PRODUZIONE DI RIFIUTI URBANI

Autori: 
Andrea Lanz, Angelo Santini
Immagine abstract
Abstract: 
L'indicatore misura la quantità totale di rifiuti urbani generati in Italia, disaggregati a livello regionale Nel 2018, la produzione nazionale dei rifiuti urbani (RU) si attesta a quasi 30,2 milioni di tonnellate, con una crescita del 2% rispetto al 2017. Dopo il calo rilevato nel 2017, il dato di produzione supera quindi nuovamente i 30 milioni di tonnellate, riallineandosi al valore del 2016 (30,1 milioni di tonnellate). La produzione pro capite, pari a quasi 500 chilogrammi per abitante per anni, fa rilevare, tra il 2017 e il 2018, una crescita percentuale del 2,2%, valore leggermente superiore a quello della produzione assoluta.
Descrizione: 
L’indicatore misura la quantità totale di rifiuti urbani generati in Italia, disaggregati a livello regionale. La base informativa è costituita da elaborazioni ISPRA effettuate su dati comunicati da: ARPA/APPA, Regioni, Province, Osservatori provinciali sui rifiuti e banche dati annuali del Modello Unico di Dichiarazione ambientale.
Scopo: 
Misurare la quantità totale e pro capite di rifiuti urbani generati.
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere il trend in atto e l'evolversi della situazione ambientale
È semplice, facile da interpretare
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull'ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di qualità nota [Accessibilità]
Aggiornati a intervalli regolari secondo fonti e procedure affidabili [Tempestività e Puntualità]
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Una "buona" copertura spaziale
Una "buona" copertura temporale (almeno 5 anni)
Solidità: 
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Possiede elementi che consentono di correlarlo a modelli economici, previsioni e sistemi di informazione
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nello spazio
Riferimenti normativi: 
Direttiva 2008/98/ CE;
D.Lgs. 152/2006;
D.Lgs. 205/2010
Decreto del Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, 26 maggio 2016 recante “Linee guida per il calcolo della percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti urbani”
Obiettivi fissati dalla normativa: 
La Direttiva quadro sui rifiuti (Direttiva 2008/98/ CE) individua la seguente gerarchia in materia di prevenzione e gestione dei rifiuti:
• prevenzione;
• preparazione per il riutilizzo;
• riciclaggio;
• recupero di altro tipo, per esempio il recupero di energia;
• smaltimento.
Relativamente al riutilizzo e riciclaggio dei rifiuti l’articolo 11 della direttiva, trasposto nell’ordinamento nazionale dall’articolo 181 del D.Lgs. 152/2006 così come modificato dal D.Lgs. 205/2010, prevede che gli Stati membri adottino, per i rifiuti urbani, le misure necessarie per conseguire, entro il 2020, un aumento complessivo sino a un valore pari ad almeno il 50% in peso della preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio di rifiuti quali, come minimo, carta, metalli, plastica e vetro provenienti dai nuclei domestici e possibilmente di altra origine, nella misura in cui tali flussi di rifiuti siano simili a quelli domestici. Con l’emanazione della Direttiva 2018/851/UE sono stati introdotti ulteriori obiettivi per la preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio, da conseguirsi entro il 2025 (55%), 2030 (60%) e 2035 (65%). I tre nuovi obiettivi non considerano specifiche frazioni merceologiche ma si applicano all’intero ammontare dei rifiuti urbani.
DPSIR: 
Pressione
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
Rapporto Rifiuti Urbani (edizioni varie)
Limitazioni: 
Non compilato  
Ulteriori azioni: 
Non compilato  
Frequenza rilevazione dati: 
Annuale
Accessibilità dei dati di base: 
I dati sulla produzione dei rifiuti urbani su scala nazionale, per macorarea geografica, regionale, provinciale e comunale sono liberamente consultabili e scaricabili sul sito web www.catasto-rifiuti.isprambiente.it
Fonte dei dati di base: 
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)
Unità di misura: 
Chilogrammo per abitante per anno (kg/abit./a), Tonnellata per anno (t/a)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
In data 26 maggio 2016 il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare ha emanato uno specifico decreto contenente le linee guida per il calcolo della percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti urbani. Tale decreto ha introdotto modifiche alle modalità di contabilizzazione dei dati sulla produzione e raccolta differenziata dei rifiuti urbani, introducendo un approccio metodologico differente rispetto a quello precedentemente utilizzato da ISPRA e in base al quale sono stati elaborati i dati sino al 2015.
In particolare, il decreto include nel dato di raccolta alcuni flussi di rifiuti provenienti da interventi di rimozione condotti presso civili abitazioni. Tali flussi erano, invece, esclusi da ISPRA dal computo dei rifiuti urbani, in quanto classificati come rifiuti speciali ai sensi della normativa vigente.
