QUANTITÀ DI RIFIUTI SPECIALI RECUPERATI

Autori: 
Gabriella Aragona, Lucia Muto
Immagine abstract
Abstract: 
L'indicatore misura la quantità totale di rifiuti speciali avviati alle operazioni di recupero di cui all'allegato C del D.Lgs. 152/2006. I quantitativi di rifiuti speciali avviati al recupero sono consistenti (79,6% sul totale gestito) e il trend risulta in continua crescita (+12% nell'ultimo triennio). Nel 2017, la quantità totale di rifiuti speciali avviata a recupero ammonta a 117,1 milioni di tonnellate, di cui 4,3 milioni di tonnellate sono pericolosi. La regione con il maggior quantitativo di rifiuti speciali recuperato è la Lombardia (28,1% del totale recuperato), seguita dal Veneto (10,8%) e dall'Emilia-Romagna (10,1%).
Descrizione: 
L'indicatore misura la quantità totale di rifiuti speciali avviati alle operazioni di recupero di cui all'allegato C del D.Lgs. 152/2006.
Scopo: 
Verificare l'efficacia delle politiche di gestione dei rifiuti con particolare riferimento all'incentivazione del recupero e riutilizzo dei rifiuti, sia di materia sia di energia.
Rilevanza: 
È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
È in grado di descrivere il trend in atto e l'evolversi della situazione ambientale
È semplice, facile da interpretare
Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull'ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Misurabilità: 
Adeguatamente documentati e di qualità nota [Accessibilità]
Aggiornati a intervalli regolari secondo fonti e procedure affidabili [Tempestività e Puntualità]
Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
Una "buona" copertura spaziale
Una "buona" copertura temporale (almeno 5 anni)
Solidità: 
È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
È ben fondato in termini tecnici e scientifici
Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
Comparabilità nel tempo
Comparabilità nello spazio
Riferimenti normativi: 
D.Lgs. 152/2006.
Obiettivi fissati dalla normativa: 
Il D.Lgs. 152/06, in linea con la Strategia europea in materia di gestione dei rifiuti, all’art. 181, comma 3, stabilisce l’adozione di misure volte a promuovere il recupero dei rifiuti conformemente ai criteri di priorità (art. 179), ovvero, nel rispetto della seguente gerarchia:
• prevenzione,
• preparazione per il riutilizzo,
• riciclaggio,
• recupero di altro tipo (es. recupero energetico),
e smaltimento.
Oltre a ciò, lo stesso comma 3, stabilisce che devono essere adottate misure tese a promuovere il riciclaggio di alta qualità. All’articolo 183, comma 1, lettera u), viene espressamente definito come riciclaggio: “qualsiasi operazione di recupero attraverso cui i rifiuti sono trattati per ottenere prodotti, materiali o sostanze da utilizzare per la loro funzione originaria o per altri fini”.
DPSIR: 
Pressione, Risposta
Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Riferimenti bibliografici: 
Rapporto rifiuti speciali - Edizione 2019

