QUANTITÀ DI RIFIUTI URBANI RACCOLTI IN MODO DIFFERENZIATO

Autori: 
Andrea Lanz, Angelo Santini
Immagine abstract
Abstract: 
L'indicatore misura la quantità di rifiuti urbani raccolta in modo differenziato nell'anno di riferimento. Nel 2018, la raccolta differenziata dei rifiuti urbani si attesta al 58,1% della produzione nazionale, facendo rilevare una crescita di 2,6 punti rispetto al 2017 (55,5%). Nonostante l’ulteriore incremento non viene, tuttavia, ancora conseguito l’obiettivo fissato dalla normativa per il 2012 (65%).
Descrizione: 
Verificare il raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata fissati dalla normativa.
Scopo: 
Verificare il raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata fissati dalla normativa
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere il trend in atto e l'evolversi della situazione ambientale
È semplice, facile da interpretare
È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell'ambiente e collegato alle attività antropiche
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull'ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Ha una soglia o un valore di riferimento con il quale poterlo confrontare, in modo si possa valutare la sua significatività
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di qualità nota [Accessibilità]
Aggiornati a intervalli regolari secondo fonti e procedure affidabili [Tempestività e Puntualità]
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Una "buona" copertura spaziale
Una "buona" copertura temporale (almeno 5 anni)
Solidità: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Possiede elementi che consentono di correlarlo a modelli economici, previsioni e sistemi di informazione
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Riferimenti normativi: 
D.Lgs. n. 152/2006
Legge 27 dicembre 2006, n. 296
Decreto ministeriale 26 maggio 2016 recante “Linee guida per il calcolo della percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti urbani”
Obiettivi fissati dalla normativa: 
Specifici obiettivi per la raccolta differenziata sono fissati dall'articolo 205, comma 1 del D.Lgs. 152/2006 e dalla Legge 27 dicembre 2006, n. 296:
• almeno il 35% entro il 31 dicembre 2006;
• almeno il 40% entro il 31 dicembre 2007;
• almeno il 45% entro il 31 dicembre 2008;
• almeno il 50% entro il 31 dicembre 2009;
• almeno il 60% entro il 31 dicembre 2011;
• almeno il 65% entro il 31 dicembre 2012.
DPSIR: 
Risposta
Tipologia indicatore: 
Performance (tipo B), Efficacia delle politiche (tipo D)
Riferimenti bibliografici: 
Rapporto Rifiuti Urbani (edizioni varie)
Limitazioni: 
Non compilato  
Ulteriori azioni: 
Non compilato  
Frequenza rilevazione dati: 
Annuale
Accessibilità dei dati di base: 
I dati sulla raccolta differenziata dei rifiuti urbani su scala nazionale, per macroarea geografica, regionale, provinciale e comunale sono liberamente consultabili e scaricabili sul sito web www.catasto-rifiuti.isprambiente.it
Fonte dei dati di base: 
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)
Unità di misura: 
Percentuale (%), Tonnellata per anno (t/a)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
L'indicatore misura la quantità di rifiuti urbani raccolta in modo differenziato nell'anno di riferimento e ne calcola la percentuale rispetto alla produzione degli stessi.
Nello specifico, ISPRA raccoglie i dati annuali sulla raccolta delle singole frazioni merceologiche su scala comunale o, in alcuni casi, a livello di Consorzio di Comuni, Comunità Montane, Unione di Comuni.
In data 26 maggio 2016, il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha emanato, ai sensi dell'articolo 205, comma 3-quater del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, uno specifico decreto contenente le linee guida per il calcolo della percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti urbani (pubblicato sulla GU della Repubblica Italiana, Serie generale, n. 146 del 24-6-2016).
A partire dai dati 2016, l'Istituto effettua le elaborazioni applicando tale metodologia, che presenta alcune differenze rispetto a quella adottata sino all'anno 2015.
