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SVILUPPO IN CHILOMETRI DELLE LINEE ELETTRICHE, SUDDIVISE PER TENSIONE, E NUMERO DI STAZIONI DI TRASFORMAZIONE E CABINE PRIMARIE IN RAPPORTO ALLA SUPERFICIE TERRITORIALE

Abstract indicatore: 
L'indicatore riporta, per ciascuna regione/provincia autonoma e per i diversi livelli di tensione, i chilometri di linee elettriche esistenti, in valore assoluto e in rapporto alla superficie territoriale. Riporta, inoltre, il numero di stazioni di trasformazione/cabine primarie e cabine secondarie. Per quanto riguarda l'informazione sulla consistenza della rete elettrica nazionale, distinta per tensione, le informazioni riportate sono quelle in possesso delle ARPA/APPA e contenute nell'Osservatorio CEM di ISPRA. Tali dati risentono di numerose criticità legate sostanzialmente al flusso di informazioni tra gestore e ente locale/ARPA-APPA. Per tali motivi si è scelto di considerare, ai fini della valutazione del trend temporale, le linee elettriche con tensione 40-150 kV, 220 kV e 380 kV per le quali risulta una maggiore disponibilità di informazioni. Tra il 2016 e il 2017 si evidenzia una diminuzione dei chilometri di linee elettriche a 220 kV (pari a 9%) e a 380 kV (pari al 10%); mentre le linee elettriche con tensione compresa tra 40 e 150 kV risultano aumentate del 7%.

Descrizione: 
L'indicatore riporta, per ciascuna regione/provincia autonoma e per i diversi livelli di tensione, i chilometri di linee elettriche esistenti, in valore assoluto e in rapporto alla superficie territoriale. Riporta, inoltre, il numero di stazioni di trasformazione/cabine primarie e cabine secondarie.

Scopo: 
Quantificare le fonti principali di pressione sull'ambiente per quanto riguarda i campi a bassa frequenza (ELF).

Criteri di selezione: 
  • Misurabilità (i dati utilizzati per la costruzione dell'indicatore sono/hanno): 
    Adeguatamente documentati e di qualità nota [Accessibilità]
    Una "buona" copertura temporale (almeno 5 anni)
  • Rilevanza e utilità (l'indicatore): 
    È semplice, facile da interpretare
  • Solidità scientifica (l'indicatore): 
    Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
    Comparabilità nel tempo
    Comparabilità nello spazio

Riferimenti normativi: 
Legge quadro 36/2001

Obiettivi fissati dalla normativa: 
L'art. 4 della Legge quadro 36/2001 sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici prevede l'istituzione di un catasto nazionale delle sorgenti fisse e mobili di campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici e delle zone territoriali interessate, e di catasti regionali realizzati in coordinamento con il catasto nazionale. Il 13 febbraio 2014 è stato emanato il Decreto ministeriale di istituzione del catasto in oggetto a valle di un processo di confronto tra ISPRA e le ARPA/APPA, iniziato diversi anni fa, al fine di definire e condividere le specifiche tecniche per la realizzazione del Catasto stesso. Il CEN (Catasto Elettromagnetico Nazionale) opera in coordinamento con i diversi Catasti elettromagnetici regionali (CER) e sono in fase di avvio dei progetti regionali finanziati dal MATTM secondo i disposti del DD n.72/2016 relativi alla realizzazione/gestione dei CER. Questo sicuramente porterà a un forte impulso positivo alla messa a regime degli stessi e di conseguenza del CEN. Sulla base delle disposizioni dell'art 7, comma 1 della Legge quadro 36/2001 il 31 marzo 2017 è stato emanato il decreto ministeriale sulle modalità di inserimento dei dati relative alle sorgenti RF, mentre, quello relativo alle sorgenti ELF è ancora in fase di definizione.

