STATO DI AVANZAMENTO DEI PIANI DI GESTIONE DEI DISTRETTI IDROGRAFICI

Edizione aggiornata

Edizione 2017

Abstract

La Direttiva Quadro Acque 2000/60/CE (DQA: CE, 2000) prevede il riesame e l’aggiornamento dei Piani di Gestione dei bacini idrografici (PdG) e l’eventuale aggiornamento delle analisi delle caratteristiche del Distretto, dell’impatto delle attività umane sullo stato delle acque e dei Programmi di Misure (PdM) entro quindici o altrimenti tredici anni dall’entrata in vigore della Direttiva stessa e, successivamente, ogni sei anni (articoli 5, 11 e 13). In attuazione di questo processo di governance, nel 2012 le Autorità di Bacino hanno avviato il riesame e l’aggiornamento dei PdG adottati nel 2010, al fine di elaborare il nuovo ciclo di pianificazione relativo al periodo 2015-2021. Successivamente all’adozione avvenuta in data 17 dicembre 2015, il 3 marzo 2016 è stato approvato il primo aggiornamento dei piani di gestione dei bacini idrografici per sei degli otto distretti individuati sul territorio nazionale (prima della Legge n. 221/2015 entrata in vigore il 2/2/2016, che ridefinisce le aree dei Distretti Idrografici e sopprime il Distretto idrografico pilota del Serchio): Distretto Padano, Distretto delle Alpi Orientali, Distretto dell’Appennino Settentrionale, Distretto idrografico pilota del Serchio, Distretto dell’Appennino Centrale, Distretto dell’Appennino Meridionale. Il distretto della Sardegna ha approvato l’aggiornamento del PdG con Delibera n. 1 del 15 marzo 2016, ai sensi dell’art. 2 L.R. 9 novembre 2015, n. 28, mentre la Sicilia con la DELIBERAZIONE N. 228 DEL 29 GIUGNO 2016 ai sensi della “Legge regionale 11 agosto 2015, n.19 - art. 2, comma 2”, ha approvato il suo aggiornamento del PdG.

Descrizione

L’indicatore fornisce informazioni sullo stato di avanzamento dei PdG (Piani di Gestione distrettuale) e dei Piani di Tutela delle Acque regionali a essi correlati. L’evoluzione della pianificazione – programmazione per la tutela quali–quantitativa delle acque deriva da un processo di adeguamento della legislazione nazionale alle prescrizioni normative comunitarie e in particolar modo alla Direttiva Quadro Acque 2000/60/CE (DQA), recepita in Italia dal D.Lgs. 152/2006, Parte III. e s.m.i., che ha modificato e integrato l’assetto normativo previgente. L’elemento portante della DQA è la gestione integrata delle acque a livello di bacino idrografico; tale approccio supera la logica dei confini amministrativi attraverso l’introduzione di un nuovo strumento di governance da sottoporre a verifica e aggiornamento periodico: il Piano di Gestione distrettuale (PdG). Il PdG rappresenta lo strumento operativo attraverso il quale si devono pianificare, attuare e monitorare le misure per la protezione, il risanamento e il miglioramento dei corpi idrici superficiali e sotterranei e agevolare un utilizzo sostenibile delle risorse idriche. La base per la redazione dei primi PdG sono stati i Piani di Tutela delle Acque regionali (PTA), il cui ruolo, nel nuovo ambito normativo, si è andato progressivamente ridefinendo (da piano di governo sovraordinato a piano attuativo della pianificazione di distretto), tant’è che non sono più piani stralcio di bacino, bensì piani territoriali di settore mediante i quali le Regioni, sulla base degli obiettivi fissati a scala di distretto idrografico, definiscono gli interventi volti a garantire il raggiungimento o il mantenimento degli obiettivi di qualità dei corpi idrici e le misure necessarie alla tutela qualitativa e quantitativa del sistema idrico a livello regionale. L’art. 13 comma 7 della DQA prevede che i primi PdG siano riesaminati e aggiornati entro quindici anni dall’entrata in vigore della Direttiva stessa e, successivamente, ogni 6 anni. Pertanto, le Autorità di Bacino nazionali (AdB), oggi soppresse dal Decreto del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del Mare n. 294 del 25/10/2016, entrato in vigore il 17/2/2017 inerente la riforma “distrettuale”, hanno iniziato il processo di riesame e aggiornamento dei PdG, considerando: 1) i contenuti di quelli adottati nel 2010, per dare attuazione agli obblighi previsti dalla norme comunitarie e nazionali sulle acque, 2) i risultati delle analisi condotte dalla Commissione europea 3) il riesame con gli eventuali aggiornamenti (svolti entro il 2013) inerente le analisi delle caratteristiche del distretto, l’utilizzo idrico e gli impatti delle attività umane sullo stato delle acque (l’art. 5 della DQA). I PdG approvati il 3 marzo 2016 presentano, pertanto, un quadro aggiornato, integrato e organico a livello di bacino delle conoscenze disponibili e identificano i programmi di misure per conseguire gli obiettivi di qualità ambientale, considerando anche le misure previste dal precedente PdG 2010 e non realizzate. Essi costituiscono, quindi, uno strumento strategico per la tutela e la protezione delle acque, al quale si dovrà dare attuazione negli anni futuri, reperendo le necessarie risorse finanziarie. Nella formazione dei piani è stato fondamentale la fase di partecipazione e consultazione pubblica. I piani di gestione approvati sono disponibili sui siti web appositamente predisposti dalle autorità di bacino nazionali e dalle regioni: http://www.direttivaacque.minambiente.it/primo-aggiornamento-piani.html Per quanto riguarda i PTA, tutte le Regioni dovranno avviare il riesame di quelli adottati e/o approvati ante approvazione aggiornamenti PdG, essendo strumenti attuativi di questi ultimi a livello regionale.

