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ECOEFFICIENZA IN AGRICOLTURA

Abstract indicatore: 
L'indicatore analizza la capacità dell'agricoltura nazionale di stimolare la crescita economica, riducendo al tempo stesso le pressioni e gli impatti sull'ambiente. Scopo dell’indicatore è misurare l’eco-efficienza del settore agricolo, cioè la capacità di disaccoppiare (decoupling) i fattori di crescita economica dall’aumento dei fattori di pressione e di impatto. L'evoluzione delle variabili testimonia un miglioramento dell'eco-efficienza dell'agricoltura italiana nel periodo oggetto di analisi (1990-2016). Ciò si evince se si rapporta l’andamento della variabile economica (rappresentata dal valore aggiunto ai prezzi di base), a quello delle pressioni che risulta essere in decrescita per quanto riguarda il consumo di fertilizzanti e dei prodotti fitosanitari, l’uso di energia, le emissioni acidificanti e le emissioni dei gas serra.

Descrizione: 
L'indicatore analizza la capacità dell'agricoltura nazionale di stimolare la crescita economica, riducendo al tempo stesso le pressioni e gli impatti sull'ambiente. Ciò è espresso attraverso un indice che aggrega il valore aggiunto ai prezzi di base (vale a dire la differenza tra il valore dei beni e servizi conseguiti dal settore agricolo e il valore dei beni e servizi intermedi consumati nel periodo considerato) e l'uso delle risorse, rappresentate dalla Superficie Agricola Utilizzata (SAU), dalla superficie agricola irrigata, dai prati e pascoli permanenti, dall'uso di energia, dalle emissioni in atmosfera, dal consumo di prodotti fitosanitari e di fertilizzanti. L'andamento di queste grandezze tra il 1990 e il 2016 è valutato in modo indicizzato, assumendo il valore del 1990 uguale a 100.

Scopo: 
Misurare l’eco-efficienza del settore agricolo, cioè la capacità di disaccoppiare (decoupling) i fattori di crescita economica dall’aumento dei fattori di pressione e di impatto. La strategia della Commissione europea per l’uso sostenibile delle risorse naturali – delineata nella Comunicazione COM(2005) 670 definitivo – richiede l’elaborazione d’indicatori aggregati, al fine di valutare la capacità delle politiche nazionali di slegare la crescita del PIL (che misura l’attività economica complessiva) da quella della ricchezza e del benessere della società in un contesto europeo. Ciò vale soprattutto per i settori agricolo e della pesca, per i quali l’emanazione delle politiche sono competenza esclusiva della Commissione europea.

Criteri di selezione: 
  • Misurabilità (i dati utilizzati per la costruzione dell'indicatore sono/hanno): 
    Adeguatamente documentati e di qualità nota [Accessibilità]
    Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
    Una "buona" copertura spaziale
    Una "buona" copertura temporale (almeno 5 anni)
  • Rilevanza e utilità (l'indicatore): 
    È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
    È in grado di descrivere il trend in atto e l'evolversi della situazione ambientale
    È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell'ambiente e collegato alle attività antropiche
    Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull'ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
  • Solidità scientifica (l'indicatore): 
    È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
    È ben fondato in termini tecnici e scientifici
    Possiede elementi che consentono di correlarlo a modelli economici, previsioni e sistemi di informazione
    Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
    Comparabilità nel tempo
    Comparabilità nello spazio

Riferimenti normativi: 
Legge 28 dicembre 2015, n. 221;
CE-COM(2015) 614;
CE-COM(2011) 571;
CE-COM(2005) 670;
DECISIONE N. 1386/2013/UE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 20 novembre 2013

