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QUANTITÀ DI RIFIUTI SPECIALI UTILIZZATI COME FONTE DI ENERGIA IN IMPIANTI PRODUTTIVI

Abstract indicatore: 
L'indicatore misura la quantità di rifiuti speciali trattati in impianti produttivi nazionali. Nel 2016 sono stati recuperati energeticamente circa 2,1 milioni di tonnellate di rifiuti speciali di cui circa 2 milioni di tonnellate (95% del totale) sono costituiti da rifiuti non pericolosi e poco più di 103 mila tonnellate (5% del totale) da rifiuti pericolosi. I maggiori quantitativi di rifiuti speciali sono recuperati nelle regioni del Nord (73,2% del totale), seguono quelle del Centro (14,2%) e quelle del Sud (12,6%).

Descrizione: 
Indicatore di pressione e di risposta che misura le quantità di rifiuti speciali trattati in impianti produttivi.

Scopo: 
Valutare le quantità di rifiuti che vengono recuperati energeticamente in impianti di produttivi.

Criteri di selezione: 
  • Misurabilità (i dati utilizzati per la costruzione dell'indicatore sono/hanno): 
    Adeguatamente documentati e di qualità nota [Accessibilità]
    Aggiornati a intervalli regolari secondo fonti e procedure affidabili [Tempestività e Puntualità]
    Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
    Una "buona" copertura spaziale
  • Rilevanza e utilità (l'indicatore): 
    È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
    È in grado di descrivere il trend in atto e l'evolversi della situazione ambientale
    È semplice, facile da interpretare
    È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell'ambiente e collegato alle attività antropiche
    Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull'ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
    Fornisce una base per confronti a livello internazionale
  • Solidità scientifica (l'indicatore): 
    È ben fondato in termini tecnici e scientifici
    Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
    Comparabilità nel tempo
    Comparabilità nello spazio

Riferimenti normativi: 
D.Lgs. 152/2006;
Direttiva 2010/75/UE;

Obiettivi fissati dalla normativa: 
Il D.Lgs. 152/2006 Parte IV Titolo III-bis, in conformità a quanto disposto dalla Direttiva 2010/75/UE sulle emissioni industriali (che ha unito e rivisto in un unico provvedimento normativo 7 direttive europee tra cui la Direttiva 2000/76/CE sull’incenerimento dei rifiuti), regola in maniera completa l’incenerimento e il coincenerimento dei rifiuti pericolosi e non pericolosi a partire dalla realizzazione degli impianti, comprendendo anche le diverse fasi dell’attività di incenerimento dal momento della ricezione dei rifiuti fino allo smaltimento dei residui. In particolare, il decreto detta specifiche disposizioni in materia di: valori limite di emissione; metodi di campionamento, di analisi e di valutazione degli inquinanti derivanti dagli impianti di incenerimento e di coincenerimento dei rifiuti; criteri e norme tecniche generali riguardanti le caratteristiche costruttive, funzionali e gestionali degli impianti di incenerimento e di coincenerimento, con particolare riferimento alle esigenze di assicurare una protezione integrata dell’ambiente contro le emissioni causate da detti impianti; criteri temporali di adeguamento alle nuove disposizioni degli impianti esistenti.
DPSIR: 
Pressione
Risposta

Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)

Riferimenti bibliografici: 
ISPRA - Rapporto rifiuti speciali 2018

Limitazioni: 
Nessuna limitazione

Ulteriori azioni: 
Nessuna
Frequenza di rilevazione dei dati: 
Annuale

Accessibilità dei dati di base: 
Catasto rifiuti (http://www.catasto-rifiuti.isprambiente.it).

Fonte dei dati di base: 
ARPA/APPA (Agenzie Regionali e delle Province Autonome per la Protezione dell'Ambiente)
Catasto dei rifiuti Sezione Nazionale
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)

Unità di misura dell'indicatore: 
Numero (n.)
Tonnellata per anno (t/a)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
L'indicatore misura la quantità di rifiuti speciali recuperata energeticamente in impianti produttivi. L'informazione viene fornita disaggregata rispetto alle diverse tipologie di rifiuto, ovvero rifiuti speciali pericolosi e rifiuti speciali non pericolosi. La base informativa è costituita dai dati contenuti nel Modello Unico di Dichiarazione Ambientale comunicato da parte dei soggetti individuati dall'articolo 189 comma 3 del D.Lgs. n. 152/2006 alle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura territorialmente competenti.

Core set: 
Strategia di Azione Ambientale per lo Sviluppo Sostenibile in Italia (DELIBERA CIPE N. 57 DEL 2/8/2002)

Tipo di rappresentazione: 
Grafico
Tabella

Copertura spaziale: 
Nazionale, Regionale (20/20)

Copertura temporale: 
2015-2016

Qualità dell'informazione: 
Per quanto riguarda la rilevanza, l’indicatore risponde a precise domande di informazione. La comparabilità spaziale risulta elevata, mentre quella temporale al momento è disponibile solo per gli ultimi due anni.

Periodicità di aggiornamento: 
Annuale


Stato e trend: 
Il quantitativo di rifiuti speciali avviati a recupero energetico nel 2016 rimane quasi invariato rispetto al 2015, facendo registrare una lieve flessione di circa 18 mila tonnellate (-0,9%).

