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INDICE DI QUALITA' STATO CHIMICO DELLE ACQUE SOTTERRANEE (SCAS)

Abstract indicatore: 
Con lo Stato Chimico delle Acque Sotterranee (SCAS) sono classificati i corpi idrici sotterranei in funzione del loro livello di contaminazione determinato dalla presenza di sostanze chimiche di origine antropica rispetto le condizioni idrochimiche naturali, sulla base dei parametri chimici e dei relativi limiti definiti nell’Allegato 3, Parte A, tabella 1 del D.Lgs. 30/09. In riferimento al sessennio di classificazione 2010-2015, l'indice SCAS evidenzia che il 57,6% dei corpi idrici sotterranei è in classe “buono”, il 25% in classe scarso e il restante 17,4% non ancora classificato. Nella presente edizione dell’Annuario si riporta l’elaborazione dei dati a livello regionale, in particolare si evince che circa il 50% dei corpi idrici sotterranei non sono stati ancora classificati nelle regioni Liguria, Basilicata e Sicilia. In Calabria i non classificati raggiungono l’80%. Lombardia e Puglia presentano la più alta percentuale di corpi idrici sotterranei in classe “scarso”, rispettivamente 67% e 62%, mentre le province autonome Trento e Bolzano hanno tutti i corpi idrici in classe “buono”.

Descrizione: 
L'indice di stato chimico delle acque sotterranee (SCAS) evidenzia i corpi idrici nei quali sono presenti sostanze chimiche contaminanti derivanti dalle attività antropiche e, insieme allo stato quantitativo (disponibilità della risorsa idrica), permette la definizione dello stato complessivo del corpo idrico. Gli impatti antropici sullo stato chimico delle acque sotterranee sono quantificati periodicamente attraverso l'analisi chimica delle acque, prelevate da stazioni di monitoraggio (pozzi o sorgenti), al fine di individuare la presenza di sostanze inquinanti e/o la loro tendenza ad aumentare nel tempo. Diverse sono le sostanze indesiderate o inquinanti presenti nelle acque sotterranee che possono compromettere gli usi pregiati della risorsa idrica, come ad esempio quello potabile, anche se non tutte le sostanze indesiderate sono sempre di origine antropica. Esistono, infatti, molte sostanze ed elementi chimici che si trovano naturalmente negli acquiferi, la cui origine geologica non può essere considerata causa di impatti antropici sulla risorsa idrica sotterranea. Ad esempio, in acquiferi profondi e confinati di pianura si possono naturalmente riscontrare, anche in concentrazioni molto elevate, metalli come ferro, manganese, arsenico, oppure sostanze inorganiche come ione ammonio derivante prevalentemente dalla degradazione anaerobica della sostanza organica sepolta (tra cui le torbe). In questi contesti, anche la presenza di cloruri (salinizzazione delle acque) può essere riconducibile all'esistenza di acque "fossili" di origine marina. Nei contesti geologici caratterizzati invece da formazioni di origine vulcanica (Toscana, Lazio, Campania) possono trovarsi naturalmente sostanze riconducibili a composti di zolfo, fluoruri, boro, arsenico, mercurio. Anche metalli come il cromo esavalente può essere di origine naturale in contesti geologici di metamorfismo, sia nella zona alpina sia appenninica, come ad esempio nelle zone a ofioliti (pietre verdi). Al contrario, è indicativa di impatto antropico la presenza di pesticidi, di microinquinanti organici, di nitrati con concentrazioni medio-alte, di intrusione salina. Pertanto, lo stato chimico delle acque sotterranee è quello influenzato dalla sola componente antropica delle sostanze indesiderate trovate, una volta individuata la componente naturale attraverso la quantificazione del suo valore di fondo naturale per ciascun corpo idrico sotterraneo. L'indice SCAS viene rappresentato per ciascun corpo idrico sotterraneo in due classi, buono e scarso, come definite nel D.Lgs. 30/09, che recepisce le Direttive europee 2000/60/CE e 2006/118/CE, e al tempo stesso integra e modifica il D.Lgs. 152/06. La classe di stato chimico buono identifica, quindi, le acque in cui le sostanze inquinanti o indesiderate hanno una concentrazione inferiore agli standard di qualità fissati dalle direttive europee, come ad esempio per nitrati (50 mg/L) e fitofarmaci (0,1 ug/L per ciascun principio attivo e 0,5 ug/L per la sommatoria), o ai valori soglia fissati a livello nazionale, ad esempio per sostanze inorganiche, metalli, solventi clorurati, idrocarburi. Le regioni possono modificare i valori soglia per diverse sostanze e per ciascun corpo idrico, qualora la concentrazione di fondo naturale dovesse risultare superiore al valore di soglia fissato. In altre parole, nella classe buono rientrano tutte le acque sotterranee che non presentano evidenze di impatto antropico, o comunque quelle il cui impatto riguardi al massimo il 20% del corpo idrico, e anche quelle in cui sono presenti sostanze indesiderate o contaminanti, ma riconducibili a un'origine naturale. Al contrario, nella classe scarso rientrano tutte le acque sotterranee che non possono essere classificate nello stato buono e nelle quali risulta evidente un impatto antropico sulla qualità, sia per livelli di concentrazione dei contaminanti sia per le loro tendenze all'aumento significative e durature nel tempo.

