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EMISSIONI DI AMMONIACA DALL'AGRICOLTURA

Abstract indicatore: 
L’indicatore descrive le emissioni di ammoniaca (NH3) in atmosfera prodotte dal settore agricolo, dovute principalmente alla gestione degli allevamenti e all’uso dei fertilizzanti e permette di valutare il peso del settore rispetto al totale di emissione nazionale e il raggiungimento degli obiettivi di riduzione. Il settore agricoltura è responsabile dell’emissione in atmosfera di 358,47 kt di NH3, pari al 93,8% del totale nazionale. L'andamento delle emissioni di NH3 è in linea con gli obiettivi fissati dal Protocollo di Göteborg e dalla Direttiva sui limiti nazionali di emissione (Direttiva NEC – National Emission Ceiling).

Descrizione: 
L’indicatore descrive le emissioni di ammoniaca (NH3) in atmosfera prodotte dal settore agricolo e principalmente dalle forme intensive che esso ha assunto negli ultimi decenni. In particolare, vengono considerate le emissioni prodotte dall’utilizzo esteso dei fertilizzanti sintetici e organici e dalla gestione degli allevamenti (emissioni dal ricovero e dallo stoccaggio). Una quota minima delle emissioni nazionali di NH3 proviene da altri processi produttivi, dai trasporti stradali e dal trattamento/smaltimento dei rifiuti. La deposizione di NH3 contribuisce a diversi problemi ambientali, quali l’acidificazione dei suoli, l’alterazione della biodiversità e l’eutrofizzazione delle acque; inoltre, essa interviene nella formazione del particolato, con conseguenze sulla salute umana. La quantificazione delle emissioni di NH3 avviene attraverso appropriati processi di stima definiti dalle metodologie indicate nel manuale di riferimento EMEP/EEA (EMEP/EEA, 2016) concernente l’inventario delle emissioni atmosferiche.

Scopo: 
Valutare l'andamento delle emissioni e il raggiungimento degli obiettivi nazionali e internazionali di riduzione stabiliti dal Protocollo di Göteborg e dalla Direttiva NEC. Valutare la quota di emissioni di ammoniaca imputabile all'agricoltura rispetto al totale nazionale.

Criteri di selezione: 
  • Misurabilità (i dati utilizzati per la costruzione dell'indicatore sono/hanno): 
    Adeguatamente documentati e di qualità nota [Accessibilità]
    Aggiornati a intervalli regolari secondo fonti e procedure affidabili [Tempestività e Puntualità]
    Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
    Una "buona" copertura spaziale
    Una "buona" copertura temporale (almeno 5 anni)
  • Rilevanza e utilità (l'indicatore): 
    È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
    È in grado di descrivere il trend in atto e l'evolversi della situazione ambientale
    È semplice, facile da interpretare
    È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell'ambiente e collegato alle attività antropiche
    Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull'ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
    Fornisce una base per confronti a livello internazionale
    Ha una soglia o un valore di riferimento con il quale poterlo confrontare, in modo si possa valutare la sua significatività
  • Solidità scientifica (l'indicatore): 
    È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
    È ben fondato in termini tecnici e scientifici
    Possiede elementi che consentono di correlarlo a modelli economici, previsioni e sistemi di informazione
    Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
    Comparabilità nel tempo
    Comparabilità nello spazio

Riferimenti normativi: 
Convenzione UNECE sull’inquinamento transfrontaliero a lungo raggio (Convention on Long-Range Transboundary Air Pollution, CLRTAP); Protocollo di Göteborg (1999 e 2012); Direttiva NEC (2001/81/CE); D.Lgs. 171/04, in recepimento della Direttiva NEC (2001/81/CE); Direttiva NEC (2016/2284).

Obiettivi fissati dalla normativa: 
L’obiettivo fissato dalla Direttiva NEC (2016/2284 del 14/12/2016 che abroga e sostituisce la Direttiva NEC (2001/81/CE)) è pari alla riduzione del 5% di emissioni di ammoniaca per ogni anno dal 2020 al 2029 (come stabilito dall’aggiornamento del Protocollo di Göteborg del 2012) e del 16% a partire dal 2030, rispetto alle emissioni del 2005. L’obiettivo di riduzione previsto per l’anno 2010, pari a 419 migliaia di tonnellate (kt), era stato fissato dal Protocollo di Göteborg (1999), nell'ambito della Convenzione UNECE sull'inquinamento transfrontaliero a lungo raggio (Convention on Long-Range Transboundary Air Pollution, CLRTAP), e dalla Direttiva NEC (2001/81/CE), recepita con il D.Lgs. 171/04.
DPSIR: 
Pressione

Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)

