EMISSIONI DI OSSIDI DI AZOTO COMPLESSIVE E DA PROCESSI ENERGETICI

Autori: 
Antonio Caputo, Riccardo De Lauretis
Immagine abstract
Abstract: 
L'indicatore riguarda le emissioni di ossidi di azoto (NOx) in atmosfera, all'origine dei processi di acidificazione ed eutrofizzazione. Tali emissioni provengono essenzialmente dai processi di combustione (impianti per la produzione di energia, riscaldamento domestico, trasporti); esse possono essere ridotte attraverso interventi sulle tecnologie stesse e/o tramite il trattamento degli effluenti gassosi del processo. Nel 2017, i processi energetici hanno contribuito per il 91,5% alle emissioni complessive di ossidi di azoto. Il contributo relativo dei processi energetici alle emissioni di ossidi di azoto mostra una progressiva diminuzione a partire dal 1996 fino al 2017, passando da 96,1% a 91,5%, dovuta alla maggiore efficienza dei sistemi di abbattimento delle emissioni di ossidi di azoto nel settore energetico. Dal 1990 si osserva la diminuzione delle emissioni di ossidi di azoto da processi energetici (-67,1% nel 2017 rispetto al 1990), grazie all’utilizzo di dispositivi per l’abbattimento delle emissioni dagli impianti stazionari e soprattutto da quelli mobili. Nel 2017, le emissioni complessive di NOx sono inferiori del 44,6% rispetto al 2005, in linea con il rispetto dei protocolli internazionali in materia di acidificazione.
Descrizione: 
L'indicatore riguarda le emissioni di ossidi di azoto (NOx) in atmosfera, all'origine dei processi di acidificazione ed eutrofizzazione. Tali emissioni provengono essenzialmente dai processi di combustione (impianti per la produzione di energia, riscaldamento domestico, trasporti); esse possono essere ridotte attraverso interventi sulle tecnologie stesse e/o tramite il trattamento degli effluenti gassosi del processo.
Scopo: 
Valutare il ruolo dei processi energetici rispetto alle emissioni di ossidi di azoto, al fine di diminuire il contributo dell'uso dell'energia all'inquinamento atmosferico.
RILEVANZA - L'indicatore: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere il trend in atto e l'evolversi della situazione ambientale
È semplice, facile da interpretare
È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell'ambiente e collegato alle attività antropiche
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull'ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Ha una soglia o un valore di riferimento con il quale poterlo confrontare, in modo si possa valutare la sua significatività
MISURABILITÀ - I dati utilizzati per la costruzione dell’indicatore sono/hanno: 
Adeguatamente documentati e di qualità nota [Accessibilità]
Aggiornati a intervalli regolari secondo fonti e procedure affidabili [Tempestività e Puntualità]
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Una "buona" copertura spaziale
Una "buona" copertura temporale (almeno 5 anni)
SOLIDITÀ - L'indicatore: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Possiede elementi che consentono di correlarlo a modelli economici, previsioni e sistemi di informazione
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Riferimenti normativi: 
Convenzione sull’inquinamento transfrontaliero a lunga distanza (Ginevra, 1979)
Protocollo di Helsinki (1985)
Protocollo di Sofia (1988)
Protocollo di Göteborg (1999)
Direttiva NEC (2001/81/CE) - relativa ai limiti nazionali di emissione di alcuni inquinanti atmosferica
D.Lgs. 171/2004 - Attuazione della direttiva 2001/81/CE relativa ai limiti nazionali di emissione di alcuni inquinanti atmosferici.
Direttiva n. 2284 del 14 dicembre 2016 - concernente la riduzione delle emissioni nazionali di determinati inquinanti atmosferici, che modifica la direttiva 2003/35/CE e abroga la direttiva 2001/81/CE.
Obiettivi fissati dalla normativa: 
La Direttiva 2001/81/CE sui limiti nazionali di emissione, recepita in Italia dal Decreto legislativo n. 171 del 2004, ha fissato il tetto delle emissioni nazionali di NOx da raggiungere entro il 2010 a 990 kt. La direttiva costituisce la trasposizione a livello comunitario del Protocollo di Göteborg del 1999 per combattere l’acidificazione, l’eutrofizzazione e l’ozono troposferico.
Nel 2012 il protocollo è stato aggiornato con l’introduzione di un nuovo limite per le emissioni nazionali di NOx, da raggiungere entro il 2020. A differenza della normativa previgente, l’obiettivo non è più espresso in valore assoluto, ma come percentuale di riduzione ed è pari al 40% del livello di emissione registrato nel 2005.
