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INDICE DI QUALITA' STATO CHIMICO DELLE ACQUE SUPERFICIALI

Abstract indicatore: 
Per la definizione dello “stato chimico” è stata predisposta a livello comunitario (CE, 2013) una lista di sostanze inquinanti, periodicamente aggiornata ai sensi dell’articolo 16 della Direttiva quadro Acque (2000/60/CE), da rilevare nelle acque, nei sedimenti o nel biota, indicate come “prioritarie” e “pericolose prioritarie” con i relativi Standard di Qualità Ambientale (SQA). Gli SQA rappresentano i valori di concentrazione per ciascuna sostanza in elenco che non devono essere superati nei corpi idrici ai fini della classificazione del “buono stato chimico”. A livello nazionale, per i fiumi, il 75% presenta uno stato buono, il 7% non buono, mentre il 18% non è stato classificato. Per i laghi, invece, l'obiettivo di qualità viene raggiunto dal 48% dei corpi idrici.
Nella presente edizione dell’Annuario si riporta l’elaborazione dei dati a livello regionale, in particolare si evince che le regioni con una percentuale di corpi idrici fluviali in stato buono superiore al 90% sono Molise, Piemonte, Valle d'Aosta, Liguria, Emilia-Romagna, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo e le province autonome di Trento e Bolzano.
Relativamente ai laghi, invece, nelle regioni Valle d'Aosta, Liguria, Emilia-Romagna, Abruzzo, Molise e nella provincia di Bolzano si riscontra il 100% dei corpi idrici lacustri in stato buono.

Descrizione: 
Per la valutazione dello Stato chimico delle acque superficiali si applicano, per le sostanze dell’elenco di priorità (tab. 1/A-colonna d’acqua del DM Ambiente 260/2010), gli Standard di Qualità Ambientali (SQA). Tali standard rappresentano, pertanto, le concentrazioni che identificano il buono stato chimico. Gli SQA sono definiti come SQA-MA (media annua) e SQA-CMA (concentrazione massima ammissibile) per le acque superficiali interne, i fiumi, i laghi e i corpi idrici artificiali o fortemente modificati. La media annua è calcolata sulla base della media aritmetica delle concentrazioni rilevate nei diversi mesi dell’anno, la concentrazione massima ammissibile rappresenta, invece, la concentrazione da non superare mai in ciascun sito di monitoraggio. La lista delle sostanze di cui alla tabella 1A allegato parte III del D.Lgs. 152/06 è stata aggiornata con il D.Lgs. 172/15.

Scopo: 
Derivare la classe di qualità per gli inquinanti specifici necessaria a definire lo stato chimico delle diverse tipologie di corpo idrico.

Criteri di selezione: 
  • Misurabilità (i dati utilizzati per la costruzione dell'indicatore sono/hanno): 
    Adeguatamente documentati e di qualità nota [Accessibilità]
    Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
    Una "buona" copertura spaziale
  • Rilevanza e utilità (l'indicatore): 
    È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
    È in grado di descrivere il trend in atto e l'evolversi della situazione ambientale
    È semplice, facile da interpretare
    È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell'ambiente e collegato alle attività antropiche
    Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull'ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
    Fornisce una base per confronti a livello internazionale
    Ha una soglia o un valore di riferimento con il quale poterlo confrontare, in modo si possa valutare la sua significatività
  • Solidità scientifica (l'indicatore): 
    È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
    È ben fondato in termini tecnici e scientifici
    Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
    Comparabilità nello spazio

Riferimenti normativi: 
Water Framework Directive (2000/60/CE WFD); D.Lgs. 152/06; Direttiva 2008/105/CE; Direttiva 2009/90/CE; D.Lgs. 152/06, DM Ambiente 56/09; DM Ambiente 131/08; Decreto 17 luglio 2009; D.Lgs. 219/2010; DM Ambiente 260/10, D.Lgs. 172/15

Obiettivi fissati dalla normativa: 
In accordo al D.Lgs. 152/06 e s.m.i., entro il 2015 ogni corso d’acqua superficiale, e corpo idrico di esso, deve aver raggiunto uno stato di qualità ambientale “buono”, attraverso il monitoraggio ai sensi della Direttiva 2000/60/CE.
DPSIR: 
Stato

Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)

Riferimenti bibliografici: 
Water Framework Directive (2000/60/CE WFD); D.Lgs. 152/06; Direttiva 2008/105/CE; Direttiva 2009/90/CE; D.Lgs. 152/06, DM Ambiente 56/09; DM Ambiente 131/08; Decreto 17 luglio 2009; D.Lgs. 219/2010; DM Ambiente 260/10

Limitazioni: 
Non compilato

Ulteriori azioni: 
Non compilato
Frequenza di rilevazione dei dati: 
Mensile
Trimestrale

Accessibilità dei dati di base: 
http://www.sintai.isprambiente.it/faces/public/WFD/index.xhtml (accessibilità con credenziali)

