 46.797 41.110 41.429
    2008 41.300 46.900 46.644 42.921 44.339
    2009 42.442 43.933 46.902 40.624 44.616
    2010 40.394 44.878 50.786 39.876 42.187
    2011 42.529 45.621 50.005 42.333 45.909
    2012 39.122 45.725 47.978 43.337 42.072
    2013 39.238 46.733 48.614 45.223 43.657
    2014 38.997 46.092 46.000 41.278 42.808
    2015 39.491 42.999 52.439 42.199 43.540
    2016 38.873 43.519 47.582 43.079 43.025
    2017 41.077 48.024 49.325 49.792 45.607
    2018 41.476 45.206 49.670 51.025 43.781
  • Titolo Figura 1: Punta oraria di fabbisogno energetico nei mesi estivi
    Fonte Elaborazione ISPRA su dati TERNA SpA