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MORIA DI API DOVUTA A USO DI FITOSANITARI

Abstract indicatore: 
Il trend crescente di moria osservato negli ultimi tre anni (2015, 2016 e 2017) testimonia il costante aumento nell’utilizzo di sostanze prodotti fitosanitari nelle pratiche agricole intensive confermato anche dalle maggiori vendite degli stessi.

Descrizione: 
L’ indicatore mette in relazione i fenomeni di moria delle api registrate sul territorio nazionale con il rinvenimento di principi attivi di prodotti fitosanitari in matrici apistiche, confermato da laboratori di analisi preposti e riconosciuti dalla normativa (IIZZSS, ARPA, ICQRF ed altri).
I dati sono raccolti tramite monitoraggio su api e prodotti dell’alveare, istituito a partire dal 2014 dal Ministero della salute con il supporto del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Tali controlli prevedono il coinvolgimento dei Servizi veterinari pubblici, dei Servizi fitosanitari e dei laboratori degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali (II.ZZ.SS.) che operano in maniera integrata e sinergica con altre istituzioni, attraverso l’applicazione di appositi protocolli e linee guida (Linee Guida Ministero della Salute, 2014). In aggiunta, tale indicatore può essere alimentato anche da segnalazioni pervenute da apicoltori e risultati di progetti di ricerca (es. progetto SPIA- BEENET del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, MiPAAF).

Scopo: 
Individuare l’entità, su scala nazionale, con la quale i principi attivi dei prodotti fitosanitari sono associati a fenomeni di moria nelle api domestiche (Apis mellifera subsp.). Tali dati forniscono informazioni anche sulla diffusione della contaminazione ambientale da fitofarmaci.

Criteri di selezione: 
  • Misurabilità (i dati utilizzati per la costruzione dell'indicatore sono/hanno): 
    Adeguatamente documentati e di qualità nota [Accessibilità]
  • Rilevanza e utilità (l'indicatore): 
    È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
    È semplice, facile da interpretare
    È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell'ambiente e collegato alle attività antropiche
  • Solidità scientifica (l'indicatore): 
    È ben fondato in termini tecnici e scientifici
    Comparabilità nel tempo
    Comparabilità nello spazio

Riferimenti normativi: 
Decreto Interministeriale 15 luglio 2015 – Indicatori PAN Uso sostenibile Prodotti Fitosanitari
(G.U. 27 luglio 2015, Serie Generale n. 172).
Direttiva 2009/128/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 ottobre 2009.
Decreto legislativo 14 agosto 2012, n.150 recante: «Attuazione della direttiva 2009/128/CE .
Piano di azione nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari adottato ai sensi dell’articolo 6 del citato decreto legislativo 14 agosto 2012, n. 150; 22 gennaio 2014.
Decreto 22 gennaio 2018 , n. 33 . Regolamento sulle misure e sui requisiti dei prodotti fitosanitari per un uso sicuro da parte degli utilizzatori non professionali.
Normativa quadro dell’apicoltura: Legge 24 dicembre 2004 n. 313 Disciplina dell’apicoltura.
DPR 320/1954 Regolamento di Polizia Veterinaria.
L’attività di controllo e sorveglianza per i prodotti alimentari di origine animale è ribadita dal Regolamento (CE) n. 852/2004. Ministero Agricoltura (SPIA-BEENET).

Obiettivi fissati dalla normativa: 
Il Decreto Interministeriale 15 luglio 2015 – Indicatori PAN Uso sostenibile Prodotti Fitosanitari stabilisce gli indicatori ambientali da popolare ai fini di una corretta valutazione dell’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari.
Ministero Salute (Servizi Veterinari): secondo la Legge n. 833 del 23/12/1978 “Istituzione del Servizio Sanitario Nazionale” (G.U. S.O. N. 360 28/12/1978), all’articolo 14 è competenza dei Servizi Veterinari provvedere alla sanità animale e alla ispezione ed alla vigilanza veterinaria degli alimenti di origine animale (tra i quali è incluso il miele).

