CONSISTENZA E LIVELLO DI MINACCIA DI SPECIE VEGETALI

Autori: 
Non compilato  
Abstract: 
L’indicatore analizza la consistenza floristica a scala nazionale e di regione amministrativa, mettendo in evidenza la notevole ricchezza floristica del nostro paese e gli alti livelli di endemismo. L’Italia ospita infatti un patrimonio floristico di grande rilievo sia dal punto di vista quantitativo (2.704 licheni, 1.169 briofite e 8.195 entità vascolari), sia per valore biogeografico con ben 1.371 entità vascolari endemiche, ovvero esclusive del nostro territorio. Il contingente di entità endemiche rappresenta una componente della biodiversità unica del nostro Paese, da tenere in particolare considerazione ai fini conservazionistici.
L’indicatore mostra anche lo stato di rischio della nostra flora (livelli di minaccia secondo le categorie IUCN) con un focus sulle 202 entità protette ai sensi della Convenzione di Berna e della Direttiva Habitat (policy species). Purtroppo lo stato di conservazione della flora italiana non può essere considerato soddisfacente, poiché il 43% delle policy species e il 54% delle entità di Lista Rossa rientra nelle categorie di maggior rischio di estinzione.
Descrizione: 
L'indicatore mette in evidenza la ricchezza floristica a livello nazionale e regionale, riportando sia i dati di consistenza numerica delle entità vascolari e non vascolari italiane, sia il grado di minaccia a cui esse sono soggette. Viene anche mostrato lo status della flora tutelata a livello europeo presente in Italia. Per la flora vascolare l’indicatore riporta anche i dati relativi alle entità endemiche, cioè esclusive del nostro Paese.
Scopo: 
Descrivere la ricchezza floristica italiana, a scala nazionale e regionale, e presentare il grado di rischio di estinzione (IUCN) della nostra flora e, all’interno di essa, delle specie vegetali protette dalla Direttiva Habitat 92/43/CE e dalla Convenzione di Berna (policy species).
RILEVANZA - L'indicatore: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È semplice, facile da interpretare
È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell’ambiente e/o delle attività antropiche
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull’ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
MISURABILITÀ - I dati utilizzati per la costruzione dell’indicatore sono/hanno: 
Adeguatamente documentati e di fonte nota
Un’ “adeguata” copertura spaziale
SOLIDITÀ - L'indicatore: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nello spazio
Riferimenti normativi: 
Convenzione di Berna relativa alla conservazione della vita selvatica e dell'ambiente naturale in Europa (19 settembre 1979)
Direttiva (92/43/CE) per la Conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche detta Direttiva “Habitat”
Obiettivi fissati dalla normativa: 
La Convenzione di Berna (1979) ha lo scopo di assicurare la conservazione della flora e della fauna selvatiche e dei loro habitat naturali (Art.1). Particolare riguardo è richiesto per le specie in pericolo di estinzione e vulnerabili, e soprattutto per le specie endemiche (Art.3). Le specie di flora da tutelare sono elencate in allegato I (“Specie di flora rigorosamente protette”).
La Direttiva Habitat (1992) intende contribuire alla salvaguardia della biodiversità mediante la conservazione degli habitat naturali, nonché della flora e della fauna selvatiche nel territorio europeo degli Stati membri (Art.2). Le specie di flora da tutelare sono elencate negli allegati II (“Specie animali e vegetali d'interesse comunitario la cui conservazione richiede la designazione di zone speciali di conservazione”), IV (“Specie animali e vegetali di interesse comunitario che richiedono una protezione rigorosa”) e V (“Specie animali e vegetali di interesse comunitario il cui prelievo nella natura e il cui sfruttamento potrebbero formare oggetto di misure di gestione”).
DPSIR: 
Impatto, Stato
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
Bilz M., Kell S.P., Maxted N., Lansdown R.V., 2011 - European Red List of Vascular Plants. Publications Office of the European Union, Luxembourg.
Conti F., Abbate G., Alessandrini A. & Blasi C ., 2005 - An annotated checklist of the italian vascular flora. MATTM-Dip.Prot.Nat.; Univ. di Roma La Sapienza-Dip.Biol.Veg.
