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QUANTITÀ DI RIFIUTI RADIOATTIVI DETENUTI

Abstract indicatore: 
In Italia, come è noto, pur non essendovi centrali nucleari in funzione, è presente un quantitativo non trascurabile di rifiuti radioattivi, generati nel corso del pregresso programma nucleare nell’ambito del quale sono state esercite centrali elettronucleari, impianti del ciclo del combustibile, centri di ricerca ecc. Essi si trovano in stoccaggio presso i siti di produzione. A questi si aggiungono i rifiuti prodotti dalle attività connesse agli impieghi delle sorgenti di radiazioni in campo medico, industriale e di ricerca, i quali vengono raccolti e tenuti in stoccaggio presso i depositi di alcuni operatori autorizzati.
L’indicatore documenta la distribuzione dei siti dove sono detenuti i rifiuti radioattivi e permette di confrontare la situazione delle quantità, in termini di volume e di attività, dei rifiuti radioattivi su base annua.

Descrizione: 
L'indicatore documenta la distribuzione dei siti dove sono detenuti rifiuti radioattivi con informazioni su tipologia e quantità dei medesimi. Si tratta di un indicatore di pressione.

Scopo: 
Documentare tipologia e quantità di rifiuti radioattivi secondo la distribuzione nei siti di detenzione.

Criteri di selezione: 
  • Misurabilità (i dati utilizzati per la costruzione dell'indicatore sono/hanno): 
    Aggiornati a intervalli regolari secondo fonti e procedure affidabili [Tempestività e Puntualità]
    Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
    Una "buona" copertura spaziale
    Una "buona" copertura temporale (almeno 5 anni)
  • Rilevanza e utilità (l'indicatore): 
    È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
    È in grado di descrivere il trend in atto e l'evolversi della situazione ambientale
    È semplice, facile da interpretare
    Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull'ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
    Fornisce una base per confronti a livello internazionale
  • Solidità scientifica (l'indicatore): 
    È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
    È ben fondato in termini tecnici e scientifici
    Comparabilità nel tempo
    Comparabilità nello spazio

Riferimenti normativi: 
Decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230, recante attuazione delle direttive 89/618/Euratom, 90/641/Euratom, 96/29/Euratom, 2006/117/Euratom in materia di radiazioni ionizzanti e 2009/71/Euratom, in materia di sicurezza nucleare degli impianti nucleari e 2011/70/Euratom in materia di gestione sicura del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi derivanti da attività civili.
Decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31, recante la disciplina dei sistemi di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi.
Decreto 7 agosto 2015 del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e del Ministro dello sviluppo economico “Classificazione dei rifiuti radioattivi, ai sensi dell’art. 5 del decreto legislativo 4 marzo 2014, n.45” che stabilisce una nuova classificazione dei rifiuti radioattivi.

Obiettivi fissati dalla normativa: 
L'attività di allontanamento/raccolta/deposito di rifiuti radioattivi è disciplinata dal D.Lgs. 230/95 e successive modifiche e integrazioni, specificatamente al Capo VI.
DPSIR: 
Pressione

Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)

Riferimenti bibliografici: 
ISPRA- Inventario Nazionale dei Rifiuti Radioattivi, Aggiornamento al 31/12/2105

Limitazioni: 
In molti casi si rilevano incertezze sui contenuti di attività nei rifiuti radioattivi dovuta alle difficoltà di effettuare caratterizzazioni radiologiche affidabili da parte degli esercenti.

Ulteriori azioni: 
Sono necessari uteriori sforzi per aumentare le capacità di misura per effettuare specifiche campagne di caratterizzazione radiologica dei rifiuti radioattivi.
Frequenza di rilevazione dei dati: 
Annuale

Accessibilità dei dati di base: 
I dati vengono forniti annualmente dagli Esercenti

Fonte dei dati di base: 
Esercenti Impianti Nucleari

Unità di misura dell'indicatore: 
Becquerel (Bq)
Metro cubo (m3)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Il volume dei rifiuti radioattivi è calcolato in base al numero ed al volume lordo dei contenitori.
L'attività è misurata o stimata in base al contenuto presunto di radioisotopi.


Tipo di rappresentazione: 
Tabella

Copertura spaziale: 
Nazionale. Regionale.

Copertura temporale: 
2016

Qualità dell'informazione: 
L'indicatore risponde alla domanda di informazione; alcune riserve vanno poste sulla precisione dei dati relativi ad alcuni siti; nessuna riserva sulla comparabilità nel tempo e nello spazio.

Periodicità di aggiornamento: 
Annuale


Stato e trend: 
Lo stato dell'indicatore è sufficientemente descritto, anche se esistono alcune tipologie di rifiuti radioattivi per i quali gli esercenti non posseggono informazioni complete, in particolare in termini di contenuto radiologico. Il trend dell'indicatore è da considerarsi sostanzialmente stazionario, in quanto, in termini quantitativi, non sussiste una produzione di rifiuti radioattivi, fatta eccezione per i rifiuti ospedalieri. Si prevede, nei prossimi anni, una consistente crescita della quantità dei rifiuti radioattivi con l'avvio delle attività di smantellamento delle installazioni nucleari italiane.

Commenti: 
I dati riportati in Tabella 1 costituiscono una fotografia dei quantitativi di rifiuti radioattivi (volume e attività) delle sorgenti dismesse (attività) e del combustibile irraggiato (attività) detenuti nei siti nucleari e ripartiti nelle diverse regioni. Da sottolineare che nella grande maggioranza dei casi si tratta di rifiuti radioattivi ancora da condizionare, i volumi finali da considerare per il loro smaltimento saranno quindi maggiori.
  • Titolo: Figura per abstract
    Fonte: ISPRA

    Figura per abstract
  • Titolo: Tabella 1: Inventario dei rifiuti radioattivi, delle sorgenti dismesse e del combustibile irraggiato per regione di ubicazione (2016)
    Fonte: Elaborazione ISPRA - Inventario nazionale sui rifiuti radioattivi su dati Esercenti impianti nucleari
    Legenda: GBq : 10E9 Bq TBq : 10E12 Bq
    Tabella 1: Inventario dei rifiuti radioattivi, delle sorgenti dismesse e del combustibile irraggiato per regione di ubicazione (2016)
    Regione Rifiuti radioattivi Sorgenti dismesse Combustibile irraggiato TOTALE
    Attività Volume Attività Attività Attività
    GBq % m3 % GBq TBq TBq %
    Piemonte 2.259.057 73,96 5.050 16,97 3.585 32.163 34.426 81,88
    Lombardia 97.166 3,18 5.515 18,53 3.216 4.278 4.378 10,41
    Emilia-Romagna 2.546 0,08 3.094 10,40 148 0 3 0,01
    Lazio 51.333 1,68 8.971 30,15 899.956 43 994 2,36
    Campania 370.684 12,14 2.892 9,72 371 0,88
    Basilicata 273.390 8,95 3.096 10,40 0 1.599 1.872 4,45
    Puglia 93 0,00 1.139 3,83 1 0,09 0,0002
    TOTALE 3.054.269 29.757 906.906 38.083 42.044
    Fonte: Elaborazione ISPRA - Inventario nazionale sui rifiuti radioattivi su dati Esercenti impianti nucleari
    Legenda:
    GBq = 109 Bq
    TBq = 1012 Bq