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QUALITÀ DELLE ACQUE - INQUINAMENTO DA PESTICIDI

Abstract indicatore: 
L’uso dei prodotti fitosanitari ha un effetto indubbiamente benefico sulla produzione e la qualità dei prodotti agricoli, tuttavia queste sostanze chimiche possono costituire un rischio per la salute dell’uomo e per gli ecosistemi, con un impatto immediato e nel lungo termine. I pesticidi comprendono, oltre ai prodotti fitosanitari impiegati in agricoltura, anche i biocidi i quali, in molti casi, utilizzano le stesse sostanze attive.L’indicatore permette di valutare la contaminazione delle acque superficiali e sotterranee da residui di pesticidi immessi nell’ambiente. Il monitoraggio dei pesticidi nelle acque è reso complesso dal numero di sostanze interessate e dall’uso dispersivo. I livelli misurati sono confrontati con i limiti di concentrazione stabiliti dalla normativa vigente. L'indicatore presentato fornisce un’analisi dell’evoluzione della contaminazione a partire dal 2003 in termini di frequenza di ritrovamento dei pesticidi nelle acque, nonché sul rischio ambientale derivante dal loro utilizzo.
N.B. Le informazioni disponibili a oggi non consentono una rappresentazione adeguata dell’intera situazione nazionale sulla presenza dei pesticidi nelle acque. Permangono sensibili differenze (monitoraggio/assenza di monitoraggio) tra le regioni.

Descrizione: 
L'indicatore permette di valutare la contaminazione delle acque superficiali e sotterranee da residui di pesticidi immessi nell’ambiente e i rischi connessi. Il monitoraggio dei pesticidi nelle acque è reso complesso dal numero di sostanze interessate e dall’uso dispersivo. I livelli misurati sono confrontati con i limiti ambientali stabiliti a livello europeo e nazionale: gli Standard di Qualità Ambientale (SQA) per le acque superficiali, le norme di qualità ambientale per la protezione delle acque sotterranee. Per le acque sotterranee i limiti coincidono con quelli delle acque potabili, per le acque superficiali, invece, sono stabiliti sulla base di valutazioni ecotossicologiche delle sostanze. L’analisi della tendenza della contaminazione da pesticidi è stata valutata tramite gli indicatori previsti dal Piano di Azione Nazionale (PAN) nell’ambito della direttiva sull’uso sostenibile dei pesticidi, al fine di misurare l’efficacia delle azioni programmate. L'indicatore presentato fornisce informazioni sulla frequenza di ritrovamento dei pesticidi, nonché sul rischio ambientale derivante dal loro utilizzo. L’analisi dell’evoluzione della contaminazione viene eseguita sulla base dei dati raccolti a partire dal 2003. Complessivamente, nel corso di questi anni c’è stata una razionalizzazione e armonizzazione dei programmi di monitoraggio regionali, con un’estensione della rete di campionamento, un miglioramento delle prestazioni dei laboratori e un ampliamento dello spettro delle sostanze cercate anche in relazione ai potenziali rischi ambientali.Si deve inoltre considerare che il fenomeno della contaminazione è sempre in evoluzione, principalmente per l’immissione sul mercato di nuove sostanze, a cui gli aggiornamenti dei piani di monitoraggio fanno fatica ad adeguarsi, si può affermare pertanto che siamo ancora in una fase transitoria in cui l’entità e la diffusione dell’inquinamento da pesticidi nelle acque non sono sufficientemente note.

Scopo: 
Fornire una rappresentazione dello stato di contaminazione delle acque superficiali e sotterranee da pesticidi su base nazionale e regionale, in riferimento ai limiti di concentrazione stabiliti dalla normativa vigente. Individuare, inoltre, le sostanze maggiormente rilevate nei corpi idrici, supportando processi decisionali volti a limitare i rischi per l’ambiente. Seguire l’evoluzione della contaminazione derivante dall’uso dei pesticidi.

