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AZIENDE AGRICOLE CHE ADERISCONO A MISURE ECOCOMPATIBILI E CHE PRATICANO AGRICOLTURA BIOLOGICA

Abstract indicatore: 
Dal 1990 ad oggi l'agricoltura biologica italiana è cresciuta ad un ritmo senza uguali rispetto agli altri paesi UE, sia in termini di superfici che per numero di operatori. Nel 2017 le superfici investite e in conversione bio sono state pari a circa 1,9 milioni di ettari con un incremento del 6,3% rispetto al 2016 e del 71% rispetto al 2010. Gli operatori del settore sono quasi 76.000 con un aumento del 5,2% rispetto al 2016. L’Italia è nel 2016 al quinto posto nell'Europa a 28 per quanto riguarda la percentuale di superficie interessata dall’agricoltura biologica, che nel 2017 è arrivata al 15,4%. Le aziende biologiche sono distribuite prevalentemente nelle regioni meridionali come Sicilia, Calabria e Puglia. La superficie biologica di queste tre regioni rappresenta il 46% dell’intera superficie biologica nazionale. L'indicatore misura lo sviluppo della conduzione biologica aziendale e la sua diffusione sul territorio agricolo in modo da stimare l'adozione di pratiche agronomiche più idonee a garantire un buon livello di qualità ambientale e di biodiversità, salubrità degli alimenti e benessere degli animali da allevamento.

Descrizione: 
L'indicatore descrive a livello nazionale e regionale il numero di operatori che praticano agricoltura biologica, la corrispondente superficie agricola utilizzata (SAU), le colture e i capi interessati. Descrive inoltre la percentuale di SAU impiegata per agricoltura biologica nei paesi dell'Unione Europea a 28.

Scopo: 
Fornire una misura del grado di adozione da parte del sistema agricolo italiano di pratiche agronomiche ritenute più idonee a garantire un buon livello di qualità ambientale e di biodiversità, salubrità degli alimenti e benessere degli animali da allevamento. L'indicatore può essere finalizzato a monitorare l'obiettivo specifico 2.4 dell'Agenda di sviluppo sostenibile ONU 2030: “Entro il 2030 garantire sistemi di produzione alimentare sostenibili e applicare pratiche agricole resilienti che aumentino la produttività e la produzione, che aiutino a conservare gli ecosistemi, che rafforzino la capacità di adattamento ai cambiamenti climatici, alle condizioni meteorologiche estreme, alla siccità, alle inondazioni e agli altri disastri e che migliorino progressivamente il terreno e la qualità del suolo". Similmente esso può monitorare l'obiettivo specifico III.7 della Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile (approvata a dicembre 2017 dal Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) "Garantire la sostenibilità di agricoltura e silvicoltura lungo l’intera filiera", il quale prevede come indicatore la percentuale di superficie agricola coltivata con metodo biologico. L'indicatore può inoltre essere finalizzato al monitoraggio generale del Piano strategico nazionale per lo sviluppo del sistema biologico (approvato nell'Aprile 2016 in Conferenza Stato-regioni) che prevede come indicatore generale di risultato la superficie agricola condotta con metodo biologico.

Criteri di selezione: 
  • Misurabilità (i dati utilizzati per la costruzione dell'indicatore sono/hanno): 
    Adeguatamente documentati e di qualità nota [Accessibilità]
    Aggiornati a intervalli regolari secondo fonti e procedure affidabili [Tempestività e Puntualità]
    Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
    Una "buona" copertura spaziale
    Una "buona" copertura temporale (almeno 5 anni)
  • Rilevanza e utilità (l'indicatore): 
    È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
    È in grado di descrivere il trend in atto e l'evolversi della situazione ambientale
    È semplice, facile da interpretare
    Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull'ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
    Fornisce una base per confronti a livello internazionale
  • Solidità scientifica (l'indicatore): 
    È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
    È ben fondato in termini tecnici e scientifici
    Possiede elementi che consentono di correlarlo a modelli economici, previsioni e sistemi di informazione
    Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
    Comparabilità nel tempo
    Comparabilità nello spazio

Riferimenti normativi: 
Regolamento CE 834/2007.
Regolamento CE 889/2008.
Regolamento CE 1235/2008.
Regolamento CE 203/2012.
Regolamento UE 673/2016.
Regolamento UE 848/2018.
D.Lgs. 220/1995.
D.M. 5 agosto 2016.