Scopo: 
Definire il livello di contaminazione dei corpi idrici sotterranei determinato dalla presenza di sostanze chimiche di origine antropica rispetto alle condizioni idrochimiche naturali. L'indicatore è pertanto utile per individuare gli impatti antropici di tipo chimico e le relative criticità ambientali riscontrabili nei corpi idrici sotterranei al fine di indirizzare le azioni di risanamento, attraverso gli strumenti di pianificazione, in modo da rimuovere le cause e/o prevenire il peggioramento dello stato chimico e, di conseguenza, permettere il raggiungimento degli obiettivi di qualità fissati dalla normativa. È utilizzato, infine, per consentire il monitoraggio dell'efficacia delle azioni di risanamento, individuate negli strumenti di pianificazione e tutela, oltre che per orientare e ottimizzare nel tempo i programmi e le reti di monitoraggio dei corpi idrici sotterranei.

Criteri di selezione: 
  • Misurabilità (i dati utilizzati per la costruzione dell'indicatore sono/hanno): 
    Adeguatamente documentati e di qualità nota [Accessibilità]
    Aggiornati a intervalli regolari secondo fonti e procedure affidabili [Tempestività e Puntualità]
    Una "buona" copertura spaziale
  • Rilevanza e utilità (l'indicatore): 
    È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
    È semplice, facile da interpretare
    È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell'ambiente e collegato alle attività antropiche
    Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull'ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
    Fornisce una base per confronti a livello internazionale
    Ha una soglia o un valore di riferimento con il quale poterlo confrontare, in modo si possa valutare la sua significatività
  • Solidità scientifica (l'indicatore): 
    È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
    È ben fondato in termini tecnici e scientifici
    Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
    Comparabilità nello spazio

Riferimenti normativi: 
Direttiva 2000/60/CE
Direttiva 2006/118/CE
Direttiva 2014/80/UE
D.Lgs. 152/06
D.Lgs. 30/09
DM Ambiente 6 luglio 2016