Fonte dei dati di base: 
Autorità di Bacino Distrettuali

Unità di misura dell'indicatore: 
Classi di qualità
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Lo stato chimico dei corpi idrici superficiali è definito in base alla presenza e concentrazione delle sostanze prioritarie individuate dal D.Lgs. 152/2006, suddivise in sostanze pericolose (P), sostanze pericolose prioritarie (PP) e altre sostanze (E). Le altre sostanze (E) sono le sostanze potenzialmente pericolose, che presentano un rischio significativo per o attraverso l'ambiente acquatico.
Il campionamento e l’analisi delle sostanze valutate per la definizione dello stato chimico avvengono con cadenze prefissate e secondo protocolli standard a livello nazionale.
Per i corpi idrici fluviali e lacustri il DM 260/2010 prevede il monitoraggio e la classificazione delle sostanze prioritarie rilevate sulla colonna d’acqua elencate in Allegato I, tabella 1/A, per le quali sono fissati standard di qualità, che rappresentano le concentrazioni limite per il buono stato chimico. In particolare, per le acque, lo Standard di Qualità Ambientale viene espresso come valore medio annuo (SQA-MA) inoltre, per alcune sostanze, viene individuato un secondo SQA espresso come concentrazione massima ammissibile (SQA-CMA) da non superare mai in ciascun sito di monitoraggio. Le sostanze monitorate e considerate ai fini dello stato chimico sono selezionate in base alle conoscenze disponibili sulla presenza di pressioni antropiche.
La verifica degli SQA è determinata sulla base della valutazione del dato peggiore in un triennio, nel caso di monitoraggio operativo, e in un anno nel caso di monitoraggio di sorveglianza.
Ai fini dell’elaborazione della media per gli SQA, nell’eventualità che un risultato analitico sia inferiore al limite di quantificazione della metodica analitica utilizzata, viene utilizzato il 50% del valore del limite di quantificazione. Questo non si applica alle sommatorie di sostanze, inclusi i loro metaboliti e prodotti di reazione o degradazione. In questi casi i risultati inferiori al limite di quantificazione delle singole sostanze sono considerati zero. Per le sostanze inquinanti per cui allo stato attuale non esistono metodiche analitiche standardizzate a livello nazionale e internazionale, si applicano le migliori tecniche disponibili a costi sostenibili. Il limite di rilevabilità è definito come la più bassa concentrazione di un analita nel campione di prova che può essere distinta in modo statisticamente significativo dallo zero o dal bianco. Il limite di rilevabilità è numericamente uguale alla somma di 3 volte lo scarto tipo del segnale ottenuto dal bianco (concentrazione media calcolata su un numero di misure di bianchi indipendenti > 10 del segnale del bianco). Il limite di quantificazione è definito come la più bassa concentrazione di un analita che può essere determinato in modo quantitativo con una determinata incertezza. Il limite di quantificazione è definito come 3 volte il limite di rilevabilità.

Core set: 
7EAP - Dati sull'ambiente
SDGs Indicators

Tipo di rappresentazione: 
Carta tematica
Tabella

Copertura spaziale: 
Nazionale - 8 Distretti Idrografici
Regionale - 19 su 20 (escluso Trentino Alto Adige)
Provinciale - 2 su 107 (province autonome di Bolzano e Trento)

Copertura temporale: 
2010-2015

Qualità dell'informazione: 
L'indicatore rispecchia in maniera adeguata le richieste della normativa vigente, sia in ambito nazionale sia europeo. L’accuratezza dell’informazione risente della scarsità di serie temporali per alcune realtà regionali all’interno dei distretti. La comparabilità nel tempo risente del recente adeguamento normativo che ha modificato i criteri di classificazione, mentre la comparabilità nello spazio è assicurata dall'emanazione dei decreti attuativi di monitoraggio.

Periodicità di aggiornamento: 
Esennale


Stato e trend: 
Non definibileIl monitoraggio dello stato chimico dei differenti corpi idrici viene effettuato con l'analisi di numerosi parametri e con programmi e reti di monitoraggio (sorveglianza e operativo) in continuo miglioramento e definizione, al fine di adempiere correttamente agli indirizzi previsti dalla normativa. L’attuazione della Direttiva 2000/60/CE è iniziata, per quasi tutto il territorio nazionale con il monitoraggio del 2010 e, trattandosi dei risultati del primo sessennio di monitoraggio, non è possibile valutare il trend. I risultati riportati all’interno dei piani di gestione, benché riferiti al periodo in esame, presentano delle disomogeneità negli anni effettivamente utilizzati per la classificazione, pregiudicando la valutazione dello stato. Tuttavia, a livello nazionale, il 75% dei corpi idrici fluviali e il 48% dei laghi presentano uno stato buono. Da segnalare, per questi ultimi, un’elevata percentuale di corpi idrici non classificati.