Criteri di selezione: 
  • Misurabilità (i dati utilizzati per la costruzione dell'indicatore sono/hanno): 
    Adeguatamente documentati e di qualità nota [Accessibilità]
    Aggiornati a intervalli regolari secondo fonti e procedure affidabili [Tempestività e Puntualità]
    Una "buona" copertura temporale (almeno 5 anni)
  • Rilevanza e utilità (l'indicatore): 
    È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
    È in grado di descrivere il trend in atto e l'evolversi della situazione ambientale
    È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell'ambiente e collegato alle attività antropiche
    Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull'ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
    Fornisce una base per confronti a livello internazionale
    Ha una soglia o un valore di riferimento con il quale poterlo confrontare, in modo si possa valutare la sua significatività
  • Solidità scientifica (l'indicatore): 
    È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
    È ben fondato in termini tecnici e scientifici
    Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati

Riferimenti normativi: 
Regolamento (CE) 1107/2009
Regolamento (CE) 582/2012
Direttiva 98/83/CE
Direttiva 2000/60/CE
Direttiva 2006/118/CE
Direttiva 2008/105/CE
Direttiva 2009/90/CE
Direttiva 2009/128/CE
Direttiva 2013/39/UE
D.Lgs 152/06
D.Lgs 30/09
D.Lgs 219/2010
D.Lgs 172/15
Decreto Ministeriale n. 56 del 14 aprile 2009
Decreto Ministeriale n. 35 del 22 gennaio 2014
Decreto Ministeriale n. 172 del 15 luglio 2015

Obiettivi fissati dalla normativa: 
Il monitoraggio dei pesticidi nelle acque viene eseguito nel rispetto dei compiti stabiliti dal Piano di Azione Nazionale (Decreto ministeriale n. 35 del 22 gennaio 2014) ai sensi della Direttiva 2009/128/CE sull'uso sostenibile dei pesticidi, al fine di acquisire informazioni sullo stato di qualità della risorsa idrica, di individuare eventuali effetti non previsti adeguatamente nella fase di autorizzazione e non adeguatamente controllati nella fase di utilizzo. I pesticidi, da un punto di vista normativo, comprendono i prodotti fitosanitari (Reg. CE 1107/2009), utilizzati per la protezione delle piante e per la conservazione dei prodotti vegetali, e i biocidi (Reg. UE 528/2012), impiegati in vari campi di attività (disinfettanti, preservanti, pesticidi per uso non agricolo, ecc.). Spesso i due tipi di prodotti utilizzano gli stessi principi attivi. Il monitoraggio si inserisce nel quadro più ampio della disciplina per la tutela delle acque, che con la Direttiva 2000/60/CE e le direttive derivate, stabilisce standard di qualità ambientale per le acque superficiali (Dir. 2008/105/CE e Dir. 2013/39/UE, recepita in Italia con il D.lgs. 172/15) e i limiti di qualità per la protezione delle acque sotterranee (Dir. 2006/118/CE recepita con il D.lgs. 30/09). La normativa di riferimento per le specifiche tecniche per l’analisi chimica e il monitoraggio dello stato chimico delle acque è rappresentata dalla Direttiva 2009/90/CE (recepita in Italia con il D.lgs. 219/2010), la quale fissa criteri minimi di efficienza per i metodi di analisi e stabilisce le regole per comprovare la qualità dei risultati delle analisi. Infine, l’analisi dei trend di contaminazione risponde a quanto predisposto dalla Direttiva 2009/128/CE, che istituisce un quadro per l’azione comunitaria ai fini dell’utilizzo sostenibile dei pesticidi e che definisce un Piano di azione nazionale. Il Piano, attuato con Decreto Ministeriale n. 35 del 22 gennaio 2014, prevede una serie di indicatori tra cui alcuni specifici per la tutela dell’ambiente acquatico, a cui si fa riferimento.
DPSIR: 
Impatto
Stato

Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Efficacia delle politiche (tipo D)

Riferimenti bibliografici: 
Rapporti sul monitoraggio nazionale dei pesticidi nelle acque, dati 2015-2016, 2013-2014, 2011-2012, 2009-2010, 2007-2008, 2006, 2005, 2004, 2003 dell’ISPRA (http://www.isprambiente.gov.it/it/controlli-e-ispezioni-ambientali)

Limitazioni: 
Difficoltà nel reperimento dei dati; disomogeneità dei dati relativi a diverse unità territoriali (rete di monitoraggio, frequenza di campionamento, sostanze cercate, prestazioni dei laboratori).

