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INDICE STATO QUANTITATIVO DELLE ACQUE SOTTERRANEE

Abstract indicatore: 
Con lo Stato Quantitativo delle Acque Sotterranee (SQUAS) sono classificati i corpi idrici in cui risulta critico l'equilibrio, sul lungo periodo, del ravvenamento naturale rispetto ai prelievi di acque sotterranee operati dalle attività antropiche. Lo SQUAS descrive pertanto l'impatto antropico sulla quantità della risorsa idrica sotterranea, individuando come critici i corpi idrici nei quali la quantità di acqua prelevata sul lungo periodo è maggiore di quella che naturalmente si infiltra nel sottosuolo a ricaricare gli stessi. In altre parole è un indice che tiene conto del bilancio idrogeologico e quantifica la sostenibilità sul lungo periodo delle attività antropiche idroesigenti presenti in un determinato contesto territoriale, nonché evidenzia situazioni tali da determinare impatti negativi, in termini di quantità, sul raggiungimento degli obiettivi ecologici dei corpi idrici superficiali eventualmente connessi oppure tali da recare danni significativi agli ecosistemi terrestri direttamente dipendenti dalle stesse acque sotterranee, anche in relazione alla migrazione di contaminanti o all'ingressione salina. In riferimento al sessennio di classificazione 2010-2015, l'indice SQUAS evidenzia che il 61% dei corpi idrici sotterranei è in classe buono, il 14,4% in classe scarso e il restante 24,6% non ancora classificato. Per tenere conto della dimensione dei corpi idrici classificati è stato elaborato lo SQUAS anche in termini di superficie: il 77,5% delle acque sotterranee è in stato buono, il 9,1% in stato scarso e il 13,4% non ancora classificato. Sono, infatti, 793 i corpi idrici classificati nell'ambito dei Distretti idrografici rispetto ai 1.052 corpi idrici totali (copertura del 75,4%) che, in termini di superficie, è pari a 233.040 kmq rispetto ai 269.191 kmq totali (copertura del 86,6%). Nella presente edizione dell’Annuario si riporta anche l’elaborazione dei dati a livello regionale, in particolare emerge che Marche, Lazio, Basilicata e Calabria non hanno classificato i corpi idrici sotterranei, mentre più del 40% dei corpi idrici dell’Umbria e della Puglia ricadono nello stato “scarso”. La Valle d’Aosta, il Veneto e le province autonome di Trento e Bolzano hanno tutti i corpi idrici nello stato “buono.”

Descrizione: 
Lo Stato Quantitativo delle Acque Sotterranee (SQUAS) evidenzia i corpi idrici nei quali risulta critico l'equilibrio, sul lungo periodo, del ravvenamento naturale rispetto ai prelievi di acque sotterranee operati dalle attività antropiche. È, pertanto, un indice che descrive l'impatto antropico sulla quantità della risorsa idrica sotterranea, individuando come critici i corpi idrici nei quali la quantità di acqua prelevata sul lungo periodo è maggiore di quella che naturalmente si infiltra nel sottosuolo a ricaricare i medesimi. In altre parole, tiene conto del bilancio idrogeologico e quantifica la sostenibilità sul lungo periodo delle attività antropiche idroesigenti presenti in un determinato contesto territoriale, il cui approvvigionamento avviene con acque di falda. Le principali tipologie di prelievi sono quelle per usi irrigui, acquedottistici, industriali, zootecnici ed energetici. La quantità di acqua prelevata e utilizzata per i diversi usi dipende sia dalla disponibilità e dalla qualità delle risorse idriche presenti nel territorio, siano esse sotterranee o superficiali, sia dalla tipologia del tessuto produttivo (agricolo, industriale) e di quello insediativo. Ad esempio, gli usi acquedottistici e zootecnici necessitano di acque di buona qualità oltre che di quantitativi consistenti, mentre gli usi irrigui e industriali hanno bisogno di quantità costanti di acqua durante tutto l'anno, in particolare nei periodi estivi e autunnali per gli usi irrigui, che peraltro sono i periodi nei quali è minore la ricarica naturale dei corpi idrici sotterranei. Lo SQUAS non evidenzia solo condizioni di disequilibrio del bilancio idrogeologico sul lungo periodo, ma anche situazioni in cui le attività antropiche (prelievi o impermeabilizzazione del suolo) inducano modificazioni permanenti nel deflusso naturale delle acque sotterranee, dalle zone di ricarica, di transito a quelle di recapito delle acque all'interno di ciascun corpo idrico sotterraneo, nonché situazioni che possano provocare impatti negativi, in termini di quantità, sul raggiungimento degli obiettivi ecologici dei corpi idrici superficiali eventualmente connessi, oppure arrecare danni significativi agli ecosistemi terrestri dipendenti, comportando uno scadimento della qualità dello stesso corpo idrico sotterraneo. Pertanto, per determinare lo stato quantitativo è necessario definire il bilancio idrogeologico di ciascun corpo idrico, ricostruire le modalità di deflusso delle acque sotterranee e individuare gli eventuali impatti rispetto alle condizioni naturali, ai corpi idrici superficiali e agli ecosistemi terrestri. Il monitoraggio dei livelli delle falde o delle portate attraverso la ricostruzione delle carte piezometriche (isolinee di livello dell'acqua di falda rispetto il livello del mare) permette di rilevare le direzioni di deflusso delle acque sotterranee ed eventuali alterazioni, di migliorare nel tempo il modello concettuale e ottimizzare lo stesso (ubicazione stazioni di monitoraggio, frequenza di monitoraggio, ecc.), individuando così le zone nelle quali aggiungere alla misura di livello anche la determinazione della qualità delle acque per definire eventuali impatti da contaminanti e/o salinizzazione. La scelta della frequenza di monitoraggio dei livelli è fondamentale nelle diverse tipologie di corpi idrici/complessi idrogeologici per ricostruire correttamente lo stato quantitativo, per tale ragione sono sempre più diffuse reti di monitoraggio automatico (frequenza di misura giornaliera o addirittura oraria).