Commenti: 
Sulla base dei dati trasmessi nel 2016 dall’Italia, attraverso il Water Information System for Europe - WISE, allo scopo di effettuare il reporting della Direttiva Quadro Acque relativo al secondo Piano di Gestione (2010-2015) degli otto distretti idrografici nazionali, i corpi idrici superficiali interni identificati sono 7.840, di cui 7.493 fiumi e 347 laghi. A livello nazionale, per i fiumi, il 75% presenta uno stato buono, il 7% non buono, mentre il 18% non è stato classificato. Come si evince dalla Figura 3, la maggior parte dei distretti presenta una percentuale di corpi idrici in stato buono che oscilla dal 65% della Sardegna al 94% dell’Appennino Centrale (Tabella 2). Nei Distretti Appennino Meridionale e Sicilia, invece, lo stato buono si rileva, rispettivamente, nel 37% e 16% dei corpi idrici, con percentuali ragguardevoli di corpi idrici non classificati (59% e 83%).
Analizzando lo stato chimico a livello regionale (Figura 1, Tabella 1) i corpi idrici fluviali sono 7.469 (sono esclusi i 24 interregionali). Le regioni che hanno una percentuale di corpi idrici in stato buono superiore al 90% sono Piemonte, Valle d'Aosta, Liguria, Emilia-Romagna, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo e le province autonome di Trento e Bolzano. Il Molise presenta il 100% dei corpi idrici che raggiungono l'obiettivo di qualità. Le più alte percentuali di corpi idrici non classificati si rilevano in Calabria (100%), Basilicata (94%), Sicilia (82%) e Friuli-Venezia Giulia (44%).
Per i laghi, a livello nazionale, l'obiettivo di qualità viene raggiunto dal 48% dei corpi idrici. Da evidenziare l'alta percentuale dei corpi idrici lacustri non classificati (42%), soprattutto nei Distretti Appennino Meridionale, Sicilia e Sardegna (Figura 4). A livello regionale (Figura 2 –Tabella 1), la Valle d'Aosta, Liguria, Emilia-Romagna, Abruzzo, Molise e la provincia di Bolzano registrano il 100% dei corpi idrici lacustri in stato buono. Le più alte percentuali di corpi idrici non classificati si trovano in Calabria (100%), Basilicata (89%), Campania (75%) e Piemonte (71%).
  • Titolo: Tabella 1A Standard di qualità nella colonna d’acqua per le sostanze dell’elenco di priorità
    Fonte: TAB 1A DM 172/15