Ulteriori azioni: 
Il miglioramento dell’indicatore richiede: aumento della copertura territoriale e temporale; omogeneità delle indagini sulle sostanze rispetto a criteri di priorità; miglioramento dei limiti di quantificazione delle metodiche analitiche.
Frequenza di rilevazione dei dati: 
Annuale

Accessibilità dei dati di base: 
I dati di monitoraggio dei pesticidi prodotti dalle Regioni vengono trasmessi all’ISPRA attraverso il Sistema Informativo Nazionale per la Tutela delle Acque Italiane (SINTAI)

Fonte dei dati di base: 
ARPA/APPA (Agenzie Regionali e delle Province Autonome per la Protezione dell'Ambiente)
Province Autonome
Regioni

Unità di misura dell'indicatore: 
Microgrammo per litro (µg/l)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Il livello di contaminazione è riportato come numero dei siti di monitoraggio in cui la concentrazione delle sostanze presenti supera i limiti normativi di riferimento. La frequenza di rilevamento delle sostanze è riportata come percentuale dei siti e dei campioni in cui è presente la sostanza, misurata come concentrazione. La frequenza di ritrovamento di pesticidi nelle acque è riportata come percentuale dei campioni con residui.

Core set: 
7EAP - Dati sull'ambiente

Tipo di rappresentazione: 
Grafico
Mappa
Tabella

Copertura spaziale: 
Nazionale (20 regioni/province autonome)

Copertura temporale: 
2003-2016

Qualità dell'informazione: 
L’informazione prodotta fornisce una significativa rappresentazione dello stato generale di contaminazione delle acque da pesticidi e un’indicazione delle sostanze maggiormente ritrovate. La fonte dei dati è affidabile poiché i dati sono forniti dalle rete delle agenzie per la protezione dell’ambiente, che adoperano procedure analitiche certificate. L’informazione offre anche la considerevole possibilità di supportare processi decisionali volti a limitare i rischi per l’ambiente, di appurare l’efficacia di specifiche azioni di mitigazione e di seguire l’evoluzione della contaminazione. Tuttavia non è ancora stata raggiunta tra le diverse unità territoriali un’uniformità rispetto: i limiti analitici di quantificazione, la copertura spaziale della rete di monitoraggio, l’adozione di criteri di priorità per la scelta delle sostanze da indagare. Questo comporta una parziale comparabilità dell’informazione sia nel tempo che nello spazio e una discordanza dal reale stato di contaminazione.

Periodicità di aggiornamento: 
Annuale


Stato e trend: 
Non definibileNegli oltre dieci anni di monitoraggio svolto c’è stato indubbiamente un incremento della copertura territoriale e della rappresentatività delle indagini. Rimane ancora, tuttavia, una forte disomogeneità fra le regioni del nord e quelle del centro-sud, dove tuttora il monitoraggio è generalmente poco rappresentativo, sia in termini di rete, sia in termini di sostanze controllate. D’altra parte, c’è la necessità di un aggiornamento continuo per tenere conto delle sostanze nuove immesse sul mercato. Ad oggi, pertanto, il quadro nazionale sulla presenza di pesticidi nelle acque è ancora insufficiente a rappresentare adeguatamente l’intera situazione nazionale, sebbene gli sforzi compiuti nell’aggiornamento dei programmi regionali di monitoraggio lascino prevedere un progressivo miglioramento dell’efficacia delle indagini.

