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PORTATE

Abstract indicatore: 
L'indicatore fornisce una valutazione dell'andamento dei volumi d'acqua misurati in sezioni d'alveo di alcuni dei principali corsi d'acqua italiani rispetto all'anno e al decennio precedente. Per il 2016 è stato possibile rappresentare i dati di portata relativi a 6 sezioni di chiusura di altrettanti corsi d'acqua di rilievo nazionale (Arno, Adige, Bacchiglione, Po, Serchio e Tevere).

Descrizione: 
È un indicatore di stato che misura il volume d'acqua (metri cubi) che attraversa una data sezione di un corso d'acqua nell'unità di tempo (secondo). La misura di portata dei corsi d'acqua viene eseguita dalle strutture regionali subentrate agli Uffici periferici del Servizio Idrografico e Mareografico Nazionale secondo standard e procedure pubblicate dal SIMN nel quaderno "Norme tecniche per la raccolta e l'elaborazione dei dati idrometeorologici – parte II", conformi alle norme del World Meteorological Organization (WMO).

Scopo: 
La misura sistematica delle portate del corso d'acqua riveste un ruolo fondamentale poiché consente di: valutare la capacità di risposta di un bacino a un evento meteorico, indispensabile ai fini di difesa del suolo e adempiere gli obblighi previsti nel D.Lgs. 49/2010, attuativo della Direttiva 2007/60/CE; determinare la quantità di risorsa disponibile nel periodo, necessaria alla valutazione del bilancio idrologico; definire i parametri qualitativi come indicato nel D.Lgs. 152/06 e nella Direttiva Quadro 2000/60/CE.

Criteri di selezione: 
  • Misurabilità (i dati utilizzati per la costruzione dell'indicatore sono/hanno): 
    Adeguatamente documentati e di qualità nota [Accessibilità]
    Aggiornati a intervalli regolari secondo fonti e procedure affidabili [Tempestività e Puntualità]
    Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
    Una "buona" copertura temporale (almeno 5 anni)
  • Rilevanza e utilità (l'indicatore): 
    È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
    È semplice, facile da interpretare
    È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell'ambiente e collegato alle attività antropiche
    Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull'ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
  • Solidità scientifica (l'indicatore): 
    È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
    È ben fondato in termini tecnici e scientifici
    Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
    Comparabilità nel tempo
    Comparabilità nello spazio

Riferimenti normativi: 
Direttiva 2007/60/CE
Direttiva 2000/60/CE
D.Lgs. 49/2010
D.Lgs. 152/2006
D.M. 28/07/2004
D.Lgs. 112/1998

Obiettivi fissati dalla normativa: 
La normativa italiana vigente obbliga al raggiungimento di obiettivi ambientali specifici per i corsi d'acqua anche in termini quantitativi (es. deflusso minimo vitale). L'indicatore contribuisce al raggiungimento degli obiettivi fissati dal D.Lgs. 152/06.
DPSIR: 
Stato

Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)

Riferimenti bibliografici: 
WMO (2008) No. 168: Guide to Hydrological Practices Volume I: Hydrology, From Measurement to Hydrological Information
Servizio Idrografico e Mareografico Nazionale, Roma 1997 - Norme tecniche per la raccolta e l’elaborazione dei dati idrometeorologici
Servizio Idrografico e Mareografico Nazionale - Pubblicazione n. 17, Roma 1970
Servizio Idrografico e Mareografico Nazionale - Annali Idrologici
Barbara Lastoria (2008): "Hydrological processes on the land surface: A survey of modelling approaches". FORALPS Technical Report, 9. Università degli Studi di Trento, Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale, Trento, Italy, 56 pp. ISBN 978-88-8443-228-5.
Giovanni Braca (2008): "Stage-discharge relationships in open channels : Practices and problems". Foralps technical reports, 11. Università degli Studi di Trento, Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale, Trento, Italy, 28 pp.;24 cm. ISBN 978-88-8443-230-8

Limitazioni: 
La misura della portata in una sezione di un corso d'acqua è un'attività molto onerosa, poiché richiede personale altamente specializzato e il contestuale rilievo topografico della sezione. Per tale motivo, quando si ritiene che la sezione (e quindi la scala di deflusso correlata) non abbia subito significative modifiche si preferisce stimare le portate attraverso le misure delle altezze idrometriche, convertendo queste ultime nei corrispondenti valori di portata.