Limitazioni: 
Non compilato  
Ulteriori azioni: 
Non compilato  
Frequenza rilevazione dati: 
Annuale
Accessibilità dei dati di base: 
Banca dati MUD, non accessibile al pubblico
Fonte dei dati di base: 
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)
Unità di misura: 
Tonnellata per anno (t/a)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
L'indicatore misura la quantità totale di rifiuti speciali recuperati in. Le operazioni di recupero considerate per il calcolo dei rifiuti speciali recuperati sono le seguenti:
R1: Utilizzazione principale come combustibile o come altro mezzo per produrre energia; R2: Rigenerazione/recupero di solventi; R3: Riciclo/recupero delle sostanze organiche non utilizzate come solventi (comprese le operazioni di compostaggio e altre trasformazioni biologiche); R4: Riciclo/recupero dei metalli e dei composti metallici; R5: Riciclo/recupero di altre sostanze inorganiche; R6: Rigenerazione degli acidi o delle basi; R7: Recupero dei prodotti che servono a captare gli inquinanti; R8: Recupero dei prodotti provenienti dai catalizzatori; R9: Rigenerazione o altri reimpieghi degli oli; R10: Spandimento sul suolo a beneficio dell'agricoltura o dell'ecologia; R11: Utilizzazione di rifiuti ottenuti da una delle operazioni indicate da R1 a R10; R12: Scambio di rifiuti per sottoporli a una delle operazioni indicate da R1 a R11; R13: Messa in riserva di rifiuti per sottoporli a una delle operazioni indicate nei punti da R1 a R12. Il dato nazionale viene fornito disaggregato per regione.
Core set: 
7EAP - Dati sull'ambiente
Tipo rappresentazione: 
Grafico
Tabella
Periodicità di aggiornamento: 
Annuale
Copertura spaziale: 
Nazionale, regionale
Copertura temporale: 
1997-2017
Per quanto riguarda la rilevanza, l’indicatore risponde a precise domande di informazione (obiettivo: massimizzazione del recupero dei rifiuti nelle sue varie forme). Nel caso della comparabilità nello spazio e nel tempo, i dati vengono raccolti secondo modalità comuni a livello nazionale e validati secondo metodologie condivise.
Stato: 
Buono
Trend: 
Positivo
Descrizione dello stato e trend: 
I quantitativi di rifiuti speciali avviati al recupero sono consistenti (79,6% sul totale gestito, pari a 147,1 milioni di tonnellate) e il trend risulta in continua crescita (+12% dal 2015). L'unica flessione (-2,6%), dovuta probabilmente alla crisi economica, si riscontra nel 2012 rispetto al 2011 (Tabella 1), coerentemente con la diminuzione dei quantitativi prodotti (-2,1%).
Commenti: 
La quantità totale di rifiuti speciali avviata a recupero (operazioni da R1 a R13) ammonta, nel 2017, a 117,1 milioni di tonnellate, di cui 4,3 milioni di tonnellate sono pericolosi. Rispetto al 2016 (108,3 milioni di tonnellate recuperate) si registra un aumento dell'8,1% (Tabella 1). Fra le regioni con il maggior quantitativo di rifiuti speciali recuperato spicca la Lombardia (28,1% del totale recuperato), che rispetto al 2016 presenta un aumento dell'11,5%; seguono il Veneto (10,8%) e l’Emilia-Romagna (10,1%) (Tabella 2 e Figura 1).
  • Titolo Tabella 1: Trend della quantità di rifiuti speciali recuperatia in Italia
    Fonte ISPRA
    Legenda a Le operazioni considerate per il calcolo dei rifiuti speciali recuperati sono le seguenti:R1: Utilizzazione principale come combustibile o come altro mezzo per produrre energia, R2: Rigenerazione/recupero di solventi, R3: Riciclo/recupero delle sostanze organiche non utilizzate come solventi (comprese le operazioni di compostaggio e altre trasformazioni biologiche), R4: Riciclo/recupero dei metalli e dei composti metallici, R5: Riciclo/recupero di altre sostanze inorganiche, R6: Rigenerazione degli acidi o delle basi, R7: Recupero dei prodotti che servono a captare gli inquinanti, R8: Recupero dei prodotti provenienti dai catalizzatori, R9: Rigenerazione o altri reimpieghi degli oli, R10: Spandimento sul suolo a beneficio dell'agricoltura o dell'ecologia, R11: Utilizzazione di rifiuti ottenuti da una delle operazioni indicate da R1 a R10, R12: Scambio di rifiuti per sottoporli a una delle operazioni indicate da R1 a R11, R13: Messa in riserva.
    Nota: La quantità totale di rifiuti speciali avviati a recupero dal 2011 contiene anche l'operazione R12 che negli anni precedenti non era considerata

    Anno Rifiuti speciali recuperati Rifiuti speciali pericolosi recuperati
    t*1.000 t*1.000
    1997 12.293 721
    1998 23.120 919
    1999 29.934 1.003
    2000 33.150 1.174
    2001 39.422 1.269
    2002 44.463 1.268
    2003 46.499 1.327
    2004 47.579 1.412
    2005 57.493 1.566
    2006 60.399 1.808
    2007 69.677 1.781
    2008 77.970 2.011
    2009 79.962 1.614
    2010 84.864 1.910
    2011 88.907 1.945
    2012 86.557 1.877
    2013 96.393 2.383
    2014 99.742 2.229
    2015 104.559 2.613
    2016 108.312 2.794
    2017 117.129 4.346
  • Titolo Tabella 2: Quantità di rifiuti speciali totali e speciali pericolosi recuperati
    Fonte ISPRA

    Regione Rifiuti speciali recuperati Rifiuti speciali recuperati Rifiuti speciali pericolosi recuperati Rifiuti speciali pericolosi recuperati
    2016 2017 2016 2017
    t*1.000 t*1.000 t*1.000 t*1.000
    Piemonte 8.426 9.232 174 280
    Valle d'Aosta 144 205 1 1
    Lombardia 29.493 32.897 1.155 1.404
    Trentino-Alto Adige 3.469 3.989 10 20
    Veneto 11.743 12.642 293 425
    Friuli-Venezia Giulia 4.686 5.136 27 60
    Liguria 2.120 2.037 72 104
    Emilia-Romagna 11.332 11.781 236 309
    Toscana 7.086 7.503 138 207
    Umbria 2.293 2.532 13 27
    Marche 2.213 2.299 21 67
    Lazio 5.315 5.346 87 243
    Abruzzo 1.551 1.793 6 46
    Molise 343 357 5 11
    Campania 4.417 4.595 138 264
    Puglia 6.450 6.530 61 169
    Basilicata 826 1.070 20 33
    Calabria 894 1.234 33 145
    Sicilia 4.083 4.392 61 195
    Sardegna 1.429 1.559 242 336
    ITALIA 108.312 117.129 2.794 4.346
  • Titolo Figura 1: Quantità di rifiuti speciali avviati a recupero
    Fonte ISPRA