Commenti: 
Lo stato dei controlli nazionali migliora nell’arco di tempo considerato. È aumentata la copertura territoriale e il numero di campioni, soprattutto sono aumentate le sostanze cercate (figura 1-3). I livelli di contaminazione sono riferiti ai limiti ambientali definiti dalla normativa vigente sia per le acque superficiali sia per quelle sotterranee, tali limiti sono gli standard di qualità ambientale (SQA) (tabella 1). I dati del 2016 confermano uno stato di contaminazione già segnalato negli anni precedenti, con consistenti superamenti dei limiti soprattutto nelle acque superficiali. In alcuni casi, gli elevati valori LQ non consentono una adeguata valutazione dello stato di contaminazione. La contaminazione da pesticidi è più diffusa nelle aree della pianura padano-veneta (figura 7-8). Come già segnalato in passato, questo dipende largamente dal fatto che le indagini sono generalmente più rappresentative nelle regioni del nord. Nelle cinque regioni dell’area, infatti, si concentra poco meno del 50% dei punti di monitoraggio dell’intera rete nazionale. Nel resto del paese la situazione è ancora abbastanza disomogenea, non sono pervenute informazioni dalla Calabria e in altre regioni la copertura territoriale è limitata, così come è limitato il numero delle sostanze cercate. Nelle acque superficiali 371 punti di monitoraggio (23,9% del totale) hanno concentrazioni superiori ai limiti di qualità ambientali. Le sostanze che più spesso hanno determinato il superamento sono: glifosate e il suo metabolita AMPA, superiori agli SQA rispettivamente nel 24,5% e nel 47,8% dei siti monitorati. Il glifosate è l’erbicida più utilizzato in Italia e nel mondo, ma la sua ricerca ad oggi è limitata a sole cinque regioni, nonostante si confermi tra i maggiori contaminanti delle acque. Da segnalare per frequenza l’erbicida metolaclor e il suo metabolita metolaclor-esa sopra i limiti nel 7,7% e nel 16% dei siti, nonché dell’erbicida quinclorac superiore ai limiti nel 10,2% dei casi (tabella 2). Nelle acque sotterranee 260 punti (8,3% del totale) hanno concentrazioni superiori ai limiti di qualità ambientale. Il numero più elevato di casi di non conformità, pari al 30,2%, è dato da atrazina desetil desisopropil, metabolita di atrazina e terbutilazina. La sua alta frequenza di ritrovamento si avvale della notevole efficienza analitica adottata in Friuli-Venezia Giulia. Si conferma inoltre la presenza degli altri composti triazinici che, ad eccezione della terbutilazina, non sono più in commercio da molti anni, ma che ancora persistono nell’ambiente. Rilevante la presenza di glifosate e AMPA superiori ai limiti nel 5,8% e nel 4,8% dei casi, dell’erbicida bentazone (2,4%) e dell’insetticida imidacloprid (1,6%), sostanze che, anche negli anni passati, si confermano tra quelle che più spesso superano i limiti di concentrazione. L’imidacloprid, e gli altri insetticidi neonicotinoidi, sono tra i principali responsabili della perdita di biodiversità e della moria di api, il loro uso in Europa sarà a breve limitato alle sole colture in serra. In termini di frequenza da segnalare i superamenti del metabolita erbicida 2,6-diclorobenzammide (2,1%) e dei fungicidi triadimenol, oxadixil e metalaxil superiori ai limiti rispettivamente nel 1,8%, 1,5% e nel 1,4% dei punti dove sono stati monitorati (tabella 3). L’analisi dell’evoluzione della contaminazione (figure 4 e 5) indica un aumento progressivo della contaminazione, nel periodo di osservazione che va dal 2003 al 2016, con una correlazione diretta all’estensione della rete e al numero delle sostanze cercate. La frequenza nei campioni aumenta rapidamente in entrambi i comparti fino al 2009, proporzionalmente all’efficacia del monitoraggio. Dal 2010 la frequenza scende per poi risalire gradualmente negli ultimi anni. Per spiegare l’andamento bisogna tenere conto, tra le altre cose, dei limiti del monitoraggio in molte regioni, del mancato aggiornamento che tenga conto delle sostanze nuove e del fatto che molte sostanze sono state vietate in seguito al programma di revisione europeo. Questo, ragionevolmente, ha determinato il calo della frequenza dopo il 2009. Il successivo aumento è correlato all’ampliamento dello sforzo di ricerca degli ultimi anni, soprattutto in termini di sostanze. L’indicatore sulla frequenza di superamento degli SQA (figura 6) esprime l’andamento della contaminazione da pesticidi nelle acque in termini di possibile rischio per l’ambiente, tenendo conto dei livelli di tossicità delle sostanze. Nelle acque superficiali, la frequenza del superamento degli SQA ha un aumento pressoché regolare, raggiungendo il valore massimo nel 2016 (23,9%). L’andamento è pressoché stabile nelle acque sotterranee, con valori intorno al 7,2%. La possibile spiegazione va ricercata nelle dinamiche lente del comparto, in particolare, delle falde profonde.
  • Titolo: Figura 1: Controlli effettuati nel periodo 2003-2016
    Fonte: elaborazione ISPRA su dati delle Regioni, Province autonome, ARPA/APPA