Dal 2016, la metodologia applicata prevede di contabilizzare tra i rifiuti indifferenziati le seguenti frazioni:
• rifiuti urbani indifferenziati (200301)
• rifiuti dallo spazzamento stradale (200303) destinati allo smaltimento
• altri rifiuti urbani non differenziati (200399)
• rifiuti ingombranti identificati dal codice CER 200307 qualora non destinati al recupero (computati a parte, concorrendo alla produzione del rifiuto urbano totale ma non al dato della raccolta differenziata),
Compongono la raccolta differenziata le seguenti tipologie di rifiuto:
• frazione organica (frazione umida e verde), inclusa la frazione umida avviata a compostaggio domestico
• rifiuti di imballaggio, inclusa la raccolta multimateriale comprensiva degli scarti (la raccolta multimateriale è intesa come la raccolta di differenti frazioni merceologiche di rifiuti urbani o assimilati mediante l'utilizzo di un unico contenitore) e rifiuti di carta e cartone, plastica, legno, metallo e vetro del capitolo 20 dell'elenco europeo dei rifiuti
• ingombranti misti a recupero (200307)
• rifiuti di origine tessile
• rifiuti da raccolta selettiva (farmaci, contenitori T/FC, batterie e accumulatori, vernici, inchiostri e adesivi, oli vegetali e oli minerali, ecc.)
• rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE)
• rifiuti da C&D (solo i codici 170107 e 170904 limitatamente alle quote provenienti da piccoli interventi di rimozione eseguiti direttamente dal conduttore della civile abitazione)
• rifiuti della pulizia stradale avviati a recupero (200303)
• altre frazioni raccolte in maniera differenziata
I rifiuti da C&D, conformemente alle indicazioni date dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, sono contabilizzati nella produzione e raccolta differenziata sino a un valore soglia massimo di 15 chilogrammi per abitante per anno.
Parimenti, sempre in conformità a quanto indicato dal Ministero, un valore soglia è stato posto per i rifiuti avviati a compostaggio domestico che contribuiscono al dato di raccolta differenziata della frazione umida. Tale valore soglia è stato posto pari a 80 chilogrammi per abitante per anno.
Per quanto attiene ai rifiuti da spazzamento, tenuto conto di quanto previsto dal decreto 26 maggio 2016, ISPRA procede a contabilizzare nella RD le sole quote destinate al recupero. In assenza di un’indicazione precisa sulla destinazione del rifiuto o nel caso in cui sia rilevata solo l’operazione di messa in riserva (R13) senza ulteriori specificazioni sul successivo effettivo recupero, il quantitativo è inserito nell’ammontare dei rifiuti indifferenziati.
Sino ai dati 2015, la metodologia di calcolo adottata da ISPRA, in modo uniforme sull’intero territorio nazionale, prevedeva la seguente ripartizione tra rifiuti indifferenziati e raccolta differenziata:
-rifiuti indifferenziati:
- i rifiuti individuati dal codice dell'elenco europeo dei rifiuti 200301;
- rifiuti derivanti dallo spazzamento stradale (200303) a prescindere dalla destinazione (recupero o smaltimento).
- gli scarti provenienti dagli impianti di selezione dei rifiuti raccolti in maniera differenziata.
- altri rifiuti urbani non differenziati (200399).
rifiuti ingombranti identificati dal codice CER 200307 qualora non destinati al recupero (computati a parte, concorrendo alla produzione del rifiuto urbano totale ma non al dato della raccolta differenziata,).
Raccolta differenziata :
• frazioni organiche (frazione umida e verde)
• Rifiuti di imballaggio vetro, carta, plastica, legno, acciaio e alluminio
• Ingombranti misti a recupero
• Multimateriale al netto degli scarti.
• Raccolta selettiva (farmaci, contenitori T/FC, batterie ed accumulatori, vernici, inchiostri ed adesivi, oli vegetali ed oli minerali).
• Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche provenienti dai nuclei domestici.
• Rifiuti di origine tessile.
• Altre frazioni raccolte in maniera separata nel circuito urbano ed avviate ad operazioni di recupero.
Sino al 2015 erano esclusi in toto dal dato di produzione e di raccolta differenziata dei rifiuti urbani:
• gli inerti da costruzione e demolizione, anche se derivanti da demolizioni in ambito domestico, in quanto esplicitamente annoverati tra i rifiuti speciali;
• le altre tipologie di rifiuti speciali raccolti in convenzione.
Core set: 
SDGs Indicators
Tipo rappresentazione: 
Grafico
Tabella
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale, Regionale
Copertura temporale: 
2007-2018
Per quanto riguarda la rilevanza, l’indicatore risponde a precise domande di informazione (obiettivo: riduzione dello smaltimento dei rifiuti urbani e massimizzazione del recupero di materia). Nel caso della comparabilità nello spazio, i dati vengono raccolti secondo modalità comuni, a livello nazionale, e validati secondo metodologie condivise.