Scopo: 
Evidenziare in modo sintetico le zone sulle quali insiste una criticità ambientale della risorsa idrica sotterranea. Lo SQUAS valuta lo stato quantitativo della risorsa, interpretandolo in termini di equilibrio del bilancio idrogeologico dell’acquifero ovvero della capacità di sostenere sul lungo periodo gli emungimenti (pressioni antropiche) in rapporto ai fattori di ricarica.
Lo SQUAS descrive, pertanto, lo stato di sfruttamento e la disponibilità delle risorse idriche sotterranee in un’ottica di sviluppo sostenibile e compatibile con le attività antropiche. Tale indice può essere di supporto per la pianificazione e per una corretta gestione della risorsa idrica, individuando i corpi idrici sotterranei che necessitano di una riduzione progressiva dei prelievi e/o un incremento della ricarica.

Criteri di selezione: 
  • Misurabilità (i dati utilizzati per la costruzione dell'indicatore sono/hanno): 
    Adeguatamente documentati e di qualità nota [Accessibilità]
    Aggiornati a intervalli regolari secondo fonti e procedure affidabili [Tempestività e Puntualità]
    Una "buona" copertura spaziale
  • Rilevanza e utilità (l'indicatore): 
    È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
    È semplice, facile da interpretare
    È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell'ambiente e collegato alle attività antropiche
    Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull'ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
    Fornisce una base per confronti a livello internazionale
    Ha una soglia o un valore di riferimento con il quale poterlo confrontare, in modo si possa valutare la sua significatività
  • Solidità scientifica (l'indicatore): 
    È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
    È ben fondato in termini tecnici e scientifici
    Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
    Comparabilità nello spazio

Riferimenti normativi: 
Direttiva 2000/60/CE
Direttiva 2006/118/CE
Direttiva 2014/80/UE
D.Lgs. 152/06
D.Lgs. 30/09
DM Ambiente 100/2016
DM Ambiente 6 luglio 2016