Ulteriori azioni: 
Manutenzione delle sezioni di misura e aggiornamento delle scale di deflusso anche attraverso una campagna sistematica di misure di portata.
Frequenza di rilevazione dei dati: 
Continua

Accessibilità dei dati di base: 
I dati di portata rientrano tra i dati idrologici e sono pertanto pubblicati dalle strutture regionali e provinciali a cui in base all'art. 92 del D.Lgs. n. 112 del 31 marzo 1998 sono state trasferiti funzioni e compiti degli uffici periferici del Servizio Idrografico e Mareografico Nazionale (SIMN) del Dipartimento per i Servizi Tecnici Nazionali, ora confluito in ISPRA. I dati di portata media giornaliera utilizzati nell’elaborazione dell’indicatore sono facilmente accessibili consultando:
ARPA Emilia Romagna – Servizio Idrometeorologico - Area Idrologia - Meteo e Clima https://www.arpae.it/sim/ sotto la voce Idrologia/Dati Idrologici; ARPA Veneto - Dipartimento Regionale per la Sicurezza del Territorio-Servizio Idrologico http://www.arpa.veneto.it sotto la voce ARPAV Informa/Bollettini; Centro Funzionale Regione Lazio http://www.idrografico.roma.it/default.aspx sotto la voce Archivi/Bollettini; Centro Funzionale Regione Toscana http://www.idropisa.it/ sotto la voce Archivio dati.

Fonte dei dati di base: 
ARPA/APPA (Agenzie Regionali e delle Province Autonome per la Protezione dell'Ambiente)
Centri Funzionali di Protezione Civile
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)

Unità di misura dell'indicatore: 
Metro cubo al secondo (m3/s);
Milioni di metri cubi (Mm3)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Le serie di portata media giornaliera sono il dato di base. Su di esso sono condotte operazioni propedeutiche di verifica della completezza delle serie. Il calcolo dei volumi annui defluiti nell’anno oggetto di analisi è effettuato integrando sulla durata temporale annua i valori di portata media mensile, a loro volta calcolati come media sul singolo mese dei valori di portata media giornaliera. Analogamente si procede per i volumi riferiti al decennio precedente, rispetto ai quali le portate integrate sono calcolate come medie mensili sui 10 anni precedenti. Riguardo all’analisi delle portate mensili viene effettuato il rapporto tra le portate medie mensili dell’anno oggetto di analisi e la media delle portate medie mensili calcolata sui 10 anni precedenti.

Core set: 
7EAP - Dati sull'ambiente

Tipo di rappresentazione: 
Grafico

Copertura spaziale: 
6 bacini idrografici di rilievo nazionale su 11

Copertura temporale: 
2007-2016

Qualità dell'informazione: 
I dati utilizzati per la costruzione dell'indicatore hanno caratteristiche di adeguata documentabilità e qualità nota. Sono rilevati in continuo e pubblicati a intervalli regolari previa procedura di validazione del dato a cura dell’ente detentore dello stesso. La reperibilità del dato è piuttosto agevole essendo affidata alla pubblicazione su web in pagine tematiche il cui raggiungimento è intuitivo (si veda “Accessibilità dei dati di base”). Le serie di portata utilizzate hanno una lunghezza di almeno 10 anni, per cui il dato possiede una buona copertura temporale. L’indicatore fornisce elementi informativi alla scala spaziale di bacino idrografico, tuttavia la copertura spaziale è limitata e non fornisce un quadro di livello nazionale. L’indicatore presenta caratteristiche di comparabilità nel tempo e nello spazio che rendono agevoli confronti sullo stato della disponibilità idrica relativamente ai bacini sottesi dalle sezioni di misura considerate. Inoltre è sensibile ai cambiamenti che avvengono nell'ambiente anche in conseguenza delle attività antropiche. Tuttavia sebbene sia possibile effettuare agevolmente dei confronti con il decennio precedente, risulta complessa l’analisi delle ragioni a cui imputare sensibili scostamenti a causa delle diverse interazioni che le pressioni possono esercitare tra di loro.

Periodicità di aggiornamento: 
Annuale


Stato e trend: 
Non definibilePer esprimere un giudizio sul trend di questo indicatore occorrerebbe risalire alle condizioni naturali, cioè non influenzate dall'azione antropica (prelievi, derivazioni, opere di invaso), pertanto non si assegna alcuna icona di Chernoff. Ciò che si può osservare in termini di stato è una parziale ripresa dei volumi annui defluiti nelle sezioni di misura nel 2016, rispetto al 2015, permanendo invece la riduzione rispetto ai valori medi calcolati sul decennio precedente, questi ultimi fortemente condizionati da quelli del 2014 che sono stati particolarmente elevati. La flessione più significativa si è verificata soprattutto fra gennaio e dicembre, come si evince dall’andamento dei rapporti tra le portate medie mensili (Figura 2).

