EMISSIONI DI PARTICOLATO PM2,5

Descrizione e scopo: 
Le polveri di dimensione inferiore a 2.5 µm hanno origine sia naturale che antropica; quest’ultima fonte copre più del 90 % del totale nel 2015. L'origine naturale è da ricondurre all'erosione dei suoli, all'aerosol marino, alla produzione di aerosol biogenico (frammenti vegetali, pollini, spore), alle emissioni vulcaniche e al trasporto a lunga distanza di sabbia. Una parte consistente delle polveri presenti in atmosfera ha origine secondaria, ed è dovuta alla reazione di composti gassosi quali ossidi di azoto, ossidi di zolfo, ammoniaca e composti organici. Inoltre, tra i costituenti delle polveri rientrano composti quali idrocarburi policiclici aromatici e metalli pesanti. Le polveri, soprattutto nella loro frazione dimensionale minore, hanno una notevole rilevanza sanitaria per l'alta capacità di penetrazione nelle vie respiratorie. Le stime effettuate sono relative solo alle emissioni di origine primaria, mentre non sono calcolate quelle di origine secondaria, così come quelle dovute alla risospensione delle polveri depositatesi al suolo. Nel 2015, circa due terzi di queste emissioni sono attribuibili al settore della combustione non industriale, che include gli impianti di riscaldamento nel settore civile (commerciale, istituzionale e residenziale); circa il 15 % è da imputare al settore dei trasporti, soprattutto stradali.

Linea di attività del progetto: 
Linea 2

Descrizione della metodologia di elaborazione: 
La stima nazionale delle emissioni calcolata nell'ambito della realizzazione dell'inventario nazionale delle emissioni in atmosfera. Per gli inquinanti atmosferici la metodologia utilizzata è quella indicata dall'Agenzia Europea dell'Ambiente nel EMEP/EEA air pollutant emission inventory guidebook 2019. L’Informative Inventory Report – IIR 2019 italiano descrive in dettaglio le stime italiane.
La disaggregazione territoriale a livello provinciale delle stime nazionali delle emissioni in atmosfera viene realizzata da ISPRA ogni 5 anni (4 anni a partire dal 2021) (De Lauretis et al., 2009) ed è disponibile sul sito web della Rete del Sistema Informativo Nazionale Ambientale. La disaggregazione provinciale viene ottenuta mediante l’applicazione di una metodologia top-down, attraverso cui alle stime nazionali viene associata una variabile proxy correlata all’attività delle sorgenti emissive. Per i settori emissivi Snap (Selected nomenclature for air pollution) e per gli inquinanti disaggregati valgono le seguenti ipotesi: esistenza di una correlazione forte tra l’emissione di una data attività ed il valore della variabile proxy; forte significatività della correlazione nel passaggio dalla scala nazionale a quella locale. La pubblicazione La disaggregazione a livello provinciale dell’inventario nazionale delle emissioni fornisce il quadro metodologico generale delle stime provinciali.
La disaggregazione provinciale delle emissioni di particolato (anni di riferimento 1990-2015). I principali settori emissivi Snap da cui originano le emissioni di particolato in atmosfera sono:
• il settore della combustione non industriale (riscaldamento nel settore commerciale, istituzionale e residenziale). La principale fonte di emissione è la combustione di biomassa che viene disaggregata in base ai risultati dell’indagine Istat sui ‘Consumi energetici delle famiglie’ (consumi per destinazione d’uso e fonte energetica, con particolare attenzione alle fonti rinnovabili e, in particolare, alle biomasse legnose);
• il settore del trasporto su strada: le emissioni nazionali vengono disaggregate sulla base del parco circolante per provincia e categoria veicolare (fonte Ministero delle infrastrutture e dei trasporti), dei flussi di traffico autostradali per tratta e per categoria veicolare (fonte AISCAT) e del valore aggiunto per provincia (fonte Istat), a seconda della modalità di guida (ambito autostradale, urbano ed extraurbano) e della categoria veicolare (automobili, veicoli commerciali leggeri, mezzi pesanti, autobus, ciclomotori e motocicli) considerate;
• il settore del trasporto dalle principali altre sorgenti mobili: le emissioni provenienti dalle altre modalità di trasporto si disaggregano distintamente per tipologia di sorgente:
- vie di navigazione interne: la stima nazionale viene disaggregata attribuendone una quota al traffico passeggeri ed una al traffico merci. Il traffico merci viene quindi ripartito tra le tredici province del bacino del Po, mentre il traffico passeggeri viene ripartito sulla base dei natanti per kilometro, per località di servizio nel trasporto passeggeri pubblico di linea (fonte Conto Nazionale delle Infrastrutture e dei Trasporti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti);
- trasporto marittimo: viene utilizzato il dato di emissione per porto calcolato a partire dal numero di navi arrivate per porto (fonte Eurostat) e dei fattori di emissione per classe di nave basati sui risultati di uno studio sulle emissioni portuali nazionali del 2005;
- trasporto aereo: viene utilizzata la stima delle emissioni di gas serra per aeroporto prodotta da Eurocontrol;
• i settori della combustione nell’industria manifatturiera e dei processi industriali: le emissioni nazionali di questi settori vengono disaggregate sia con il livello produttivo delle attività (fonte: associazioni di categoria e report ambientali) che avvalendosi dei dati puntuali derivati dai tre registri di impianti industriali ‘Emission Trading Scheme’, ’Large Combustion Plants’ e ‘European Pollutant Release and Transfer Register’.
La disaggregazione a livello regionale con periodicità biennale, da cui scaturisce la stima delle emissioni per l’anno di riferimento 2017, ha richiesto una metodologia ad hoc ma semplificata rispetto alla disaggregazione provinciale in modo da consentire la realizzazione delle stime con la frequenza richiesta. In particolare le emissioni nazionali 2017 sono state disaggregate a livello provinciale in base alla disaggregazione 2015 e le variazioni 2015–2017 delle emissioni nazionali per ogni singola attività SNAP (4-digit). Laddove possibile e pertinente, la disaggregazione è stata eseguita coerentemente con il provinciale 2015, per esempio per le emissioni da riscaldamernto o da trasporti su strada; per le emissioni puntuali degli impianti di produzione energia (SNAP 0100 e 0301)sono stati utilizzati i dati di dettaglio georeferenziati.

