Report

EMISSIONI DI PARTICOLATO (PM10): TREND E DISAGGREGAZIONE SETTORIALE

Abstract indicatore: 
L'indicatore rappresenta l'andamento delle emissioni nazionali di particolato (PM10) per settore di provenienza dal 1990 al 2016, evidenziando a livello totale una marcata riduzione negli anni (-33,7%). Il settore del trasporto stradale, che contribuisce alle emissioni totali con una quota emissiva del 13,1% nel 2016, presenta una riduzione nell’intero periodo pari al 55,9%. Le emissioni provenienti dalla combustione non industriale, invece, crescono del 59,8% tra il 1990 ed il 2016, rappresentando nel 2016 il settore più importante con il 56,1% di peso sulle emissioni totali.

Descrizione: 
Le polveri di dimensione inferiore a 10 µm hanno origine sia naturale sia antropica. L'origine naturale è da ricondurre all'erosione dei suoli, all'aerosol marino, alla produzione di aerosol biogenico (frammenti vegetali, pollini, spore), alle emissioni vulcaniche e al trasporto a lunga distanza di sabbia. Una parte consistente delle polveri presenti in atmosfera ha origine secondaria, ed è dovuta alla reazione di composti gassosi quali ossidi di azoto, ossidi di zolfo, ammoniaca e composti organici. Inoltre, tra i costituenti delle polveri rientrano composti quali idrocarburi policiclici aromatici e metalli pesanti. Le polveri, soprattutto nella loro frazione dimensionale minore, hanno una notevole rilevanza sanitaria per l'alta capacità di penetrazione nelle vie respiratorie. Le stime effettuate sono relative solo alle emissioni di origine primaria, mentre non sono calcolate quelle di origine secondaria, così come quelle dovute alla risospensione delle polveri depositatesi al suolo.

Scopo: 
L'indicatore rappresenta la stima nazionale disaggregata per settori delle emissioni di PM10 (polveri di dimensioni inferiori a 10 µm) per valutarne l'andamento nel tempo.

Criteri di selezione: 
  • Misurabilità (i dati utilizzati per la costruzione dell'indicatore sono/hanno): 
    Adeguatamente documentati e di qualità nota [Accessibilità]
    Aggiornati a intervalli regolari secondo fonti e procedure affidabili [Tempestività e Puntualità]
    Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
    Una "buona" copertura spaziale
    Una "buona" copertura temporale (almeno 5 anni)
  • Rilevanza e utilità (l'indicatore): 
    È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
    È in grado di descrivere il trend in atto e l'evolversi della situazione ambientale
    È semplice, facile da interpretare
    È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell'ambiente e collegato alle attività antropiche
    Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull'ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
    Fornisce una base per confronti a livello internazionale
    Ha una soglia o un valore di riferimento con il quale poterlo confrontare, in modo si possa valutare la sua significatività
  • Solidità scientifica (l'indicatore): 
    È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
    È ben fondato in termini tecnici e scientifici
    Possiede elementi che consentono di correlarlo a modelli economici, previsioni e sistemi di informazione
    Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
    Comparabilità nel tempo
    Comparabilità nello spazio

Riferimenti normativi: 
D.Lgs n. 152/2006
D.Lgs n. 128/2010
D.Lgs n. 46/2014
Direttiva (UE) 2015/2193
Direttiva 2010/75/UE
Regolamento CE 715/2007
Regolamento CE 595/2009

Obiettivi fissati dalla normativa: 
La normativa nazionale di riferimento per la tutela dell'aria e la riduzione delle emissioni in atmosfera è il Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (“Norme in materia ambientale”, parte quinta). Il Decreto è stato successivamente aggiornato dal D.Lgs.128/2010 e ha subito ulteriori modifiche a seguito dell'entrata in vigore del D.Lgs 4 marzo 2014, n. 46.

Numerose normative limitano le emissioni di polveri in determinati settori, in particolare nei trasporti stradali e nell'industria. Per quanto riguarda le sorgenti stazionarie, la Direttiva 2010/75/UE indica i valori limite di emissione di particolato per combustibili solidi, liquidi e gassosi nei grandi impianti di combustione. Per gli impianti di combustione medi, la Direttiva (UE) 2015/2193 stabilisce norme anche per il controllo delle emissioni nell'aria di polveri, al fine di ridurre i rischi potenziali per la salute umana e per l'ambiente.
Per le sorgenti mobili, i provvedimenti più recenti in merito alle emissioni di materiale particolato derivano dal Regolamento CE 715/2007 relativo all'omologazione dei veicoli a motore riguardo alle emissioni dai veicoli passeggeri e commerciali leggeri (Euro 5 ed Euro 6) e dal Regolamento CE 595/2009 relativo all'omologazione dei veicoli a motore e dei motori riguardo alle emissioni dei veicoli pesanti (Euro VI).
DPSIR: 
Pressione

Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)

Riferimenti bibliografici: 
Cóndor R., De Lauretis R., Romano D., Vitullo M., 2008. Inventario nazionale delle emissioni di particolato e principali fonti di emissione. In: Atti 3° Convegno Nazionale sul Particolato Atmosferico. Il particolato at-mosferico: la conoscenza per l’informazione e le e le strategie di intervento Bari 6-8 Ottobre, Italia.
De Lauretis R., Gaudioso D., Gonella B., Romano D., 2006. Inventario delle emissioni in atmosfera di PM10 e strategie di riduzione, XXII Congresso Nazionale della Società Chimica Italiana, Firenze, 10-15 Settembre 2006, Atti del Congresso.
Ispra, anni vari. Dati e pubblicazioni disponibili su: http://www.sinanet.isprambiente.it/it/sia-ispra/serie-storiche-emissioni
Ispra, 2009. De Lauretis R. et al., La disaggregazione a livello provinciale dell’inventario nazionale delle emis-sioni, Anni 1990 – 1995 – 2000 - 2005. Rapporti 92/2009. Disponibile su http://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/rapporti
Ispra, 2010. De Lauretis R. et al., Trasporto su strada Inventario nazionale delle emissioni e disaggregazione provinciale, Rapporti - N. 124 /2010.
Ispra, 2018. Italian Emission Inventory 1990-2016. Informative Inventory Report 2018 (http://www.sinanet.isprambiente.it/it/sia-ispra/serie-storiche-emissioni/informative-inventory-report-2018/view; http://www.ceip.at/ms/ceip_home1/ceip_home/status_reporting/2018_submissions/)

Limitazioni: 
Non compilato

Ulteriori azioni: 
Non compilato
Frequenza di rilevazione dei dati: 
Annuale

Accessibilità dei dati di base: 
Utilizzati i dati Ispra dell’Inventario nazionale delle emissioni in atmosfera (http://www.sinanet.isprambiente.it/it/sia-ispra/serie-storiche-emissioni).

Fonte dei dati di base: 
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)

Unità di misura dell'indicatore: 
Chilotonnellate (kt)
Tonnellata (t)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Stima calcolata nell'ambito della realizzazione dell'inventario nazionale delle emissioni in atmosfera. Per gli inquinanti atmosferici la metodologia utilizzata è quella indicata dall'Agenzia Europea dell'Ambiente (EMEP/EEA Guidebook - 2016). Per la descrizione della metodologia di stima si fa riferimento all'Informative Inventory Report – IIR (http://www.sinanet.isprambiente.it/it/sia-ispra/serie-storiche-emissioni/informative-inventory-report-2018/view; http://www.ceip.at/ms/ceip_home1/ceip_home/status_reporting/2018_submissions/).

Core set: 
EEA - CSI
7EAP - Dati sull'ambiente

Tipo di rappresentazione: 
Grafico
Tabella

Copertura spaziale: 
Nazionale, Regionale

Copertura temporale: 
1990-2016


Qualità dell'informazione: 
I dati di emissione riportati costituiscono la fonte ufficiale di riferimento per la verifica degli impegni assunti a livello internazionale, in ragione del ruolo di ISPRA di responsabile della realizzazione annuale dell'inventario nazionale delle emissioni in atmosfera. Le stime delle emissioni di PM10 sono rilevanti per il monitoraggio dell'efficacia delle normative di riduzione delle emissioni con particolare attenzione alle aree urbane. Sono calcolate in conformità alle caratteristiche di trasparenza, accuratezza, consistenza, comparabilità e completezza richieste dalla metodologia di riferimento. Sono realizzate a livello nazionale e disaggregate a livello spaziale tenendo in considerazione le specificità regionali di produzione e di emissioni. Un ulteriore miglioramento potrà derivare dall'individuazione di ulteriori potenziali sorgenti emissive al momento non incluse nella metodologia di stima.

Periodicità di aggiornamento: 
Annuale


Stato e trend: 
Le emissioni nazionali di PM10 si riducono nel periodo 1990-2016 del 33,7%. Il settore del trasporto stradale, che contribuisce alle emissioni totali con una quota emissiva del 13,1% nel 2016, presenta una riduzione nell’intero periodo pari al 55,9%. Le emissioni provenienti dalla combustione non industriale crescono del 59,8% tra il 1990 ed il 2016, rappresentando nel 2016 il settore più importante con il 56,1% di peso sulle emissioni totali.