Obiettivi fissati dalla normativa: 
La Direttiva 2000/60/CE ha come obiettivi quelli di promuovere e attuare politiche sostenibili per l’uso e la salvaguardia delle acque superficiali e sotterranee, al fine di contribuire al perseguimento della loro tutela e miglioramento della qualità ambientale, oltre che all’utilizzo razionale delle risorse naturali. La direttiva ha individuato nei Distretti idrografici (costituiti da uno o più bacini idrografici, D.Lgs. 152/06) gli ambiti territoriali di riferimento per la pianificazione e gestione degli interventi finalizzati alla salvaguardia e tutela della risorsa idrica. Tutti i corpi idrici di ciascuno Stato membro dovranno raggiungere entro il 2015 il buono stato. Lo stato dei corpi idrici sotterranei viene definito in due classi, buono e scarso (Tabella 1), in funzione delle condizioni peggiori che il corpo idrico assume tra stato chimico e stato quantitativo. Ne consegue che l’obiettivo per i corpi idrici sotterranei è il raggiungimento dello stato buono sia per lo stato quantitativo sia per lo stato chimico. Il D.Lgs. 30/09 recepisce le direttive europee per i corpi idrici sotterranei e riporta i seguenti criteri: identificazione e caratterizzazione dei corpi idrici sotterranei; standard di qualità per alcuni parametri chimici e valori soglia per altri parametri necessari alla valutazione del buono stato chimico delle acque sotterranee; criteri per individuare e per invertire le tendenze significative e durature all'aumento dell'inquinamento e per determinare i punti di partenza per dette inversioni di tendenza; criteri per la classificazione dello stato quantitativo; modalità per la definizione dei programmi di monitoraggio. I DM 56/09 e 260/10, successivi al D.Lgs. 30/09, confermano e non modificano quanto già contenuto nel D.Lgs. 30/09 relativamente alle acque sotterranee. Il DM Ambiente 6 luglio 2016 recepisce la Direttiva 2014/80/UE e modifica l'allegato 1 Parte III del D.Lgs. 152/2006 con l’obiettivo di definire i valori di fondo naturale per ciascun corpo idrico sotterraneo. La ricarica artificiale dei corpi idrici sotterranei è stata regolamentata con DM 100 del 2 maggio 2016, con l’obiettivo di ampliare le modalità di gestione dei corpi idrici sotterranei, per raggiungere il buono stato quantitativo.
DPSIR: 
Stato

Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)

Riferimenti bibliografici: 
Guidance on groundwater status and trend assessment common implementation strategy for the Water Framework Directive (2000/60/EC), Guidance document no. 18. Technical report - 2009 – 026. ISBN 978-92-79-11374-1
ISPRA, 2014. GdL “Reti di monitoraggio e Reporting Direttiva 2000/60/CE”: Progettazione di reti e programmi di monitoraggio delle acque ai sensi del D.Lgs. 152/2006 e relativi decreti attuativi. ISPRA – Manuali e Linee Guida 116/2014. Roma, settembre 2014. ISBN 978-88-448-0677-4
Percopo C., Brandolin D., Canepa M., Capodaglio P., Cipriano G., Gafà R., Iervolino D., Marcaccio, M., Mazzola M., Mottola A., Sesia E., Testa M. (2017): Criteri tecnici per l’analisi dello stato quantitativo e il monitoraggio dei corpi idrici sotterranei. ISPRA – Manuali e Linee Guida 157/2017. Roma, Giugno 2017. ISBN 978-88-448-0837-2

Limitazioni: 
Lo SQUAS è stato elaborato in assenza di criteri tecnici di dettaglio per la determinazione dello stesso, esplicativi della normativa di riferimento e pertanto potrebbe risultare non omogeneo territorialmente per le differenti modalità di calcolo.

Ulteriori azioni: 
La recente emanazione delle Linee Guida relative ai criteri tecnici per l'analisi dello stato quantitativo dei corpi idrici sotterranei (ISPRA, 2017) permetterà di superare le limitazioni dell'indicatore negli prossimi aggiornamenti dell'indicatore stesso.
Frequenza di rilevazione dei dati: 
Sessennale

Accessibilità dei dati di base: 
Dati trasmessi per il Reporting WISE 2016 alla Commissione Europea relativi al II ciclo Piano di Gestione Acque.