Conti et alii, 2007 - Integrazioni alla Checklist della flora vascolare italiana. Natura Vicentina, 10 (2006): 5-74, (Vicenza).
EAA, European Environment Agency , 2015 - State of nature in the EU - Results from reporting under the nature directives 2007–2012. EEA Technical report No 2/2015.
Ercole S., Giacanelli V., 2014 - Flora. In: Genovesi P., Angelini P., Bianchi E., Dupré E., Ercole S., Giacanelli V., Ronchi F., Stoch F. (eds) - Specie e habitat di interesse comunitario in Italia: distribuzione, stato di conservazione e trend. ISPRA, Serie Rapporti 194/2014.
Fenu G., Bacchetta G., Giacanelli V., Gargano D., Montagnani C., Orsenigo S.*, Cogoni D., Rossi G., Conti F., Santangelo A., Pinna M.S., Bartolucci F., Domina G., Oriolo G., Blasi C., Genovesi P., Abeli T., Ercole S., 2016 - Conserving plant diversity in Europe: outcomes, criticisms and perspectives of the Habitats Directive application in Italy. Biodivers. Conserv. (2016).
IUCN, 2001 - IUCN Red List Categories and Criteria: version 3.1. IUCN Species Survival Commission. IUCN, Gland, Switzerland and Cambridge, UK.
IUCN, 2012 - Guidelines for application of IUCN Red List Criteria at regional levels: version 4.0. IUCN Species Survival Commission. IUCN, Gland, Switzerland and Cambridge, UK.
IUCN, 2013 a - Guidelines for using the IUCN Red List Categories and Criteria. Version 10. Prepared by the Standards and Petitions Subcommittee.
IUCN, 2013 b - Italy’s biodiversity at risk. A call for action. IUCN Brussels, Belgium.
Pignatti S., 1982 - Flora d'Italia. 3 voll. Edagricole. Bologna.
Rossi G. et alii, 2016 - Is legal protection sufficient to ensure plant conservation? The Italian Red List of policy species as a case study. Oryx 50(03): 431-436.
Scoppola A., Spampinato G., Giovi E., Magrini S., Cameriere P., 2005 - Le entità a rischio di estinzione in Italia: un nuovo Atlante multimediale. Pp.: 47-78. In: Scoppola e Blasi, 2005 - Stato delle conoscenze sulla flora vascolare d'Italia. MATTM, DPN, SBI, Univ. Tuscia, Univ. La Sapienza. Palombi Ed.
http://italianbotanist.pensoft.net/
http://www.iucnredlist.org/
Limitazioni: 
I limiti maggiori riguardano la difficoltà di reperire dati omogenei (in termini temporali, metodologici e di set di specie) per i diversi gruppi tassonomici. L'aggiornamento dei dati di consistenza dipende dalle date di pubblicazione delle Checklist, mentre per quanto concerne i dati relativi al grado di minaccia, la disomogeneità e l’impossibilità di confrontare le diverse valutazioni dipendono sia dalle diverse versioni dei criteri IUCN utilizzati, sia dai diversi set di specie valutati nelle liste rosse attualmente disponibili.
Ulteriori azioni: 
Implementare una rete nazionale di monitoraggio per accrescere le conoscenze sulla nostra flora e per poter aggiornare periodicamente le valutazioni IUCN.
Frequenza rilevazione dati: 
Non definibile
Accessibilità dei dati di base: 
Consultazione di fonti bibliografiche e banche dati online (vedi commenti a descrizione della metodologia di elaborazione).
Fonte dei dati di base: 
Non compilato  
Unità di misura: 
Numero (n.), Percentuale (%)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
L’indicatore si basa sull’elaborazione di dati provenienti da diverse fonti (checklist e liste rosse) aventi varie date di aggiornamento. Nelle elaborazioni grafiche e tabellari le specie vegetali vengono ripartite nei seguenti gruppi tassonomici:
- Licheni
- Briofite: Epatiche e Antocerote, Muschi
- Piante Vascolari: Licofite, Felci e affini, Gimnosperme e Angiosperme.
