PRODUZIONE DEI RIFIUTI URBANI PER UNITA' DI PIL

Autori: 
Andrea Lanz, Angelo Santini
Immagine abstract
Abstract: 
Rispetto al 2017, anno in cui è stato rilevato un disallineamento tra l’andamento della produzione dei rifiuti e quello degli indicatori socio-economici (PIL e spesa per consumi finali sul territorio economico delle famiglie residenti e non residenti), nel 2018 si osserva una crescita per tutti e tre gli indicatori. Confrontando i valori del 2018 con quelli del 2013 (anno in cui si è interrotto l’andamento decrescente del PIL e dei consumi), si osserva però un aumento complessivo della produzione dei rifiuti più contenuto rispetto a quello dei due indicatori socio-economici.
Descrizione: 
L’indicatore misura la quantità totale di rifiuti urbani prodotti in Italia rapportata al PIL (valori concatenati, anno di riferimento 2015), nonché alla spesa delle famiglie (valori concatenati, anno di riferimento 2015).
Scopo: 
Misurare la quantità totale di rifiuti prodotti e la correlazione tra produzione dei rifiuti e indicatori socio economici.
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere il trend in atto e l'evolversi della situazione ambientale
È semplice, facile da interpretare
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull'ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di qualità nota [Accessibilità]
Aggiornati a intervalli regolari secondo fonti e procedure affidabili [Tempestività e Puntualità]
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Una "buona" copertura spaziale
Una "buona" copertura temporale (almeno 5 anni)
Solidità: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Possiede elementi che consentono di correlarlo a modelli economici, previsioni e sistemi di informazione
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Riferimenti normativi: 
Direttiva 2008/98/CE,
D.Lgs. n. 152/2006
D.Lgs. n. 205/2010
Decreto del Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, 26 maggio 2016 recante “Linee guida per il calcolo della percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti urbani”
Obiettivi fissati dalla normativa: 
La Direttiva quadro sui rifiuti (Direttiva 2008/98/CE), recepita nell’ordinamento nazionale dal D.Lgs. 205/2010, individua la seguente gerarchia in materia di prevenzione e gestione dei rifiuti:
• prevenzione;
• preparazione per il riutilizzo;
• riciclaggio;
• recupero di altro tipo, per esempio il recupero di energia;
• smaltimento.
Relativamente al riutilizzo e riciclaggio dei rifiuti l’articolo 11 della direttiva, trasposto nell’ordinamento nazionale dall’articolo 181 del D.Lgs. 152/2006, prevede che gli Stati membri adottino, per i rifiuti urbani, le misure necessarie per conseguire, entro il 2020, un aumento complessivo sino a un valore pari ad almeno il 50% in peso della preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio di rifiuti quali, come minimo, carta, metalli, plastica e vetro provenienti dai nuclei domestici e possibilmente di altra origine, nella misura in cui tali flussi di rifiuti siano simili a quelli domestici. Con l’emanazione della Direttiva 2018/851/UE sono stati introdotti ulteriori obiettivi per la preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio, da conseguirsi entro il 2025 (55%), 2030 (60%) e 2035 (65%). I tre nuovi obiettivi non considerano specifiche frazioni merceologiche ma si applicano all’intero ammontare dei rifiuti urbani.
DPSIR: 
Pressione
Tipologia indicatore: 
Efficienza (tipo C), Efficacia delle politiche (tipo D)
Riferimenti bibliografici: 
ISPRA - Rapporto Rifiuti Urbani (edizioni varie)
http://dati.istat.it/, aggiornamento settembre 2019
Limitazioni: 
Non compilato  
Ulteriori azioni: 
Non compilato  
Frequenza rilevazione dati: 
Annuale
Accessibilità dei dati di base: 
I dati sulla produzione su scala nazionale, per macroarea geografica, regione, provincia e comune sono liberamente consultabili e scaricabili dal sito www.catasto-rifiuti.isprambiente.it, mentre i dati sugli indicatori economici possono essere reperiti presso l'ISTAT (http://dati.istat.it/).
Fonte dei dati di base: 
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica)
Unità di misura: 
Numero indice
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
L'indicatore è ottenuto rapportando la quantità totale di rifiuti urbani prodotti in Italia al PIL (valori concatenati, anno di riferimento 2015), nonché a quello dei consumi della famiglie residenti e non residenti sul territorio economico (valori concatenati, anno di riferimento 2015).