DPSIR: 
Determinante
Pressione

Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)

Riferimenti bibliografici: 
Annuario dei dati ambientali (ISPRA), Reports tematici (ISPRA)

Limitazioni: 
Numerose sono le criticità che caratterizzano il reperimento delle informazioni relative agli impianti in oggetto, la relativa copertura spaziale e temporale e la qualità dei dati prime fra tutte la mancata emanazione del decreto sulle modalità di inserimento dei dati nel catasto elettromagnetico nazionale relativo alle sorgenti ELF. Altri fattori che alimentano queste criticità sono da ritrovarsi in scarsa efficienza degli strumenti di raccolta dati a livello locale, mancanza di risorse umane e finanziarie dedicate a questa attività di raccolta dati.

Ulteriori azioni: 
Azioni sinergiche da parte dei soggetti coinvolti nel cercare di supportare il flusso di informazioni con idonei strumenti normativi e con attività mirate all'analisi delle criticità sopra menzionate al fine di fare luce sulle problematiche e proporre soluzioni per dare maggiore uniformità e completezza del dato a livello nazionale.
Frequenza di rilevazione dei dati: 
Annuale

Accessibilità dei dati di base: 
http://agentifisici.isprambiente.it

Fonte dei dati di base: 
ARPA/APPA (Agenzie Regionali e delle Province Autonome per la Protezione dell'Ambiente)

Unità di misura dell'indicatore: 
Non Applicabile
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Conteggio km linee e rapporto normalizzato di queste con la superficie regionale, conteggio stazioni/cabine primarie e cabine secondarie.


Tipo di rappresentazione: 
Tabella

Copertura spaziale: 
12/20

Copertura temporale: 
2017

Qualità dell'informazione: 
L'indicatore si presta ad una facile interpretazione. La comparabilità nel tempo e nello spazio è buona. I dati in possesso delle ARPA/APPA risentono di numerose criticità legate sostanzialmente al flusso di informazioni tra gestore e ente locale/ARPA-APPA.

Periodicità di aggiornamento: 
Annuale


Stato e trend: 
Non definibilePer quanto riguarda l'informazione sulla consistenza della rete elettrica nazionale, distinta per tensione, i dati riportati in tabella 12.3 sono quelli in possesso delle ARPA/APPA e contenute nell'Osservatorio CEM di ISPRA. I dati in possesso delle ARPA/APPA risentono di numerose criticità legate sostanzialmente al flusso di informazioni tra gestore e ente locale/ARPA-APPA. I dati analizzati per dare una valutazione del trend riguardano le linee elettriche con tensione 40-150 kV, 220 kV e 380 kV per le quali risulta una maggiore disponibilità di informazioni. Confrontando i dati relativi al 2017 rispetto a quelli del 2016 si evidenzia una diminuzione dei chilometri di linee elettriche a 220 kV (pari al 9%) e a 380 kV (pari al 10%); mentre le linee elettriche con tensione compresa tra 40 e 150 kV risultano aumentate del 7%. Quindi si registrano delle variazioni che rispecchiano da una parte una probabile ottimizzazione dei tracciati delle linee ad altissima tensione (220 kV-380 kV) riuscendo quindi a ridurre la pressione sul territorio relativa a questa tipologia di linee elettriche. Dall’altra parte si evidenzia un aumento di quelle linee elettriche, con tensione tra 40 e 150 kV, che interessano maggiormente i centri abitati e le zone limitrofe comportando quindi un maggiore potenziale impatto sulla popolazione esposta. Ormai da tempo comunque sul territorio vengono utilizzate delle procedure in fase di autorizzazione e controllo da parte degli Enti preposti in grado di tutelare la popolazione, garantendo il rispetto dei valori limite di riferimento imposti dalla normativa vigente. Le informazioni riportate, per gli anni 2016 e 2017, si riferiscono alle 10 regioni che hanno fornito le informazioni complete per le linee elettriche con tensione 40-150 kV, 220 kV e 380 kV (Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Marche e Calabria).