Obiettivi fissati dalla normativa: 
Il Regolamento CE 834/07 è la base dell'attuale quadro normativo in materia di produzione ed etichettatura dei prodotti biologici. Esso stabilisce i principi e i criteri generali dell’agricoltura biologica, il funzionamento del sistema di controllo, le modalità di etichettatura e le regole per l’importazione da Paesi terzi. Il Regolamento di attuazione n. 889/08 dettaglia le norme tecniche e i criteri di controllo per la produzione agricola, l’allevamento e la preparazione alimentare; in particolare fissa le norme su produzione, trasformazione, imballaggio dei prodotti di origine vegetale e animale, precisa i requisiti di origine degli animali, le norme di allevamento, la profilassi e i trattamenti veterinari, definisce specifici indirizzi riguardo all’etichettatura e delibera i requisiti minimi per il regime di controllo. Il campo di applicazione è esteso ai prodotti dell’acquacoltura, ai lieviti e alle alghe marine in conformità a specifiche norme tecniche che la Commissione UE si è impegnata a definire. Il Regolamento CE 203/2012 stabilisce norme dettagliate sulla vinificazione biologica aprendo così la porta al vino biologico in Europa. Dal campo di applicazione continua ad essere esclusa la ristorazione collettiva, ma è prevista la possibilità per gli Stati membri di adottare norme nazionali specifiche o in mancanza di queste, norme in tema di etichettatura e controlli in materia. L’importazione dai paesi terzi di prodotti biologici è disciplinata dai regolamenti di esecuzione CE 1235/2008 e UE 673/2016.

La novità più recente e importante è la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale (GUUE) serie L n.150 del 14 giugno 2018 del nuovo regolamento UE 2018/848 relativo alla produzione biologica e all’etichettatura dei prodotti biologici, che abroga il regolamento CE n. 834/2007.
In Italia il settore è Regolamentato dal DLgs 220/1995, che continua ad applicarsi in attuazione del Reg CE 834/2007 salvo incompatibilità con le successive norme comunitarie; a esso si sono affiancati nel corso del tempo numerosi decreti di recepimento, note e comunicazioni ministeriali esplicative e/o prescrittive. Nel 2016 il Ministero dell'agricoltura ha fissato i parametri minimi per la certificazione biologica nell’attività di ristorazione collettiva tramite il DM del 5 agosto 2016, il quale recepisce le modifiche intervenute nella normativa UE.
DPSIR: 
Determinante
Risposta

Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Performance (tipo B)

Riferimenti bibliografici: 
Rapporto SINAB "Bio in cifre 2018. Anticipazioni"
Rapporto FIBL-IFOAM "The world of organic agriculture 2018. Statistics and emerging trends"

Limitazioni: 
Assenza di obiettivi quantitativi di riferimento: al momento esistono solo l'obiettivi qualitativi: quello specifico 2.4 dell'Agenda ONU 2030 per lo sviluppo sostenibile, l'obiettivo specifico III.7 della Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile e l'obiettivo generale del Piano strategico nazionale per lo sviluppo del sistema biologico.
L'indicatore fornisce solo in parte la misura del grado di adozione di pratiche agronomiche più idonee per un buon livello di qualità ambientale, salubrità degli alimenti e benessere animale, poiché riguarda solo le prassi certificate con il metodo biologico.

Ulteriori azioni: 
Per migliorare l'indicatore sarebbe opportuno disporre di obiettivi quantitativi di riferimento.
Per stimare ancora meglio il grado di adozione di pratiche agronomiche più idonee per un buon livello di qualità ambientale, salubrità degli alimenti e benessere animale, sarebbe inoltre utile disporre di dati relativi anche ad altre buone pratiche che non sono certificate con il metodo biologico.
Frequenza di rilevazione dei dati: 
Annuale

Accessibilità dei dati di base: 
SINAB, "Bio in cifre 2018. Anticipazioni"

Fonte dei dati di base: 
EUROSTAT (Ufficio Statistico delle Comunità Europee)
SINAB (Sistema di Informazione Nazionale sull'Agricoltura Biologica)

Unità di misura dell'indicatore: 
Ettaro (ha)
Numero (n.)
Percentuale (%)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Rappresentazione grafica delle percentuali di SAU biologica nei paesi EU28 nel 2016.
Rappresentazione grafica dell'evoluzione 1990-2017 del numero di operatori e SAU biologici nazionali.
Rappresentazione grafica 2017 di numero di operatori e SAU biologici per regione.
Rappresentazione grafica 2017 della SAU per tipologie di colture e capi allevati.
Confronto percentuale con i dati 2016.