Obiettivi fissati dalla normativa: 
L'utilizzo sostenibile delle risorse naturali, sia nella fase di produzione sia in quella di consumo, è un fattore fondamentale della prosperità nel lungo periodo, a scala nazionale, continentale e planetaria.
Nel 2015 l'UN ha adottato gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) presentati nel documento “Transforming our world: the 2030 Agenda for Sustainable Development”; essi rappresentano gli obiettivi globali di sviluppo sostenibile che sostituiscono e implementano i Millenium Development Goals (gli obiettivi di sviluppo del Millennio scaduti alla fine del 2015) e sono validi per il periodo 2015-2030. Tra questi obiettivi vi è anche l’uso sostenibile ed efficiente delle risorse “Proteggere, ristabilire e promuovere l'utilizzo sostenibile degli ecosistemi terrestri, gestire le foreste in modo sostenibile, combattere la desertificazione, bloccare e invertire il degrado del suolo e arrestare la perdita di biodiversità” (Obiettivo 15); “Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione, e promuovere un’agricoltura sostenibile” (Obiettivo 2); “Garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico-sanitarie” (Obiettivo 6); “Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo” (Obiettivo 12).
A livello comunitario il Settimo Programma generale di azione dell’Unione in materia di ambiente fino al 2020 (7° PAA) “Vivere bene entro i limiti del nostro pianeta”, adottato nel 2013, il Pacchetto sull’economia circolare con il relativo Piano d’azione “L'anello mancante - Piano d'azione dell'Unione europea per l'economia circolare” [COM(2015) 614] e la Roadmap to a Resource Efficient Europe [COM(2011) 571] delineano il percorso verso la sostenibilità dell'economia europea entro il 2050. Essi propongono i percorsi da seguire per attuare una crescita economica che sia disaccoppiata dalle pressioni e dagli impatti ambientali derivanti dall'uso delle risorse naturali. Ribadiscono altresì l’importanza di integrare profili di tutela ambientale nelle altre politiche comunitarie e nazionali.
In Italia, la Legge 28 dicembre 2015, n. 221 “Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell'uso eccessivo di risorse naturali", introduce misure in materia di tutela della natura e sviluppo sostenibile, valutazioni ambientali, energia, acquisti verdi, gestione dei rifiuti e bonifiche, difesa del suolo e risorse idriche.
DPSIR: 
Risposta

Tipologia indicatore: 
Efficienza (tipo C)

Riferimenti bibliografici: 
EUROPEAN COMMISSION, 2015. Pacchetto sull’Economia Circolare con il relativo Piano d’azione “L'anello mancante - Piano d'azione dell'Unione europea per l'economia circolare” [COM(2015) 614]
EUROPEAN COMMISSION, 2013. Programma generale di azione dell’Unione in materia di ambiente fino al 2020 (7° PAA) “Vivere bene entro i limiti del nostro pianeta”
EUROPEAN COMMISSION, 2011. Roadmap to a Resource Efficient Europe. COM(2011) 571 final
EUROPEAN COMMISSION, 2005. Strategia per l'uso sostenibile delle risorse naturali [COM(2005) 670]
ISPRA, 2018[a]. Italian Greenhouse Gas Inventory 1990-2016. National Inventory Report 2018. Submission under the UNFCCC - United Nations Framework Convention on Climate Change. Rapporto Ispra 283/2018. Disponible: http://www.sinanet.isprambiente.it/it/sia-ispra/serie-storiche-emissioni/informative-inventory-report/view e http://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/rapporti
ISPRA, 2018[b]. Italian Emission Inventory 1990-2016. Informative Inventory Report 2018. Submission under the UNECE Convention on Long-range Transboundary Air Pollution. Rapporto Ispra 284/2018. Roma, Italia. Disponibile: http://www.sinanet.isprambiente.it/it/sia-ispra/serie-storiche-emissioni/informative-inventory-report/view e http://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/rapporti
ISPRA, 2011. Agricoltura. Emissioni nazionali in atmosfera dal 1990 al 2009. Rapporto Ispra 140/2011. Roma, Italia. Disponibile: http://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/rapporti/agricoltura-emissioni-nazionali-in-atmosfera-dal
Istat, 2018. Conti e aggregati economici nazionali 1999-2017 [Valore aggiunto in milioni di euro - valore aggiunto per branca di attività economica - a prezzi base - valori concatenati con anno di riferimento 2010 - dati grezzi - aggiornamento aprile 2018]. Disponibile: http://dati.istat.it/?lang=it
Istat, 2016. La struttura delle aziende agricole
Istat, 2015. La struttura delle aziende agricole
Istat, 2011. 6° Censimento Generale dell'Agricoltura
Ministero dello Sviluppo Economico - MISE, 2018. Bilancio Energetico Nazionale, 2016. Ministero delle Attività Produttive,
Direzione Generale delle Fonti di Energia ed industrie di base Disponibile: http://dgerm.sviluppoeconomico.gov.it/dgerm/ben.asp
Parlamento italiano. Legge 28 dicembre 2015, n. 221. Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell'uso eccessivo di risorse naturali. (Gu 18 gennaio 2016 n. 13).
United Nations, 2015. The Millennium Development Goals Report 2015
United Nations, 2015. Transforming our world: the 2030 Agenda for Sustainable Development. A/RES/70/1

