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CONSUMO DI ENERGIA ELETTRICA NEL SETTORE TURISTICO

Abstract indicatore: 
L'indicatore riporta il consumo di energia elettrica del settore turistico (ATECO "43 - Alberghi, ristoranti e bar") che, nel 2016, in Italia incide sul totale dei consumi di energia elettrica per il 3,7%.

Descrizione: 
La letteratura in materia (Tourism and Environment, Schmidt, 2002) a livello europeo, individua il turismo come impatto sui livelli di consumo di energia elettrica. Sebbene sia difficile quantificare la pressione del turismo sull’ambiente, tuttavia questi studi europei di riferimento ritengono che esista una correlazione tra i consumi di energia elettrica e i livelli di densità turistica, ovvero i consumi di energia elettrica più alti si registrano nelle aree a maggiore densità turistica. L’indicatore non vuole dimostrare o mettere in discussione la letteratura in materia, ma semplicemente mostrare il consumo di energia elettrica del settore ATECO "43 - Alberghi, ristoranti e bar", la sua incidenza sul totale dei consumi nazionali e il confronto con il valore aggiunto dello stesso settore, anche a livello regionale.

Scopo: 
Mostrare l'andamento del consumo di energia elettrica per il settore ATECO "43 - Alberghi, ristoranti e bar".

Criteri di selezione: 
  • Misurabilità (i dati utilizzati per la costruzione dell'indicatore sono/hanno): 
    Adeguatamente documentati e di qualità nota [Accessibilità]
    Aggiornati a intervalli regolari secondo fonti e procedure affidabili [Tempestività e Puntualità]
    Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
    Una "buona" copertura spaziale
    Una "buona" copertura temporale (almeno 5 anni)
  • Rilevanza e utilità (l'indicatore): 
    È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
    È semplice, facile da interpretare
    Fornisce una base per confronti a livello internazionale
  • Solidità scientifica (l'indicatore): 
    È ben fondato in termini tecnici e scientifici
    Possiede elementi che consentono di correlarlo a modelli economici, previsioni e sistemi di informazione
    Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
    Comparabilità nel tempo
    Comparabilità nello spazio

Riferimenti normativi: 
L'indicatore non ha riferimenti diretti con specifici elementi normativi.

Obiettivi fissati dalla normativa: 
Non esistono obblighi normativi.
DPSIR: 
Determinante

Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)

Riferimenti bibliografici: 
H.W. Schmidt, Tourism and the environment
TERNA S.p.A., Dati statistici sull’energia elettrica in Italia, anni vari
Ministero dello sviluppo economico, Bilancio Energetico Nazionale, anni vari, http://dgsaie.mise.gov.it/dgerm/ben.asphttp://www.sviluppoeconomico.gov.it

Limitazioni: 
I dati del valore aggiunto non sono allineati temporalmente con il consumo di energia.

Ulteriori azioni: 
Auspicabile per il futuro riuscire ad avere i consumi medi di energia elettrica, ma anche di acqua e gas per tipologia di struttura ricettiva.
Frequenza di rilevazione dei dati: 
Annuale

Accessibilità dei dati di base: 
https://www.terna.it/it-it/sistemaelettrico/statisticheeprevisioni/datistatistici.aspx
www.i.stat.it "Conti e aggregati economici territoriali"

Fonte dei dati di base: 
ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica)
Terna - Rete Elettrica Nazionale S.p.A.

Unità di misura dell'indicatore: 
Chilowatt (kW)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
L'indicatore utilizza per i consumi i dati TERNA, per il valore aggiunto i dati ISTAT e poi tramite semplici rapporti si calcolano le incidenze.


Tipo di rappresentazione: 
Grafico
Tabella

Copertura spaziale: 
2007-2016

Copertura temporale: 
Nazionale, Regionale

Qualità dell'informazione: 
L'indicatore pur essendo proxy è rilevante per il tema, in quanto permette di correlare i consumi con la densità turistica e con modelli economici. L'autorevolezza delle fonti dei dati garantisce che la qualità dell’informazione fornita dall’indicatore disponga di una buona comparabilità nel tempo e nello spazio, oltre a una buona copertura spaziale e temporale.

Periodicità di aggiornamento: 
Annuale


Stato e trend: 
I consumi di energia elettrica per il settore "turismo" diminuiscono, nel periodo 2007-2016, dell’8,4% (Tabella 2), molto di più rispetto a quanto tra il 2007 e il 2015 cresce il valore aggiunto di settore (6,5%) (Tabella 3). Ciò potrebbe essere dovuto all'utilizzo di modalità più efficienti di gestione dell'energia elettrica nel settore (Tabella 1). In particolare, per il settore alberghiero è riconosciuto che le attività più energivore sono: il riscaldamento e l'aria condizionata nelle camere; l'illuminazione; l'uso di acqua calda; la preparazione del cibo (cucina); piscine e altri servizi.