Unità di misura dell'indicatore: 
Classi di qualità
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
L'attribuzione della classe di stato quantitativo (SQUAS) per ciascun corpo idrico sotterraneo è stata effettuata su dati riferibili fino al 2015, sulla base dei criteri generali definiti dal D.Lgs. 30/09 (Allegato 3), quando erano ancora in corso di definizione i criteri tecnici di dettaglio da applicare nelle diverse tipologie di corpi idrici/complessi idrogeologici. In generale lo stato quantitativo viene definito per i singoli corpi idrici, o raggruppamenti degli stessi, attraverso l'analisi del bilancio idrogeologico su un periodo medio-lungo, attribuendo la classe buono alle situazioni di bilancio positivo o nullo, e classe scarso dove il bilancio è negativo, ovvero le situazioni nelle quali le risorse idriche prelevate mediamente ogni anno superano quelle di ravvenamento naturale. Vanno verificati, inoltre, i relativi impatti che i prelievi di acque sotterranee possono recare agli ecosistemi terrestri e ai corpi idrici superficiali, in termini di mancato conseguimento degli obiettivi ambientali, eventualmente connessi ai corpi idrici sotterranei. Ultima verifica è l'individuazione dell'entità degli impatti in termini di alterazione del deflusso naturale delle acque sotterranee da parte dei prelievi o del ravvenamento naturale degli acquiferi (impermeabilizzazione dei suoli) che possono comportare ingressione del cuneo salino o migrazione di contaminanti in falda. Il livello delle falde o la portata delle sorgenti sono pertanto i parametri che vengono monitorati con periodicità e frequenza idonee a calcolare lo stato quantitativo nei diversi corpi idrici sulla base del modello concettuale elaborato per questi ultimi, dove sono ben identificate le aree di ricarica, le modalità di deflusso, le zone e l'entità dei prelievi. Nei complessi porosi (es. pianure alluvionali) la classe di SQUAS scarso è attribuita quando le tendenze sul lungo periodo dei livelli di falda sono negative.

La classificazione quantitativa è stata pertanto elaborata tenendo conto delle diverse valutazioni sopra riportate, mentre dove le serie storiche di dati di livello non sono significativamente lunghe, si è ricorso al giudizio dell’esperto sulla base dell'entità delle pressioni antropiche presenti.

Core set: 
7EAP - Dati sull'ambiente
SDGs Indicators

Tipo di rappresentazione: 
Grafico
Mappa
Tabella

Copertura spaziale: 
Nazionale – 8 Distretti Idrografici
Regionale – 19/20 (escluso Trentino Alto Adige)
Provinciale – 2/107 (province autonome di Bolzano e Trento)

Copertura temporale: 
2010-2015

Qualità dell'informazione: 
Lo SQUAS rispecchia in maniera adeguata le richieste della normativa vigente, sia in ambito nazionale sia europeo. Tuttavia, la copertura spaziale è ancora parzialmente disomogenea, dovuta alla presenza di corpi idrici non ancora classificati nell'ambito dei Distretti idrografici. La comparabilità temporale potrà essere analizzata nel successivo sessennio di classificazione, mentre la comparabilità nello spazio è assicurata dall’emanazione dei decreti attuativi di livello nazionale.

Periodicità di aggiornamento: 
Esennale


Stato e trend: 
Non definibileIn riferimento al sessennio di classificazione 2010-2015, a livello nazionale, il 61% dei corpi idrici sotterranei” è in classe “buono”, il 14,4% in classe “scarso” e il restante 24,6% non ancora classificato. Con i prossimi aggiornamenti dell'indicatore sarà possibile fornire una valutazione del trend. Al momento, pertanto, non si assegna l'icona di Chernoff.