    Overview

    DM 260 2010D.Lgs.172 2015

    Sheet 1: DM 260 2010

    Tab. 1/A Standard di qualità nella colonna d’acqua per le sostanze dell’elenco di priorità
    Decreto Ministero Ambiente 260/2010
    N NUMERO (1) Sostanza (mg/l)
    CAS
    SQA-MA(2) (acque superficiali interne) (3) SQA-MA(2) (altre acque di superficie)(4) SQA-CMA(5)
    1 15972-60-8 P Alaclor 0.3 0.3 0.7
    2 85535-84-8 PP Alcani, C10-C13, cloro 0.4 0.4 1.4
    Antiparassitari
    ciclodiene
    S= 0,01 S= 0,005
    3 309-00-2 E Aldrin
    60-57-1 Dieldrin
    72-20-8 Endrin
    465-73-6 Isodrin
    4 120-12-7 PP Antracene 0.1 0.1 0.4
    5 1912-24-9 P Atrazina 0.6 0.6 2
    6 71-43-2 P Benzene 10 (6) 8 50
    Cadmio e composti ≤ 0,08 (Classe 1) (Acque interne)
    (in funzione delle classi di durezza)(7) 0,08 (Classe 2) ≤ 0,45 (Classe 1)
    0,09 (Classe 3) 0,45 (Classe 2)
    7 PP 0,15 (Classe 4) 0.2 0,6 (Classe 3)
    7440-43-9 0,25 (Classe 5) 0,9 (Classe 4)
    1,5 (Classe 5)
    8 470-90-6 P Clorfenvinfos 0.1 0.1 0.3
    9 2921-88-2 P Clorpirifos (Clorpirifos etile) 0.03 0.03 0.1
    10 E DDT totale(8) 0.025 0.025
    50-29-3 E p.p’-DDT 0.01 0.01
    11 107-06-2 P 1,2-Dicloroetano 10 10
    12 75-09-2 P Diclorometano 20 20
    13 117-81-7 P Di(2-etilesilftalato) 1.3 1.3
    14 Difeniletere bromato 0.0005 0.0002
    32534-81-9 PP (sommatoria congeneri 28, 47, 99,100, 153 e 154)
    15 330-54-1 P Diuron 0.2 0.2 1.8
    0.01
    16 115-29-7 PP Endosulfan 0.005 0.0005 0,004 (altre acque di sup)
    17 118-74-1 PP Esaclorobenzene 0.005 0.002 0.02
    18 87-68-3 PP Esaclorobutadiene 0.05 0.02 0.5
    0.04
    19 608-73-1 PP Esaclorocicloesano 0.02 0.002 0,02(altre acque di sup)
    20 206-44-0 P Fluorantene 0.1 0.1 1
    21 PP Idrocarburi policiclici aromatici (9)
    50-32-8 PP Benzo(a)pirene 0.05 0.05 0.1
    205-99-2 PP Benzo(b)fluorantene S=0,03 S=0,03
    207-08-9 PP Benzo(k)fluoranthene
    191-24-2 PP Benzo(g,h,i)perylene S=0,002 S=0,002
    193-39-5 PP Indeno(1,2,3-cd)pyrene
    22 34123-59-6 P Isoproturon 0.3 0.3 1
    23 7439-97-6 PP Mercurio e composti 0.03 0.01 0.06
    24 91-20-3 P Naftalene 2.4 1.2
    25 7440-02-0 P Nichel e composti 20 20
    26 84852-15-3 PP 4- Nonilfenolo 0.3 0.3 2
    27 140-66-9 P Ottilfenolo (4-(1,1’,3,3’-tetrametilbutil-fenolo) 0.1 0.01
    28 608-93-5 PP Pentaclorobenzene 0.007 0.0007
    29 87-86-5 P Pentaclorofenolo 0.4 0.4 1
    30 7439-92-1 P Piombo e composti 7.2 7.2
    31 122-34-9 P Simazina 1 1 4
    32 56-23-5 E Tetracloruro di carbonio 12 12
    33 127-18-4 E Tetracloroetilene 10 10
    33 79-01-6 E Tricloroetilene 10 10
    34 36643-28-4 PP Tributilstagno composti 0.0002 0.0002 0.0015
    (Tributilstagno catione)
    35 12002-48-1 P Triclorobenzeni (10) 0.4 0.4
    36 67-66-3 P Triclorometano 2.5 2.5
    37 1582-09-8 P Trifluralin 0.03 0.03
    Fonte: Decreto Ministero Ambiente 260/2010
    Note alla Tabella 1/A
    (1) Le sostanze contraddistinte dalla lettera P e PP sono, rispettivamente, le sostanze prioritarie e quelle pericolose prioritarie individuate ai sensi della decisione n. 2455/2001/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 20 novembre 2001 e della Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio n. 2006/129 relativa a standard di qualità ambientale nel settore della politica delle acque e recante modifica della direttiva 2000/60/CE. Le sostanze contraddistinte dalla lettera E sono le sostanze incluse nell’elenco di priorità individuate dalle “direttive figlie” della Direttiva 76/464/CE.
    (2) Standard di qualità ambientale espresso come valore medio annuo (SQA-MA).
    (3) Per acque superficiali interne si intendono i fiumi, i laghi e i corpi idrici artificiali o fortemente modificati.
    (4) Per altre acque di superficie si intendono le acque marino-costiere, le acque territoriali e le acque di transizione. Per acque territoriali si intendono le acque al di là del limite delle acque marino-costiere di cui alla lettera c, comma 1 dell’articolo 74 del presente decreto legislativo.
    (5) Standard di qualità ambientale espresso come concentrazione massima ammissibile (SQA-CMA). Ove non specificato si applica a tutte le acque.
    (6) Per il benzene si identifica come valore guida la concentrazione pari 1 mg/l.
    (7) Per il cadmio e composti i valori degli SQA e CMA variano in funzione della durezza dell’acqua classificata secondo le seguenti cinque categorie: Classe 1: <40 mg CaCO3/l, Classe 2: da 40 a <50 mg CaCO3/l, Classe 3: da 50 a <100 mg CaCO3/l, Classe 4: da 100 a <200 mg CaCO3/l e Classe 5: ≥200 mg CaCO3/l).
    (8) Il DDT totale comprende la somma degli isomeri 1,1,1-tricloro-2,2 bis(p-clorofenil)etano (numero CAS 50-29-3; numero UE 200-024-3), 1,1,1-tricloro-2(o-clorofenil)-2-(p-clorofenil)etano (numero CAS 789-02-6; numero UE 212-332-5), 1,1-dicloro-2,2 bis(p-clorofenil)etilene (numero CAS 72-55-9; numero UE 200-784-6) e 1,1-dicloro-2,2 bis(p-clorofenil)etano (numero CAS 72-54-8; numero UE 200-783-0).
    (9) Per il gruppo di sostanze prioritarie "idrocarburi policiclici aromatici" (IPA) (voce n. 21) vengono rispettati l’SQA per il benzo(a)pirene, l’SQA relativo alla somma di benzo(b)fluorantene e benzo(k)fluorantene e l’SQA relativo alla somma di benzo(g,h,i)perilene e indeno(1,2,3-cd)pirene.
    (10) Triclorobenzeni: lo standard di qualità si riferisce ad ogni singolo isomero