    Figura 1: Controlli effettuati nel periodo 2003-2016
  • Titolo: Figura 2: Controlli effettuati nel periodo 2003-2016
    Fonte: elaborazione ISPRA su dati delle Regioni, Province autonome, ARPA/APPA

     Figura 2: Controlli effettuati nel periodo 2003-2016
  • Titolo: Figura 3: Controlli effettuati nel periodo 2003-2016
    Fonte: elaborazione ISPRA su dati delle Regioni, Province autonome, ARPA/APPA

    Figura 3: Controlli effettuati nel periodo 2003-2016
  • Titolo: Figura 4: Frequenza di ritrovamento nei campioni e ampiezza del monitoraggio dei pesticidi nelle acque superficiali
    Fonte: elaborazione ISPRA su dati delle Regioni, Province autonome, ARPA/APPA

    Note: La frequenza di ritrovamento rappresenta la percentuale dei campioni con residui di pesticidi Il numero dei campioni è normalizzato all'anno di inizio del trend e corrisponde a 5.136, quello delle sostanze cercate corrisponde a 157
    Figura 4: Frequenza di ritrovamento nei campioni e ampiezza del monitoraggio dei pesticidi nelle acque superficiali
  • Titolo: Figura 5: Frequenza di ritrovamento nei campioni e ampiezza del monitoraggio dei pesticidi nelle acque sotterranee
    Fonte: elaborazione ISPRA su dati delle Regioni, Province autonome, ARPA/APPA

    Note: La frequenza di ritrovamento rappresenta la percentuale dei campioni con residui di pesticidi Il numero dei campioni è normalizzato all'anno di inizio del trend e corrisponde a 3.210, quello delle sostanze cercate corrisponde a 153
    Figura 5: Frequenza di ritrovamento nei campioni e ampiezza del monitoraggio dei pesticidi nelle acque sotterranee
  • Titolo: Figura 6: Superamenti degli SQA nei punti di monitoraggio
    Fonte: elaborazione ISPRA su dati delle Regioni, Province autonome, ARPA/APPA