Core set: 
Sviluppo sostenibile europeo (EUSDI) del 2015
Resource Efficiency Scoreboard
7EAP - Dati sull'ambiente
SDGs Indicators

Tipo di rappresentazione: 
Grafico

Copertura spaziale: 
EU28, nazionale, regionale

Copertura temporale: 
1990-2017

Qualità dell'informazione: 
L'indicatore è rilevante per conoscere la condizione dell'agricoltura biologica italiana e il grado di adozione da parte del sistema agricolo di pratiche agronomiche ritenute più idonee a garantire un buon livello di qualità ambientale e di biodiversità, salubrità degli alimenti e benessere degli animali da allevamento. Pur non essendo direttamente sensibile ai cambiamenti che avvengono nell'ambiente è collegato alle attività antropiche. La misurabilità e la solidità scientifica delle informazioni sono ottime, grazie anche alla completezza della serie temporale per il numero di operatori e SAU biologici nazionali, nonché grazie all'uso di metodologie di raccolta dati condivise a livello nazionale.

Periodicità di aggiornamento: 
Annuale


Stato e trend: 
Dal 1990 ad oggi l'agricoltura biologica italiana è cresciuta ad un ritmo molto elevato, sia in termini di superfici che per numero di operatori. Questo trend positivo ha subito una momentanea inversione di tendenza tra il 2002 e il 2004, con una riduzione sia del numero di operatori che della superficie biologica. Dal 2005 si è verificata una nuova ripresa del settore dovuta soprattutto all’approvazione di programmi di sviluppo rurale, in molte regioni, parzialmente orientati verso l’agricoltura biologica. Secondo l'ultima revisione EUROSTAT, nel 2016 l’Italia si poneva al 5° posto nell’Europa a 28 per percentuale di superficie agricola destinata a biologico. Nel 2017 le superfici investite e in conversione bio sono state pari a 1.908.653 ettari (figura 2), registrando un incremento del 6,3% rispetto al 2016. L’agricoltura biologica interessa il 15,4% della SAU nazionale e il 4,5% delle aziende agricole. Gli operatori del settore per il 2017 sono 75.873 (figura 2) con un aumento del 5,2% rispetto al 2016.

Commenti: 
Le aziende biologiche sono distribuite prevalentemente nelle regioni meridionali come Sicilia, Calabria e Puglia (figura 3). La superficie biologica di queste tre regioni rappresenta il 46% dell’intera superficie biologica nazionale. In termini di superficie al primo posto risulta la Sicilia, seguita dalla Puglia e dalla Calabria. Per quanto riguarda le tipologie di colture (figura 4) i prati pascolo (544.048 ha), le colture foraggere (376.573 ha) e i cereali (305.871 ha) rappresentano i principali orientamenti produttivi del biologico. Relativamente agli allevamenti animali (figura 5) il pollame (2.903.532 capi) e gli ovini (736.502 capi) sono le tipologie zootecniche maggiormente presenti.
  • Titolo: Figura 1: Percentuali delle aree agricole condotte con metodo biologico nei 28 paesi europei (2016)
    Fonte: Eurostat

    Figura 1: Percentuali delle aree agricole condotte con metodo biologico nei 28 paesi europei (2016)
  • Titolo: Figura 2: Evoluzione del numero di operatori controllati e di superficie agricola utilizzata con il metodo biologico
    Fonte: SINAB

    Figura 2: Evoluzione del numero di operatori controllati e di superficie agricola utilizzata con il metodo biologico
  • Titolo: Figura 4: ripartizione per tipo di coltura della superficie agricola utilizzata con metodo biologico o in conversione in Italia (2017)
    Fonte: SINAB

    Figura 4: ripartizione per tipo di coltura della superficie agricola utilizzata con metodo biologico o in conversione in Italia (2017)
  • Titolo: Figura 5: Tipologie dei capi allevati con metodo biologico in Italia (2017)
    Fonte: SINAB

    Figura 5: Tipologie dei capi allevati con metodo biologico in Italia (2017)