Obiettivi fissati dalla normativa: 
La Direttiva 2000/60/CE ha come obiettivi quelli di promuovere e attuare politiche sostenibili per l'uso e la salvaguardia delle acque superficiali e sotterranee, al fine di contribuire al perseguimento della loro tutela e miglioramento della qualità ambientale, oltre che all'utilizzo razionale delle risorse naturali. La direttiva ha individuato nei Distretti idrografici (costituiti da uno o più bacini idrografici, D.Lgs. 152/06) gli ambiti territoriali di riferimento per la pianificazione e gestione degli interventi finalizzati alla salvaguardia e tutela della risorsa idrica. Ciascun Distretto idrografico predispone un Piano di Gestione, ovvero uno strumento conoscitivo, strategico e operativo, attraverso cui pianificare, attuare e monitorare le misure per la protezione, risanamento e miglioramento dei corpi idrici, favorendo il raggiungimento degli obiettivi ambientali previsti dalla direttiva. Tutti i corpi idrici di ciascuno Stato membro devono raggiungere l’obiettivo di stato “buono”. Lo stato dei corpi idrici sotterranei viene definito in due classi, "buono" e "scarso" (Tabella 1), in funzione delle condizioni peggiori che il corpo idrico assume tra stato chimico e stato quantitativo. Ne consegue che l'obiettivo ambientale per i corpi idrici sotterranei è il raggiungimento dello stato buono sia per lo stato quantitativo sia per lo stato chimico. Per le acque sotterranee è stata emanata anche la Direttiva 2006/118/CE, inerente la "Protezione delle acque sotterranee dall'inquinamento e dal deterioramento", recepita in Italia dal D.Lgs. 30/09, che a sua volta integra e modifica il D.Lgs. 152/06. In esso sono riportati i seguenti criteri: identificazione e caratterizzazione dei corpi idrici sotterranei; standard di qualità per alcuni parametri chimici e valori soglia per altri parametri necessari alla valutazione del buono stato chimico delle acque sotterranee; criteri per individuare e per invertire le tendenze significative e durature all'aumento dell'inquinamento e per determinare i punti di partenza per dette inversioni di tendenza; criteri per la classificazione dello stato quantitativo; modalità per la definizione dei programmi di monitoraggio. I DM 56/09 e 260/10, successivi al D.Lgs. 30/09, confermano e non modificano quanto già contenuto nel D.Lgs. 30/09 relativamente alle acque sotterranee. Una volta individuati i corpi idrici, a ciascuno è attribuita una classe di rischio di non raggiungere gli obiettivi di qualità previsti a livello europeo, ovvero "a rischio" e "non a rischio", sulla base dei dati di monitoraggio e/o delle pressioni antropiche presenti. Il DM Ambiente 6 luglio 2016 recepisce la Direttiva 2014/80/Ue e modifica l'allegato 1 Parte III del D.Lgs. 152/2006 con l’obiettivo di definire i valori di fondo naturale per ciascun corpo idrico sotterraneo.
DPSIR: 
Stato

Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)

Riferimenti bibliografici: 
Guidance on groundwater status and trend assessment common implementation strategy for the Water Framework Directive (2000/60/EC), Guidance document no. 18. Technical report - 2009 – 026. ISBN 978-92-79-11374-1
ISPRA, 2014. GdL “Reti di monitoraggio e Reporting Direttiva 2000/60/CE”: Progettazione di reti e programmi di monitoraggio delle acque ai sensi del D.Lgs. 152/2006 e relativi decreti attuativi. ISPRA – Manuali e Linee Guida 116/2014. Roma, settembre 2014. ISBN 978-88-448-0677-4

Limitazioni: 
La mancata definizione dell'origine naturale di diverse sostanze inorganiche o metalli, quando presenti oltre i valori soglia, ovvero l'individuazione dei valori di fondo naturale, determina una possibile sovrastima della classe scarso a scapito del buono, in quanto lo stato chimico sarebbe determinato da cause naturali e non da impatto antropico.

Ulteriori azioni: 
Nei casi in cui si presenti il fenomeno dell’intrusione salina in acquiferi costieri, la definizione dello stato chimico dovrà essere supportata anche dallo stato quantitativo delle acque sotterranee.
Frequenza di rilevazione dei dati: 
Sessennale

Accessibilità dei dati di base: 
Dati trasmessi per il Reporting WISE 2016 alla Commissione Europea relativi al II ciclo Piano di Gestione Acque