Commenti: 
Le emissioni nazionali vengono calcolate conformemente alla metodologia di stima adottata a livello europeo e riportata nell’EMEP/EEA air pollutant emission inventory guidebook – 2016. Nei totali non vengono conteggiate le emissioni da sorgenti naturali (altre sorgenti di emissione e assorbimenti) conformemente alla classificazione adottata nella stima delle emissioni dell'inventario nazionale.
L’indicatore, collocandosi nel contesto del Settimo programma di azione per l'ambiente dell'Unione Europea, Obiettivo Prioritario 3, con riferimento all’inquinamento dell’aria, finalizzato alla salvaguardia dei cittadini dell’Unione Europea dalle pressioni ambientali e dai rischi per la salute e il benessere, evidenzia il progresso nazionale effettuato nella riduzione dei valori di emissione di particolato (-33,7% tra il 1990 e il 2016). Il settore del trasporto stradale presenta una riduzione nel periodo pari al 55,9% e contribuisce alle emissioni totali con una quota emissiva del 13,1% nel 2016. Le emissioni provenienti dalla combustione non industriale (+59,8% dal 1990 al 2016) rappresentano nel 2016 il settore più importante, con il 56,1% delle emissioni totali. Gli altri processi di combustione registrano, nel medesimo periodo, rilevanti riduzioni delle emissioni di particolato. In particolare, le emissioni derivanti dalla combustione per la produzione di energia e nell'industria di trasformazione decrescono del 97,7%, arrivando a rappresentare lo 0,5% delle emissioni totali nel 2016, contro una media di circa il 15% fino al 1995. Le emissioni provenienti dai processi di combustione nell'industria si riducono del 75,7%, raggiungendo un peso sul totale pari al 3,6% nel 2016. Nel 2016 le emissioni dalle attività agricole, dai processi produttivi e dalle altre sorgenti mobili pesano rispettivamente il 12,2%, il 5,9% e il 4,9 % sul totale, registrando riduzioni dal 1990 rispettivamente pari a -27,9%, -48,7% e -69,9%. Le emissioni legate al trattamento e allo smaltimento dei rifiuti, aumentando del 20,6% dal 1990, nel 2016 raggiungono una quota sul totale delle emissioni pari al 3,4% (Tabella 1, Figura 1).