Limitazioni: 
Lo sviluppo dell’indicatore richiederebbe l’integrazione delle informazioni quantitative sull’evoluzione della superficie agricola con quelle qualitative, per quantificare, ad esempio, l’entità della superficie agricola trasformata in forme d’uso a più basso grado di naturalità (infrastrutture, edilizia, ecc.) e il grado di frammentazione del paesaggio.

Ulteriori azioni: 
Non compilato
Frequenza di rilevazione dei dati: 
Annuale
Biennale

Accessibilità dei dati di base: 
Elaborazione ISPRA su dati:
ISPRA, Inventario delle emissioni in atmosfera
ISTAT, Indagine sulla struttura e sulle produzioni delle aziende agricole (SPA)
ISTAT, Conti e aggregati economici nazionali annuali
MISE, Bilancio Energetico Nazionale

Fonte dei dati di base: 
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)
ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica)
MSE (Ministero dello sviluppo economico)

Unità di misura dell'indicatore: 
Numero indice
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
L'andamento delle grandezze tra il 1990 e il 2016 è valutato in modo indicizzato, assumendo il valore del 1990 uguale a 100.


Tipo di rappresentazione: 
Grafico

Copertura spaziale: 
Nazionale

Copertura temporale: 
1990-2016

Qualità dell'informazione: 
In merito alla rilevanza, l'indicatore fornisce informazioni adeguate a misurare i progressi compiuti dal paese verso l'obiettivo di un uso sostenibile delle risorse naturali in agricoltura, così come stabilito nella Strategia per l'uso sostenibile delle risorse naturali delineata dalla Commissione europea nella Comunicazione COM(2005) 670 definitivo. I dati hanno un buon grado di affidabilità e di accuratezza, in quanto sono raccolti da molti anni con regole standardizzate e condivise a livello europeo; essi, infine, risultano comparabili nel tempo, grazie alla disponibilità di serie storiche pressoché complete per tutte le componenti dell'indicatore. L’unica debolezza si riscontra a livello dell’aggiornamento in quanto non tutte le componenti dell’indicatore sono basate su dati disponibili annualmente.

Periodicità di aggiornamento: 
Annuale


Stato e trend: 
L'evoluzione delle variabili testimonia un miglioramento dell'eco-efficienza dell'agricoltura italiana nel periodo oggetto di analisi (1990-2016). Ciò si evince se si rapporta l’andamento della variabile economica (rappresentata dal valore aggiunto ai prezzi di base), a quello delle pressioni che risulta essere in decrescita per quanto riguarda il consumo di fertilizzanti e dei prodotti fitosanitari, l’uso di energia, le emissioni acidificanti e le emissioni dei gas serra.

Commenti: 
In generale, nelle Figure 1 e 2 si evidenzia un buon andamento della eco-efficienza, in particolare nel periodo 1990-1999 al progressivo incremento dei valori economici corrisponde un minore incremento e, in alcuni casi, addirittura un decremento dei fattori di pressione e impatto ambientale; nel periodo 2000-2009 invece, si rileva un andamento altalenante; infine, dal 2010 al 2016, l’andamento tende lievemente al disaccoppiamento.
L'indicatore economico, infatti, dopo la netta ripresa registrata tra 2003 e 2004, pur mantenendosi al di sotto del valore massimo del 2004, si attesta su un valore in aumento rispetto agli anni precedenti.