DPSIR: 
Impatto

Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Benessere (tipo E)

Riferimenti bibliografici: 
Bellucci, V., Lucci, S., Campanelli, F., Sannino R., Formato, G., Giacomelli, A., Scaramozzino, … Baggio A. (2010) Risultati del primo semestre di attività dell’indagine sul fenomeno della moria delle api all’interno delle aree naturali protette. APOidea Anno VII, 23-27Iorio M.; Bellucci V.; Bianco P. M. (2018) Il mondo complesso delle api. Scinze e Ricerche 56, 5-10
ISPRA (2011) Indagine tecnico conoscitiva sul fenomeno della moria delle api all’interno delle aree naturali protette Relazione Finale, pp 185 Linee Guida Min. Sal., 2014. Linee guida per la gestione delle segnalazioni di moria o spopolamento degli alveari connesse all’utilizzo di agro farmaci, reperibile all’indirizzo: http://www.izslt.it/apicoltura/wp-content/uploads/sites/4/2017/03/Linee-guida-Ministero-Salute-Avvelenamenti-Api.pdf
Linee Guida Min. Sal., 2014. Linee guida per la gestione delle segnalazioni di moria o spopolamento degli alveari connesse all’utilizzo di agro farmaci, reperibile all’indirizzo: http://www.izslt.it/apicoltura/wp-content/uploads/sites/4/2017/03/Linee-guida-Ministero-Salute-Avvelenamenti-Api.pdf
Mitchell, E. A. D, Mulhauser, B. Mulot1 M. Mutabazi, A., Glauser G., Aebi1, A. (2017)A worldwide survey of neonicotinoids in honey. Science Vol. 358, (6359): 109-111.
Neumann, P. and Carreck, N., 2010. Honey bee colony losses. J. Apic. Res. 49 (1): 1-6. Available at: http://www.ask-force.org/web/Bees/Neumann-Honey-Bee-Colony-Losses-2010.pdf (accessed 20/02/2013).
Porrini, C., Sabatini, A., Girotti, S., Ghini, S., Medrzycki, P., Grillenzoni, F., Bortolotti, … Celli G. (2003) Honey bees and bee products as monitors of the environmental contamination APIACTA 38, 63-70
Rişcu, A.e Bura, M. (2013) The impact of pesticides on honey bees and hence on humans. Animal Science and Biotechnologies, 46 (2), 272
Whitehorn, P.R., Connor, S.O. Wackers, F.L., Goulson, D., (2012).Neonicotinoid Pesticide Reduces Bumble Bee Colony Growth and Queen Production. Science 336 (6079): 351-352. Available at: https://www.sussex.ac.uk/webteam/gateway/file.php?name=whitehorn-2012.pdf&site=411.
http://www.izslt.it/apicoltura
http://www.isprambiente.gov.it/it
http://www.reterurale.it/api
https://www.izsvenezie.it/istituto/centri-di-referenza-nazionale/apicoltura/
http://api.entecra.it/index.php?c=8
http://www.informamiele.it/
http://www.federapi.biz/index.php?option=com_content&task=view&id=669&Itemid=0
http://www.mieliditalia.it/
https://www.anaiapi.it/


Limitazioni: 
I dati potrebbero essere sottostimati in quanto le rilevazioni e la raccolta dei dati e delle informazioni circa gli avvelenamenti sono su base volontaria, visto che sono previste drastiche misure di tutela ambientale, quali il sequestro degli apiari interessati.

Ulteriori azioni: 
Al fine di fare emergere un maggior numero di casi di moria, potrebbe essere opportuno, a nostro avviso, una misura meno restrittiva e al contempo efficace di salvaguardia ambientale, quale il sequestro cautelativo dell'apiario, che consentirebbe il proseguimento delle indagini senza dover interrompere l'attività lavorativa dell'azianda apistica.
Frequenza di rilevazione dei dati: 
Annuale

Accessibilità dei dati di base: 
Accessibilità parziale. La denuncia dei casi di moria è su base volontaria per gli apicoltori.

Fonte dei dati di base: 
ASL (Azienda Sanitaria Locale)
CREA (Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in Agricoltura)
Istituti Zooprofilattici Sperimentali (II.ZZ.SS.)
MIPAAF (Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali)

Unità di misura dell'indicatore: 
Numero (n.)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Sopralluoghi e rilievi presso gli apiari per accertare lo stato di salute degli stessi e le cause delle eventuali morie. Elaborazione, validazione e aggregazione dei dati comunicati dagli apicoltori e dai servizi veterinari delle AA.SS.LL. e dei rapporti di prova elaborati dagli II.ZZ.SS su base regionale con analisi dei trend annuali.


