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PRECIPITAZIONI

Abstract indicatore: 
L'indicatore fornisce la valutazione (espressa in mm) dell'altezza d'acqua, ragguagliata alla superficie del territorio nazionale, che precipita al suolo (sia in forma liquida sia solida) per ciascun mese e per l'intero anno 2016. L'indicatore è confrontato, per ciascun mese dell'anno, con il corrispondente valore medio del periodo 1961-2016 ottenuto mediante la medesima metodologia. Nel 2016 il valore delle precipitazioni totali annue è stato di poco superiore al corrispondente valore medio del periodo 1961-2016.

Descrizione: 
È un indicatore di stato che misura i volumi d'acqua affluiti sul territorio nazionale attraverso l’interpolazione spaziale delle piogge misurate ai pluviometri. La misura delle piogge viene eseguita dalle strutture regionali subentrate agli Uffici periferici del Servizio Idrografico e Mareografico Nazionale secondo standard e procedure normate dalla World Meteorological Organization (WMO) e recepite dal SIMN nel quaderno "Norme tecniche per la raccolta e l'elaborazione dei dati idrometeorologici - parte I" conformi alle norme del WMO. Le misure di precipitazione sono effettuate anche dall'Aeronautica Militare, dai servizi meteorologici regionali e dai gestori delle reti agrometeorologiche. L'indicatore viene trasmesso all'Agenzia Europea dell'Ambiente (EEA) nell'ambito del flusso di dati WISE-SoE (Water Information System for Europe - State of Environment).
La valutazione della precipitazione sulla griglia regolare è stata effettuata mediante interpolazione spaziale dei valori di precipitazione mensile rilevati da oltre 2500 stazioni pluviometriche non uniformemente distribuite sul territorio nazionale.

Scopo: 
La conoscenza degli afflussi meteorici a scala mensile è necessaria per effettuare il bilancio idrologico finalizzato alla gestione delle risorse idriche e per lo studio e la prevenzione degli eventi estremi di siccità idrologica. Essa è inoltre necessaria, più in generale, per la caratterizzazione climatica di un territorio.

Criteri di selezione: 
  • Misurabilità (i dati utilizzati per la costruzione dell'indicatore sono/hanno): 
    Adeguatamente documentati e di qualità nota [Accessibilità]
    Aggiornati a intervalli regolari secondo fonti e procedure affidabili [Tempestività e Puntualità]
    Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
    Una "buona" copertura spaziale
    Una "buona" copertura temporale (almeno 5 anni)
  • Rilevanza e utilità (l'indicatore): 
    È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
    È in grado di descrivere il trend in atto e l'evolversi della situazione ambientale
    È semplice, facile da interpretare
    Fornisce una base per confronti a livello internazionale
  • Solidità scientifica (l'indicatore): 
    È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
    È ben fondato in termini tecnici e scientifici
    Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
    Comparabilità nel tempo
    Comparabilità nello spazio

Riferimenti normativi: 
D.Lgs. 112/1998, L 267/1998, Direttiva 2000/60/CE, DM 28/07/2004, D.Lgs. 152/2006, D.Lgs. 49/2010

Obiettivi fissati dalla normativa: 
La normativa italiana vigente non fissa obiettivi ambientali specifici. Le norme di riferimento per lo svolgimento del monitoraggio sono: la Legge 267/98, il D.Lgs. 152/06 e il D.Lgs. 49/2010.
DPSIR: 
Stato

Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)

Riferimenti bibliografici: 
WMO (2008) No. 168: Guide to Hydrological Practices Volume I: Hydrology, From Measurement to Hydrological Information
Servizio Idrografico e Mareografico Nazionale, Roma 1997 - Norme tecniche per la raccolta e l’elaborazione dei dati idrometeorologici
Servizio Idrografico e Mareografico Nazionale - Pubblicazione n. 17, Roma 1970
Servizio Idrografico e Mareografico Nazionale - Annali Idrologici.

Limitazioni: 
L’indicatore è stimato sulla base di un set di stazioni pluviometriche che potrebbero essere non omogeneamente distribuite sul territorio e la cui numerosità potrebbe essere diversa da un anno all’altro. Tali circostanze, insieme al diverso metodo di stima spaziale utilizzato, suggeriscono particolare attenzione e cautela quando si confronta l’indicatore nello spazio e nel tempo.

Ulteriori azioni: 
nessuna ulteriore azione
Frequenza di rilevazione dei dati: 
Mensile

Accessibilità dei dati di base: 
I dati di precipitazione utilizzati sono in massima parte quelli raccolti e pubblicati dalle strutture regionali e provinciali a cui in base all'art. 92 del D.Lgs. n. 112 del 31 marzo 1998 sono state trasferite le funzioni e i compiti degli uffici periferici del Servizio Idrografico e Mareografico Nazionale (SIMN, ora confluito in ISPRA) del Dipartimento per i Servizi Tecnici Nazionali. I dati di precipitazione utilizzati nell'elaborazione dell’indicatore sono accessibili consultando i siti internet degli enti. I dati di precipitazione sono accessibili anche tramite il portale SCIA di ISPRA (http://www.scia.isprambiente.it/home_new.asp).