La disaggregazione a livello regionale (anno di riferimento 2017) ha richiesto una metodologia ad hoc che si è avvalsa delle informazioni derivate da specifiche variabili proxy per categoria emissiva e per sostanza, e della stima nazionale e provinciale delle emissioni.

Si noti che la disaggregazione regionale non corrisponde al dato nazionale per lo stesso anno di riferimento per due motivi: i) le tabelle regionali non includono la cosiddetta 'Extraregio' che contabilizza le emissioni derivanti dalle attività off-shore del settore dell'estrazione e distribuzione di combustibili fossili e geotermia (settore Snap 05) e le emissioni per attività di crociera (settore Snap 08040203) per il traffico marittimo nazionale non attribuibile ad alcuna Regione; ii) le emissioni derivanti dal trasporto aereo nazionale e internazionale (settori Snap 080501-04), che nelle tabelle regionali, diversamente dalla metodologia di stima delle emissioni nazionali, vengono attribuite alle Regioni a cui appartengono gli aeroporti.

Inoltre, il periodo 1990-2017 delle tabelle regionali non va interpretato come una serie storica. Ciascun anno del periodo fa riferimento alla metodologia di stima nazionale disponibile al momento della stima provinciale/regionale.

Dati di base associati: 
-

Ambito territoriale: 
Regioni

Anno iniziale: 
1990

Anno finale: 
2017

Periodicità di aggiornamento: 
Biennale

Unità di misura: 
Tonnellata (t)
Fonti: 
Ispra
  • Titolo: Emissioni di particolato (PM2.5) in tonnellate


Tema: 
Emissioni atmosferiche