Report

VARIAZIONE DELLE FRONTI GLACIALI

Abstract indicatore: 
L' indicatore rappresenta l'attività di monitoraggio delle fronti glaciali (avanzamento - regressione - stabilità) di un campione di ghiacciai alpini. L'andamento delle fronti glaciali permette di evidenziare un trend complessivo verso l'innalzamento delle fronti stesse determinato dal fenomeno dello scioglimento dei ghiacciai.

Descrizione: 
L' indicatore rappresenta l'attività di monitoraggio delle fronti glaciali (avanzamento - regressione - stabilità) di un campione di ghiacciai alpini. Il monitoraggio è effettuato su un campione variabile di ghiacciai mediante l'organizzazione di campagne annuali di rilevamento.

Scopo: 
Verificare la presenza di un trend o di una ciclicità nell'andamento delle fronti glaciali e ipotizzare un'eventuale correlazione con la variazione delle condizioni climatiche sull'arco alpino, quale indicazione sia di un cambiamento climatico generale, sia degli effetti del global change sugli ambienti naturali.

Criteri di selezione: 
  • Misurabilità (i dati utilizzati per la costruzione dell'indicatore sono/hanno): 
    Adeguatamente documentati e di qualità nota [Accessibilità]
    Una "buona" copertura temporale (almeno 5 anni)
  • Rilevanza e utilità (l'indicatore): 
    È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
    È in grado di descrivere il trend in atto e l'evolversi della situazione ambientale
    È semplice, facile da interpretare
    È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell'ambiente e collegato alle attività antropiche
    Fornisce una base per confronti a livello internazionale
  • Solidità scientifica (l'indicatore): 
    È ben fondato in termini tecnici e scientifici
    Comparabilità nel tempo
    Comparabilità nello spazio

Riferimenti normativi: 
L'indicatore non ha riferimenti diretti con elementi normativi.

Obiettivi fissati dalla normativa: 
L'indicatore non ha riferimenti diretti con specifici elementi normativi.
DPSIR: 
Impatto
Stato

Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)

Riferimenti bibliografici: 
Geografia fisica e dinamica quaternaria, Bollettini del Comitato Glaciologico Italiano: Relazioni delle campagne glaciologiche (ultima pubblicazione anno 2017)
EEA Report, No 2/2004 Impacts of Europe's changing climate - An indicator-based assessment.

Limitazioni: 
La serie di dati attualmente disponibile è disomogenea: il numero dei ghiacciai campionati nei diversi anni è molto variabile e, nel tempo, sono stati esaminati campioni di individui glaciali solo in parte sovrapponibili. Le operazioni di monitoraggio sono sostanzialmente effettuate da personale volontario che può variare di anno in anno, di conseguenza la serie storica dei dati raccolti è di fatto incompleta e discontinua.

Ulteriori azioni: 
Infittire il monitoraggio su un set di ghiacciai ritenuti particolarmente significativi;
Uniformare i metodi di raccolta dati effettuando una formazione unitaria degli operatori ed esercizi di interconfronto.
Frequenza di rilevazione dei dati: 
Annuale

Accessibilità dei dati di base: 
Dati pubblicati nella rivista “Geografia fisica e dinamica quaternaria”, scaricabile dal sito http://www.glaciologia.it/

Fonte dei dati di base: 
Comitato Glaciologico Italiano

Unità di misura dell'indicatore: 
Metri sul livello del mare (m s.l.m.)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Sono stati considerati inizialmente (a partire dal 1958) i dati relativi a un insieme di 1.028 individui glaciali (336 nelle Alpi occidentali, 567 nelle Alpi centrali e 125 nelle Alpi orientali) e, successivamente, un sottocampione ritenuto significativo, variabile di anno in anno. Tutti i ghiacciai censiti hanno superficie superiore ai 5 ettari. Per l'elaborazione dell'indicatore la regressione glaciale è stata intesa come un innalzamento altitudinale della quota minima media della fronte. Le risultanze dei dati del Catasto dei Ghiacciai e la tendenza evolutiva dei ghiacciai italiani considerati sono in parte confermate e in parte affinate dalle relazioni descrittive derivanti dalle campagne di terreno degli ultimi anni. Ogni ghiacciaio possiede caratteristiche proprie (altitudine, substrato, esposizione, morfologia, ecc.): al variare della tipologia glaciale, a un'effettiva regressione non corrisponde sempre e comunque un aumento evidente della quota minima della fronte stessa (ad esempio ghiacciai con porzione terminale pianeggiante, ghiacciai di circo, lingue glaciali incassate, ecc.). Ciononostante, per l'elaborazione dell'indicatore, la serie di valori di quota minima media della fronte glaciale è stata ritenuta sufficientemente rappresentativa del trend complessivo. Il valore medio annuale della quota minima è condizionato dal numero di ghiacciai campionati: quando il numero di ghiacciai campionati è basso l'affidabilità del dato di quota media è minore rispetto agli anni in cui il numero di corpi glaciali monitorati è superiore.
Un’elaborazione alternativa del dataset potrebbe essere costituita dall'utilizzo dei dati di arretramento/avanzamento lineare della fronte; tuttavia essi sono relativi a un numero minore di ghiacciai e risultano meno affidabili in quanto riferiti a segnali di posizione spesso variati o scomparsi nel tempo.

Core set: 
7EAP - Dati sull'ambiente

Tipo di rappresentazione: 
Grafico

Copertura spaziale: 
Nazionale

Copertura temporale: 
1958, 1978-2016

Qualità dell'informazione: 
Il punto di forza dell'indicatore risiede nella sua estensione spaziale in quanto, nell'insieme, sono considerate informazioni relative all'intero arco alpino e alle sue aree glacializzate. I valori di quota minima della fronte sono da considerarsi abbastanza affidabili sebbene non siano raccolti secondo un protocollo condiviso e, a seconda della tipologia glaciale, a uno scioglimento non corrisponda sempre e comunque un aumento evidente della quota minima del ghiacciaio. Le comparabilità nel tempo e nello spazio possono essere considerate sufficienti in quanto la metodologia di costruzione dell'indicatore è rimasta pressoché invariata.

Periodicità di aggiornamento: 
Annuale


Stato e trend: 
L'andamento delle fronti glaciali permette di evidenziare un trend complessivo verso l'innalzamento delle fronti stesse determinato dal fenomeno dello scioglimento dei ghiacciai. Le tendenze evolutive più recenti si differenziano nei tre settori alpini: nelle Alpi occidentali e orientali l'innalzamento della quota minima appare abbastanza evidente (Figure 1 e 3), mentre nelle Alpi centrali la tendenza all'arretramento è meno accentuata, ma è comunque evidenziata dal trend complessivo (Figura 2).

Commenti: 
La lettura delle figure permette di evidenziare un trend complessivo verso l'innalzamento delle fronti glaciali determinato dal fenomeno dello scioglimento dei ghiacciai.
  • Titolo: Figura 1: Andamento della quota minima media delle fronti glaciali nelle Alpi occidentali
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati del Comitato Glaciologico Italiano

    Figura 1: Andamento della quota minima media delle fronti glaciali nelle Alpi occidentali
  • Titolo: Figura 2: Andamento della quota minima media delle fronti glaciali nelle Alpi centrali
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati del Comitato Glaciologico Italiano

     Figura 2: Andamento della quota minima media delle fronti glaciali nelle Alpi centrali
  • Titolo: Figura 3: Andamento della quota minima media delle fronti glaciali nelle Alpi orientali
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati del Comitato Glaciologico Italiano

    Figura 3: Andamento della quota minima media delle fronti glaciali nelle Alpi orientali