    Note: La frequenza dei superamenti rappresenta la percentuale dei punti di monitoraggio in cui la concentrazione dei pesticidi supera gli SQA Il numero dei punti di monitoraggio è normalizzato all'anno di inizio del trend e corrisponde a 171 per le acque superficiali, 183 per le acque sotterranee
    Figura 6: Superamenti degli SQA nei punti di monitoraggio
  • Titolo: Tabella 1: Livelli di contaminazione delle acque (2016)
    Fonte: elaborazione ISPRA su dati delle Regioni, Provincie autonome, ARPA/APPA
    Legenda: a Limite di quantificazione b Le concentrazioni misurate sono superiori agli SQA c Le concentrazioni misurate sono minori degli SQA d Non quantificabili per assenza di misure al di sopra del limite di quantificazione: può dipendere dall’assenza di residui, ma anche da limiti analitici inadeguati o da uno spettro di sostanze indagate limitato e non rappresentativo degli usi sul territorio
    Tabella 1: Livelli di contaminazione delle acque (2016)
    REGIONE / PROVINCIA AUTONOMA Sostanze LQa LIVELLI DI CONTAMINAZIONE DEI PUNTI DI MONITORAGGIO
    ACQUE SUPERFICIALI ACQUE SOTTERRANEE
    Cercate Trovate Min Max Sopra i limitib Entro i limitic Non quantif.d Totale Sopra i limitib Entro i limitic Non quantif.d Totale
    n. µg/l n. n.
    Piemonte 105 73 0.0020 0.100 28 65 24 117 86 259 235 580
    Valle d'Aosta 92 0 0.0100 0.100 0 0 15 15 0 0 17 17
    Lombardia 106 62 0.0010 2.000 158 67 95 320 50 68 356 474
    Liguria 40 3 0.0010 0.500 1 4 198 203
    Bolzano-Bozen 181 44 0.0025 0.200 5 9 3 17 0 0 14 14
    Trento 112 45 0.0100 0.050 11 14 26 51 0 0 12 12
    Veneto 105 44 0.0020 0.050 61 82 23 166 10 45 178 233
    Friuli-Venezia Giulia 114 78 0.0001 0.100 11 39 2 52 45 57 30 132
    Emilia-Romagna 102 66 0.0100 0.050 24 92 33 149 12 33 204 249
    Toscana 115 86 0.0010 0.444 44 66 40 150 2 64 92 158
    Umbria 108 22 0.0050 0.500 1 25 13 39 0 12 194 206
    Marche 84 13 0.0010 0.500 6 26 55 87 1 8 177 186
    Lazio 58 12 0.0020 1.500 5 21 95 121 1 1 19 21
    Abruzzo 52 10 0.0005 0.050 0 1 13 14 5 5 82 92
    Molise 31 0 0.0100 0.300 0 0 21 21 0 0 111 111
    Campania 65 12 0.0005 0.200 6 8 80 94 1 0 49 50
    Puglia 45 20 0.0000 1.000 1 7 51 59 0 17 26 43
    Basilicata 56 0 0.0030 0.050 0 0 15 15 0 0 13 13
    Calabria
    Sicilia 198 144 0.0006 0.600 8 15 11 34 46 79 125 250
    Sardegna 75 14 0.0010 0.300 2 5 26 33 0 11 74 85
    ITALIA 398 259 0.000 2.000 371 542 641 1,554 260 663 2206 3,129
    Fonte: elaborazione ISPRA su dati delle Regioni, Provincie autonome, ARPA/APPA
    LEGENDA:
    a Limite di quantificazione
    b Le concentrazioni misurate sono superiori agli SQA
    c Le concentrazioni misurate sono minori degli SQA
