QUANTITÀ DI RIFIUTI SPECIALI UTILIZZATI COME FONTE DI ENERGIA IN IMPIANTI PRODUTTIVI

Autori: 
Irma Lupica
Immagine abstract
Abstract: 
L'indicatore misura la quantità di rifiuti speciali trattati in impianti produttivi nazionali. Nel 2017 sono stati coinceneriti in impianti produttivi circa 2 milioni di tonnellate di rifiuti speciali, di cui circa 1,9 milioni di tonnellate (94,6% del totale) sono costituiti da rifiuti non pericolosi e quasi 108 mila tonnellate (5,4% del totale) da rifiuti pericolosi. I maggiori quantitativi di rifiuti speciali sono recuperati nelle regioni del Nord (71,1% del totale), seguono quelle del Sud (14,8%) e quelle del Centro (14,1%).
Descrizione: 
Indicatore di pressione e di risposta che misura le quantità di rifiuti speciali trattati in impianti produttivi.
Scopo: 
Valutare le quantità di rifiuti che vengono recuperati energeticamente in impianti di produttivi.
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere il trend in atto e l'evolversi della situazione ambientale
È semplice, facile da interpretare
È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell'ambiente e collegato alle attività antropiche
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull'ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di qualità nota [Accessibilità]
Aggiornati a intervalli regolari secondo fonti e procedure affidabili [Tempestività e Puntualità]
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Una "buona" copertura spaziale
Solidità: 
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Riferimenti normativi: 
D.Lgs. 152/2006;
Direttiva 2010/75/UE;
Obiettivi fissati dalla normativa: 
Il D.Lgs. 152/2006 Parte IV Titolo III-bis, in conformità a quanto disposto dalla Direttiva 2010/75/UE sulle emissioni industriali (che ha unito e rivisto in un unico provvedimento normativo 7 direttive europee tra cui la Direttiva 2000/76/CE sull’incenerimento dei rifiuti), regola in maniera completa l’incenerimento e il coincenerimento dei rifiuti pericolosi e non pericolosi a partire dalla realizzazione degli impianti, comprendendo anche le diverse fasi dell’attività di incenerimento dal momento della ricezione dei rifiuti fino allo smaltimento dei residui. In particolare, il decreto detta specifiche disposizioni in materia di: valori limite di emissione; metodi di campionamento, di analisi e di valutazione degli inquinanti derivanti dagli impianti di incenerimento e di coincenerimento dei rifiuti; criteri e norme tecniche generali riguardanti le caratteristiche costruttive, funzionali e gestionali degli impianti di incenerimento e di coincenerimento, con particolare riferimento alle esigenze di assicurare una protezione integrata dell’ambiente contro le emissioni causate da detti impianti; criteri temporali di adeguamento alle nuove disposizioni degli impianti esistenti.
DPSIR: 
Pressione, Risposta
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
ISPRA - Rapporto rifiuti speciali 2018
Limitazioni: 
Nessuna limitazione
Ulteriori azioni: 
Nessuna
Frequenza rilevazione dati: 
Annuale
Accessibilità dei dati di base: 
ISPRA - Catasto rifiuti (http://www.catasto-rifiuti.isprambiente.it).
Fonte dei dati di base: 
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)
Unità di misura: 
Tonnellata per anno (t/a)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
L'indicatore misura la quantità di rifiuti speciali recuperata energeticamente in impianti produttivi. L'informazione viene fornita disaggregata rispetto alle diverse tipologie di rifiuto, ovvero rifiuti speciali pericolosi e rifiuti speciali non pericolosi. La base informativa è costituita dai dati contenuti nel Modello Unico di Dichiarazione Ambientale comunicato da parte dei soggetti individuati dall'articolo 189 comma 3 del D.Lgs. n. 152/2006 alle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura territorialmente competenti.
Core set: 
Non compilato  
Tipo rappresentazione: 
Grafico
Tabella
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale, Regionale
Copertura temporale: 
2015-2017
Per quanto riguarda la rilevanza, l’indicatore risponde a precise domande di informazione. Sia la comparabilità spaziale sia quella temporale risultano elevate, anche se al momento la copertura temporale è disponibile solo per gli ultimi tre anni.
Stato: 
Medio
Trend: 
Stabile
Descrizione dello stato e trend: 
Il quantitativo di rifiuti speciali avviati a recupero energetico nel 2017 subisce un lieve decremento del 3,1%, corrispondente a circa 65 mila tonnellate, delineando un trend praticamente pressoché stabile.
Commenti: 
Nel 2017 sono stati coinceneriti in impianti industriali circa 2 milioni di tonnellate di rifiuti speciali in sostituzione dei combustibili convenzionali. Rispetto al 2016 la situazione rimane quasi invariata, con una lieve flessione di circa 65 mila tonnellate (-3,1%).
I rifiuti non pericolosi, pari a circa 1,9 milioni di tonnellate (94,6% del totale), fanno registrare una flessione del 3,5%, rispetto al 2016 (Tabella 1). I rifiuti pericolosi, circa 108 mila tonnellate (5,4% del totale), mostrano, invece, un aumento del 4,2% (Tabella 1).
Il quadro regionale evidenzia che la maggior parte dei rifiuti speciali, corrispondente al 71,1% del totale, è recuperato nelle regioni del Nord; seguono le regioni del Sud con il 14,8% e quelle del Centro con il 14,1%. In particolare, le regioni nelle quali è coincenerita la maggior quantità di rifiuti speciali sono: la Lombardia con quasi 575 mila tonnellate (28,7% del totale), l’Emilia-Romagna con oltre 297 mila tonnellate (14,9%), il Piemonte con 185 mila tonnellate (9,3%), l’Umbria con quasi 176 mila tonnellate (8,8%), il Friuli-Venezia Giulia con quasi 142 mila tonnellate (7,1%), il Veneto con 117 mila tonnellate (5,9%) e la Puglia con quasi 105 mila tonnellate (5,2%).
Nel 2017, 350 impianti industriali hanno utilizzato rifiuti in luogo dei combustibili convenzionali; di questi 285 trattano una quantità di rifiuti superiore a 100 t/anno, mentre i restanti 65 utilizzano piccoli quantitativi di rifiuti esclusivamente per il recupero di energia termica/elettrica funzionale al proprio ciclo produttivo (Tabella 2).
  • Titolo Tabella 1: Quantità di rifiuti speciali utilizzati come fonte di energia (R1) in Italia, per regione
    Fonte ISPRA

