EMISSIONI DI AMMONIACA DAL SETTORE AGRICOLO

Descrizione e scopo: 
L’indicatore descrive le emissioni di ammoniaca in atmosfera prodotte dal settore agricolo e principalmente dalle forme intensive che esso ha assunto negli ultimi decenni. In particolare, vengono considerate le emissioni prodotte dall’utilizzo esteso dei fertilizzanti sintetici e organici e dalla gestione degli allevamenti (emissioni dal ricovero e dallo stoccaggio). Una quota minima delle emissioni nazionali di NH3 proviene da altri processi produttivi, dai trasporti stradali e dal trattamento/smaltimento dei rifiuti. La deposizione di NH3 contribuisce a diversi problemi ambientali, quali l’acidificazione dei suoli, l’alterazione della biodiversità e l’eutrofizzazione delle acque; inoltre, essa interviene nella formazione del particolato, con conseguenze sulla salute umana. La quantificazione delle emissioni di NH3 avviene attraverso appropriati processi di stima definiti dalle metodologie indicate nel manuale di riferimento EMEP/EEA air pollutant emission inventory guidebook 2019 concernente l’inventario delle emissioni atmosferiche. Il settore agricoltura è responsabile dell’emissione in atmosfera di 358,47 kt di NH3, pari al 93,8% del totale nazionale. L'andamento delle emissioni di NH3 è in linea con gli obiettivi fissati dal Protocollo di Göteborg e dalla Direttiva sui limiti nazionali di emissione (Direttiva NEC – National Emission Ceiling).

Linea di attività del progetto: 
Linea 2

Descrizione della metodologia di elaborazione: 
La stima nazionale delle emissioni dell’indicatore viene elaborata secondo la metodologia descritta nel manuale di riferimento dell'inventario delle emissioni di inquinanti atmosferici (EMEP/EEA air pollutant emission inventory guidebook 2019). L’Informative Inventory Report – IIR (ISPRA, 2019) descrive la metodologia di stima, i dati utilizzati e quelli di emissione, l’analisi dei trend e delle categorie emissive principali, le attività di controllo e qualità dei dati, la pianificazione delle attività di miglioramento delle stime. Ogni anno i dati di emissione, comunicati tramite il Nomenclature Reporting Format, e l’IIR vengono inviati al segretariato dell'UNECE/CLRTAP.
La disaggregazione territoriale a livello provinciale delle stime nazionali delle emissioni in atmosfera viene realizzata da ISPRA ogni 5 anni (4 anni a partire dal 2021) (De Lauretis et al., 2009) ed è disponibile sul sito web della Rete del Sistema Informativo Nazionale Ambientale. La disaggregazione provinciale viene ottenuta mediante l’applicazione di una metodologia top-down, attraverso cui alle stime nazionali viene associata una variabile proxy correlata all’attività delle sorgenti emissive. Per i settori emissivi Snap (Selected nomenclature for air pollution) e per gli inquinanti disaggregati valgono le seguenti ipotesi: esistenza di una correlazione forte tra l’emissione di una data attività ed il valore della variabile proxy; forte significatività della correlazione nel passaggio dalla scala nazionale a quella locale. La pubblicazione La disaggregazione a livello provinciale dell’inventario nazionale delle emissioni fornisce il quadro metodologico generale delle stime provinciali.
La disaggregazione provinciale delle emissioni di ammoniaca in agricoltura (anni di riferimento 1990-2015). Il settore agricolo comprende numerose attività agricole e di allevamento, di cui le principali sono gli allevamenti animali, le colture fertilizzate, la combustione dei residui agricoli, che danno origine ad emissioni di ammoniaca. Le principali variabili proxy utilizzate in questo settore sono:
• le consistenze del bestiame per tipologia animale e per provincia dell’indagine campionaria dell’Istat ‘Struttura e produzioni delle aziende agricole’. Tale proxy è stata utilizzata per disaggregare a livello provinciale le emissioni nazionali di ammoniaca dal ricovero, dallo stoccaggio delle deiezioni animali, dallo spandimento dei reflui zootecnici e dal pascolo;
• i quantitativi di fertilizzanti distribuiti per tipologia di fertilizzante sintetico ed organico (diversi dai reflui zootecnici e dai fanghi di depurazione) e per provincia e la quantità di azoto minerale ed organico per provincia, desunti dall’indagine censuaria Istat ‘Distribuzione, per uso agricolo, dei fertilizzanti (concimi, ammendanti e correttivi)’. Tale proxy è stata usata per disaggregare le emissioni di ammoniaca dovute dall’applicazione di azoto ai suoli e, in particolare, le emissioni relative alla fertilizzazione con concimi sintetici ed organici, diversi dai reflui zootecnici e dai fanghi di depurazione.
Altre proxy utilizzate sono: la produzione annuale raccolta dei cereali per disaggregare le emissioni di ammoniaca dovute alla combustione dei residui agricoli; la superficie annuale delle leguminose per disaggregare le emissioni di ammoniaca dovute all’apporto ai suoli di azoto ad opera delle colture azoto-fissatrici; la quantità di fanghi sparsi in agricoltura a livello regionale e la superficie provinciale relativa alla superficie agricola utilizzata (SAU) per disaggregare le emissioni di ammoniaca dovute all’applicazione al suolo dei fanghi da depurazione. I dati sulle superfici derivano dall’indagine dell’Istat ‘Stima delle superfici e produzioni delle coltivazioni agrarie’.
La disaggregazione a livello regionale (anno di riferimento 2017) ha richiesto una metodologia ad hoc che si è avvalsa delle informazioni derivate da specifiche variabili proxy per categoria emissiva e per sostanza, e della stima nazionale e provinciale delle emissioni.

Dati di base associati: 
x

Ambito territoriale: 
Regioni

Anno iniziale: 
1990

Anno finale: 
2017

Periodicità di aggiornamento: 
Biennale

Unità di misura: 
Tonnellata (t)
Fonti: 
ISPRA
Note: 
x
  • Titolo: Emissioni di ammoniaca in agricoltura (tonnellate)


Tema: 
Emissioni atmosferiche