PARTICOLATO PM10, CONCENTRAZIONE MEDIA ANNUALE

Descrizione e scopo: 
Il D.Lgs 155/2010 prevede l’obbligo di valutare la qualità dell’aria con riferimento alla concentrazione di massa del particolato selezionato in base al diametro aerodinamico mediante teste selettive con taglio a 10 µm (PM10). Le particelle aerodisperse aventi diametro aerodinamico inferiore o uguale a 10 µm possono essere inalate e sono in grado di depositarsi oltre la laringe.
Il materiale particellare aerodisperso (PM) viene definito come una sospensione di particelle solide o liquide relativamente stabili nell’aria circostante (aerosol). Questa sospensione può essere costituita da una varietà di particelle di diversa dimensione e composizione in funzione della loro origine. Le particelle che costituiscono il PM sono in parte emesse direttamente nell’atmosfera (particelle “primarie”) in parte sono il risultato di reazioni chimiche attraverso le quali si formano nuove particelle in atmosfera (particelle secondarie) a partire da altre sostanze dette “precursori”.
Le principali sorgenti antropiche di particelle primarie sono i processi di combustione nell’industria e nei trasporti. Da non trascurare anche in particolare nelle aree urbane il contributo delle particelle che hanno origine da fenomeni di attrito e risollevamento, legate quindi principalmente al traffico veicolare. Contribuiscono ai livelli di PM anche particelle di origine “crustale”e l’aerosol marino.
Le emissioni dovute al trasporto su strada sono la principale fonte di NOx e contribuiscono ai livelli di PM secondario osservati in aria. La possibilità di ridurre i livelli di PM10 nella aree urbane è legata all’implementazione di politiche integrate atte a ridurre complessivamente e su scala regionale/nazionale sia le diverse fonti di particolato primario (in particolare la combustione non industriale), che quelle dei precursori (in particolare gli NOx, ad esempio attraverso misure a favore della mobilità sostenibile nelle aree urbane, e l’NH3, attraverso misure riguardanti le attività agricole e zootecniche).
La direttiva 2008/50/CE e il D.Lgs. 155/2010 stabiliscono per il PM10, in riferimento alla protezione della salute umana, un valore limite annuale di 40 µg/m³ e un valore limite giornaliero di 50 µg/m³, da non superare più di 35 volte per anno civile.
Sono noti e condivisi effetti rilevanti sulla salute sia a breve che a lungo termine determinati dall’esposizione a PM. Il PM è stato inserito dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) tra i cancerogeni di gruppo 1 (agenti sicuramente cancerogeni per l’uomo). L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) indica per il PM10 obiettivi più restrittivi rispetto alla direttiva 2008/50/EC; in particolare un valore di riferimento di 20 µg/m³, come media annuale per la protezione dagli effetti a lungo termine e un valore giornaliero di 50 µg/m³, da non superare più di 3 volte in un anno, per gli effetti a breve termine (WHO, 2005).
Per poter trarre conclusioni oggettive sull’andamento della qualità dell’aria e sull’efficacia degli interventi intrapresi al fine di migliorarla, gli studi condotti negli ultimi anni si sono avvalsi dell’utilizzo di specifici metodi e strumenti, i quali considerano la notevole variabilità spaziale e temporale con cui si sviluppano i fenomeni di inquinamento atmosferico, e affrontano il problema della stima dei trend con un approccio di tipo statistico-probabilistico; tale tipo di approccio, offre il vantaggio non solo di descrivere, interpretare e prevedere il comportamento puntuale del fenomeno in relazione al suo evolvere nel tempo, ma permette anche di associare all’analisi effettuata il relativo margine di incertezza.

Linea di attività del progetto: 
Linea 1
Linea 3

Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Sulla base delle premessa fin qui rappresentata, per ogni comune capoluogo di provincia individuato come unità territoriale sub-regionale rappresentativa delle aree urbane, saranno elaborati tre parametri:
- Il valore medio delle medie annuali delle stazioni di traffico, urbane e suburbane, accompagnato dal range (min-max) delle medie annuali; questo indicatore servirà per valutare lo stato della qualità dell’aria in prossimità delle aree maggiormente influenzate dalle sorgenti locali legate alla mobilità.
- Il valore medio delle medie annuali delle stazioni di fondo, urbane e suburbane, accompagnato dal range (min-max) delle medie annuali; questo indicatore servirà per valutare lo stato della qualità dell’aria complessivo e verosimilmente più vicino all’esposizione media della maggior parte della popolazione.
- La stima della variazione percentuale della concentrazione media annuale di PM10 nell’ambito territoriale prescelto (comune capoluogo) [% anno-1]. Questo parametro permette di verificare, per ciascun comune capoluogo, l’esistenza o meno di una tendenza, e la sua significatività statistica, all’aumento o alla diminuzione nel tempo delle concentrazioni di PM10 desumibile dalle serie storiche di dati misurati presso le centraline di monitoraggio dell’inquinamento atmosferico italiane.

Dati di base associati: 
NON APPLICABILE

Ambito territoriale: 
Comuni capoluogo di provincia

Anno iniziale: 
2017

Anno finale: 
2018

Periodicità di aggiornamento: 
Annuale

Unità di misura: 
Microgrammo per metro cubo (µg/m3)
Fonti: 
Elaborazioni ISPRA su dati trasmessi dalle Regioni ai sensi del D.Lgs 155/2010 con le modalità previste dalla Decisione 2011/850/CE
Note: 
-
  • Titolo: Particolato PM10, concentrazione media annuale, stato e trend


Tema: 
Qualità dell’aria