Commenti: 
In termini di incidenza, tra il 2007 e il 2016, il settore "turismo" pesa meno sia rispetto al settore terziario complessivamente (13,3% nel 2007 e 10,7% nel 2016) sia rispetto al totale dei consumi nazionali (3,8% nel 2007 e 3,7% nel 2016) (Tabella 1).
La diminuzione dei consumi a livello nazionale (-8,4% tra il 2007-2016) è dovuta al calo riscontrato in quasi tutte le regioni italiane, con l’eccezione del Trentino-Alto Adige e Puglia che, in termini percentuali, consumano rispettivamente il 6,6% e l’1,6% di kWh in più (Tabella 2).
Le regioni che consumano maggiormente energia elettrica sono le stesse che hanno il valore aggiunto più elevato per il settore, a dimostrazione che i due fenomeni sono fortemente correlati. In particolare, nel 2015, Lombardia, Veneto e Lazio sono le regioni con i valori più alti sia di consumi di energia elettrica sia di valore aggiunto di settore (Figura 1).
  • Titolo: Tabella 2: Distribuzione regionale dei consumi energia elettrica per il settore merceologico 43 "Alberghi, Ristoranti e Bar"
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati TERNA

    Tabella 2: Distribuzione Regionale dei consumi energia elettrica per settore merceologico 43 "Alberghi, Ristoranti e Bar"
    Regione/Provincia autonoma 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016
    mln KWh
    Piemonte 714,1 723,9 727,9 731,7 726,9 695,5 647.8 618.6 611.4 601.9
    Valle d'Aosta 66,2 56,0 56,1 63,8 64,9 67,0 62.5 62.5 63.7 63.8
    Lombardia 1.861,7 1.870,0 1.928,8 1.939,5 1.947,0 1.918,6 1,811.2 1,740.4 1,810.4 1,797.1
    Trentino-Alto Adige 588,0 601,8 618,4 622,3 613,3 607,4 610.2 590.1 601.6 627.0
    Veneto 1.174,1 1.198,3 1.214,6 1.218,1 1.219,1 1.188,5 1,105.3 1,057.4 1,099.9 1,095.9
    Friuli-Venezia Giulia 260,7 260,3 259,9 260,9 263,4 257,5 239.5 231.8 231.9 226.5
    Liguria 374,8 382,0 382,5 381,1 379,0 365,7 343.8 327.5 329.8 326.3
    Emilia-Romagna 1.144,4 1.140,2 1.167,0 1.176,3 1.183,1 1.137,8 1,049.0 1,007.1 1,004.9 979.4
    Toscana 949,0 967,6 973,0 965,9 960,6 931,5 870.1 837.9 856.8 836.6
    Umbria 173,8 176,1 178,8 177,9 179,0 172,0 159.1 154.2 157.7 154.7
    Marche 314,5 314,8 321,9 315,5 316,2 303,1 277.9 268.0 275.1 270.3
    Lazio 1.238,2 1.268,9 1.282,8 1.280,6 1.286,8 1.117,2 1,125.9 1,076.9 1,072.5 1,010.7
    Abruzzo 270,1 280,4 276,7 275,6 285,0 274,1 248.3 235.8 241.1 238.3
    Molise 50,3 50,3 52,1 52,3 51,1 53,2 44.9 42.6 43.2 42.5
    Campania 779,6 789,6 804,5 812,3 829,9 819,0 750.9 727.7 761.0 764.5
    Puglia 565,4 591,3 603,6 617,0 621,8 603,5 550.8 542.4 574.9 574.5
    Basilicata 81,3 85,9 84,6 87,7 88,1 84,7 77.2 75.8 77.6 76.4
    Calabria 303,4 315,7 314,0 315,5 300,1 319,0 276.3 274.9 284.6 284.1
    Sicilia 686,7 697,0 692,6 718,8 716,8 697,7 654.6 643.3 647.6 637.9
    Sardegna 399,5 413,0 421,1 417,4 406,4 397,4 367.4 363.2 380.0 379.5
    ITALIA 11.995,6 12.183,2 12.361,2 12.430,2 12.459,6 11.989,5 11,272.8 10,878.3 11,125.7 10,987.8
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati TERNA
  • Titolo: Tabella 3: Distribuzione regionale del valore aggiunto ai prezzi base nel settore merceologico 43 "Alberghi, Ristoranti e Bar"(prezzi correnti)
    Fonte: ISTAT