Core set: 
Strategia di Azione Ambientale per lo Sviluppo Sostenibile in Italia (DELIBERA CIPE N. 57 DEL 2/8/2002)
Green growth OECD
EEA - CSI
7EAP - Dati sull'ambiente
SDGs Indicators
Tipo rappresentazione: 
Grafico
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
nazionale
Copertura temporale: 
2002-2018
I dati hanno una buona copertura temporale (maggiore di 5 anni). La comparabilità temporale è completa per la serie storica sino al 2015, con una parziale perdita nel 2016. Ciò è dovuto al cambiamento della metodologia di calcolo del dato di produzione dei rifiuti urbani a partire da tale anno, per effetto dell'emanazione del decreto del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, 26 maggio 2016. I dati relativi al prodotto interno lordo e ai consumi delle famiglie sono di fonte ISTAT. Con riferimento a questi ultimi va segnalato che, come specificato dall’Istituto di statistica, “a partire dal 23 settembre 2019 le serie storiche dei conti nazionali, basate sul Sistema Europeo del Conti (SEC 2010), sono state oggetto di una revisione generale finalizzata a introdurre miglioramenti dei metodi di misurazione di componenti e variabili specifiche, derivanti anche dall’utilizzo di fonti informative più aggiornate o, in alcuni casi, del tutto nuove”. Ne consegue che, ai fini dell’elaborazione dei dati che prevedono l’utilizzo della serie storica degli indicatori relativi al PIL e alle spese per i consumi delle famiglie si è proceduto a sostituire i valori di tali indicatori con quelli determinati dall’ISTAT secondo la nuova metodologia.
Stato: 
Medio
Trend: 
Stabile
Descrizione dello stato e trend: 
Rispetto al 2017, anno in cui si era rilevato un disallineamento tra l’andamento della produzione dei rifiuti e quello degli indicatori socio-economici (PIL e spesa per consumi finali sul territorio economico delle famiglie residenti e non residenti), nel 2018 si osserva una crescita per tutti e tre gli indicatori. Confrontando i valori del 2018 con quelli del 2013 (anno in cui si è interrotto l’andamento decrescente del PIL e dei consumi), si osserva però un aumento complessivo della produzione dei rifiuti più contenuto rispetto a quello dei due indicatori socio-economici (+2%, a fronte di incrementi percentuali pari al 4,6% per il PIL e al 5,9% per le spese delle famiglie). Nel complesso lo stato può essere quindi definito medio, mentre il trend pressoché stabile (Figura 2).
Commenti: 
Dall’analisi della Figura 1, si evince che, rispetto al 2017, anno in cui si è rilevato un disallineamento tra l’andamento della produzione dei rifiuti e quello degli indicatori socio-economici ,nel 2018 si osserva una crescita per tutti e tre gli indicatori, pari allo 0,8% per il PIL, allo 0,9% per la spesa delle famiglie e al 2% per la produzione dei rifiuti. Dal confronto dei valori del 2018 con quelli del 2013 (anno in cui si è interrotto l’andamento decrescente del PIL e dei consumi), si osserva però un aumento complessivo della produzione dei rifiuti più contenuto rispetto a quello dei due indicatori socio-economici. Esaminando con maggior dettaglio il trend della produzione dei rifiuti urbani rispetto ai consumi delle famiglie si rileva che, tra il 2013 e il 2014, essi hanno un analogo andamento (rapporto costante), mentre tra il 2014 e il 2015 un trend discordante (riduzione della produzione e aumento dei consumi con conseguente calo del valore del rapporto). Nel 2016 si osserva una crescita per entrambi gli indicatori, con un aumento leggermente superiore per la produzione di rifiuti urbani; nel 2017 crescono i consumi accompagnati da un calo della produzione degli RU (riduzione del rapporto), mentre nel 2018 aumentano entrambi gli indicatori, anche in questo caso in maniera più sostenuta per i rifiuti (aumento del rapporto) (Figura 2).
  • Titolo Figura 1: Andamento della produzione dei rifiuti urbani e dei principali indicatori socio econo- mici
    Fonte Elaborazione ISPRA su dati ISPRA e ISTAT

  • Titolo Figura 2: Andamento della produzione dei rifiuti urbani per unità di PIL e per unità di spesa delle famiglie
    Fonte Elaborazione ISPRA su dati ISPRA e ISTAT