    Regione Rifiuti Speciali Pericolosi Rifiuti Speciali non Pericolosi Totale rifiuti speciali (%) sul totale recuperato
    2015 2016 2017 2015 2016 2017 2015 2016 2017 2017
    t t t t t t t t t %
    Piemonte 3.287 4.353 8.736 206.612 204.903 176.516 209.899 209.256 185.252 9,3
    Valle d’Aosta
    Lombardia 13.151 14.180 14.311 495.848 530.023 560.207 508.999 544.203 574.518 28,7
    Trentino-Alto Adige 0 0 0 45.559 44.239 45.420 45.559 44.239 45.420 2,3
    Veneto 4,1 4 0 185.367 191.106 117.272 185.371 191.110 117.272 5,9
    Friuli-Venezia Giulia 11.146 18.874 19.788 116.727 121.542 122.151 127.873 140.416 141.939 7,1
    Liguria 0 0 0 103.493 95.707 60.550 103.493 95.707 60.550 3
    Emilia-Romagna 46.612 39.984 39.618 233.050 247.407 257.715 279.661 287.391 297.334 14,9
    Toscana 143,1 0 0 29.230 22.693 32.358 29.373 22.693 32.358 1,6
    Umbria 0 0 0 163.021 182.686 175.508 163.021 182.686 175.508 8,8
    Marche 0 0 0 55.327 53.736 48.673 55.327 53.736 48.673 2,4
    Lazio 2.425 2.589 0 63.008 30.642 24.974 65.432 33.231 24.974 1,2
    Abruzzo 0 633 0 379,7 558 533 380 1.191 533 0,03
    Molise 0 0 0 27.118 31.794 27.557 27.118 31.794 27.557 1,4
    Campania 0 0 0 26.801 19.227 22.244 26.801 19.227 22.244 1,1
    Puglia 0 0 0 135.701 82.879 104.782 135.701 82.879 104.782 5,2
    Basilicata 0 0 0 12.380 12.077 29.574 12.380 12.077 29.574 1,5
    Calabria 15.877 19.965 22.669 14.625 18.167 22.346 30.502 38.132 45.015 2,3
    Sicilia 18,6 89 562 65.570 68.773 60.358 65.589 68.862 60.920 3
    Sardegna 4.807 2.546 1.848 6.283 3.991 4.233 11.090 6.537 6.081 0,3
    ITALIA 97.471 103.217 107.532 1.986.098 1.962.150 1.892.971 2.083.568 2.065.367 2.000.504 100
  • Titolo Tabella 2: Impianti di recupero energetico per regione (2017)
    Fonte ISPRA

    Regione Impianti che trattano quantità >100 t/a Impianti che trattano quantità <100 t/a Totale
    Numero impianti Quantità trattata Numero impianti Quantità trattata Numero impianti Quantità trattata
    n. t n. t n. t
    Piemonte 33 185.118 3 134 36 185.252
    Valle d’Aosta
    Lombardia 43 573.906 18 612 61 574.518
    Trentino-Alto Adige 6 45.420 - - 6 45.420
    Veneto 41 116.558 15 714 56 117.272
    Friuli-Venezia Giulia 20 141.939 - - 20 141.939
    Liguria 5 60.550 - - 5 60.550
    Emilia-Romagna 38 297.146 4 188 42 297.334
    Toscana 9 31.995 8 362 17 32.357
    Umbria 11 175.499 1 9 12 175.508
    Marche 27 48.035 11 638 38 48.673
    Lazio 9 24.909 1 65 10 24.974
    Abruzzo 2 533 - - 2 533
    Molise 4 27.522 3 35 7 27.557
    Campania 7 22.244 - - 7 22.244
    Puglia 16 104.782 - - 16 104.782
    Basilicata 2 29.575 - - 2 29.574
    Calabria 5 45.015 - - 5 45.015
    Sicilia 5 60.920 - - 5 60.920
    Sardegna 2 6.009 1 72 3 6.081
    ITALIA 285 1.997.675 65 2.829 350 2.000.503
  • Titolo Figura 1: Quantità di rifiuti speciali utilizzati come fonte di energia (R1)
    Fonte ISPRA