Commenti: 
I dati riportati in tabella 12.3, seppur presenti, sono in parte non aggiornati o non completi.Le informazioni riportate in tabella sono state aggiornate da 12 regioni (Piemonte, Valle d'Aosta, Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Abruzzo, Puglia, Calabria). A livello nazionale, su disposizione del Decreto Direttoriale n.72/2016 sono stati finanziati numerosi progetti regionali, che sono stati avviati, su varie linee di attività tra cui quella di realizzazione/gestione del Catasto Elettromagnetico Regionale (CER) in coordinamento con il Catasto Elettromagnetico Nazionale (CEN). Questo sicuramente comporterà un forte impulso positivo con la conseguente messa a regime dei CER e di conseguenza del CEN.
  • Titolo: Tabella 12.3: Lunghezza (L) delle linee elettriche, diversificate per tensione e per regione, in valore assoluto e normalizzata alla superficie (S) regionale; numero di stazioni/cabine primarie e numero cabine elettriche secondarie (2017)
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati ARPA/APPA (Osservatorio CEM), ISTAT (aggiornamento al 01/01/2018)
    Legenda: a Il totale Italia si riferisce alle regioni per cui il dato è completo b Dato non aggiornato c Lunghezza delle linee normalizzata alla superficie regionale (km di linea per 100 km2 di territorio) nd: dato non disponibile *: il dato non copre tutta la regione
    Tabella 12.3: Lunghezza (L) delle linee elettriche, diversificate per tensione e per regione, in valore assoluto e normalizzata alla superficie (S) regionale; numero di stazioni/cabine primarie e numero cabine elettriche secondarie (2017)
    Regione Linee con tensione >= 10 <=40 kV Linee con tensione > 40 <=150 kV Linee con tensione 220 kV Linee con tensione 380 kV Stazioni/cabine elettriche primarie Cabine elettriche secondarie Superficie L/Sc10-40kV L/Sc40 - 150 kV L/Sc220 kV L/Sc380 kV
    km n. n. km2 km
    Piemonte 82,000 3,235 1,035 802 nd nd 25,387.07 323 13 4 3
    Valle d’Aosta 1,500 250 240 130 27 1,940 3,260.90 46 8 7 4
    Lombardia 42,309 5,661 1,679 1,387 730 62,537 23,863.65 177 24 7 6
    Trentino-Alto Adige nd 1,812 957 0 nd nd 13,605.50 nd 13 7 0
    Bolzano-Bozen nd 1,031 480 0 nd nd 7,398.38 nd 14 6 0
    Trento nd 781 477 0 nd nd 6,207.12 nd 13 8 0
    Veneto nd 3,600 1,350 630 nd nd 18,345.35 nd 20 7 3
    Friuli-Venezia Giulia nd 1,484 244 210 119 nd 7,924.36 nd 19 3 3
    Liguriab nd nd nd nd nd nd 5,416.21 nd nd nd nd
    Emilia-Romagna 33,489 3,977 357 958 302 52,095 22,452.78 149 18 2 4
    Toscana 25,179 4,032 641 1,166 202 nd 22,987.04 110 18 3 5
    Umbriab nd nd nd nd nd nd 8,464.33 nd nd nd nd
    Marche nd 1,685 101 218 101 nd 9,401.38 nd 18 1 2
    Laziob nd nd nd nd nd nd 17,232.29 nd nd nd nd
    Abruzzo 9,701 1,015 274 184 73 9,266 10,831.84 90 9 3 2
    Moliseb nd nd nd nd nd nd 4,460.65 nd nd nd nd
    Campaniab nd nd nd nd nd nd 13,670.95 nd nd nd nd
    Puglia* nd 680 125 1,198 nd nd 19,540.90 nd 3 1 6
    Basilicatab nd nd nd nd nd nd 10,073.32 nd nd nd nd
    Calabria nd 150 638 147 nd nd 15,221.90 nd 1 4 1
    Siciliab nd nd nd nd nd nd 25,832.39 nd nd nd nd
    Sardegnab nd nd nd nd nd nd 24,100.02 nd nd nd nd
    ITALIAa 86,999 10,903 2,550 2,659 1,132 125,838 60,409 144 18 4 4
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati ARPA/APPA (Osservatorio CEM), ISTAT (aggiornamento al 01/01/2018)
    LEGENDA:
    a Il totale Italia si riferisce alle regioni per cui il dato è completo
    b Dato non aggiornato
    c Lunghezza delle linee normalizzata alla superficie regionale (km di linea per 100 km2 di territorio)
    nd: dato non disponibile
    *: il dato non copre tutta la regione