Scopo

Fornire indicazioni circa lo stato di avanzamento dei Piani di Gestione distrettuali e della pianificazione a essi correlata (PTA) per monitorare l’attuazione degli obiettivi e delle misure rivolte alla corretta gestione e tutela quali - quantitativa delle risorse idriche.

Criteri di selezione

Rilevanza

  • È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
  • È semplice, facile da interpretare
  • Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull’ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
  • Fornisce una base per confronti a livello internazionale

Misurabilità

  • Adeguatamente documentati e di qualità nota Accessibilità
  • Aggiornati a intervalli regolari secondo fonti e procedure affidabili [Tempestività e Puntualità]
  • Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
  • Una ‘buona’ copertura spaziale

Solidità

  • È ben fondato in termini tecnici e scientifici
  • Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
  • Comparabilità nello spazio

Riferimenti normativi

D.Lgs. 152/2006 e ss.mm.ii. e i suoi Decreti attuativi.

Obiettivi fissati dalla normativa

Il PdG distrettuale ha come obiettivo, secondo la DQA, di proteggere, migliorare e ripristinare lo stato di tutti i corpi idrici superficiali, che si esplica con il raggiungimento del “buono stato” entro il 2015. La DQA prevede che gli Stati membri effettuino la caratterizzazione dei corpi idrici identificati nei bacini idrografici. Per ciascuna categoria di corpo idrico superficiale (fiumi, laghi, acque di transizione o acque costiere) devono essere identificati i diversi “tipi” e per ciascun tipo devono essere fissate le condizioni di riferimento. Il “buono stato” è la condizione in cui i valori degli elementi di qualità biologica associati a un certo tipo di corpo idrico superficiale, presentano livelli tali da non differire da quelli generalmente associati a quella tipologia di corpo idrico in condizioni inalterate. Per il raggiungimento degli obiettivi fissati, la DQA richiede l’attuazione di un approccio integrato volto alla tutela e al ripristino di tutti i fattori che concorrono alla definizione stessa dello stato del corpo idrico. In definitiva l’obiettivo generale è quello di mantenere o di riportare il corpo idrico in uno stato qualitativo che si discosti “poco” dalle condizioni prive di impatto antropico, attraverso l’attuazione di un programma di misure, che deve essere disegnato in modo da integrare tutti gli aspetti inerenti la tutela delle acque: 1) le caratteristiche del distretto idrografico, 2) l’impatto delle attività umane sullo stato delle acque superficiali e sotterranee, 3) l’analisi economica dell’utilizzo idrico. Le misure sono articolate in “misure di base” (attuative della normativa comunitaria e finalizzate al recupero dei costi del servizio idrico e a garantire un impiego efficiente e sostenibile dell’acqua) e “misure supplementari”, ossia provvedimenti studiati e messi in atto a complemento delle misure di base al fine di perseguire gli obiettivi di qualità ambientale. Il “programma delle misure” risulta essere l’elemento principale dei PdG, che presenta diversi aspetti innovativi tra cui: racchiude e armonizza in un unico strumento azioni richieste da altre direttive in altri campi e altri settori (agricoltura, difesa del suolo, aree protette, etc.); richiede la puntuale valutazione della sostenibilità tecnica e, soprattutto, economica delle scelte effettuate attraverso il ricorso a specifici strumenti come l’analisi economica, l’analisi costi-benefici e l’analisi costi-efficacia; è elaborato attraverso l’attivazione di meccanismi di partecipazione pubblica.

DPSIR

Risposta

Tipologia indicatore

Descrittivo (tipo A), Efficacia delle politiche (tipo D)

Limitazioni

Nessuna

Ulteriori azioni

Nessuna

Frequenza di rilevazione dei dati

Variabile

Accessibilità

Siti istituzionali delle Regioni e delle Autorità di Bacino

Fonte dei dati di base

Regioni, Autorità di Bacino

Unità di misura

Numero (n.)