    Sheet 2: D.Lgs.172 2015

    Tabella 1/A - Standard di qualità ambientale nella colonna d'acqua e nel biota per le sostanze dell'elenco di priorità
    Decreto Legislativo 3 marzo 2010, n. 172
    (1) (2) (3) (4) (5) (6) (7) (8) (9)
    SQA-MA 2 SQA-MA SQA- CMA (4) SQA- CMA (4)
    N. Denominazione della sostanza Numero CAS Acque superficiali interne (3) (2) Acque superficial i interne (3) Altre acque di superficie SQA Identificazione sostanza (15)
    (1) Altre acque di superficie Biota
    (12)
    -1 Alacloro 15972-60-8 0.3 0.3 0.7 0.7 P
    -2 Antracene 120-12-7 0.1 0.1 0.1 0.1 PP
    -3 Atrazina 1912-24-9 0.6 0.6 2 2 P
    -4 Benzene 71-43-2 10 8 50 50 P
    -5 Difenileteri bromurati (5) 32534-81-9 0.14 0.014 0.0085 PP
    ≤ 0,08 ≤ 0,45 ≤ 0,45
    -6 Cadmio e composti (in funzione delleclassi di durezza dell'acqua) (6) 7440-43-9 (classe 1) 0.2 (classe 1) (classe 1) PP
    0.08 0.45 0.45
    (classe 2) (classe 2) (classe 2)
    0.09 0.6 0.6
    (classe 3) (classe 3) (classe 3)
    0.15 0.9 0.9
    (classe 4) (classe 4) (classe 4)
    0.25 1.5 1,5(classe
    (classe 5) (classe 5) 5)
    (6bis) Tetracloruro di carbonio non applicabile non applicabile
    -7 56-23-5 12 12 E
    -7 Cloroalcani C10-138 85535-84-8 0.4 0.4 1.4 1.4 PP
    -8 Clorfenvinfos 470-90-6 0.1 0.1 0.3 0.3 P
    Clorpirifos (Clorpirifos etile)
    -9 2921-88-2 0.03 0.03 0.1 0.1 P
    Antiparassitari delciclodiene: Aldrin (7)
    (9 Dieldrin (7) 309-00-260- Σ = 0,01 Σ = 0,005 no applicabile non applicabile E
    bis) Endrin (7) 57-172-20-
    Isodrin (7) 8465-73-6
    50 µg/kg (pesci con meno 5%
    (9 DDT totale (7), (9) non applicabile 0.025 0.025 non applicabile non applicabile grassi) 100 E
    ter) µg/kg p.f.
    (per i pesci con più del 5%
    grassi)
    non applicabile (
    para-para-DDT (7) 50-29-3 0.01 0.01 non applicabile E
    non applicabile non applicabile
    -10 1,2-Dicloroetano 107-06-2 10 10 P
    non applicabile non applicabile
    -11 Diclorometano 75-09-2 20 20 P
    Di(2-etilesil)ftalato (DEHP) non applicabile non applicabile
    -12 117-81-7 1.3 1.3 PP
    -13 Diuron 330-54-1 0.2 0.2 1.8 1.8 P
    -14 Endosulfan 115-29-7 0.005 0.0005 0.01 0.004 PP
    -15 Fluorantene 206-44-0 0.0063 0.0063 0.12 0.12 30 P
    -16 Esaclorobenzene 118-74-1 0.005 0.002 0.05 0.05 10 PP
    -17 Esaclorobutadiene 87-68-3 0.05 0.02 0.6 0.6 55 PP
    -18 Esaclorocicloesano 608-73-1 0.02 0.002 0.04 0.02 PP
    -19 Isoproturon 34123-59-6 0.3 0.3 1 1 P
    -20 Piombo e composti 7439-92-1 1,2 (13) 1.3 14 14 P
    -21 Mercurio e composti 7439-97-6 0.07 0.07 20 PP
    -22 Naftalene 91-20-3 2 2 130 130 P
    -23 Nichel e composti 7440-02-0 4 (13) 8.6 34 34 P
    Nonilfenoli(4- nonilfenolo)
    -24 84852-15-3 0.3 0.3 2 2 PP
    Ottilfenoli ((4-(1,1',3,3'- tetrametilbutil)- fenolo)) non applicabile non applicabile
    -25 140-66-9 0.1 0.01 P
    non applicabile non applicabile
    -26 Pentaclorobenzene 608-93-5 0.007 0.0007 PP
    -27 Pentaclorofenolo 87-86-5 0.4 0.4 1 1 P
    Idrocarburi policiclici aromatici (IPA) (11) non applicabile non applicabile non applicabile non applicabile
    -28 non applicabile PP
    Benzo(a)pirene 50-32-8 1,7 10-4 1,7 10-4 0.27 0.027 5 PP
    Cfr. nota 11 Cfr. nota 11 Cfr. nota 11
    Benzo(b)fluorantene 205-99-2 0.017 0.017 PP
    Cfr. nota 11 Cfr. nota 11 Cfr. nota 11