Unità di misura dell'indicatore: 
Classi di qualità
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
L'attribuzione della classe di stato chimico (SCAS) per ciascun corpo idrico sotterraneo, monitorato attraverso punti di prelievo (pozzi, sorgenti), è determinata dal confronto della concentrazione media annua del periodo di monitoraggio dei parametri chimici previsti per la classificazione, con i relativi standard di qualità, o valori soglia, definiti a livello nazionale dal D.Lgs. 30/09 (Tabelle 2 e 3 dell'Allegato 3), per i dati riferibili fino al 2015. Le principali sostanze considerate nella definizione dello SCAS sono i nitrati (limite di 50 ug/L), i pesticidi (limiti di 0,1 ug/L per principio attivo e 0,5 ug/L per la sommatoria), sostanze inorganiche quali solfati e ione ammonio, metalli, solventi clorurati, sostanze aromatiche, idrocarburi, PCB, diossine e furani, per ciascuno dei quali è fissato un valore soglia. Il superamento, anche per un solo parametro chimico, dei valori soglia o standard di qualità, rilevato durante il monitoraggio, è indicativo del rischio, per il corpo idrico sotterraneo, di non raggiungere lo stato chimico buono e può determinare la classificazione del corpo idrico in stato chimico "scarso". Qualora ciò interessi solo una parte del volume del corpo idrico sotterraneo, inferiore o uguale al 20%, il corpo idrico può ancora essere classificato in stato chimico "buono", purché siano avviate appropriate verifiche sull'estensione dell'impatto e sull'uso delle risorse, oltre a controllare che ciò non precluda il raggiungimento degli obiettivi di qualità dell'intero corpo idrico sotterraneo. I valori soglia per ciascuna specie chimica considerata sono fissati a livello nazionale su base eco-tossicologica, ma possono essere rivisti a scala locale per adeguarli alle concentrazioni di fondo naturale qualora quest'ultimo risulti essere superiore ai valori soglia fissati dalla normativa.

Core set: 
7EAP - Dati sull'ambiente
SDGs Indicators

Tipo di rappresentazione: 
Grafico
Mappa
Tabella

Copertura spaziale: 
Nazionale – 8 Distretti Idrografici
Regionale – 19/20 (escluso Trentino Alto Adige)
Provinciale – 2/107 (province autonome di Bolzano e Trento)

Copertura temporale: 
2010-2015

Qualità dell'informazione: 
Lo SCAS rispecchia in maniera adeguata le richieste della normativa vigente, sia in ambito nazionale sia europeo. Tuttavia, la copertura spaziale è ancora parzialmente disomogenea, dovuta alla presenza di corpi idrici non ancora classificati nell'ambito dei Distretti idrografici. La comparabilità temporale potrà essere analizzata nel successivo sessennio di classificazione, mentre la comparabilità nello spazio è assicurata dall’emanazione dei decreti attuativi e delle Linee Guida di livello nazionale

Periodicità di aggiornamento: 
Esennale


Stato e trend: 
Non definibileA livello nazionale, in riferimento al sessennio di classificazione 2010-2015, il 57,6% dei corpi idrici sotterranei è in classe “buono”, il 25% in classe “scarso” e il restante 17,4% non ancora classificato. Con i prossimi aggiornamenti dell'indicatore sarà possibile fornire una valutazione del trend. Al momento, pertanto, non si assegna l'icona di Chernoff.