Riferimenti bibliografici: 
Cóndor R.D., Di Cristofaro E., De Lauretis R., 2008. Agricoltura: inventario nazionale delle emissioni e disaggregazione provinciale. Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. Rapporto ISPRA 85/2008. Roma, Italia. URL: http://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/rapporti/agricoltura-inventario-nazionale-delle-emissioni-e
Cóndor R.D., 2011. Agricoltura: emissioni nazionali in atmosfera dal 1990 al 2009. Rapporto ISPRA 140/2011. Roma, Italia. URL: http://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/rapporti/agricoltura-emissioni-nazionali-in-atmosfera-dal
EMEP/EEA, 2016. Air Pollutant Emission Inventory Guidebook. Technical report No 21/2016. URL: https://www.eea.europa.eu/publications/emep-eea-guidebook-2016/part-b-sectoral-guidance-chapters/4-agriculture
ISPRA, 2018[a]. Italian Emission Inventory 1990-2016. Informative Inventory Report 2018. Rapporto ISPRA 284/2018. URL: http://www.sinanet.isprambiente.it/it/sia-ispra/serie-storiche-emissioni/informative-inventory-report-2018/view
ISPRA, 2018[b]. Serie storiche delle emissioni nazionali di inquinanti atmosferici 1990-2016. URL: http://www.sinanet.isprambiente.it/it/sia-ispra/serie-storiche-emissioni/serie-storiche-delle-emissioni-nazionali-di-inquinanti-atmosferici/view
ISTAT, 2018. Dati annuali sulla consistenza del bestiame, sulla produzione di latte, sui mezzi di produzione, sulle coltivazioni. Istituto Nazionale di Statistica. URL: http://agri.istat.it/jsp/Introduzione.jsp

Limitazioni: 
Non compilato

Ulteriori azioni: 
Non compilato
Frequenza di rilevazione dei dati: 
Annuale

Accessibilità dei dati di base: 
ISPRA, Inventario delle emissioni in atmosfera

Fonte dei dati di base: 
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)

Unità di misura dell'indicatore: 
Percentuale (%)
Tonnellata (t)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
L'indicatore rappresenta la stima delle emissioni nazionali di ammoniaca prodotte dal settore agricolo (Cóndor et al., 2008; Cóndor, 2011), elaborate secondo la metodologia descritta nel manuale di riferimento dell'inventario delle emissioni di inquinanti atmosferici (EMEP/EEA, 2016). Nell’Informative Inventory Report - IIR (ISPRA, 2018[a]) è descritta la metodologia di stima e i dati usati, sono riportati i dati di emissione, l’analisi dei trend e delle categorie emissive principali, le attività di controllo e qualità dei dati, la pianificazione delle attività di miglioramento delle stime. Ogni anno i dati di emissione (ISPRA, 2018[b]), comunicati tramite il Nomenclature Reporting Format (NFR), e l’IIR vengono inviati al segretariato dell'UNECE/CLRTAP.

Core set: 
Sviluppo sostenibile europeo (EUSDI) del 2015
SDGs Indicators

Tipo di rappresentazione: 
Grafico
Tabella

Copertura spaziale: 
Nazionale

Copertura temporale: 
1990-2016

Qualità dell'informazione: 
Le stime delle emissioni di NH3 consentono di monitorare il rispetto degli obiettivi di riduzione delle emissioni previsti nell'ambito della Convenzione UNECE/CLRTAP. In particolare, la riduzione di NH3 è definita dal Protocollo di Göteborg e dalla Direttiva NEC. Tali stime sono elaborate a livello nazionale e calcolate durante il processo di preparazione dell'inventario nazionale delle emissioni in atmosfera, in conformità ai principi di trasparenza, accuratezza, consistenza, comparabilità e completezza richieste dalla metodologia di riferimento.

Periodicità di aggiornamento: 
Annuale


Stato e trend: 
Nell'ambito della Direttiva NEC 2001/81/CE relativa ai limiti nazionali di emissione di alcuni inquinanti atmosferici, l'Italia ha rispettato il limite di emissione nazionale di ammoniaca fissato per il 2010 a 419 kt (migliaia di tonnellate). Il raggiungimento dell’obiettivo è dipeso prevalentemente dall'andamento delle emissioni del comparto agricolo. La revisione della Direttiva NEC (2016/2284) ha stabilito i nuovi obiettivi di riduzione al 2020 e al 2030. In particolare per l’Italia tali obiettivi sono pari a 403,13 kt di emissioni nazionali di ammoniaca al 2020 (calcolate come riduzione del 5% di emissioni rispetto al 2005) e 356,45 kt di emissioni nazionali di ammoniaca al 2030 (calcolate come riduzione del 16% di emissioni rispetto al 2005). Nel 2016, il settore agricoltura è responsabile dell’emissione in atmosfera di 358,47 kt di NH3, pari al 93,8% del totale nazionale. Altre fonti emissive sono: i trasporti stradali, il trattamento/smaltimento dei rifiuti e combustione/processi produttivi. L'andamento delle emissioni di NH3 è in linea con gli obiettivi fissati (si veda l’indicatore “Emissioni di sostanze acidificanti” nel capitolo Atmosfera).