L’indicatore presenta i dati di consistenza numerica della flora italiana, desunti dalle più recenti checklist pubblicate per i diversi gruppi tassonomici (Aleffi et al., 2008; Nimis e Martellos, 2017; Bartolucci et al., 2018). Per ciascun gruppo viene indicato il numero di entità, comprendendo cioè sia le specie che le sottospecie.
Per la sola flora vascolare i dati vengono presentati sia a scala nazionale che regionale, prendendo in esame anche i livelli di endemismo. Per ciascuna regione amministrativa si riportano:
- il numero totale di entità (specie + sottospecie) (Bartolucci et al., 2018),
- il numero di endemiche italiane e di endemiche esclusive di ciascuna regione (Peruzzi et al., 2014).

I dati relativi all’endemismo fanno riferimento alle entità con distribuzione ristretta al territorio italiano, comprendendo però anche i taxa presenti sia in Italia che nelle isole di Corsica e Malta, secondo il criterio scelto nella più recente lista pubblicata (Peruzzi et al., 2014).
L’indicatore mostra anche la consistenza della flora a rischio di estinzione, desunta dalle Liste Rosse nazionali e regionali degli anni ’90 (Cortini Pedrotti e Aleffi, 1992; Nimis, 1992; Conti et al., 1992 e 1997) che rappresentano al momento le uniche liste rosse disponibili per i diversi gruppi tassonomici.
Per la sola flora vascolare, queste liste sono state riprese nell’Atlante delle specie a rischio di estinzione (Scoppola e Spampinato, 2005; Scoppola et al., 2005), nel quale sono state aggiunte 8 nuove specie considerate a rischio (senza definirne la categoria IUCN), specie che vengono conteggiate nelle elaborazioni dell’indicatore e rappresentate come “altre specie minacciate”.
L’indicatore presenta anche una mappa della densità sul territorio nazionale della flora vascolare a rischio di estinzione, rappresentata attraverso la distribuzione delle entità su un reticolato chilometrico (maglia quadrata di 10 Km di lato), elaborata a partire dai dati distributivi riportati nell’Atlante (Scoppola e Spampinato, 2005). I dati sono stati elaborati utilizzando 6 classi di densità (nessuna entità a rischio segnalata per il quadrante, 1 entità, 2 o 3, da 4 a 6, da 7 a 9 e più di 10 entità segnalate per il quadrante).
L’indicatore presenta infine i dati relativi al livello di minaccia di un subset di entità di rilievo conservazionistico e legislativo: le policy species, ovvero le specie vegetali italiane protette ai sensi della Convenzione di Berna e della Direttiva Habitat 92/43/CE (Rossi et al., 2013; Rossi et al., 2016).
Le categorie IUCN (International Union for Conservation of Nature) utilizzate nelle diverse fonti di riferimento dipendono dalla data di pubblicazione, ovvero dall’aggiornamento dei criteri IUCN utilizzati. In particolare nelle Liste Rosse della flora vascolare pubblicate da Conti et alii (1992 e 1997) le categorie di riferimento corrispondono alla versione 2.3 (1994) del sistema IUCN, che comprende le seguenti otto categorie di rischio: specie estinta (EX extinct), estinta in natura (EW extinct in the wild), gravemente minacciata (CR critically endangered), minacciata (EN endangered), vulnerabile (VU vulnerable), a più basso rischio (LR lower risk), dati insufficienti (DD data deficient), non valutata (NE not evaluated).
Per le briofite (Epatiche e Muschi) e i Licheni il livello di minaccia viene invece valutato, secondo il criterio scelto da Cortini Pedrotti e Aleffi e da Nimis (1992), utilizzando quattro categorie: specie estinta (EX extinct); in pericolo (EN endangered); vulnerabile (VU vulnerable); rara (R), categoria aggiunta per le specie note negli ultimi cinquant'anni per meno di cinque località.