Commenti: 
Lo stato chimico (SCAS) del 57,6% dei corpi idrici sotterranei è in classe buono, il 25% in classe scarso e il restante 17,4% non ancora classificato (Figura 1). La dimensione media dei corpi idrici sotterranei è pari a 254 kmq, ma è presente una notevole variabilità nei diversi contesti territoriali, dovuta principalmente alle caratteristiche geologiche del territorio e alla distribuzione e tipologia di pressioni antropiche. Per tenere conto di ciò è stato elaborato lo SCAS anche in termini di superficie dei corpi idrici, da cui risulta che il 57,7% delle acque sotterranee è in stato buono, il 34,4% in classe scarso e 7,9% non ancora classificato.
Il numero di corpi idrici classificati a scala nazionale (Tabella 2) è di 869 rispetto ai 1.052 totali (copertura dell'82,6%) che, in termini di superficie di corpi idrici classificati, è pari a 245.827 kmq rispetto ai 267.017 kmq totali (copertura del 92,1%). I corpi idrici non ancora classificati sono 183 per una superficie totale di 21.191 kmq, prevalentemente ubicati nei Distretti Sicilia (ITH) e Appennino Meridionale (ITF).
Il Distretto del Serchio (ITD) ha classificato tutti gli 11 corpi idrici, seguito dal Distretto Alpi Orientali (ITA) con un solo corpo idrico non classificato su 118 totali.
Considerando il dettaglio territoriale per Distretti, le Alpi Orientali (ITA) e il Serchio (ITD) presentano il maggiore numero di corpi idrici in stato buono, anche se in termini di superficie è il Distretto Sardegna (ITG) a raggiungere la massima percentuale (86,7%) (Figura 2). Al contrario, la maggiore incidenza dello stato chimico scarso si riscontra nel Distretto Padano (ITB), sia come numero sia come superficie. La rappresentazione dello SCAS per numero di corpi idrici e per superficie risulta molto diversa per effetto della variabilità della dimensione dei corpi idrici e per la presenza di corpi idrici non ancora classificati. La distribuzione della classe scarso (Figura 3) evidenzia, infatti, che in termini di numero di corpi idrici il Distretto Padano (ITB) contribuisce per il 26,3% seguito dall'Appennino Settentrionale (ITC) con il 20,5%, mentre in termini di superficie di corpi idrici il Distretto Padano rappresenta il 49,2% e l'Appennino Settentrionale appena il 7,8%.
I parametri critici che determinano la classe scarso, per ciascun ambito territoriale (Tabella 3), sono spesso le sostanze inorganiche quali nitrati, solfati, fluoruri, cloruri, boro, insieme a metalli, sostanze clorurate, aromatiche e pesticidi. Inoltre, in diversi contesti territoriali non è stata ancora individuata l'origine naturale delle differenti sostanze inorganiche o metalli quando presenti oltre i valori soglia, come specificato dal DM 6 luglio 2016, e ciò determina, allo stato attuale, una possibile sovrastima della classe scarso a scapito del buono, in quanto lo stato chimico sarebbe determinato da cause naturali e non da impatto antropico.

Nella presente edizione dell’Annuario si riporta la rappresentazione dei dati a livello regionale relativi al sessennio di classificazione 2010-2015 (Tabella 4, Figura 4). Come si evince dalla Tabella 4, in Liguria, Basilicata e Sicilia circa il 50% dei corpi idrici sotterranei non è stato ancora classificato; in Calabria il valore raggiunge l’80%. In Lombardia si rileva la più alta percentuale dei corpi idrici sotterranei in classe “scarso” (67%), seguita dalla Puglia (62%), Piemonte (50%) e Abruzzo (48%). Le province autonome Trento e Bolzano, invece, hanno tutti i corpi idrici in classe “buono”; valori elevati si riscontrano anche in Molise (78%), Valle d’Aosta, Toscana e Campania (75%).
  • Titolo: Tabella 1: Classificazione dello stato chimico dei corpi idrici sotterranei - SCAS (D.Lgs. 30/09)
    Fonte: Allegato 3 - D.Lgs. 30/09