    Tabella 3: Distribuzione regionale valore aggiunto ai prezzi base nel settore merceologico 43 "Alberghi, Ristoranti e Bar"(prezzi correnti)
    Regioni 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015
    milioni di euro a prezzi correnti
    Piemonte 3,059.8 3,388.5 3,525.6 3,126.8 3,226.7 3,174.4 3,135.0 3,210.7 3,357.0
    Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste 289.2 286.1 271.7 278.4 290.3 303.6 287.1 288.8 306.9
    Lombardia 7,948.7 8,055.6 8,429.3 8,479.5 8,599.7 8,470.8 8,235.0 8,548.3 8,933.0
    Trentino-Alto Adige/Südtirol 3,050.7 2,945.4 3,035.0 2,913.3 2,941.2 3,074.5 3,053.5 3,019.2 3,129.5
    - Bolzano/Bozen 1,831.8 1,766.7 1,922.1 1,852.7 1,905.2 2,033.9 2,017.0 2,003.7 2,080.4
    - Trento 1,218.9 1,178.7 1,112.9 1,060.6 1,036.0 1,040.6 1,036.4 1,015.5 1,049.1
    Veneto 5,684.7 5,603.6 5,342.9 5,322.8 5,439.5 5,394.8 5,279.8 5,406.7 5,641.0
    Friuli-Venezia Giulia 1,257.7 1,133.4 1,239.7 1,168.1 1,234.4 1,182.3 1,141.6 1,167.6 1,191.0
    Liguria 1,990.7 1,908.7 1,913.1 1,874.5 1,970.3 1,916.8 1,835.8 1,987.4 2,031.3
    Emilia-Romagna 4,203.7 4,525.6 4,496.4 4,388.4 4,647.8 4,649.4 4,495.3 4,593.2 4,626.1
    Toscana 3,981.4 3,692.7 3,966.6 4,148.1 4,247.2 4,278.5 4,233.2 4,441.6 4,561.3
    Umbria 750.3 836.5 853.7 779.7 786.4 742.6 745.3 745.1 762.2
    Marche 1,318.5 1,172.5 1,222.0 1,205.6 1,273.6 1,249.9 1,209.6 1,250.5 1,270.5
    Lazio 5,716.9 5,210.1 5,380.2 5,480.9 5,563.5 5,447.6 5,349.1 5,577.9 5,766.5
    Abruzzo 929.1 1,097.5 1,292.7 1,090.6 1,155.8 1,088.7 1,039.3 966.0 990.9
    Molise 220.7 202.0 210.8 222.1 219.1 180.4 183.3 179.9 179.6
    Campania 3,705.5 3,350.8 3,217.8 3,218.7 3,381.2 3,420.9 3,376.6 3,463.1 3,674.7
    Puglia 1,921.4 2,278.3 2,097.8 2,237.1 2,340.3 2,354.6 2,298.0 2,278.7 2,368.0
    Basilicata 298.9 289.9 354.8 334.6 332.5 316.9 321.4 312.9 326.8
    Calabria 1,010.5 1,213.7 1,182.2 1,127.8 1,159.9 1,091.6 1,047.1 1,016.9 1,041.2
    Sicilia 2,674.6 2,954.8 3,004.7 2,712.8 2,755.9 2,754.2 2,646.9 2,681.2 2,634.3
    Sardegna 1,143.1 1,436.1 1,325.6 1,546.0 1,591.0 1,580.4 1,541.6 1,521.9 1,669.4
    Italia 51,156.2 51,581.9 52,362.6 51,655.8 53,156.4 52,672.8 51,454.6 52,657.5 54,461.4
    Fonte: ISTAT
  • Titolo: Figura 1: Distribuzione regionale del consumo di energia elettrica e del valore aggiunto del settore "Turismo" (2015)
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati TERNA e ISTAT

    Figura 1: Distribuzione regionale del consumo di energia elettrica e del valore aggiunto del settore "Turismo" (2015)
  • Titolo: Tabella 1: Consumi di energia elettrica per il settore merceologico relativo al turismo
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati TERNA

    Tabella 1: Consumi di energia elettrica per il settore merceologico relativo al turismo
    2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016
    mln KWh
    Settore 43- "Alberghi, Ristoranti e Bar" 11.995,6 12.183,2 12.361,2 12.430,2 12.459,6 11.989,5 11,272.8 10,878.3 11,125.7 10,987.8
    Settore TERZIARIO 90.268,5 93.612,2 94.834,9 96.284,5 97.705,1 101.038,4 99,756.5 98,951.4 102,940.5 102,898.5
    TOTALE nazionale 318,952.5 319,037.2 299,915.1 309,884.6 313,792.1 307,219.5 297,287.6 291,083.5 297,179.9 295,508.3
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati TERNA