Fonte dei dati di base: 
ARPA/APPA (Agenzie Regionali e delle Province Autonome per la Protezione dell'Ambiente)
Centri Funzionali di Protezione Civile
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)

Unità di misura dell'indicatore: 
Millimetro (mm)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Il calcolo dell'indicatore è sviluppato a partire dalla valutazione della precipitazione su una griglia regolare di risoluzione 1 km, che ricopre l'intero territorio nazionale, effettuata sulla base dei valori rilevati in massima parte dalle stazioni di monitoraggio pluviometrico. Il metodo di interpolazione spaziale utilizzato è il Natural Neighbor così come implementato nel modello BIGBANG (Bilancio Idrologico Gis BAsed a scala Nazionale su Griglia regolare) versione 2.0 sviluppato in ambiente GIS da ISPRA.


Tipo di rappresentazione: 
Grafico
Mappa

Copertura spaziale: 
Nazionale

Copertura temporale: 
1961-2016

Qualità dell'informazione: 
L'informazione espressa dall'indicatore è rilevante per gli scopi relativi alla difesa del suolo e all'approvvigionamento idrico. Inoltre proviene da dati acquisiti e validati secondo procedure omogenee a livello nazionale che ne consentono una buona comparabilità temporale e spaziale.

Periodicità di aggiornamento: 
Annuale


Stato e trend: 
L'icona di Chernoff si riferisce al trend della precipitazione totale annua. Non si rileva, mediante il test di Mann-Kendall, nessun trend statisticamente significativo del valore totale annuo delle precipitazioni nel periodo 1961-2016. Lo stato, invece, del totale annuo delle precipitazioni del 2016 risulta sostanzialmente in linea con la media del periodo 1961-2016.

Commenti: 
Le stime della precipitazione mensile e annua del 2016 sono confrontate con i rispettivi valori medi del periodo 1961-2016 elaborati con la medesima metodologia.
La precipitazione totale annua ragguagliata al territorio nazionale per il 2016 è stata stimata in 944 mm e si discosta di circa l'1% dalla media stimata in 935 mm. La media del periodo 1961-2016 è inferiore alla stima effettuata in occasione della Conferenza Nazionale delle Acque del 1971, pari a 990 mm, e riferita al trentennio 1921-1950. Parte della differenza può essere spiegata dall'aver considerato un set di stazioni non coincidenti e di numerosità differente.
Tuttavia, se il totale annuo della precipitazione nel 2016 si è discostato solo dell'1% rispetto alla media, molto diversi sono stati gli scostamenti delle precipitazioni mensili dello stesso anno rispetto ai corrispondenti valori medi del periodo 1961-2016.
Come si evince dalla Figura 1, nei mesi di febbraio, marzo, maggio, giugno, luglio, settembre e novembre del 2016 si sono verificate precipitazioni superiori alla media 1961-2016, con uno scostamento percentuale massimo di circa +76% nel mese di febbraio. Negli altri mesi dell'anno, i valori di precipitazione sono stati inferiori alla media. Di questi, il più rilevante è relativo al mese di dicembre, dove la riduzione rispetto alla media è stata del -70%. In pratica si è verificata una forte riduzione delle precipitazioni in uno dei mesi mediamente più piovosi dell’anno. Tale circostanza ha avuto ripercussioni negative sulla disponibilità della risorsa idrica nei mesi successivi.
Anche la distribuzione spaziale delle precipitazioni annue sul territorio nazionale (Figura 2) è stata molto diversa da quella media del periodo 1961-2016 (Figura 3). Valori di precipitazione superiori alla media si sono verificati in particolare in Veneto, nelle Marche e in Toscana e nella zona settentrionale della Puglia, mentre un sensibile deficit di precipitazioni si è verificato in Sicilia, in Sardegna, nel Lazio, nella fascia costiera della Campania e nella parte alta della Pianura padana (Figura 4).
  • Titolo: Figura 1: Altezza di precipitazione mensile ragguagliata al territorio nazionale relativa al 2016 e media del periodo 1961-2016
    Fonte: ISPRA, ARPA/APPA, Centri Funzionali Regionali di Protezione Civile

    Figura 1: Altezza di precipitazione mensile ragguagliata al territorio nazionale relativa al 2016 e media del periodo 1961-2016
  • Titolo: Figura 2: Distribuzione dell'altezza di precipitazione annua relativa al 2016
    Fonte: ISPRA, ARPA/APPA, Centri Funzionali Regionali di Protezione Civile

    Figura 2: Distribuzione dell'altezza di precipitazione annua relativa al 2016
  • Titolo: Figura 3: Distribuzione dell'altezza di precipitazione annua media del periodo 1961-2016
    Fonte: ISPRA, ARPA/APPA, Centri Funzionali Regionali di Protezione Civile

    Figura 3: Distribuzione dell'altezza di precipitazione annua media del periodo 1961-2016
  • Titolo: Figura 4: Rapporto tra l'altezza di precipitazione annua del 2016 e quella media del periodo 1961-2016
    Fonte: ISPRA, ARPA/APPA, Centri Funzionali Regionali di Protezione Civile

    Figura 4: Rapporto tra l'altezza di precipitazione annua del 2016 e quella media del periodo 1961-2016