    Note: Scala cromatica Direttiva 2000/60/CE
    Tabella 1: Classificazione dello stato chimico dei corpi idrici sotterranei - SCAS (D. Lgs. 30/09)
    Classi di qualità Giudizio di qualità
    Buono La composizione chimica del corpo idrico sotterraneo è tale che le concentrazioni di inquinanti non presentano effetti di intrusione salina, non superano gli standard di qualità ambientale e i valori soglia stabiliti e infine non sono tali da impedire il conseguimento degli obiettivi ambientali stabiliti per le acque superficiali connesse nè da comportare un deterioramento significativo della qualità ecologica o chimica di tali corpi nè da recare danni significativi agli ecosistemi terrestri direttamente dipendenti dal corpo idrico sotterraneo.
    Scarso Quando non sono verificate le condizioni di buono stato chimico del corpo idrico sotterraneo
    Fonte: Allegato 3 - D. Lgs. 30/09
    Note: Scala cromatica Direttiva 2000/60/CE
  • Titolo: Tabella 2: Indice SCAS per Distretto idrografico, numero e superficie dei corpi idrici sotterranei (2016)
    Fonte: Elaborazione ISPRA/ARPA Emilia-Romagna su dati forniti dai distretti nell'ambito della Direttiva 2000/60/CE, Reporting 2016
    Legenda: NC - Corpi idrici non classificati
    Note: * Regioni e Province autonome nelle quali sono stati individuati i corpi idrici sotterranei nell'ambito del Distretto idrografico
    Tabella 2: Indice SCAS per Distretto idrografico, numero e superficie dei corpi idrici sotterranei (2016)
    Distretto idrografico Regione/Provincia autonoma* Corpi idrici Superficie Numero e superficie di corpi idrici per classe di SCAS
    TOTALE Classificati Non classificati Percentuale classificati TOTALE Dimensione media Classificati Corpi idrici Superficie
    Buono Scarso NC Buono Scarso NC Buono Scarso NC Buono Scarso NC
    n. % km2 km2 % n. % km2 %
    ITA (Alpi orientali) Friuli-Venezia GiuliaVenetoBolzano-BozenTrento 118 117 1 99.2 50,426 427 50,356 99.9 93 24 1 78.8 20.3 0.9 39,281 11,075 70 77.9 22.0 0.1
    ITB (Padano) PiemonteValle d'AostaLombardiaTrentoLiguriaEmilia-Romagna 167 155 12 92.8 84,140 504 83,405 99.1 86 69 12 51.5 41.3 7.2 38,153 45,252 734 45.4 53.8 0.9
    ITC (Appennino settentrionale) LiguriaEmilia-RomagnaToscanaMarcheLazio 222 187 35 84.2 27,544 124 27,116 98.5 133 54 35 59.9 24.3 15.8 20,002 7,114 428 72.6 25.8 1.6
    ITD (Serchio) Toscana 11 11 0 100.0 1,141 104 1,141 100.0 8 3 0 72.7 27.3 0.0 967 174 0 84.8 15.2 0.0
    ITE (Appennino centrale) ToscanaUmbriaMarcheLazioAbruzzoMolise 128 113 15 88.3 26,805 209 23,620 88.1 79 34 15 61.7 26.6 11.7 19,695 3,925 3,186 73.5 14.6 11.9
    ITF (Appennino meridionale) LazioAbruzzoMoliseCampaniaPugliaBasilicataCalabria 210 149 61 71.0 45,561 217 35,338 77.6 106 43 61 50.5 20.5 29.1 17,361 17,978 10,223 38.1 39.5 22.4
    ITG (Sardegna) Sardegna 114 102 12 89.5 19,314 169 19,057 98.7 80 22 12 70.2 19.3 10.5 16,748 2,309 257 86.7 12.0 1.3
    ITH (Sicilia) Sicilia 82 35 47 42.7 12,086 147 5,794 47.9 21 14 47 25.6 17.1 57.3 1,805 3,989 6,292 14.9 33.0 52.1
    TOTALE 1,052 869 183 82.6 267,017 254 245,827 92.1 606 263 183 57.6 25.0 17.4 154,013 91,814 21,191 57.7 34.4 7.9
    Fonte: Elaborazione ISPRA/ARPAE Emilia-Romagna su dati forniti dai distretti nell'ambito della Direttiva 2000/60/CE, Reporting 2016
    Note:
    *Regioni e Province autonome nelle quali sono stati individuati i corpi idrici sotterranei nell'ambito del Distretto idrografico. (NC) Corpi idrici non classificati.
    Legenda:
    NC - Non classificati
  • Titolo: Tabella 3: Parametri chimici che contribuiscono allo scadimento dello stato chimico (2016)
    Fonte: Elaborazione ISPRA/ARPA Emilia-Romagna su dati forniti dai distretti nell'ambito della Direttiva 2000/60/CE, Reporting 2016
    Legenda: ITA - Alpi orientali; ITB - Padano; ITC - Appennino settentrionale; ITD - Serchio; ITE - Appennino centrale; ITF - Appennino meridionale; ITG - Sardegna; ITH - Sicilia