    Benzo(k)fluorantene 207-08-9 0.017 0.017 PP
    Cfr. nota 11 Cfr. nota 11 8,2 10-3 8,2 10-4 Cfr. nota 11
    Benzo(g,h,i)perilene 191-24-2 PP
    Cfr. nota 11 Cfr. nota 11 non applicabile non applicabile Cfr. nota 11
    Indeno(1,2,3- cd)pirene 193-39-5 PP
    -29 Simazina 122-34-9 1 1 4 4 P
    (29 non applicabile non applicabile
    bis) Tetracloroetilene (7) 127-18-4 10 10 E
    (29 non applicabile non applicabile
    ter) Tricloroetilene (7) 79-01-6 10 10 E
    Tributilstagno (composti) (tributilstagno- catione)
    -30 36643-28-4 0.0002 0.0002 0.0015 0.0015 PP
    non applicabile non applicabile
    -31 Triclorobenzeni 12002-48-1 0.4 0.4 P
    non applicabile non applicabile
    -32 Triclorometano 67-66-3 2.5 2.5 P
    non applicabile non applicabile
    -33 Trifluralin 1582-09-8 0.03 0.03 PP
    non applicabile (10) non applicabile (10)
    -34 Dicofol 115-32-2 1,3 10-3 3,2 10-5 33 PP
    Acido perfluorottansolfoni co e suoi sali (PFOS)
    -35 1763-23-1 6,5 10-4 1,3 10-4 36 7.2 9.1 PP
    124495-18-
    -36 Chinossifen 7 0.15 0.015 2.7 0.54 PP
    Somma di PCDD
    -37 Diossine e composti Cfr. la nota 10 a piè di pagina dell'allegato X non non + PCDF PP
    + P CB-
    diossina-simili della direttiva 2000/60/Ce applicabile applicabile DL 0,0065
    μg.kg-1
    TEQ 14
    -38 Aclonifen 74070-46-5 0.12 0.012 0.12 0.012 P
    -39 Bifenox 42576-02-3 0.012 0.0012 0.04 0.004 P
    -40 Cibutrina 28159-98-0 0.0025 0.0025 0.016 0.016 P
    -41 Cipermetrina 52315-07-8 8 10-5 8 10-6 6 10-4 6 10-5 P
    -42 Diclorvos 62-73-7 6 10-4 6 10-5 7 10-4 7 10-5 P
    Cfr. la nota 12 a piè di pagina dell'allegato X della direttiva 2000/60/Ce
    -43 Esabromociclododecano (HBCDD) 0.0016 0.0008 0.5 0.05 167 PP
    Eptacloro ed eptacloro epossido 76-44-8 / 1024- 2 10-7 1 10-8 3 10-4 3 10-5 6,7 10-3
    -44 57-3 PP
    -45 Terbutrina 886-50-0 0.065 0.0065 0.34 0.034 P
    Fonte: Decreto Legislativo 3 marzo 2015, n. 172
    Unità di misura: [μg/l] per le colonne da (4) a (7); [μg/kg di peso umido] per la colonna (8).
    Note alla tabella 1/A:
    1 — CAS: Chemical Abstracts Service.
    2 — Questo parametro rappresenta lo SQA espresso come valore medio annuo (SQA-MA). Se non altrimenti
    specificato, si applica alla concentrazione totale di tutti gli isomeri.
    3 — Per acque superficiali interne si intendono i fiumi, i laghi e i corpi idrici artificiali o fortemente modificati.
    4 — Questo parametro rappresenta lo standard di qualità ambientale espresso come concentrazione massima
    ammissibile (SQA-CMA). Quando compare la dicitura "non applicabile" riferita agli SQA-CMA, si ritiene che i
    valori SQA-MA tutelino dai picchi di inquinamento di breve termine, in scarichi continui, perchè sono
    sensibilmente inferiori ai valori derivati in base alla tossicità acuta.
    5 — Per il gruppo di sostanze prioritarie "difenileteri bromurati" (voce n. 5), lo SQA ambientale si riferisce alla
    somma delle concentrazioni dei congeneri numeri 28, 47, 99, 100, 153 e 154.
    6 — Per il cadmio e composti (voce n. 6) i valori degli SQA variano in funzione della durezza dell'acqua
    classificata secondo le seguenti cinque categorie: classe 1: < 40 mg CaCO³/l, classe 2: da 40 a < 50 mg CaCO³/l,
    classe 3: da 50 a < 100 mg CaCO³/l, classe 4: da 100 a < 200 mg CaCO³/l e classe 5: ≥ 200 mg CaCO³/l.