    d Non quantificabili per assenza di misure al di sopra del limite di quantificazione: può dipendere dall’assenza di residui, ma anche da limiti analitici inadeguati o da uno spettro di sostanze indagate limitato e non rappresentativo degli usi sul territorio
  • Titolo: Tabella 2: Sostanze rilevate sopra gli SQA nelle acque superficiali (2016)
    Fonte: elaborazione ISPRA su dati delle Regioni, Province autonome, ARPA/APPA
    Legenda: a Numero totale dei punti di monitoraggio b Punti di monitoraggo con concentrazione di residui superiore agli SQA
    Tabella 2: Sostanze rilevate sopra gli SQA nelle acque superficiali (2016)
    SOSTANZE Punti di monitoraggio
    Totalea > SQAb
    n. n. %
    AMPA 385 184 47.8
    GLIFOSATE 458 112 24.5
    METOLACLOR 1036 80 7.7
    ESACLOROBENZENE 721 15 2.1
    CLORPIRIFOS 1419 15 1.1
    METALAXIL 852 14 1.6
    OXADIAZON 970 14 1.4
    TRIFLURALIN 1111 14 1.3
    QUINCLORAC 118 12 10.2
    BOSCALID 766 11 1.4
    DIMETOMORF 486 10 2.1
    ESACLOROCICLOESANO 316 9 2.8
    METOLACLOR-ESA 50 8 16.0
    AZOSSISTROBINA 650 8 1.2
    PIRIMETANIL 570 6 1.1
    MALATION 920 5 0.5
    TERBUTILAZINA+metabolita 1209 5 0.4
    CLORIDAZON 672 3 0.4
    ENDOSULFAN 767 3 0.4
    METAMITRON 797 3 0.4
    GLUFOSINATE-AMMONIO 13 2 15.4
    PRETILACLOR 82 2 2.4
    CARBENDAZIM 229 2 0.9
    METALAXIL-M 297 2 0.7
    FLUOPICOLIDE 321 2 0.6
    TIAMETOXAM 371 2 0.5
    IMIDACLOPRID 473 2 0.4
    HCH, beta 476 2 0.4
    DICAMBA 525 2 0.4
    DDT totale 872 2 0.2
    METRIBUZIN 947 2 0.2
    PENDIMETALIN 1067 2 0.2
    DIURON 1159 2 0.2
    CYFLUFENAMID 17 1 5.9
    PENTHIOPYRAD 49 1 2.0
    PIPERONIL-BUTOSSIDO 53 1 1.9
    TRIADIMENOL 128 1 0.8
    S-METOLACLOR 164 1 0.6
    CICLOXIDIM 195 1 0.5
    OXIFLUORFEN 259 1 0.4
    MICLOBUTANIL 267 1 0.4
    CLORANTRANILIPROLO 305 1 0.3
    TEBUFENOZIDE 305 1 0.3
    PETOXAMIDE 339 1 0.3
    2,6-DICLOROBENZAMMIDE 344 1 0.3
    ISOxAFLUTOLE 344 1 0.3
    DIMETENAMIDE 420 1 0.2
    CLOROTOLURON 437 1 0.2
    FENHEXAMID 443 1 0.2
    TIACLOPRID 472 1 0.2
    BUPIRIMATE 491 1 0.2
    TEBUCONAZOLO 520 1 0.2
    PROPICONAZOLO 530 1 0.2
    IPROVALICARB 538 1 0.2
    ATRAZINA DESISOPROPIL 727 1 0.1
    PROPIZAMIDE 741 1 0.1
    2,4-D 848 1 0.1
    MOLINATE 853 1 0.1
    DIMETOATO 883 1 0.1
    BENTAZONE 987 1 0.1
    ALACLOR 1301 1 0.1
    Fonte: elaborazione ISPRA su dati delle Regioni, Province autonome, ARPA/APPA
    LEGENDA:
    a Numero totale dei punti di monitoraggio
    b Punti di monitoraggo con concentrazione di residui superiore agli SQA
  • Titolo: Tabella 3: Sostanze rilevate sopra gli SQA nelle acque sotterranee (2016)
    Fonte: elaborazione ISPRA su dati delle Regioni, Province autonome, ARPA/APPA