In base al decreto vengono inoltre contabilizzati, all’interno della raccolta differenziata, i rifiuti da spazzamento stradale avviati a recupero e l’intero ammontare della raccolta multimateriale, al lordo degli scarti, che in base alla precedente metodologia erano invece contabilizzata tra i rifiuti indifferenziati, contribuendo alla produzione totale dei rifiuti urbani (RU) ma non alla raccolta differenziata (RD).
I dati sono raccolti ed elaborati, a livello comunale, fatta eccezione per i casi in cui gli stessi risultino disponibili solo in forma aggregata per Ambito Territoriale, Comunità Montana, Consorzio o Unione di comuni. Nel 2018, il numero di municipalità rientranti in quest’ultima fattispecie è pari a 184 (nel 2017 il numero era 180), corrispondente al 2,3% del numero totale dei comuni (7.954, fonte ISTAT) e allo 0,5% della popolazione complessivamente residente in Italia (60.359.546 abitanti al 31 dicembre 2018, fonte ISTAT).
Per i comuni non coperti da alcuna fonte di informazione, il dato di produzione dei rifiuti urbani indifferenziati è stimato applicando una metodologia standardizzata che prevede:
• la ripartizione dei comuni di ciascuna provincia per fasce di popolazione residente (<5.000 abitanti, 5.000 - 14.999, 15.000 – 29.999, 30.000 - 49.999, 50.000 - 149.999, ≥150.000) e la determinazione del valore medio di produzione pro capite dei rifiuti urbani di ciascuna fascia;
• la quantificazione del dato di produzione totale dei rifiuti urbani dei comuni non coperti da informazione moltiplicando il valore di produzione pro capite medio della fascia di appartenenza per la popolazione residente nel comune;
• la quantificazione dell’ammontare dei rifiuti urbani indifferenziati per differenza tra il dato di produzione totale dei rifiuti urbani del comune (RU) e il dato di raccolta differenziata del comune stesso.
Nel caso della raccolta differenziata, invece, in assenza di informazioni sono utilizzati i dati del medesimo comune riferiti alla precedente annualità.
Core set: 
Strategia di Azione Ambientale per lo Sviluppo Sostenibile in Italia (DELIBERA CIPE N. 57 DEL 2/8/2002)
Sviluppo sostenibile europeo (EUSDI) del 2015
Green growth OECD
Headline per il monitoraggio degli obiettivi della Strategia UE 'Europa2020'
Resource Efficiency Scoreboard
EEA - CSI
7EAP - Dati sull'ambiente
SDGs Indicators
Accordo di Partenariato Italia 2014-2020
Tipo rappresentazione: 
Grafico
Tabella
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale, regionale
Copertura temporale: 
1995-2018
Per quanto riguarda la rilevanza, l’indicatore risponde a precise domande di informazione (obiettivo: prevenzione rifiuti). Nel caso della comparabilità nello spazio, i dati raccolti vengono validati secondo metodologie condivise.
Stato: 
Scarso
Trend: 
Positivo
Descrizione dello stato e trend: 
Nel 2018, la produzione nazionale dei rifiuti urbani (RU) si attesta a quasi 30,2 milioni di tonnellate, con una crescita del 2% rispetto al 2017. Dopo il calo rilevato nel 2017, il dato di produzione supera quindi nuovamente i 30 milioni di tonnellate, riallineandosi al valore del 2016 (30,1 milioni di tonnellate) (Tabella 1). Il trend, invece, può definirsi in miglioramento con una decrescita del 7,3% nel 2018 rispetto al 2007.
Commenti: 
Nel 2018, la produzione nazionale dei rifiuti urbani (RU) aumenta di 590 mila tonnellate (+2%) rispetto al 2017 attestandosi a quasi 30,2 milioni di tonnellate. Osservando l’andamento si può rilevare che tra il 2006 e il 2010 la produzione si è mantenuta costantemente al di sopra dei 32 milioni di tonnellate, per raggiungere successivamente, dopo il brusco calo del biennio 2011-2012, valori compresi tra i 29,5 e i 30,2 milioni di tonnellate (Tabella 1).
La produzione pro capite, espressa in chilogrammi per abitante, tra il 2017 e il 2018, presenta una crescita del 2,2%, valore leggermente superiore a quello della produzione assoluta. Nel 2018, il quantitativo pro capite è pari a poco meno di 500 chilogrammi per abitante. Nonostante la crescita dell’ultimo anno, il dato nazionale si è sempre mantenuto, a partire dal 2013, al di sotto dei 500 chilogrammi per abitante per anno, a fronte dei valori compresi tra i 530 e i 550 chilogrammi rilevati tra il 2005 e il 2011 e al valore al di sopra dei 500 chilogrammi del 2012 (Tabella 1, Figura 1).