Commenti: 
Il 61% dei corpi idrici sotterranei mostra uno stato quantitativo (SQUAS) in classe buono, il 14,4% in classe scarso e il restante 24,6% non ancora classificato (Figura 1). La dimensione media dei corpi idrici sotterranei è pari a 256 kmq, ma presenta una notevole variabilità nei diversi contesti territoriali dovuta principalmente alle caratteristiche geologiche del territorio e alla distribuzione e tipologia di pressioni antropiche, in questo caso determinate dai prelievi idrici. Per tenere conto di ciò, lo SQUAS è stato elaborato anche in termini di superficie dei corpi idrici, da cui risulta che il 77,5% delle acque sotterranee è in stato buono, il 9,1% in classe scarso e il restante 13,4% non risulta ancora classificato. Il numero di corpi idrici classificati a scala nazionale (Tabella 2) è di 793 rispetto i 1.052 totali (copertura del 75,4%) che, in termini di superficie di corpi idrici classificati, è pari a 233.040 kmq rispetto ai 269.1917 kmq totali (copertura dell’86,6%). I corpi idrici non ancora classificati sono 259 per una superficie totale di 36.151 kmq, che hanno mediamente la metà della dimensione media di quelli già classificati. Questi corpi idrici sono prevalentemente ubicati nei Distretti Appennino Meridionale (ITF) e Appennino Centrale (ITE); al contrario, hanno classificato tutti i corpi idrici i Distretti Alpi Orientali (ITA), Serchio (ITD) e Sicilia (ITH).
Considerando il dettaglio territoriale per Distretti, le Alpi Orientali (ITA) e il Serchio (ITD) hanno il maggiore numero di corpi idrici in stato quantitativo buono (massimo valore 94,9%), mentre in termini di superficie sono i Distretti Padano (ITB) e Sardegna (ITG) a raggiungere la massima percentuale, pari al 98,9%, di stato buono (Figura 2). Al contrario, lo stato quantitativo scarso si riscontra nei Distretti Appennino Centrale (ITE) e Appennino Settentrionale (ITC), anche se in termini di superficie il massimo valore si rileva nel Distretto Appennino Meridionale (ITF). Queste ultime valutazioni dovranno essere confermate a seguito del completamento della classificazione di tutti i corpi idrici e dell'omogeneizzazione dei criteri di classificazione introdotti con le recenti Linee guida di ISPRA 157/2017.
La distribuzione della classe scarso tra i diversi Distretti (Figura 3) indica che, in termini di numero di corpi idrici, il Distretto Appennino Settentrionale (ITC) contribuisce per il 33,1% seguito dall'Appennino Meridionale (ITF) con il 20,4%; quest'ultimo inoltre contribuisce allo stato quantitativo scarso, in termini di superficie di corpi idrici, per il 56,1%, seppure abbia ancora una quota consistente di territorio non classificato.
Nella presente edizione dell’Annuario si riporta anche la rappresentazione dei dati a livello regionale relativi al sessennio di classificazione 2010-2015 (Tabella 3, Figura 4). In particolare, emerge che nelle Marche, Lazio, Basilicata e Calabria il 100% dei corpi idrici sotterranei non è stato classificato, mentre in Liguria e in Campania si attesta a oltre il 40%. Più del 40% dei corpi idrici dell’Umbria e della Puglia presentano uno stato quantitativo “scarso”, rispettivamente 48% e 41%. Considerevole è il numero di regioni con un’elevata percentuale di corpi idrici in stato quantitativo “buono”: Valle d’Aosta, Veneto e le province autonome di Trento e Bolzano hanno tutti i corpi idrici in stato quantitativo “buono”; in Piemonte si raggiunge il 91% mentre in Lombardia, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna e Sardegna i valori sono superiori all’80%.
  • Titolo: Tabella 1: Classificazione dello stato quantitativo dei corpi idrici sotterranei - SQUAS (D. Lgs. 30/09)
    Fonte: Allegato 3 - D. Lgs. 30/09