    Tabella 3: Parametri chimici che contribuiscono allo scadimento dello stato chimico (2016)
    Parametri chimici che contribuiscono allo scadimento dello stato chimico Distretto idrografico
    ITA ITB ITC ITD ITE ITF ITG ITH
    Metalli
    Antimonio X X X
    Arsenico X X X X X X
    Cadmio X X
    Cromo totale X X X
    Cromo VI X X X
    Mercurio X X
    Nichel X X X X X X
    Piombo X X X X X
    Selenio X X
    Vanadio X X
    Ferro X X
    Manganese X X
    Inquinanti inorganici
    Nitrati X X X X X X X
    Boro X X X X X X
    Fluoruri X X X X
    Nitriti X X X X X X
    Solfati X X X X X X X
    Cloruri X X X X X X X
    Ione ammonio X X X X X X X
    Composti organici aromatici
    Benzene X X X
    Etilbenzene X
    Toluene X X
    Para-xilene X
    Policiclici aromatici
    Benzo(a)pirene X
    Benzo(b)fluorantene X
    Benzo(k)fluorantene X
    Benzo(g,h,i)perilene X X X X
    Dibenzo(a,h)antracene X X X
    Alifatici clorurati cancerogeni
    Triclorometano X X X X X X X X
    Cloruro di Vinile X X
    1,2 Dicloroetano X X
    Tricloroetilene X X X X X X
    Tetracloroetilene X X X X X X
    Esaclorobutadiene X X
    Sommatoria organoalogenati X X X
    Alifatici clorurati non cancerogeni
    1,2 Dicloroetilene X X
    Alifatici alogenati cancerogeni
    Dibromoclorometano X X X X X X
    Bromodiclorometano X X X X X
    Clorobenzeni
    Monoclorobenzene X
    1,4 Diclorobenzene X X
    Triclorobenzeni X
    Pentaclorobenzene
    Esaclorobenzene X X
    Pesticidi
    Acetochlor X X
    Aldrin X
    Aminomethylphosphonic acid (AMPA) X
    Atrazine X
    Bentazone X X
    Beta-Endosulfan X
    Bromacil X X
    Carbamazepin X
    Carbofuran X
    Desethylatrazine X X
    Desethylterbuthylazine X X X
    Desisopropylatrazine X
    Dicamba X
    Gamma-HCH (Lindane) X
    Glyphosate X
    Malathion X X X
    Metalaxyl-M X
    Metolachlor X X X
    Metolachlor ESA X
    Oxadiazon X
    Pendimethalin X
    Pirimicarb X
    Simazine X X
    Terbuthylazine X X X X
    Terbutryn X X
    2,6-dichlorobenzamide X
    Sommatoria (aldrin, dieldrin, endrin, isodrin) X
    Sommatoria pesticidi X X X X X
    Altre sostanze
    PCB X
    Idrocarburi totali (espressi come n-esano) X X
    Conducibilità elettrica X X X X X X
    Fonte: Elaborazione ISPRA/ARPAE Emilia-Romagna su dati forniti dai distretti nell'ambito della Direttiva 2000/60/CE, Reporting 2016
    Legenda:
    ITA - Alpi orientali; ITB - Padano; ITC - Appennino settentrionale; ITD - Serchio; ITE - Appennino centrale; ITF - Appennino meridionale; ITG - Sardegna; ITH - Sicilia
  • Titolo: Figura 2: Indice SCAS per Distretto idrografico, numero e superficie dei corpi idrici sotterranei (2016)
    Fonte: Elaborazione ISPRA/ARPA Emilia-Romagna su dati forniti dai distretti nell'ambito della Direttiva 2000/60/CE, Reporting 2016
    Legenda: ITA - Alpi orientali; ITB - Padano; ITC - Appennino settentrionale; ITD - Serchio; ITE - Appennino centrale; ITF - Appennino meridionale; ITG - Sardegna; ITH - Sicilia
    Figura 2: Indice SCAS per Distretto idrografico, numero e superficie dei corpi idrici sotterranei (2016)
  • Titolo: Figura 3: Distribuzione della classe SCAS scarso per Distretto idrografico rispetto al totale, in numero e superficie, dei corpi idrici con SCAS scarso
    Fonte: Elaborazione ISPRA/ARPA Emilia-Romagna su dati forniti dai distretti nell'ambito della Direttiva 2000/60/CE, Reporting 2016
    Legenda: ITA - Alpi orientali; ITB - Padano; ITC - Appennino settentrionale; ITD - Serchio; ITE - Appennino centrale; ITF - Appennino meridionale; ITG - Sardegna; ITH - Sicilia
    Figura 3: Distribuzione della classe SCAS scarso per Distretto idrografico rispetto al totale, in numero e superficie, dei corpi idrici con SCAS scarso
  • Titolo: Figura 4: Indice SCAS per regione, numero e percentuale dei corpi idrici sotterranei (2016)
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati WFD 2000/60/CE, Reporting 2016