  • Titolo Tabella 1: Produzione di rifiuti urbani totale e procapite
    Fonte ISPRA
    Note La popolazione utilizzata per il calcolo del pro-capite è la popolazione residente al 31 dicembre di ciascun anno

    Regione 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018
    t*1.000 kg/abit t*1.000 kg/abit t*1.000 kg/abit t*1.000 kg/abit t*1.000 kg/abit t*1.000 kg/abit t*1.000 kg/abit t*1.000 kg/abit t*1.000 kg/abit t*1.000 kg/abit t*1.000 kg/abit t*1.000 kg/abit t*1.000 kg/abit
    Piemonte 2.278 523 2.270 516 2.254 508 2.245 505 2.251 505 2.160 496 2.027 465 2.004 452 2.051 463 2.051 466 2.066 470 2.064 472 2.168 498
    Valle d'Aosta 75 599 76 601 77 608 79 621 80 623 78 619 77 605 73 565 72 565 72 569 73 573 74 584 75 597
    Lombardia 4.944 518 4.932 512 5.022 515 4.925 501 4.958 500 4.824 497 4.627 477 4.595 461 4.642 464 4.625 462 4.782 477 4.685 467 4.811 478
    Trentino-Alto Adige 492 495 490 486 506 496 515 501 509 491 522 507 505 491 495 471 495 469 488 461 510 480 519 486 542 506
    Veneto 2.379 498 2.372 491 2.415 494 2.372 483 2.409 488 2.305 475 2.214 456 2.213 449 2.240 455 2.191 446 2.389 487 2.335 476 2.363 482
    Friuli-Venezia Giulia 599 494 619 506 612 497 592 479 608 492 575 473 551 452 546 444 553 451 562 461 582 478 589 485 601 495
    Liguria 979 609 981 610 988 612 978 605 991 613 962 614 919 586 890 559 894 565 872 555 845 540 830 533 832 537
    Emilia-Romagna 2.859 677 2.877 673 2.951 680 2.915 666 3.000 677 2.919 672 2.801 645 2.774 624 2.824 635 2.856 642 2.905 653 2.860 642 2.945 660
    Toscana 2.562 704 2.553 694 2.545 686 2.474 663 2.513 670 2.373 647 2.253 614 2.234 596 2.254 601 2.276 608 2.307 616 2.244 600 2.284 612
    Umbria 565 647 565 639 548 613 532 590 541 597 507 574 488 553 470 524 476 532 463 519 471 529 451 510 460 522
    Marche 868 565 875 564 865 551 847 537 839 536 822 534 801 520 764 492 796 513 793 514 811 527 817 533 810 531
    Lazio 3.356 611 3.357 604 3.344 594 3.333 587 3.400 593 3.316 603 3.199 582 3.161 538 3.085 524 3.023 513 3.026 513 2.962 502 3.027 515
    Abruzzo 700 534 697 527 699 524 689 514 681 507 662 507 627 480 600 450 593 445 594 448 602 455 597 454 604 460
    Molise 129 405 130 404 135 420 136 426 132 414 133 424 127 404 124 394 121 386 122 391 120 388 117 378 116 381
    Campania 2.865 495 2.853 491 2.723 468 2.719 467 2.780 476 2.640 458 2.554 443 2.545 434 2.564 437 2.567 439 2.628 450 2.561 440 2.603 449
    Puglia 2.105 517 2.148 527 2.135 523 2.150 527 2.154 527 2.095 517 1.972 487 1.929 472 1.912 468 1.895 465 1.909 470 1.876 463 1.897 471
    Basilicata 242 410 245 414 228 386 225 382 221 377 220 381 219 379 207 359 201 349 199 347 202 354 196 346 199 354
    Calabria 939 470 943 470 922 459 944 470 936 465 898 459 852 435 830 419 811 410 803 407 794 404 773 395 785 403
    Sicilia 2.718 542 2.695 536 2.650 526 2.602 516 2.611 517 2.580 516 2.426 485 2.378 467 2.341 460 2.350 463 2.357 466 2.300 458 2.289 458
    Sardegna 861 519 864 519 847 507 837 501 825 492 795 485 755 461 733 440 725 436 720 434 734 444 723 439 750 457
    ITALIA 32.516 550 32.542 546 32.467 541 32.110 532 32.440 535 31.386 528 29.994 505 29.565 486 29.652 488 29.524 487 30.112 497 29.572 489 30.165 500
  • Titolo Figura 1:Quantità dei rifiuti urbani prodotti pro capite
    Fonte Elaborazione ISPRA su dati ISPRA e ISTAT