Commenti Dati Regionali 2015:
I dati regionali riportati nella Tabella 2 e Figura 2, riferiti agli anni 1990, 1995, 2000, 2005, 2010, 2015, sono stati disaggregati mediante metodologia di tipo top – down a partire dai dati riportati nell’inventario nazionale comunicato nel 2017, mediante variabili proxy ad hoc, specifiche per ogni attività dell’inventario. Ai fini del confronto e dell’analisi dei dati, si tenga quindi presente che i dati disaggregati si riferiscono a totali nazionali leggermente diversi da quelli riportati nel presente capitolo, che invece rappresentano il più recente aggiornamento.
La maggioranza delle Regioni presenta trend decrescenti delle emissioni ad eccezione del Trentino Alto Adige (+22,3%), della Basilicata (+9,9%) e dell’Abruzzo (+2,7%); dalla Lombardia si originano le quote maggiori di PM10, mentre la Valle D’Aosta risulta la Regione che, rispetto alle altre, ne emette la quota minore.
  • Titolo: Tabella 1 – Emissioni nazionali di PM10 per settore di provenienza dal 1990 al 2016
    Fonte: Ispra
    Legenda: A: Combustione energia e industria di trasformazione; B: Combustione non industriale; C: Combustione industriale; D: Processi produttivi; E: Estrazione distribuzione combustibili fossili/geotermia; F: Uso di solventi; G: Trasporti stradali; H: Altre sorgenti mobili; I: Trattamento smaltimento rifiuti; L: Agricoltura
    Macrosettori 1990 1991 1992 1993 1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016
    kt/a
    A 44.84 44.18 43.52 43.57 43.28 39.60 32.97 28.07 25.59 21.35 18.42 16.31 12.91 8.96 8.41 5.87 5.57 4.30 3.66 2.79 2.83 1.76 1.96 1.48 1.26 1.16291247845039 1.02956109198718
    B 67.76 77.15 70.14 69.64 68.85 71.26 68.88 73.20 72.55 75.69 69.69 65.73 40.65 63.50 41.20 69.31 81.27 112.06 132.60 127.64 123.91 80.24 114.95 115.13 99.43 111.73327712807 108.278255954749
    C 28.88 27.38 26.70 26.34 25.53 25.63 23.84 21.66 19.72 18.85 17.27 17.15 16.66 17.09 15.31 14.03 13.67 12.10 11.36 8.20 8.57 8.26 6.80 6.47 6.50 6.89640522061284 7.01982558123976
    D 22.08 21.28 21.33 20.24 19.70 20.84 19.24 17.95 17.99 17.89 18.54 18.55 18.39 19.13 19.85 19.95 20.85 20.14 18.70 14.64 15.73 15.84 14.27 12.54 11.98 11.3347133716408 11.3269922500208
    E 0.68 0.68 0.60 0.49 0.51 0.59 0.53 0.51 0.54 0.54 0.57 0.61 0.63 0.67 0.77 0.76 0.78 0.79 0.78 0.63 0.69 0.77 0.80 0.66 0.62 0.612675 0.5367285
    F 0.04 0.04 0.04 0.04 0.04 0.04 0.03 0.03 0.03 0.02 0.02 0.02 0.02 0.02 0.02 0.02 0.02 0.02 0.02 0.01 0.01 0.01 0.01 0.01 0.01 0.010854735791434 0.01110007549878
    G 57.33 56.75 57.50 59.04 57.06 56.85 56.46 55.45 56.57 56.23 51.88 50.65 50.31 48.51 47.91 46.60 42.88 41.30 38.54 35.67 34.26 33.02 29.41 27.11 27.62 26.2334625377883 25.301303714679
    H 31.56 31.65 31.27 32.26 31.74 32.05 33.35 32.90 34.08 31.83 30.47 29.35 27.94 28.07 26.73 25.04 22.21 19.98 17.58 16.74 15.89 14.20 12.31 11.40 10.81 9.97955438000857 9.49843211030064
    I 5.40 5.89 5.69 5.70 5.72 5.65 5.71 5.64 5.79 5.85 5.58 5.50 5.68 5.59 6.14 5.86 5.35 5.36 5.47 5.38 5.36 5.74 5.74 5.66 5.61 5.81794373703862 6.51173490273098
    L 32.67 32.78 32.48 32.48 32.81 33.19 33.46 33.39 33.76 33.47 32.06 33.54 33.27 32.21 32.11 30.34 27.91 27.62 26.80 24.73 23.33 23.17 22.82 23.05 22.92 22.9484112950874 23.5451177001067
    TOTALE 291 298 289 290 285 286 274 269 267 262 245 237 206 224 198 218 220 244 256 236 231 183 209 204 187 197 193
  • Titolo: Tabella 2- Emissioni regionali di PM10
    Fonte: Ispra

    Regione 1990 1995 2000 2005 2010 2015
    kt/a
    Piemonte 19.40 18.79 16.94 14.34 17.83 15.96
    Valle d'Aosta 0.79 0.77 0.67 0.50 0.50 0.65
    Lombardia 32.70 30.02 28.03 27.08 33.06 21.74
    Trentino Alto Adige 4.27 4.53 4.16 3.48 3.26 5.23
    Veneto 27.07 25.54 22.89 20.08 18.15 18.10
    Friuli Venezia Giulia 7.73 7.39 6.63 5.71 5.13 5.39
    Liguria 12.63 11.38 6.16 5.89 5.70 3.85
    Emilia Romagna 19.95 20.36 17.95 15.51 17.20 11.21
    Toscana 15.88 15.42 13.62 13.73 11.90 11.11
    Umbria 6.36 7.00 5.94 4.71 3.83 5.82
    Marche 6.30 6.31 5.60 5.50 5.35 4.82
    Lazio 19.71 19.86 16.32 14.31 17.58 13.56
    Abruzzo 6.96 7.04 6.37 3.93 4.61 7.15
    Molise 2.10 2.22 2.16 1.92 1.63 2.04
    Campania 17.09 16.13 15.32 12.92 16.24 13.45
    Puglia 24.41 25.52 18.53 16.96 18.84 9.85
    Basilicata 3.17 3.19 3.20 2.02 2.12 3.48
    Calabria 10.22 9.50 8.38 4.79 7.13 9.25
    Sicilia 18.19 18.04 12.85 13.13 11.61 6.35
    Sardegna 11.73 11.77 9.26 7.15 6.95 6.78
  • Titolo: Figura 1: Emissioni nazionali di PM10 per settore di provenienza
    Fonte: ISPRA

    Figura 1: Emissioni nazionali di PM10 per settore di provenienza
  • Titolo: Figura 2: Emissioni regionali di PM10
    Fonte: ISPRA

    Figura 2: Emissioni regionali di PM10