Stato: 
Scarso
Trend: 
Positivo
Descrizione dello stato e trend: 
Nel 2018 la percentuale di raccolta differenziata (RD) è pari al 58,1% della produzione nazionale, con una crescita di 2,6 punti rispetto al 2017. Nonostante l’incremento non viene, tuttavia, ancora conseguito l’obiettivo fissato dalla normativa per il 2012 (65%) (Figura 1).
Il trend è positivo, in particolar modo in alcune aree del Paese; in altre le percentuali di raccolta sono ancora lontane dagli obiettivi (Tabella 1).

Commenti: 
In valore assoluto, la raccolta differenziata si attesta a 17,5 milioni di tonnellate, aumentando di 1,1 milioni di tonnellate rispetto al 2017 (16,4 milioni di tonnellate).
Si segnala che il dato di raccolta differenziata ricomprende, laddove disponibili, i quantitativi di rifiuti organici destinati a compostaggio domestico, pari, nel 2018, a poco meno di 240 mila tonnellate. Nel Nord, la raccolta complessiva si colloca a 9,7 milioni di tonnellate, nel Sud a quasi 4,3 milioni di tonnellate e nel Centro a circa 3,6 milioni di tonnellate. Tali valori si traducono in percentuali, calcolate rispetto alla produzione totale dei rifiuti urbani di ciascuna macroarea, pari al 67,7% per le regioni settentrionali, al 54,1% per quelle del Centro e al 46,1% per le regioni del Mezzogiorno (Tabella 1, Figura 1). Rispetto al 2017, la percentuale delle regioni del Mezzogiorno cresce di 4,2 punti, quella delle regioni centrali di 2,2 punti e quella delle regioni del Nord di 1,5 punti.
Nel 2018, la più alta percentuale di raccolta differenziata è conseguita, analogamente al 2017, dalla regione Veneto (73,8%), seguita da Trentino-Alto Adige (72,5%), Lombardia (70,7%). Superano il 65% e, quindi, l’obiettivo fissato dalla normativa per il 2012, altre 4 regioni: Marche (68,6%), Emilia-Romagna (67,3%), Sardegna (67%) e Friuli-Venezia Giulia (66,6%). Tra queste regioni, quelle che fanno registrare i maggiori incrementi delle percentuali di raccolta sono, nell’ordine le Marche, la Sardegna e l’Emilia-Romagna.
Si attestano al di sopra del 60% di raccolta differenziata: l’Umbria (63,4%), la Valle d’Aosta (62,3%) e il Piemonte (61,3%), mentre poco al di sotto si colloca l’Abruzzo (59,6%). Il numero di regioni con un tasso di raccolta superiore alla media nazionale (58,1%) è, pertanto, pari a 11.
Toscana e Campania (il dato di quest’ultima rimane pressoché invariato rispetto al 2017) fanno rilevare percentuali di raccolta del 56,1% e 52,7%, rispettivamente. La Liguria si attesta al 49,7%, il Lazio e la Basilicata al 47,3%, la Puglia al 45,4% e la Calabria al 45,2%. Il Molise, il cui tasso di raccolta aumenta di 7,7 punti rispetto al 2017, si colloca al 38,4%, mentre la Sicilia, con una progressione di 7,8 punti, si attesta poco al di sotto del 30% (29,5%) (Tabella 1).