DPSIR: 
Pressione
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
ISPRA, 2019. Italian Emission Inventory 1990-2017. Informative Inventory Report 2019 (http://www.sinanet.isprambiente.it/it/sia-ispra/serie-storiche-emissioni/informative-inventory-report/view)
Limitazioni: 
La rilevanza dell'indicatore a livello locale è ridotta, per effetto della distribuzione non uniforme della produzione e del consumo di energia sul territorio nazionale.
Ulteriori azioni: 
Per migliorare la qualità dei dati a livello regionale, è necessario disporre di informazioni dettagliate per la caratterizzazione delle emissioni dalle fonti stazionarie (ad es. dati di emissione degli impianti puntuali, addetti agli impianti industriali) e dalle fonti mobili (ad es. parco autoveicoli).
Frequenza rilevazione dati: 
Annuale
Accessibilità dei dati di base: 
ISPRA, Inventario delle emissioni in atmosfera
Fonte dei dati di base: 
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)
Unità di misura: 
Milioni di tonnellate (Mt)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Stima effettuata nell'ambito della predisposizione dell'inventario nazionale delle emissioni
Core set: 
Non compilato  
Tipo rappresentazione: 
Tabella
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale
Copertura temporale: 
1980-2017
Le stime sono calcolate in conformità alle caratteristiche di trasparenza, accuratezza, consistenza, comparabilità, completezza richieste dalla metodologia di riferimento per la realizzazione dell'Inventario nazionale delle emissioni in atmosfera.
Sono disponibili dati a livello nazionale. È possibile calcolarli a livello regionale e provinciale; tuttavia il calcolo dell'indicatore richiede l'uso di algoritmi complessi.
Stato: 
Buono
Trend: 
Positivo
Descrizione dello stato e trend: 
Dal 1990 si osserva la diminuzione delle emissioni di ossidi di azoto da processi energetici (-67,1% nel 2017 rispetto al 1990), dovuta all’utilizzo di dispositivi per l’abbattimento delle emissioni dagli impianti stazionari e soprattutto da quelli mobili. Le emissioni complessive nel 2017 sono inferiori del 44,6% rispetto al 2005, in linea con il rispetto dei protocolli internazionali in materia di acidificazione (Tabella 1 e Figura 1).
Commenti: 
Nel 2017, i processi energetici hanno contribuito per il 91,5% alle emissioni complessive di ossidi di azoto. Il contributo relativo dei processi energetici alle emissioni di ossidi di azoto mostra una progressiva diminuzione a partire dal 1996 fino al 2017, passando da 95,3% a 91,5%, dovuto alla maggiore efficienza dei sistemi di abbattimento delle emissioni di ossidi di azoto nel settore energetico (Tabella 1).
Per garantire la consistenza e la comparabilità dell’inventario, l’aggiornamento annuale delle emissioni comporta la revisione dell’intera serie storica sulla base delle informazioni disponibili e dei più recenti sviluppi metodologici.
  • Titolo Tabella 1: Emissioni di ossidi di azoto complessive e da processi energetici
    Fonte ISPRA

    Anno Emissioni complessive di NOx di cui da processi energetici
    Mt Mt
    1980 1,717 1,617
    1981 1,689 1,590
    1982 1,687 1,590
    1983 1,672 1,570
    1984 1,686 1,586
    1985 1,776 1,675
    1986 1,848 1,751
    1987 1,968 1,868
    1988 1,987 1,889
    1989 2,048 1,954
    1990 2,063 1,972
    1991 2,131 2,038
    1992 2,163 2,070
    1993 2,065 1,972
    1994 1,966 1,874
    1995 1,939 1,847
    1996 1,866 1,794
    1997 1,794 1,717
    1998 1,682 1,609
    1999 1,587 1,513
    2000 1,487 1,414
    2001 1,458 1,385
    2002 1,398 1,325
    2003 1,380 1,307
    2004 1,335 1,261
    2005 1,280 1,210
    2006 1,211 1,140
    2007 1,155 1,084
    2008 1,069 1,003
    2009 0,984 0,925
    2010 0,967 0,909
    2011 0,929 0,867
    2012 0,871 0,805
    2013 0,818 0,758
    2014 0,800 0,742
    2015 0,775 0,717
    2016 0,751 0,690
    2017 0,709 0,649
  • Titolo Figura 1: Emissioni di ossidi di azoto complessive e da processi energetici
    Fonte ISPRA