Descrizione metodologia di elaborazione

Il processo di revisione è iniziato nel 2013 con la pubblicazione, da parte delle Autorità di Bacino incaricate, del documento “Calendario, programma di lavoro e misure consultive per il riesame e l’aggiornamento del Piano” per poi proseguire con la redazione del documento “Valutazione globale provvisoria” che, secondo le indicazioni normative, rappresenta il documento tecnico, propedeutico all’aggiornamento del PdG, in cui sono esaminate sia le principali problematiche di carattere procedurale e/o organizzativo che hanno inciso sulla struttura e sui contenuti del primo Piano che le problematiche emerse relative alla risorsa acqua, per le quali occorreva individuare nel Piano aggiornato opportune azioni integrative e/o correttive. Tali azioni sono state individuaste ed opportunamente inserite nel primo aggiornamento di tutti e otto PdG, che dopo un periodo di consultazioni, così come previsto dalla normativa vigente, sono stati adottati e poi approvati a marzo 2016 (solo quello della Sicilia a giugno 2016).

Core set

7EAP - Dati sull’ambiente

Tipo rappresentazione

Mappa, Tabella

Copertura spaziale

Nazionale, Regionale

Copertura temporale

Giugno 2017

Descrizione della qualità dell’informazione

La qualità del dato è garantita dall’affidabilità della fonte, rappresentata dai siti istituzionali delle Autorità di Bacino nazionali incaricate di curare la predisposizione e l’aggiornamento dei piani di gestione distrettuali e dalle regioni per i PTA. La copertura delle informazioni è relativa alla totalità dei distretti idrografici nazionali e delle regioni.

Periodicità di aggiornamento

Annuale

Stato e trend

Ogni Distretto Idrografico, coerentemente con la DQA, si è dotato di un PdG, che costituisce a sua volta un’articolazione interna del piano di bacino distrettuale. In Italia il processo di predisposizione dei PdG è avvenuto sotto il coordinamento delle AdB nazionali, istituite ai sensi della Legge n. 183/89 per i distretti idrografici peninsulari, ad oggi soppresse, e delle regioni Sicilia e Sardegna per gli omonimi distretti (ai sensi del Decreto legge n. 208 del 30 dicembre 2008, convertito con modificazioni in Legge 27 febbraio 2009, n. 13). Il 3 marzo 2016 è stato approvato il primo aggiornamento dei piani di gestione dei bacini idrografici per sei degli otto distretti individuati sul territorio nazionale (prima dell’entrata in vigore della Legge 221/2015 il 2/2/2016): Distretto Padano, Distretto delle Alpi Orientali, Distretto dell’Appennino Settentrionale, Distretto idrografico pilota del Serchio, Distretto dell’Appennino Centrale, Distretto dell’Appennino Meridionale. Il distretto della Sardegna ha approvato l’aggiornamento del PdG con Delibera n. 1 del 15 marzo 2016, ai sensi dell’art. 2 L.R. 9 novembre 2015, n. 28, mentre la Sicilia con la Deliberazione N. 228 del 29 giugno 2016 ai sensi della “Legge regionale 11 agosto 2015, n.19 - art. 2, comma 2”. Per quanto riguarda, invece, i PTA, quasi tutte le regioni hanno il Piano approvato e alcune hanno avviato il processo di aggiornamento.

Commenti a tabelle e figure

Tutti i PdG del primo ciclo di pianificazione e i relativi aggiornamenti sono stati approvati . Per quanto riguarda i Piani di Tutela delle Acque, tutte le regioni e la provincia autonoma di Trento hanno un Piano approvato tranne le regioni: 1) Basilicata, Campania e Calabria che hanno un Piano adottato; 2) provincia autonoma di Bolzano che ha solo dei Piani Stralci approvati; 3) regione Friuli che ha approvato un Progetto di Piano attualmente in fase di consultazione. Sette regioni Lombardia, Valle D’Aosta, Toscana, Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise hanno avviato il processo di aggiornamento dei rispettivi PTA in relazione all’approvazione dei PdG 2016. L’approvazione di tutti gli 8 aggiornamenti dei PdG distrettuali e l’avvio del processo di revisione dei PTA a scala regionale forniscono un quadro di una corretta governance della gestione nazionale delle acque, in quanto contengono tutte le misure e le azioni volte al raggiungimento dell’obiettivo 1b del VII PdA. Le valutazioni di come tali azioni e misure avranno contribuito al raggiungimento dell’obiettivo potranno essere analizzate attraverso gli aggiornamenti dei Programmi di misura (contenuti nei PdG), attraverso l’analisi della pianificazione – programmazione delle risorse idriche collegata ai PdG stessi, ad esempio attraverso i PAA, oltre al secondo aggiornamento dei PdG previsto tra sei anni.

Immagini