    Note: Scala cromatica Direttiva 2000/60/CE
    Tabella 1: Classificazione dello stato quantitativo dei corpi idrici sotterranei - SQUAS (D. Lgs. 30/09)
    Classi di qualità Giudizio di qualità
    Buono Il livello delle acque sotterranee nel corpo idrico è tale che la media annua dell’estrazione a lungo termine non esaurisca le risorse idriche sotterranee disponibili.Di conseguenza, il livello delle acque sotterranee non subisce alterazioni antropiche tali da:- impedire il conseguimento degli obiettivi ecologici specificati per le acque superficiali connesse;- comportare un deterioramento significativo della qualità di tali acque;- recare danni significativi agli ecosistemi terrestri direttamente dipendenti dal corpo idrico sotterraneo.Inoltre, alterazioni della direzione di flusso risultanti da variazioni del livello possono verificarsi, su base temporanea o permanente, in un’area delimitata nello spazio; tali inversioni non causano tuttavia l’intrusione di acqua salata o di altro tipo né imprimono alla direzione di flusso alcuna tendenza antropica duratura e chiaramente identificabile che possa determinare siffatte intrusioni”.
    Scarso Quando non sono verificate le condizioni di buono stato quantitativo del corpo idrico sotterraneo
    Fonte: Allegato 3 - D. Lgs. 30/09
    Legenda:
    Note: Scala cromatica Direttiva 2000/60/CE
  • Titolo: Tabella 3: Indice SQUAS per regione, numero e percentuale dei corpi idrici sotterranei (2016)
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati WFD 2000/60/CE, Reporting 2016
    Legenda: NC - non classificati ITA - Alpi orientali; ITB - Padano; ITC - Appennino settentrionale; ITD - Serchio; ITE - Appennino centrale; ITF - Appennino meridionale; ITG - Sardegna; ITH - Sicilia
    Note: * Distretti Idrografici di riferimento
    Tabella 3: Indice SQUAS per regione, numero e percentuale dei corpi idrici sotterranei (2016)
    Regione/Provincia autonoma Distretti Idrografici* Corpi idrici sotterranei per classe di SCAS
    Buono Scarso NC Buono Scarso NC
    n. %
    Piemonte ITB 31 1 2 91.2 2.9 5.9
    Valle d'Aosta ITB 4 0 0 100.0 0.0 0.0
    Lombardia ITB 25 0 5 83.3 0.0 16.7
    Trentino-Alto Adige
    Bolzano/Bozen ITA 39 0 0 100.0 0.0 0.0
    Trento ITA; ITB 12 0 0 100.0 0.0 0.0
    Veneto ITA 33 0 0 100.0 0.0 0.0
    Friuli-Venezia Giulia ITA 32 6 0 84.2 15.8 0.0
    Liguria ITB; ITC 27 14 38 34.2 17.7 48.1
    Emilia-Romagna ITB; ITC 123 21 0 85.4 14.6 0.0
    Toscana ITC; ITD; ITE 57 19 0 75.0 25.0 0.0
    Umbria ITE 22 20 0 52.4 47.6 0.0
    Marche ITC; ITE 0 0 49 0.0 0.0 100.0
    Lazio ITC; ITE; ITF 0 0 53 0.0 0.0 100.0
    Abruzzo ITE; ITF 19 11 1 61.3 35.5 3.2
    Molise ITE; ITF 19 1 7 70.4 3.7 25.9
    Campania ITF 30 17 33 37.5 21.3 41.3
    Puglia ITF 8 12 9 27.6 41.4 31.0
    Basilicata ITF 0 0 26 0.0 0.0 100.0
    Calabria ITF 0 0 30 0.0 0.0 100.0
    Sicilia ITH 64 18 0 78.1 22.0 0.0
    Sardegna ITG 97 11 6 85.1 9.7 5.3
    TOTALE 642 151 259 61.0 14.4 24.6
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati WFD 2000/60/CE, Reporting 2016
    Nota:
    * Distretti Idrografici di riferimento
    Legenda: NC - non classificati
    NC - non classificati
    ITA - Alpi orientali; ITB - Padano; ITC - Appennino settentrionale; ITD - Serchio; ITE - Appennino centrale; ITF - Appennino meridionale; ITG - Sardegna; ITH - Sicilia
  • Titolo: Figura 2: Indice SQUAS per Distretto idrografico, numero e superficie dei corpi idrici sotterranei (2016)
    Fonte: Elaborazione ISPRA/ARPA Emilia-Romagna su dati forniti dai distretti nell'ambito della Direttiva 2000/60/CE, Reporting 2016
    Legenda: ITA - Alpi orientali; ITB - Padano; ITC - Appennino settentrionale; ITD - Serchio; ITE - Appennino centrale; ITF - Appennino meridionale; ITG - Sardegna; ITH - Sicilia
    Figura 2: Indice SQUAS per Distretto idrografico, numero e superficie dei corpi idrici sotterranei (2016)
  • Titolo: Figura 4: Indice SQUAS per regione, numero e percentuale dei corpi idrici sotterranei (2016)
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati WFD 2000/60/CE, Reporting 2016