Commenti: 
Nel 2016 il quantitativo complessivo di rifiuti speciali, non pericolosi e pericolosi, destinato a recupero energetico è pari a circa 2,1 milioni di tonnellate. I rifiuti non pericolosi, circa 2 milioni di tonnellate (95% del totale), fanno registrare, rispetto al 2015, una lieve flessione, pari all’1,2%. I rifiuti pericolosi, poco più di 103 mila tonnellate (5% del totale), mostrano, invece, un aumento del 5,9% (Tabella 1).
I maggiori quantitativi di rifiuti speciali sono recuperati nelle regioni del Nord (73,2% del totale), seguono quelle del Centro (14,2%) e quelle del Sud (12,6%). In particolare, in Lombardia sono state destinate al recupero energetico oltre 544 mila tonnellate pari al 26,3% del totale (Tabella 1, Figura 1). Il confronto a livello regionale nel biennio 2015-2016 mostra che gli aumenti più significativi si registrano in Lombardia (35 mila tonnellate, +6,9%), dovuti alle maggiori quantità recuperate energeticamente dei rifiuti della lavorazione del legno e di quelli prodotti da impianti di trattamento dei rifiuti. Si rileva, invece, un calo dei rifiuti recuperati in Puglia (quasi 53 mila tonnellate, -38,9%) da attribuirsi principalmente alla riduzione dei quantitativi di rifiuti combustibili recuperati energeticamente. Anche nel Lazio si presenta un calo significativo (32 mila tonnellate in meno, -49,2%) da attribuirsi sia alla minore quantità recuperata di biogas che alla diminuzione degli impianti di recupero.
  • Titolo: Tabella 2: Impianti di recupero energetico per regione (2016)
    Fonte: ISPRA

    Tabella 2: Impianti di recupero energetico per regione (2016)
    Regione Impianti che trattano quantità >100 t/a Impianti che trattano quantità <100 t/a Totale
    Numero impianti Quantità trattata Numero impianti Quantità trattata Numero impianti Quantità trattata
    n. t n. t n. t
    Piemonte 37 209,180 2 76 39 209,256
    Valle d’Aosta 0 0 0 0 0 0
    Lombardia 52 543,587 18 616 70 544,203
    Trentino Alto Adige 5 44,239 - - 5 44,239
    Veneto 47 190,347 20 763 67 191,110
    Friuli Venezia Giulia 19 140,353 1 63 20 140,416
    Liguria 6 95,707 - - 6 95,707
    Emilia Romagna 35 287,292 3 99 38 287,391
    Toscana 9 22,489 9 204 18 22,693
    Umbria 11 182,686 - - 11 182,686
    Marche 25 53,121 11 615 36 53,736
    Lazio 7 33,142 2 89 9 33,231
    Abruzzo 3 1191 - - 3 1,191
    Molise 4 31,761 2 33 6 31,794
    Campania 8 19,227 - - 8 19,227
    Puglia 15 82,866 1 13 16 82,879
    Basilicata 2 12,077 - - 2 12,077
    Calabria 5 38,132 - - 5 38,132
    Sicilia 7 68,862 - - 7 68,862
    Sardegna 3 6,447 3 90 6 6,537
    ITALIA 300 2,062,706 72 2,661 372 2,065,367
    Fonte: ISPRA
  • Titolo: Figura 1: Quantità di rifiuti speciali utilizzati come fonte di energia (R1)
    Fonte: ISPRA

    Figura 1: Quantità di rifiuti speciali utilizzati come fonte di energia (R1)
  • Titolo: Tabella 1: Quantità di rifiuti speciali utilizzati come fonte di energia (R1) in Italia, per regione (tonnellate), anni 2015 - 2016
    Fonte: ISPRA

    Tabella 1: Quantità di rifiuti speciali utilizzati come fonte di energia (R1) in Italia, per regione (tonnellate), anni 2015 - 2016
    Regione Rifiuti Speciali Pericolosi Rifiuti Speciali non Pericolosi Totale rifiuti speciali (%) sul totale recuperato
    2015 2016 2015 2016 2015 2016 2016
    t %
    Piemonte 3,287 4,353 206,612 204,903 209,899 209,256 10.1
    Valle d’Aosta
    Lombardia 13,151 14,180 495,848 530,023 508,999 544,203 26.3
    Trentino-Alto Adige 0 0 45,559 44,239 45,559 44,239 2.1
    Veneto 4.1 4 185,367 191,106 185,371 191,110 9.3
    Friuli-Venezia Giulia 11,146 18,874 116,727 121,542 127,873 140,416 6.8
    Liguria 0 0 103,493 95,707 103,493 95,707 4.6
    Emilia-Romagna 46,612 39,984 233,050 247,407 279,661 287,391 13.9
    Toscana 143.1 0 29,230 22,693 29,373 22,693 1.1
    Umbria 0 0 163,021 182,686 163,021 182,686 8.8
    Marche 0 0 55,327 53,736 55,327 53,736 2.6
    Lazio 2,425 2,589 63,008 30,642 65,432 33,231 1.6
    Abruzzo 0 633 379.7 558 380 1,191 0.1
    Molise 0 0 27,118 31,794 27,118 31,794 1.5
    Campania 0 0 26,801 19,227 26,801 19,227 0.9
    Puglia 0 0 135,701 82,879 135,701 82,879 4
    Basilicata 0 0 12,380 12,077 12,380 12,077 0.6
    Calabria 15,877 19,965 14,625 18,167 30,502 38,132 1.8
    Sicilia 18.6 89 65,570 68,773 65,589 68,862 3.3
    Sardegna 4,807 2,546 6,283 3,991 11,090 6,537 0.3
    ITALIA 97,471 103,217 1,986,098 1,962,150 2,083,568 2,065,367 100
    Fonte: ISPRA