Commenti: 
Nel 2016, il settore agricoltura è responsabile del 93,8% delle emissioni nazionali di NH3 (Tabella 1). Dal 1990 al 2016 si è registrata una riduzione delle emissioni di NH3 del 21,4%, passando da 456,02 kt a 358,47 kt. Tale andamento è attribuibile principalmente alla contrazione del numero di capi allevati di alcune specie zootecniche, alla riduzione dell’uso di fertilizzanti azotati sintetici e delle superfici e produzioni agricole, alla diffusione di tecniche di abbattimento delle emissioni nella gestione degli allevamenti. Nel 2016, la fonte emissiva più significativa è rappresentata dalla gestione degli allevamenti (emissioni dal ricovero e dallo stoccaggio), che contribuisce per il 59,2% al totale delle emissioni di NH3 di origine agricola. Le altre fonti emissive del settore sono: lo spandimento delle deiezioni animali (18,4%), l’applicazione al suolo di fertilizzanti azotati sintetici (17,7%), il pascolo (2,5%), di altri fertilizzanti organici (1,3%), l’azoto fissato al suolo tramite il processo di azoto-fissazione prodotto dalle radici delle leguminose (0,4%), lo spandimento dei fanghi da depurazione (0,3%) e la combustione dei residui agricoli (0,2%) (Figura 1).
  • Titolo: Figura: Emissioni di ammoniaca dovute all’agricoltura per fonte (2016)
    Fonte: ISPRA

    Figura: Emissioni di ammoniaca dovute all’agricoltura per fonte (2016)
  • Titolo: Tabella :Emissioni di ammoniaca prodotta dall’agricoltura per fonte e quota sul totale nazionale delle emissioni
    Fonte: ISPRA
    Legenda: 1: include le emissioni dovute all’uso dei fertilizzanti azotati sintetici; 2: include le emissioni dovute allo spandimento delle deiezioni animali, di altri fertilizzanti organici, al pascolo, al processo di azoto-fissazione del leguminose, allo spandimento dei fanghi da depurazione; 3: include le emissioni dovute al ricovero e allo stoccaggio delle deiezioni animali; 4: include le emissioni dovute alla combustione dei residui cerealicoli.
    Anni Emissioni di ammoniaca dall’agricoltura Coltivazioni con fertilizzanti(1) Coltivazioni senza fertilizzanti(2) Allevamento di bestiame(3) Combustione dei residui agricoli (4) Emissioni nazionali di ammoniaca Quota dell’agricoltura sul totale delle emissioni
    t %
    1990 456,024 70,444 116,825 268,267 487 472,465 96.5
    1991 458,177 76,329 114,469 266,850 528 474,941 96.5
    1992 443,797 79,528 108,734 255,019 517 461,486 96.2
    1993 447,436 88,573 106,596 251,769 498 466,833 95.8
    1994 434,977 82,741 105,362 246,373 501 456,611 95.3
    1995 428,256 73,589 105,925 248,261 480 452,473 94.6
    1996 419,180 67,154 105,226 246,294 506 446,260 93.9
    1997 427,210 76,729 104,514 245,504 462 457,771 93.3
    1998 424,271 72,296 104,068 247,387 521 459,803 92.3
    1999 427,933 75,406 104,078 247,938 512 465,905 91.8
    2000 414,193 73,273 101,301 239,138 481 455,469 90.9
    2001 416,942 74,702 99,055 242,738 448 458,147 91.0
    2002 405,801 77,127 94,525 233,648 502 445,982 91.0
    2003 402,650 77,268 93,349 231,573 460 444,393 90.6
    2004 394,867 79,428 90,158 224,725 555 440,035 89.7
    2005 383,110 71,568 89,018 222,006 519 424,349 90.3
    2006 380,121 74,396 88,614 216,605 507 418,916 90.7
    2007 390,081 73,037 91,440 225,090 514 422,294 92.4
    2008 381,322 65,195 91,270 224,319 539 412,334 92.5
    2009 369,535 51,081 92,597 225,348 509 397,894 92.9
    2010 360,278 48,336 90,389 221,052 502 387,070 93.1
    2011 360,926 50,032 92,374 218,025 495 387,182 93.2
    2012 372,364 72,293 84,391 215,158 523 395,875 94.1
    2013 352,123 58,259 81,848 211,521 494 377,611 93.3
    2014 342,576 52,113 82,030 207,944 489 366,610 93.4
    2015 343,932 53,712 81,034 208,677 509 368,019 93.5
    2016 358,468 63,352 82,337 212,236 543 382,220 93.8