  • Titolo Tabella 1: Quantità di rifiuti urbani raccolti in modo differenziato e percentuale sulla quantità totale raccolta
    Fonte ISPRA

    Regione 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018
    t*1000 % t*1000 % t*1000 % t*1000 % t*1000 % t*1000 % t*1000 % t*1000 % t*1000 % t*1000 % t*1000 % t*1000 %
    Piemonte 1.016 44,8 1.096 49 1.119 49,8 1.141 50,7 1.111 51,4 1.080 53,3 1.093 54,6 1.113 54,3 1.131 55,1 1.170 56,6 1.223 59,3 1.329 61,3
    Valle d'Aosta 27 36,1 30 38,6 31 39,1 32 40,1 33 41,9 34 44,8 33 44,8 31 42,9 35 47,8 40 55,6 45 61,1 47 62,3
    Lombardia 2.196 44,5 2.319 46,2 2.353 47,8 2.403 48,5 2.409 49,9 2.395 51,8 2.448 53,3 2.615 56,3 2.714 58,7 3.257 68,1 3.262 69,6 3.402 70,7
    Trentino-Alto Adige 262 53,4 287 56,8 298 57,8 295 57,9 316 60,5 315 62,3 320 64,6 332 67,0 329 67,4 360 70,5 372 71,6 393 72,5
    Veneto 1.220 51,4 1.277 52,9 1.363 57,5 1.414 58,7 1.412 61,2 1.387 62,6 1.430 64,6 1.515 67,6 1.507 68,8 1.742 72,9 1.719 73,6 1.743 73,8
    Friuli-Venezia Giulia 233 37,7 261 42,6 295 49,9 301 49,5 309 53,6 317 57,5 323 59,1 334 60,4 354 62,9 391 67,1 386 65,5 400 66,6
    Liguria 186 19,0 216 21,8 238 24,4 254 25,6 275 28,6 284 30,9 280 31,5 307 34,3 330 37,8 370 43,7 405 48,8 413 49,6
    Emilia-Romagna 1.064 37,0 1.261 42,7 1.328 45,6 1.430 47,7 1.463 50,1 1.422 50,8 1.467 52,9 1.556 55,1 1.643 57,5 1.762 60,7 1.825 63,8 1.981 67,3
    Toscana 800 31,3 856 33,6 872 35,2 921 36,6 910 38,4 900 40,0 938 42,0 998 44,3 1.049 46,1 1.178 51,1 1.209 53,9 1.281 56,1
    Umbria 141 25,0 159 28,9 161 30,4 172 31,9 187 36,8 205 42,0 216 45,9 233 48,9 226 48,9 271 57,6 278 61,7 292 63,4
    Marche 183 21,0 228 26,3 251 29,7 329 39,2 361 43,9 407 50,8 424 55,5 458 57,6 459 57,9 483 59,6 517 63,2 556 68,6
    Lazio 406 12,1 431 12,9 503 15,1 562 16,5 665 20,1 717 22,4 837 26,5 1.011 32,8 1.134 37,5 1.282 42,4 1.354 45,7 1.433 47,3
    Abruzzo 130 18,6 153 21,9 166 24,0 191 28,1 218 33,0 237 37,9 257 42,9 274 46,1 293 49,3 324 53,8 334 56,0 360 59,6
    Molise 6 4,9 9 6,5 14 10,3 17 12,8 22 16,3 23 18,4 25 19,9 27 22,3 31 25,7 34 28,0 36 30,7 45 38,4
    Campania 385 13,5 518 19,0 796 29,3 911 32,8 997 37,8 1.060 41,5 1.121 44,0 1.219 47,6 1.246 48,5 1.355 51,6 1.351 52,8 1.371 52,7
    Puglia 191 8,9 227 10,6 300 14,0 314 14,6 345 16,5 348 17,6 425 22,1 496 25,9 571 30,1 657 34,4 759 40,4 861 45,4
    Basilicata 20 8,1 21 9,1 25 11,3 29 13,3 40 18,0 48 21,9 54 25,8 55 27,6 61 30,9 79 39,2 89 45,3 94 47,3
    Calabria 86 9,1 117 12,7 117 12,4 117 12,5 113 12,6 125 14,6 123 14,8 151 18,6 201 25,0 264 33,2 306 39,6 355 45,2
    Sicilia 167 6,2 178 6,7 189 7,3 247 9,4 289 11,2 321 13,2 312 13,1 292 12,5 300 12,8 364 15,4 500 21,7 676 29,5
    Sardegna 240 27,8 294 34,7 356 42,5 370 44,9 374 47,1 366 48,5 373 50,9 384 53,0 406 56,4 441 60,2 456 63,1 503 67,0
    ITALIA 8.960 27,5 9.937 30,6 10.777 33,6 11.451 35,3 11.848 37,7 11.992 40,0 12.499 42,3 13.401 45,2 14.021 47,5 15.823 52,5 16.425 55,5 17.535 58,1
  • Titolo Figura 1:Percentuale dei rifiuti urbani raccolti in modo differenziato
    Fonte ISPRA

  • Titolo Figura 2: Percentuali di raccolta differenziata dei rifiuti urbani per regione (2018)
    Fonte ISPRA