    7 — Questa sostanza non è prioritaria, ma è uno degli altri inquinanti in cui gli SQA sono identici a quelli fissati
    dalla normativa applicata prima del 13 gennaio 2009.
    8 — Per questo gruppo di sostanze non è fornito alcun parametro indicativo. Il parametro o i parametri indicativi
    devono essere definiti con il metodo analitico.
    9 — Il DDT totale comprende la somma degli isomeri 1,1,1-tricloro 2,2 bis (p-clorofenil)etano (numero CAS 50-
    29-3; numero Ue 200-024-3), 1,1,1-tricloro-2 (o-clorofenil)-2-(p-clorofenil)etano (numero CAS 789-02-6; numero
    Ue 212-332-5), 1,1-dicloro-2,2 bis (p-clorofenil)etilene (numero CAS 72-55-9; numero UE 200-784-6) e 1,1-
    dicloro-2,2 bis (p-clorofenil)etano (numero CAS 72-54-8; numero Ue 200-783-0).
    10 — Per queste sostanze non sono disponibili informazioni sufficienti per fissare un SQA-CMA.
    11 — Per il gruppo di sostanze prioritarie "idrocarburi policiclici aromatici" (IPA) (voce n. 28), lo SQA per il biota
    e il corrispondente SQA-AA in acqua si riferiscono alla concentrazione di benzo(a)pirene sulla cui tossicità sono
    basati. Il benzo(a)pirene può essere considerato marcatore degli altri IPA, di conseguenza solo il benzo(a)pirene
    deve essere monitorato per raffronto con lo SQA per il biota o il corrispondente SQA-AA in acqua.
    12 — Se non altrimenti indicato, lo SQA per il biota è riferito ai pesci. Si può monitorare un taxon del biota
    alternativo o un'altra matrice purchè lo SQA applicato garantisca un livello equivalente di protezione. Per le
    sostanze numeri 15 (Fluorantene) e 28 (IPA), lo SQA per il biota si riferisce ai crostacei ed ai molluschi. Ai fini
    della valutazione dello stato chimico, il monitoraggio di Fluorantene e di IPA nel pesce non è opportuno. Per la
    sostanza numero 37 (Diossine e composti diossina-simili), lo SQA per il biota si riferisce al pesce, ai crostacei ed
    ai molluschi. Fare riferimento al punto 5.3 dell'allegato al regolamento (Ue) n. 1259/2011 della Commissione del 2
    dicembre 2011, che modifica il regolamento (Ce) n. 1881/2006 per quanto riguarda i tenori massimi per le
    diossine, i PCB diossina-simili e per i PCB non diossina-simili nei prodotti alimentari (Gazzetta Ufficiale n. L 320
    del 3 dicembre 2011).
    13 — Questi SQA si riferiscono alle concentrazioni biodisponibili delle sostanze.
    14 — PCDD: dibenzo-p-diossine policlorurate; PCDF: dibenzofurani policlorurati; PCB-DL: bifenili policlorurati
    diossina-simili; TEQ: equivalenti di tossicità conformemente ai fattori di tossicità equivalente del 2005
    dell'Organizzazione mondiale della sanità.
    15 — Le sostanze contraddistinte dalla lettera P e PP sono, rispettivamente, le sostanze prioritarie e quelle
    pericolose prioritarie individuate ai sensi della direttiva 2008/105/Ce del Parlamento europeo e del Consiglio del
    16 dicembre 2008, modificata dalla direttiva 2013/39/Ue del Parlamento europeo e del Consiglio del 12 agosto
    2013. Le sostanze contraddistinte dalla lettera E sono le sostanze incluse nell'elenco di priorità individuate dalle
    "direttive figlie" della direttiva 76/464/Ce.
  • Titolo: Figura 1: Stato chimico dei fiumi – dettaglio regionale (2010-2015)
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati Reporting Water Information System for Europe-WISE-2016