Il livello di emissioni di gas serra da parte del settore agricolo (metano e ossidi di azoto), nel periodo che va dal 1991 al 1999, si è mantenuto prossimo a quello di riferimento (1990); dal 2000 al 2009 si osserva invece un evidente decremento: in particolare, nel 2009 il valore è diminuito di 12 punti percentuali rispetto a quello del 1999 e continua a mantenere un valore inferiore a quello del 2009. Per quanto riguarda le emissioni acidificanti (che comprendono ammoniaca, ossidi di azoto, ossido di carbonio, composti organici volatili non metanici e ossidi di zolfo), l'apporto del settore agricolo riguarda prevalentemente l'ammoniaca; anche in questo caso le quantità di sostanze emesse dall'agricoltura presentano una riduzione significativa dal 1990 al 2010 (con una riduzione complessiva di 21 punti percentuali), con una lieve ripresa nell’ultima rilevazione. I composti organici volatili non metanici (COVNM) e gli ossidi di azoto sono considerati tra i precursori dell'ozono troposferico. L'apporto del comparto agricolo alla produzione totale nazionale di questi gas è molto limitato; l'andamento sembra evidenziare una progressiva diminuzione fino al 2014, quando raggiunge il valore minimo della serie, mentre nel 2016 registra un leggero aumento.

Il consumo energetico, dal 2010 si mantiene al di sotto del valore di riferimento con un valore minimo nel 2014 (13 punti percentuali in meno rispetto al 1990).
Il consumo di fertilizzanti mantiene l’andamento in decrescita raggiungendo, nel 2016, il valore minimo. Il consumo dei prodotti fitosanitari si mantiene al di sotto dei valori di riferimento del 1990 (36 punti percentuali in meno). Ciò a fronte di una SAU in diminuzione nel 2016 rispetto al 1990 (-16 punti percentuali), raggiungendo il valore di 12,598 milioni di ettari nel 2016. Bisogna notare che nell'ambito della SAU la componente irrigata, dopo aver raggiunto il valore minimo nel 2010 (11 punti in meno rispetto al 1990), e registrato un forte aumento nel 2013 (19 punti rispetto al 2010), nel 2016 si rileva una nuova riduzione (14 punti rispetto al 2013) il che corrisponde a un minor utilizzo della risorsa idrica in agricoltura. La componente rappresentata dai prati permanenti e pascoli ha raggiunto il valore minimo nel 2016 con 3,233 milioni di ettari. Nel complesso comunque si denotano i caratteri tipici di un'agricoltura che tende a ridurre il suo carattere fortemente intensivo. L'aumento dell’eco-efficienza verificatosi nel tempo è sicuramente legato ai provvedimenti legislativi ed economici, europei e nazionali, tra cui quello relativo all'agricoltura biologica. La situazione relativa agli ultimi due anni va ulteriormente valutata, ma i valori della componente economica nel lungo periodo associato alla contemporanea diminuzione di gran parte delle pressioni testimonia un buon andamento globale.

  • Titolo: Figura 1: Eco-efficienza in agricoltura, espressa come indice integrato di valore aggiunto ai prezzi di base in agricoltura, uso dell'energia ed emissioni di inquinanti
    Fonte: Elaborazione ISPRA, MISE, ISTAT

    Figura 1: Eco-efficienza in agricoltura, espressa come indice integrato di valore aggiunto ai prezzi di base in agricoltura, uso dell'energia ed emissioni di inquinanti
  • Titolo: Figura 2: Eco-efficienza in agricoltura, espressa come indice integrato di valore aggiunto ai prezzi di base in agricoltura, uso delle risorse naturali e consumo di mezzi tecnici
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati ISTAT

    Figura 2: Eco-efficienza in agricoltura, espressa come indice integrato di valore aggiunto ai prezzi di base in agricoltura, uso delle risorse naturali e consumo di mezzi tecnici