I dati relativi al livello di minaccia delle policy species (Rossi et al., 2013; Rossi et al., 2016), basati su assessment più recenti, seguono le recenti linee guida IUCN (IUCN, 2012; 2013) e sono classificati con le categorie della versione 3.1 (IUCN, 2001) che sono: specie estinta (EX extinct), estinta in natura (EW extinct in the wild), probabilmente estinta (CR(PE)), gravemente minacciata (CR critically endangered), minacciata (EN endangered), vulnerabile (VU vulnerable), quasi a rischio (NT near threatened), a minor rischio (LC least concern), dati insufficienti (DD data deficient), non valutata (NE not evaluated). A queste si aggiunge, nell’ambito di valutazioni a scala regionale, la categoria specie estinta a livello sub-globale (RE regionally extinct).
Core set: 
Green growth OECD
EEA - CSI
7EAP - Dati sull'ambiente
SDGs Indicators
Tipo rappresentazione: 
Grafico
Mappa
Tabella
Periodicità di aggiornamento: 
Quadriennale
Copertura spaziale: 
Non compilato  
Copertura temporale: 
1992, 1997, 2005, 2008, 2013, 2014, 2015, 2017, 2018
Le informazioni utilizzate per il popolamento dell’indicatore rappresentano dati fondamentali ai fini della valutazione della ricchezza floristica a livello nazionale e regionale, del grado di rischio a cui è sottoposta la flora italiana nel suo complesso e le policy species in particolare. L’accuratezza è ottima trattandosi di dati desunti da pubblicazioni scientifiche. La comparabilità nel tempo non è assicurata trattandosi di dati che non vengono raccolti secondo tempistiche prestabilite.
Stato: 
Non definibile
Trend: 
Non definibile
Descrizione dello stato e trend: 
Lo stato di conservazione e il trend della flora italiana devono considerarsi negativi in quanto, attualmente, rientrano nelle categorie a maggior rischio di estinzione il 42% delle 202 policy species e il 54% delle 1.020 piante vascolari della Lista Rossa.
Commenti: 
L’indicatore mostra la consistenza numerica della flora nazionale, che risulta tra le più ricche in Europa. Nella Figura 1 è mostrato il numero di entità (specie + sottospecie) per i diversi gruppi tassonomici: la flora non vascolare italiana conta 3.873 entità,di cui 297 Epatiche e Antocerote, 872 Muschi (Aleffi et al., 2008) e 2.704 licheni (Nimis e Martellos, 2017), ma le conoscenze circa la consistenza di questi gruppi sono in continuo aggiornamento. Anche per le piante vascolari si segnala un continuo aggiornamento delle conoscenze, dovuto ad approfondimenti tassonomici e all’esplorazione sempre più capillare del territorio. Attualmente la flora vascolare italiana comprende 8.195 entità, ovvero 23 Licofite, 108 Felci e affini, 30 Gimnosperme e 8.034 Angiosperme (Figura 8.11), secondo i dati desunti dalla recente checklist pubblicata nel 2018 (Bartolucci et alii), che ha aggiornato i dati della precedente lista (Conti et alii, 2005).
In Figura 2 si riportano i dati di ricchezza floristica a livello regionale, da cui si evince che in ben 8 regioni su 20 il numero di entità di piante vascolari supera le tremila specie e sottospecie.
Le ultime due colonne della Tabella 1 (entità non più ritrovate ed estinte) danno conto inoltre della scomparsa di numerose specie dai territori regionali avvenuta negli ultimi decenni. Tali dati forniscono, quindi, un’indicazione non solo della ricchezza floristica ma anche della vulnerabilità a significative perdite di biodiversità.