Tipo di rappresentazione: 
Grafico
Tabella

Copertura spaziale: 
Nazionale

Copertura temporale: 
2015-2017

Qualità dell'informazione: 
I dati sono comunicati su base volontaria dagli apicoltori ai servizi veterinari delle AA.SS.LL territorialmente competenti, nonostante i possibili provvedimenti restrittivi e sanzionatori.

Periodicità di aggiornamento: 
Annuale


Stato e trend: 
I dati rilevati nel 2015 e nel 2016 consentono di evidenziare un aumento dei casi di moria di api. Anche nel 2017 si conferma l’incremento dei casi di moria registrati. Quanto osservato non è solo imputabile all’accresciuta esposizione ai prodotti fitosanitari, ma anche all'aumento della sensibilità nella rilevazione da parte di apicoltori e organi di controllo preposti (Ministero della salute, Uffici veterinari delle ASL, associazioni e singoli apicoltori), anche a seguito dell’adozione da parte del Ministero della salute delle “Linee Guida Min. Sal., 2014. Linee guida per la gestione delle segnalazioni di moria o spopolamento degli alveari connesse ll’utilizzo di agro farmaci”. Nel 2015 il numero di casi di morie di api registrati a scala nazionale, in cui dalle analisi di laboratorio sono stati rinvenuti i principi attivi di prodotti fitosanitari, sono stati 31. Nel corso del 2016, come anche nel 2017, il numero di casi di morie di api presenta un aumento, raggiungendo rispettivamente i 49 e 50 casi confermati dalla presenza di principi attivi. L’istituzione di un’attività di monitoraggio sistematica sugli avvelenamenti delle api, attivata nel luglio 2014 dal Ministero della salute, ha consentito, a partire dal 2015, di rilevare in modo ufficiale i casi di avvelenamento, evidenziando un costante incremento dei casi di morie delle api denunciati, indicando anche i possibili impatti sull'ambiente correlati all'impiego di prodotti fitosanitari.

Commenti: 
Le api, il polline e le altri matrici apistiche, consentono di avere indicazioni sullo stato naturale e sulla contaminazione chimica da fitofarmaci presente nell’ambiente. Le analisi di laboratorio, permettono inoltre di rinvenire sulle api e sul polline le sostanze attive presenti nei prodotti fitosanitari utilizzati nelle aree sulle quali le stesse effettuano i voli e bottinano. L’ISPRA partecipa ad attività di ricerca mirate a stabilire i possibili fattori di mortalità delle colonie di api, anche a seguito delle diverse pratiche fitoiatriche implementate nelle aree naturali e a vocazione agricola.
Le cause di mortalità anomale, secondo le informazioni fornite possono essere attribuibili sia ad avvelenamento da prodotti fitosanitari, che all’azione di diversi patogeni sulle api. Nei casi in cui le analisi per la ricerca dei principi attivi contenuti nei prodotti fitosanitari hanno dato esito positivo, è stata rinvenuta spesso la presenza di più principi attivi, indicando così come una combinazione di più fattori possa determinare mortalità anomale e spopolamento degli alveari.
Nel corso del 2017 sono state registrate 124 segnalazioni di mortalità o spopolamenti di alveari, delle quali 50 con presenza di principi attivi rinvenuti nelle api. Queste segnalazioni sono state suddivise per regione (Figura 1) e mostrano la presenza dei differenti principi attivi (Tabella 1) rinvenuti dalle analisi su campioni di api morte.
Da evidenziare che i dati possono non rappresentare la totalità degli eventi di moria delle api in quanto spesso gli apicoltori, per non incorrere nelle verifiche degli organi di controllo, preferiscono sovente non segnalarle, poiché a seguito di tali denuncie è previsto il sequestro cautelativo dell’apiario. Le sostanze attive riscontrate nei campioni risultati positivi alla ricerca multiresiduo nel corso degli anni 2015, 2016 e 2017, sono riportati nella Tabella 1.
Secondo quanto emerso dalle analisi dei dati disponibili per i tre anni, le sostanze attive più riscontrate nei campioni sono state le seguenti:
- imidacloprid, clothianidin e thiametoxan rilevati in 9 casi di morie nel 2015 e in 11 casi nel 2016; mentre nel 2017 sono stati registrati solo 4 rinvenimenti di clothianidin.
- chlorpyriphos insetticida fosforganico, altamente tossico per le api rilevato in 2 casi di morie nel 2015 e 6 casi di morie nel 2016; nel 2017, invece, sono stati registrati ben 14 casi.
- permetrhina, insetticida piretroide largamente utilizzato soprattutto per le disinfestazioni contro le zanzare e altri insetti molesti altamente tossico per le api, è stato rinvenuto in 2 casi di moria nel 2015, in 6 nel 2016 e in 7 nel 2017.
Nel 2015 la regione con maggior numero di episodi è stata Lombardia (10 casi), seguita dal Veneto e dalla provincia autonoma di Trento, rispettivamente con 6 e 5 casi (vedi Figura 1). Anche nel 2016 il Veneto e la Lombardia, entrambi con 11 casi osservati, sono state le regioni che hanno registrato il numero più elevato di avvelenamenti, seguite dalla provincia autonoma di Bolzano con 10 casi. Nel 2017 invece, la maggioranza dei casi osservati si evidenzia nella provincia autonoma di Bolzano (15), seguita da Valle d’Aosta (8) e Veneto (7).
Infine dall’analisi del trend annuale di morie, si evince che i mesi con maggior numero di casi sono aprile, maggio e giugno, coincidenti con le fioriture primaverili (Figura 2). In tali periodi, nei quali è vietato effettuare trattamenti fitosanitari, le api svolgono un intensa attività di bottinamento (Figura 3) che le rende maggiormente vulnerabili alla presenza di inquinanti diffusi presenti nell’ambiente, in particolare i fitosanitari nelle aree agricole dopo i trattamenti.
  • Titolo: Figura 3: Ape intenta a bottinare su fiori di malva
    Fonte: V.Silli e V. Belluci