    Figura 4: Indice SQUAS per regione, numero e percentuale dei corpi idrici sotterranei (2016)
  • Titolo: Tabella 2: Indice SQUAS per Distretto idrografico, numero e superficie dei corpi idrici sotterranei (2016)
    Fonte: Elaborazione ISPRA/ARPA Emilia-Romagna su dati forniti dai distretti nell'ambito della Direttiva 2000/60/CE, Reporting 2016
    Legenda: NC - Corpi idrici non classificati
    Note: * Regioni e province autonome nelle quali sono stati individuati i corpi idrici sotterranei nell'ambito del Distretto idrografico
    Tabella 2: Indice SQUAS per Distretto idrografico, numero e superficie dei corpi idrici sotterranei (2016)
    Distretto idrografico Regione/Provincia autonoma* Corpi idrici Superficie Numero e superficie di corpi idrici per classe di SQUAS
    TOTALE Classificati Non classificati Percentuale classificati TOTALE Dimensione media Classificati Corpi idrici Superficie
    Buono Scarso NC Buono Scarso NC Buono Scarso NC Buono Scarso NC
    n. % km2 km2 % n. % km2 %
    ITA (Alpi orientali) Friuli-Venezia GiuliaVenetoBolzano-BozenTrento 118 118 0 100.0 50,426 427 50,426 100.0 112 6 0 94.9 5.1 0.0 48,403 2,023 0 96.0 4.0 0.0
    ITB (Padano) PiemonteValle d'AostaLombardiaTrentoLiguriaEmilia-Romagna 167 153 14 91.6 84,140 504 83,350 99.1 149 4 14 89.2 2.4 8.4 83,216 134 790 98.9 0.2 0.9
    ITC (Appennino settentrionale) LiguriaEmilia-RomagnaToscanaMarcheLazio 222 157 65 70.7 29,717 134 26,555 89.4 107 50 65 48.2 22.5 29.3 23,232 3,323 3,162 78.2 11.2 10.6
    ITD (Serchio) Toscana 11 11 0 100.0 1,141 104 1,141 100.0 10 1 0 90.9 9.1 0.0 1,027 114 0 90.0 10.0 0.0
    ITE (Appennino centrale) ToscanaUmbriaMarcheLazioAbruzzoMolise 128 72 56 56.3 26,805 209 12,366 46.1 42 30 56 32.8 23.4 43.8 9,417 2,949 14,439 35.1 11.0 53.9
    ITF (Appennino meridionale) LazioAbruzzoMoliseCampaniaPugliaBasilicataCalabria 210 92 118 43.8 45,561 217 27,995 61.4 61 31 118 29.0 14.8 56.2 14,222 13,773 17,566 31.2 30.2 38.6
    ITG (Sardegna) Sardegna 114 108 6 94.7 19,314 169 19,120 99.0 97 11 6 85.1 9.6 5.3 18,707 413 194 96.9 2.1 1.0
    ITH (Sicilia) Sicilia 82 82 0 100.0 12,086 147 12,086 100.0 64 18 0 78.0 22.0 0.0 10,292 1,794 0 85.2 14.8 0.0
    TOTALE 1,052 793 259 75.4 269,191 256 233,040 86.6 642 151 259 61.0 14.4 24.6 208,517 24,523 36,151 77.5 9.1 13.4
    Fonte: Elaborazione ISPRA/ARPAE Emilia-Romagna su dati forniti dai distretti nell'ambito della Direttiva 2000/60/CE, Reporting 2016
    Note:
    * Regioni e Province autonome nelle quali sono stati individuati i corpi idrici sotterranei nell'ambito del Distretto idrografico
    Legenda:
    NC - non classificati
  • Titolo: Figura 1: Indice SQUAS per numero e superficie di corpi idrici sotterranei (2016)
    Fonte: Elaborazione ISPRA/ARPA Emilia-Romagna su dati forniti dai distretti nell'ambito della Direttiva 2000/60/CE, Reporting 2016

    Figura 1: Indice SQUAS per numero e superficie di corpi idrici sotterranei (2016)
  • Titolo: Figura 3: Distribuzione della classe SQUAS scarso per Distretto idrografico rispetto al totale, in numero e superficie, dei corpi idrici con SQUAS scarso
    Fonte: Elaborazione ISPRA/ARPA Emilia-Romagna su dati forniti dai distretti nell'ambito della Direttiva 2000/60/CE, Reporting 2016
    Legenda: ITA - Alpi orientali; ITB - Padano; ITC - Appennino settentrionale; ITD - Serchio; ITE - Appennino centrale; ITF - Appennino meridionale; ITG - Sardegna; ITH - Sicilia
    Figura 3: Distribuzione della classe SQUAS scarso per Distretto idrografico rispetto al totale, in numero e superficie, dei corpi idrici con SQUAS scarso