    Legenda: a Numero totale dei punti di monitoraggio b Punti di monitoraggo con concentrazione di residui superiore agli SQA
    Tabella 3: Sostanze rilevate sopra gli SQA nelle acque sotterranee (2016)
    SOSTANZE Punti di monitoraggio
    Totalea > SQAb
    n. n. %
    ATRAZINA DESETIL DESISOPROPIL 139 42 30.2
    BENTAZONE 1763 42 2.4
    METALAXIL 1808 25 1.4
    METOLACLOR 2248 23 1.0
    IMIDACLOPRID 1356 22 1.6
    GLIFOSATE 361 21 5.8
    ATRAZINA DESETIL 2315 20 0.9
    AMPA 355 17 4.8
    2,6-DICLOROBENZAMMIDE 706 15 2.1
    TERBUTILAZINA 2398 15 0.6
    TERBUTILAZINA-DESETIL 2261 13 0.6
    FLUOPICOLIDE 751 11 1.5
    OXADIAZON 1397 11 0.8
    ATRAZINA 2488 10 0.4
    OXADIXIL 616 9 1.5
    QUINCLORAC 677 9 1.3
    TRIADIMENOL 456 8 1.8
    AZOSSISTROBINA 1424 5 0.4
    IMAZAMOX 711 5 0.7
    ISOxAFLUTOLE 829 4 0.5
    1,2-DICLOROETANO 1078 3 0.3
    BOSCALID 1613 3 0.2
    CIPROCONAZOLO 911 3 0.3
    ESAZINONE 737 3 0.4
    FENPROPIMORF 104 3 2.9
    MOLINATE 1802 3 0.2
    TEBUCONAZOLO 1292 3 0.2
    TETRACONAZOLO 641 3 0.5
    ATRAZINA DESISOPROPIL 921 2 0.2
    HCH, beta 1144 2 0.2
    MESOTRIONE 580 2 0.3
    METOMIL 775 2 0.3
    PIRIMETANIL 1394 2 0.1
    PROCIMIDONE 985 2 0.2
    1,3-DICLOROPROPENE 139 1 0.7
    2,4-D 1075 1 0.1
    2-IDROSSITERBUTILAZINA 132 1 0.8
    ACETOCLOR 1238 1 0.1
    BIFENAZATO 407 1 0.2
    BROMACILE 271 1 0.4
    BUPROFEZIN 499 1 0.2
    CARBENDAZIM 409 1 0.2
    CARBOFURAN 1024 1 0.1
    CIMOXANIL 1256 1 0.1
    CLORIDAZON 1270 1 0.1
    CLORPIRIFOS 2386 1 0.0
    DIMETENAMIDE 877 1 0.1
    DIMETOMORF 1189 1 0.1
    ENDOSULFAN, alfa 529 1 0.2
    ENDOSULFAN, beta 560 1 0.2
    FENARIMOL 529 1 0.2
    FLUROXIPIR 725 1 0.1
    FURALAXIL 207 1 0.5
    FURILAZOLE 572 1 0.2
    IPRODIONE 1337 1 0.1
    MECOPROP 1178 1 0.1
    METOLACLOR-ESA 129 1 0.8
    MICLOBUTANIL 1144 1 0.1
    NAFTALENE 236 1 0.4
    PARATION 1043 1 0.1
    PENCONAZOLO 1213 1 0.1
    PENTACLOROBENZENE 606 1 0.2
    PROPARGITE 151 1 0.7
    PROPIZAMIDE 1502 1 0.1
    SIMAZINA 2445 1 0.0
    TIACLOPRID 799 1 0.1
    Fonte: elaborazione ISPRA su dati delle Regioni, Province autonome, ARPA/APPA
    LEGENDA:
    a Numero totale dei punti di monitoraggio
    b Punti di monitoraggo con concentrazione di residui superiore agli SQA
  • Titolo: Figura 7: Livelli di contaminazione delle acque superficiali (2016)
    Fonte: elaborazione ISPRA su dati delle Regioni, Province autonome, ARPA/APPA

    Figura 7: Livelli di contaminazione delle acque superficiali (2016)
  • Titolo: Figura 8: Livelli di contaminazione delle acque sotterranee (2016)
    Fonte: elaborazione ISPRA su dati delle Regioni, Province autonome, ARPA/APPA

    Figura 8: Livelli di contaminazione delle acque sotterranee (2016)