L’indicatore mostra anche la consistenza e la distribuzione regionale della flora vascolare endemica italiana, che è costituita da 1.371 entità, tra specie e sottospecie esclusive del nostro territorio o presenti in Italia, Corsica e Malta. Il 58% di queste è rappresentato da endemiti ristretti a una sola regione (Peruzzi et al., 2014) (Tabella 2). La Figura 8.13 e la Tabella 8.5 permettono di apprezzare la rilevanza biogeografica delle flore regionali, tra le quali spiccano Sicilia (con 400 entità endemiche totali, di cui 262 esclusive regionali), Sardegna (con 322 entità endemiche, di cui 180 esclusive), Calabria (270 entità endemiche, di cui 60 esclusive) e Abruzzo (227entità endemiche, di cui 44 esclusive). Rilevante è anche la componente endemica per molte altre regioni (Toscana, Lazio, Basilicata, Campania, Puglia, Marche). Le nostre regioni alpine, nonostante la rilevanza fitogeografica, non emergono in queste elaborazioni poiché le entità vegetali distribuite sui rilievi alpini che valicano il confine italiano non sono considerate endemiche italiane nella lista di Peruzzi et alii, essendo condivise con altri Paesi.
L’indicatore presenta anche lo stato di rischio di estinzione della nostra flora attraverso le categorie IUCN, con un focus sulle 202 policy species italiane, protette ai sensi della Convenzione di Berna e della Direttiva Habitat.
In Tabella 8.6 è indicata la consistenza e la ripartizione nelle categorie di rischio della flora italiana inserita nelle liste rosse degli anni ’90 (Cortini Pedrotti e Aleffi, 1992; Nimis, 1992; Conti et al., 1992 e 1997) che comprende 772 entità di licheni e briofite (su un totale di 3.873 entità attualmente note) e 1.020 entità di piante vascolari (su un totale di 8.195 entità attualmente note). Come si evince dalla Figura 8.14 delle 1.020 piante vascolari: il 40% del totale risulta a basso rischio (LR) di estinzione, mentre il 54% rientra nelle categorie di maggior rischio (27% -vulnerabile, VU; 15% - minacciato, EN; 12% - gravemente minacciato, CR). Si segnala anche che il 3% delle entità risulta estinto (EX+EW).
La mappa della densità delle entità incluse nella flora a rischio (Figura 8.15), aggiornata al 2005, mostra la distribuzione sul territorio nazionale delle specie valutate nelle liste rosse degli anni ’90; si rilevano densità particolarmente alte nei territori alpini, nell’Appennino centrale e nelle isole.
Le liste rosse degli anni ’90 erano basate su standard IUCN (criteri 2.3; IUCN, 1994) attualmente superati. Per questo nell’ultimo decennio in Italia sono stati realizzati assessment secondo i nuovi standard e le nuove metodologie IUCN (criteri 3.1; IUCN, 2001). Al momento questa attività ha preso in considerazione alcuni set di specie di interesse, portando nel 2013 alla pubblicazione di una prima Lista Rossa, tra le quali sono comprese 202 policy species (Rossi et al., 2013), ovvero tutte le entità vegetali italiane protette ai sensi della Convenzione di Berna e della Direttiva Habitat.
Complessivamente risulta minacciato, ovvero incluso nelle categorie CR(PE), CR, EN, VU, il 42% del totale delle policy species (Figura 8.16). Per il 24% delle entità non si hanno ancora dati sufficienti per l’assessment. A quest’ultima percentuale contribuiscono in maniera preponderante i muschi, come risulta evidente nella Figura 8.17. Si segnala che, nonostante la tutela a livello comunitario sia in vigore ormai da molti anni, risultano estinte o probabilmente estinte 8 angiosperme,1 antocerota e 2 muschi (Tabella 8.7), che rappresentano il 6% del totale (EX + CR(PE) in Figura 8.16).
Questa situazione di grave minaccia alla biodiversità vegetale in Italia, che riguarda purtroppo anche le specie tutelate a livello comunitario, in analogia con quanto emerge anche a livello europeo (Bilz et al., 2011; IUCN, 2013 b; EEA, 2015), è imputabile a cause note tra le quali spiccano il progressivo e inarrestabile consumo di suolo, la costruzione di infrastrutture residenziali e per il trasporto, il degrado, la modificazione e la frammentazione degli ecosistemi, la competizione esercitata dalle specie esotiche invasive, nonché le modifiche alle pratiche agricole e colturali (Rossi et al., 2013; Ercole e Giacanelli, 2014, Fenu et al., 2016).


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