    Figura 1: Stato chimico dei fiumi – dettaglio regionale  (2010-2015)
  • Titolo: Figura 2: Stato chimico dei laghi – dettaglio regionale (2010-2015)
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati Reporting Water Information System for Europe-WISE-2016

    Figura 2: Stato chimico dei laghi – dettaglio regionale (2010-2015)
  • Titolo: Figura 4: Stato chimico dei laghi - distribuzione percentuale per Distretto (2010-2015)
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati Reporting Water Information System for Europe-WISE-2016

    Figura 4: Stato chimico dei laghi - distribuzione percentuale per Distretto (2010-2015)
  • Titolo: Figura 3: Stato chimico dei fiumi - distribuzione percentuale per Distretto (2010-2015)
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati Reporting Water Information System for Europe-WISE-2016

    Figura 3: Stato chimico dei fiumi - distribuzione percentuale per Distretto (2010-2015)
  • Titolo: Tabella 1: Stato chimico acque superficiali -distribuzione percentuale delle classi di qualità per regione (2010-2015)
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati Reporting Water Information System for Europe-WISE-2016

    Tabella 1: Stato chimico acque superficiali - distribuzione percentuale delle classi di qualità per regione (2010-2015)
    Fiumi
    Regione/Provincia autonoma TOT Corpi Idrici (C.I.) Buono Scarso Non classificati
    n. % n. % n. %
    Piemonte 587 566 96.4 21 3.6 0 0.0
    Valle d'Aosta 209 197 94.3 0 0.0 12 5.7
    Lombardia 645 456 70.7 120 18.6 69 10.7
    Trentino-Alto Adige
    Bolzano/Bozen 294 292 99.3 2 0.7 0 0.0
    Trento 404 395 97.8 9 2.2 0 0.0
    Veneto 819 706 86.2 18 2.2 95 11.6
    Friuli-Venezia Giulia 414 230 55.6 0 0.0 184 44.4
    Liguria 182 170 93.4 12 6.6 0 0.0
    Emilia-Romagna 726 708 97.5 18 2.5 0 0.0
    Toscana 818 541 66.1 212 25.9 65 7.9
    Umbria 138 129 93.5 0 0.0 9 6.5
    Marche 183 176 96.2 7 3.8 0 0.0
    Lazio 184 169 91.8 15 8.2 0 0.0
    Abruzzo 107 104 97.2 3 2.8 0 0.0
    Molise 13 13 100.0 0 0.0 0 0.0
    Campania 254 223 87.8 14 5.5 17 6.7
    Puglia 41 22 53.7 16 39.0 3 7.3
    Basilicata 89 5 5.6 0 0.0 84 94.4
    Calabria 380 0 0.0 0 0.0 380 100.0
    Sicilia 256 42 16.4 3 1.2 211 82.4
    Sardegna 726 470 64.7 41 5.6 215 29.6
    Fiumi Interregionali 24 22 91.7 2 8.3 0 0.0
    Italia 7,493 5,636 75.2 513 6.8 1,344 17.9
    Italia senza interregionali 7,469 5,614 75.2 511 6.8 1,344 18.0
    Laghi
    Regione/Provincia autonoma TOT Corpi Idrici (C.I.) Buono Scarso Non classificati
    n. % n. % n. %
    Piemonte 34 10 29.4 0 0.0 24 70.6
    Valle d'Aosta 1 1 100.0 0 0.0 0 0.0
    Lombardia 49 34 69.4 14 28.6 1 2.0
    Trentino-Alto Adige
    Bolzano/Bozen 9 9 100.0 0 0.0 0 0.0
    Trento 20 9 45.0 0 0.0 11 55.0
    Veneto 11 10 90.9 1 9.1 0 0.0
    Friuli-Venezia Giulia 11 8 72.7 0 0.0 3 27.3
    Liguria 6 6 100.0 0 0.0 0 0.0
    Emilia-Romagna 5 5 100.0 0 0.0 0 0.0
    Toscana 31 23 74.2 7 22.6 1 3.2
    Umbria 9 8 88.9 0 0.0 1 11.1
    Marche 7 5 71.4 0 0.0 2 28.6
    Lazio 17 11 64.7 5 29.4 1 5.9
    Abruzzo 6 6 100.0 0 0.0 0 0.0
    Molise 3 3 100.0 0 0.0 0 0.0
    Campania 20 4 20.0 1 5.0 15 75.0
    Puglia 6 4 66.7 2 33.3 0 0.0
    Basilicata 27 2 7.4 1 3.7 24 88.9
    Calabria 7 0 0.0 0 0.0 7 100.0
    Sicilia 32 2 6.3 2 6.3 28 87.5
    Sardegna 32 5 15.6 1 3.1 26 81.3
    Laghi Interregionali 4 2 50.0 1 25.0 1 25.0
    Italia 347 167 48.1 35 10.1 145 41.8
    Italia senza interregionali 343 165 48.1 34 9.9 144 42.0
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati Reporting Water Information System for Europe-WISE-2016
  • Titolo: Tabella 2: Stato chimico acque superficiali - distribuzione percentuale delle classi di qualità per Distretto (2010-2015)
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati Reporting Water Information System for Europe-WISE-2016

    Tabella 2: Stato chimico acque superficiali - distribuzione percentuale delle classi di qualità per Distretto (2010-2015)
    Fiumi
    Distretto idrografico TOT Corpi Idrici (C.I.) Buono Scarso Non classificati
    n. n. % n. % n. %
    Alpi Orientali 1,812 1,499 82.7 33 1.8 280 15.5
    Padano 2,034 1,798 88.4 156 7.7 80 3.9
    Appennino Settentrionale 1,297 1,025 79.0 217 16.7 55 4.2
    Serchio 51 35 68.6 12 23.5 4 7.8
    Appennino Centrale 493 465 94.3 13 2.6 15 3.0
    Appennino Meridionale 824 302 36.7 38 4.6 484 58.7
    Sardegna 726 470 64.7 41 5.6 215 29.6
    Sicilia 256 42 16.4 3 1.2 211 82.4
    ITALIA 7,493 5,636 75.2 513 6.8 1,344 17.9
    Laghi
    Distretto idrografico TOT Corpi Idrici (C.I.) Buono Scarso Non classificati
    n. n. % n. % n. %
    Alpi Orientali 40 31 77.5 1 2.5 8 20.0
    Padano 106 59 55.7 15 14.2 32 30.2
    Appennino Settentrionale 33 26 78.8 6 18.2 1 3.0
    Serchio 2 0 0.0 1 50.0 1 50.0
    Appennino Centrale 36 31 86.1 3 8.3 2 5.6
    Appennino Meridionale 66 13 19.7 6 9.1 47 71.2
    Sardegna 32 5 15.6 1 3.1 26 81.3
    Sicilia 32 2 6.3 2 6.3 28 87.5
    ITALIA 347 167 48.1 35 10.1 145 41.8
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati Reporting Water Information System for Europe-WISE-2016