     Figura 4: Indice SCAS per regione, numero e percentuale dei corpi idrici sotterranei (2016)
  • Titolo: Figura 1: Indice SCAS per numero e superficie di corpi idrici sotterranei (2016)
    Fonte: Elaborazione ISPRA/ARPA Emilia-Romagna su dati forniti dai distretti nell'ambito della Direttiva 2000/60/CE, Reporting 2016

    Figura 1: Indice SCAS per numero e superficie di corpi idrici sotterranei (2016)
  • Titolo: Tabella 4: Indice SCAS per regione, numero e percentuale dei corpi idrici sotterranei (2016)
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati WFD 2000/60/CE, Reporting 2016
    Legenda: NC = non classificati ITA = Alpi orientali; ITB = Padano; ITC = Appennino settentrionale; ITD = Serchio; ITE = Appennino centrale; ITF = Appennino meridionale; ITG = Sardegna; ITH = Sicilia
    Note: *Distretti idrografici di riferimento
    Tabella 4: Indice SCAS per regione, numero e percentuale dei corpi idrici sotterranei (2016)
    Regione/Provincia autonoma Distretti idrografici* Corpi idrici sotterranei per classe di SCAS
    Buono Scarso NC Buono Scarso NC
    n. %
    Piemonte ITB 15 17 2 44 50 6
    Valle d'Aosta ITB 3 1 0 75 25 0
    Lombardia ITB 7 20 3 23 67 10
    Trentino-Alto Adige
    Bolzano/Bozen ITA 39 0 0 100 0 0
    Trento ITA; ITB 12 0 0 100 0 0
    Veneto ITA 20 13 0 61 39 0
    Friuli-Venezia Giulia ITA 26 11 1 68 29 3
    Liguria ITB; ITC 25 16 38 32 20 48
    Emilia-Romagna ITB; ITC 101 43 0 70 30 0
    Toscana ITC; ITD; ITE 57 19 0 75 25 0
    Umbria ITE 29 13 0 69 31 0
    Marche ITC; ITE 28 16 5 57 33 10
    Lazio ITC; ITE; ITF 34 2 17 64 4 32
    Abruzzo ITE; ITF 14 15 2 45 48 6
    Molise ITE; ITF 21 1 5 78 4 19
    Campania ITF 60 12 8 75 15 10
    Puglia ITF 5 18 6 17 62 21
    Basilicata ITF 9 4 13 35 15 50
    Calabria ITF 0 6 24 0 20 80
    Sicilia ITH 21 14 47 26 17 57
    Sardegna ITG 80 22 12 70 19 11
    TOTALE 606 263 183 58 25 17
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati WFD 2000/60/CE, Reporting 2016
    Nota:
    *Distretti idrografici di riferimento
    Legenda:
    NC = non classificati
    ITA = Alpi orientali; ITB = Padano; ITC = Appennino settentrionale; ITD = Serchio; ITE = Appennino centrale; ITF = Appennino meridionale; ITG = Sardegna; ITH = Sicilia