EMISSIONI DI GAS A EFFETTO SERRA DA TRASPORTI

Descrizione e scopo: 
Le emissioni di gas serra sono in gran parte dovute alle emissioni di anidride carbonica (CO2), connesse, per quanto riguarda le attività antropiche, principalmente all’utilizzo dei combustibili fossili: il macrosettore energetico, comprendente anche riscaldamento domestico e trasporti, copre più dell’80 % delle emissioni di gas climalteranti in Italia. Contribuiscono all’effetto serra anche il metano (CH4), le cui emissioni sono legate principalmente all’attività di allevamento nell’ambito di quelle agricole, allo smaltimento dei rifiuti e alle perdite nel settore energetico, e il protossido di azoto (N2O), derivante principalmente dalle attività agricole e dal settore energetico, inclusi i trasporti. Il contributo generale all’effetto serra dei gas fluorurati (HFCs, PFCs, SF6, NF3) è minore rispetto ai suddetti inquinanti e la loro presenza deriva essenzialmente da attività industriali e di refrigerazione. Le emissioni dei gas serra sono calcolate con riferimento alla metodologia IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) e sono espresse in termini di tonnellate di CO2 equivalente applicando i coefficienti di Global Warming Potential (GWP) di ciascun composto.
L'indicatore valuta le emissioni di gas serra prodotte a livello regionale dal settore dei trasporti stradali e altre sorgenti mobili per verificare il raggiungimento degli obiettivi nazionali e internazionali. In Italia i trasporti sono responsabili del 24,5% delle emissioni totali di gas serra nel 2015. Inoltre, l'indicatore considera la presenza in atmosfera dei tre principali gas serra (anidride carbonica, metano e protossido di azoto); gli altri gas serra regolamentati, F-gas, non sono rilevanti per questo settore.

Linea di attività del progetto: 
Linea 1

Descrizione della metodologia di elaborazione: 
La stima nazionale delle emissioni viene effettuata nell’ambito della realizzazione dell’inventario delle emissioni in atmosfera attraverso l’uso di appropriati fattori di emissione e/o modelli di stima. Le stime sono effettuate per singolo gas e quindi espresse in termini di CO2 equivalente. La metodologia internazionale di riferimento è indicata in ambito IPCC (IPCC Guidelines for National Greenhouse Gases Inventories, Revised 1996; Good Practice Guidance and Uncertainty Management in National Greenhouse Gas Inventories, IPCC 2000; Good Practice Guidance for Land Use, Land-Use Change and Forestry, IPCC 2003; 2006 IPCC Guidelines for National Greenhouse Gas Inventories). Il National Inventory Report – NIR 2019 descrive in dettaglio le stime italiane.
La disaggregazione territoriale a livello provinciale delle stime nazionali delle emissioni in atmosfera viene realizzata da ISPRA ogni 5 anni (4 anni a partire dal 2021) (De Lauretis et al., 2009) ed è disponibile sul sito web della Rete del Sistema Informativo Nazionale Ambientale. La disaggregazione provinciale viene ottenuta mediante l’applicazione di una metodologia top-down, attraverso cui alle stime nazionali viene associata una variabile proxy correlata all’attività delle sorgenti emissive. Per i settori emissivi Snap (Selected nomenclature for air pollution) e per gli inquinanti disaggregati valgono le seguenti ipotesi: esistenza di una correlazione forte tra l’emissione di una data attività ed il valore della variabile proxy; forte significatività della correlazione nel passaggio dalla scala nazionale a quella locale. La pubblicazione La disaggregazione a livello provinciale dell’inventario nazionale delle emissioni fornisce il quadro metodologico generale delle stime provinciali.
La disaggregazione provinciale delle emissioni di gas a effetto serra da trasporti (anni di riferimento 1990-2017). Le stime vengono prodotte procedendo separatamente per i due settori di riferimento, cioè trasporti stradali e tutte le altre modalità di trasporto. Si adotta una procedura distinta per la disaggregazione a livello provinciale delle emissioni nazionali provenienti dai due macrosettori suddetti nell’anno di riferimento, sulla base di specifiche proxy, descritte di seguito:
• trasporto su strada: le emissioni nazionali vengono disaggregate sulla base del parco circolante per provincia e categoria veicolare (fonte Ministero delle infrastrutture e dei trasporti), dei flussi di traffico autostradali per tratta e per categoria veicolare (fonte AISCAT) e del valore aggiunto per provincia (fonte Istat), a seconda della modalità di guida (ambito autostradale, urbano ed extraurbano) e della categoria veicolare (automobili, veicoli commerciali leggeri, mezzi pesanti, autobus, ciclomotori e motocicli) considerate;
• trasporto da altre sorgenti mobili: le emissioni provenienti dalle altre modalità di trasporto si disaggregano distintamente per tipologia di sorgente:
- trasporto militare: la disaggregazione utilizza la distribuzione della popolazione residente (fonte Istat);
- trasporto ferroviario: si utilizza come proxy l’estensione della rete ferroviaria locale non elettrificata (fonte Conto Nazionale delle Infrastrutture e dei Trasporti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti);
- vie di navigazione interne: la stima nazionale viene disaggregata attribuendone una quota al traffico passeggeri ed una al traffico merci. Il traffico merci viene quindi ripartito tra le tredici province del bacino del Po, mentre il traffico passeggeri viene ripartito sulla base dei natanti - kilometro, per località di servizio nel trasporto passeggeri pubblico di linea (fonte Conto Nazionale delle Infrastrutture e dei Trasporti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti);
- trasporto marittimo: viene utilizzato il dato di emissione per porto calcolato a partire dal numero di navi arrivate per porto (fonte Eurostat) e dei fattori di emissione per classe di nave basati sui risultati di uno studio sulle emissioni portuali nazionali del 2005;
- trasporto aereo: viene utilizzata la stima delle emissioni di gas serra per aeroporto prodotta da Eurocontrol.

La disaggregazione a livello regionale (anno di riferimento 2017) ha richiesto una metodologia ad hoc che si è avvalsa delle informazioni derivate da specifiche variabili proxy per categoria emissiva e per sostanza, e della stima nazionale e provinciale delle emissioni.

Si noti che la disaggregazione regionale non corrisponde al dato nazionale per lo stesso anno di riferimento per due motivi: i) le emissioni per attività di crociera (settore Snap 08040203) per il traffico marittimo nazionale non attribuibile ad alcuna Regione; ii) le emissioni derivanti dal trasporto aereo nazionale e internazionale (settori Snap 080501-04), che nelle tabelle regionali, diversamente dalla metodologia di stima delle emissioni nazionali, vengono attribuite alle Regioni a cui appartengono gli aeroporti.

Inoltre, il periodo 1990-2017 delle tabelle regionali non va interpretato come una serie storica. Ciascun anno del periodo fa riferimento alla metodologia di stima nazionale disponibile al momento della stima provinciale/regionale.

Dati di base associati: 
-

Ambito territoriale: 
Regioni

Anno iniziale: 
1990

Anno finale: 
2017

Periodicità di aggiornamento: 
Biennale

Unità di misura: 
Tonnellate CO2 equivalenti (tCO2eq)
Fonti: 
Ispra
  • Titolo: Emissioni di gas a effetto serra del settore energetico (tonnellate di CO2 equivalente)


Tema: 
Emissioni atmosferiche