    Figura 3: Ape intenta a bottinare su fiori di malva
  • Titolo: Tabella 1: Principi attivi rinvenuti nei campioni di api morte
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati II.ZZ.SS

    Tabella 1: Principi attivi rinvenuti nei campioni di api morte
    2015 2016 2017 Principio attivo
    ------ 1 2 Acrinathrin
    ------ ------ 1 Amitraz
    ------ 1 ------ Azoxystrobin
    ------ ------ 3 Chlorfenvinphos
    ------ 1 ------ Chlorotalonil
    2 6 14 Chlorpyrifos
    ------ ------ 2 Chlorpyrifos Methyl
    1 ------ Clomazone
    4 1 4 Clothianidin
    ------ ------ 1 Cymoxanil
    ------ ------ 1 Cypermethrin
    ------ ------ 1 Deltamethrin
    3 ------ ------ Dimetoate
    ------ ------ 4 Dismethyl-Pirimicarb
    ------ ------ 1 Dodine
    ------ ------ 3 Etofenprox
    ------ ------ ------ Fipronil
    ------ ------ 1 Fluodioxonil
    ------ 1 ------ Flutriafol
    6 9 27 Fluvalinate
    ------ ------ 1 Folpet
    6 6 ------ imidacloprid
    ------ ------ 2 Indoxacarb
    ------ ------ 3 Iprodione
    3 ------ Kresomix-methy
    1 1 Metalaxyl
    1 ------ 2 Methiocarb
    ------ ------ 7 Methomyl
    ------ 1 ------ Metribuzin
    ------ 1 ------ Oxidixyl
    ------ 6 Penconazole
    ------ 6 7 Permethrin
    ------ 2 Phosmet
    3 1 2 Piperonil Butoxide
    1 3 Pyrimethanil
    1 ------ Quinoxifen
    ------ ------ 1 Tebuconazole
    ------ 1 ------ tefluthrin
    ------ ------ 1 Tepraloxydim
    ------ 4 3 Tetramethrin
    ------ 3 ------ Thacloprid
    ------ 4 ------ Thiamethozam
    ------ ------ 2 Thiodicarb
    Fonte: elaborazione ISPRA su dati II.ZZ.SS
  • Titolo: Figura 1: Casi di moria con presenza di principi attivi
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati II.ZZ.SS.

    Figura 1: Casi di moria con presenza di principi attivi
  • Titolo: Figura 2: Numero di casi di avvelenamenti con presenza di principi attivi, suddivisi per mese
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati II.ZZ.SS.

    Figura 2: Numero di casi di avvelenamenti con presenza di principi attivi, suddivisi per mese