Commenti: 
Per la maggior parte delle sezioni di misura, i volumi annui registrati nel 2016 sono inferiori rispetto a quelli medi calcolati sul decennio di confronto e, per il Po a Pontelagoscuro e il Tevere a Ripetta, lo sono anche rispetto a quelli dell’anno precedente (Figura 1). Si registra un incremento consistente dei volumi rispetto al 2015 soprattutto nella sezione di San Giovanni alla Vena sull’Arno per la quale i volumi sono superiori, seppure in misura molto minore, anche rispetto al decennio di confronto e in quella di Ripafratta sul Serchio i cui volumi sono peraltro paragonabili al decennio di confronto. Per caratterizzare le variazioni dei deflussi di un corso d’acqua rispetto al decennio precedente, nella Figura 2 è rappresentato il valore normalizzato della portata media mensile, ottenuto dal rapporto tra le portate medie mensili registrate nel 2016 e quelle ricavate mediando i valori del decennio precedente, per il quale si dispone di una serie continua di dati. È possibile notare come nel corso del 2016 le portate medie mensili nelle sei sezioni di misura considerate si sono mantenute per almeno 6 mesi per lo più ben al di sotto dei valori medi. Le condizioni più critiche si sono verificate a gennaio, aprile e soprattutto a dicembre quando non solo in tutte e 6 le sezioni la portata media mensile è stata inferiore a quella del decennio di confronto, ma per 3 sezioni (Arno a San Giovanni alla Vena, Bacchiglione a Montegalda e Serchio a Ripafratta) il deficit di portate è stato compreso tra 0,2 e 0,3. Nella maggior parte delle sezioni di misura delle portate considerate, le piene si sono verificate tra febbraio e marzo e tra novembre e dicembre, ad eccezione della sezione di Boara Pisani sull’Adige che risente dell’effetto dello scioglimento nivale nel periodo estivo (Figura 3). Nella Tabella 1 sono elencate alcune informazioni caratteristiche delle stazioni di portata considerate.
  • Titolo: Tabella 1: Informazioni caratteristiche delle stazioni di misura delle portate considerate
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati forniti da ARPA/APPA, Centri funzionali regionali di Protezione Civile

    Corso d'acqua Nome stazione Regione Provincia Comune Zero Idrometrico (m s.m.) Area bacino sotteso (km2)
    Adige Boara Pisani Veneto PD Boara Pisani 8,41 11.954
    Arno San Giovanni alla Vena Toscana PI Vicopisano 6,71 8.186
    Bacchiglione Montegalda Veneto VI Montegalda 16,18 1.384
    Po Pontelagoscuro Veneto RO Occhiobello 8,12 70.091
    Serchio Ripafratta Toscana PI San Giuliano Terme 6,84 1.325
    Tevere Ripetta Lazio RM Roma 0,44 16.545
  • Titolo: Figura 1: Confronto tra volumi annui defluiti nel 2016 e quelli defluiti rispettivamente nell'anno e nel decennio precedente per le sezioni di Adige a Boara Pisani, Arno a San Giovanni alla Vena, Bacchiglione a Montegalda, Po a Pontelagoscuro, Serchio a Ripafratta e Tevere a Ripetta
    Fonte: ARPA/APPA, Centri Funzionali Regionali di Protezione Civile

    Figura 1: Confronto tra volumi annui defluiti nel 2016 e quelli defluiti rispettivamente nell'anno e nel decennio precedente per le sezioni di Adige a Boara Pisani, Arno a San Giovanni alla Vena, Bacchiglione a Montegalda, Po a Pontelagoscuro, Serchio a Ripafratta e Tevere a Ripetta
  • Titolo: Figura 2: Rapporto tra la portata media mensile dell'anno 2016 e la portata media mensile calcolata sul decennio precedente per le sezioni di Adige a Boara Pisani, Arno a San Giovanni alla Vena, Bacchiglione a Montegalda, Po a Pontelagoscuro, Serchio a Ripafratta e Tevere a Ripetta
    Fonte: ARPA/APPA, Centri Funzionali Regionali di Protezione Civile

    Figura 2: Rapporto tra la portata media mensile dell'anno 2016 e la portata media mensile calcolata sul decennio precedente per le sezioni di Adige a Boara Pisani, Arno a San Giovanni alla Vena, Bacchiglione a Montegalda, Po a Pontelagoscuro, Serchio a Ripafratta e Tevere a Ripetta
  • Titolo: Figura 3: Portate medie giornaliere registrate nel corso del 2016, nelle sezioni di Adige a Boara Pisani, Arno a San Giovanni alla Vena, Bacchiglione a Montegalda, Po a Pontelagoscuro, Serchio a Ripafratta e Tevere a Ripetta
    Fonte: ARPA/APPA, Centri Funzionali Regionali di Protezione Civile

    Figura 3: Portate medie giornaliere registrate nel corso del 2016, nelle sezioni di Adige a Boara Pisani, Arno a San Giovanni alla Vena, Bacchiglione a Montegalda, Po a Pontelagoscuro, Serchio a Ripafratta e Tevere a Ripetta
  • Titolo: Figura 4: Localizzazione delle sezioni di misura delle portate (Adige a Boara Pisani, Arno a San Giovanni alla Vena, Bacchiglione a Montegalda, Po a Pontelagoscuro, Serchio a Ripafratta e Tevere a Ripetta) rispetto ai relativi bacini idrografici
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati forniti da ARPA/APPA, Centri funzionali regionali di Protezione Civile

    Figura 4: Localizzazione delle sezioni di misura delle portate (Adige a Boara Pisani, Arno a San Giovanni alla Vena, Bacchiglione a Montegalda, Po a Pontelagoscuro, Serchio a Ripafratta e Tevere a Ripetta) rispetto ai relativi bacini idrografici