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EMISSIONI DI GAS SERRA NEI SETTORI ETS ed ESD

Abstract indicatore: 
L'indicatore è costituito dalle quote di emissione emesse nei settori industriali soggetti al sistema di scambio di quote (EU emissions trading), istituito in base alla Direttiva 2003/87/CE, e le emissioni di tutti i settori non coperti dal sistema ETS, ovvero piccola-media industria, trasporti, civile, agricoltura e rifiuti secondo la Decisione 406/2009/CE (Effort Sharing Decision, ESD). Le emissioni dei settori ESD sono inferiori all’obiettivo richiesto per 31,6 MtCO2eq nel 2016. Il trend delle emissioni mostra che il Paese è sulla buona strada per raggiungere l’obiettivo di riduzione assegnato al 2020.

Descrizione: 
L'indicatore è costituito dalle quote di emissione emesse dai settori industriali soggetti al sistema di scambio di quote (EU emissions trading), istituito in base alla Direttiva 2003/87/CE, e le emissioni di tutti i settori non coperti dal sistema ETS (Emission Trading Scheme) (Settori ETS- settori industriali energivori: termoelettrico, raffinazione, produzione di cemento, di acciaio, di carta, di ceramica, di vetro), ovvero piccola-media industria, trasporti, civile, agricoltura e rifiuti secondo la Decisione 406/2009/CE (Effort Sharing Decision, ESD).

Scopo: 
Seguire l'andamento delle emissioni dei grandi impianti industriali (ETS) e monitorare il target nazionale delle emissioni dai settori non coperti dal sistema ETS, stabilito secondo la Decisione 406/2009/CE (Effort Sharing Decision, ESD).

Criteri di selezione: 
  • Misurabilità (i dati utilizzati per la costruzione dell'indicatore sono/hanno): 
    Adeguatamente documentati e di qualità nota [Accessibilità]
    Aggiornati a intervalli regolari secondo fonti e procedure affidabili [Tempestività e Puntualità]
    Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
    Una "buona" copertura spaziale
    Una "buona" copertura temporale (almeno 5 anni)
  • Rilevanza e utilità (l'indicatore): 
    È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
    È in grado di descrivere il trend in atto e l'evolversi della situazione ambientale
    È semplice, facile da interpretare
    È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell'ambiente e collegato alle attività antropiche
    Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull'ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
    Fornisce una base per confronti a livello internazionale
    Ha una soglia o un valore di riferimento con il quale poterlo confrontare, in modo si possa valutare la sua significatività
  • Solidità scientifica (l'indicatore): 
    È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
    È ben fondato in termini tecnici e scientifici
    Possiede elementi che consentono di correlarlo a modelli economici, previsioni e sistemi di informazione
    Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
    Comparabilità nel tempo

Riferimenti normativi: 
Protocollo di Kyoto (1997)
Dir. 2003/87/CE - che istituisce un sistema per lo scambio di quote di emissioni dei gas a effetto serra nella Comunità e che modifica la direttiva 96/61/CE del Consiglio
D. Lgs. 216/2006 - Attuazione delle direttive 2003/87 e 2004/101/CE in materia di scambio di quote di emissioni dei gas a effetto serra nella Comunità, con riferimento ai meccanismi di progetto del Protocollo di Kyoto
D. Lgs. 51/2008 - Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 4 aprile 2006, n. 216, recante attuazione delle direttive 2003/87/CE e 2004/101/CE in materia di scambio di quote di emissione dei gas a effetto serra nella Comunità, con riferimento ai meccanismi di progetto del protocollo di Kyoto
Dir. 2009/29/CE - che modifica la direttiva 2003/87/CE al fine di perfezionare ed estendere il sistema comunitario per lo scambio di quote di emissione di gas a effetto serra
Decisione 406/2009/CE - concernente gli sforzi degli Stati membri per ridurre le emissioni dei gas a effetto serra al fine di adempiere agli impegni della Comunità in materia di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra entro il 2020
D.Lgs 13 marzo 2013, n. 30 - Attuazione della direttiva 2009/29/CE che modifica la direttiva 2003/87/CE al fine di perfezionare ed estendere il sistema comunitario per lo scambio di quote di emissione di gas a effetto serra

Obiettivi fissati dalla normativa: 
La Direttiva 2009/29/CE modifica la Direttiva 2003/87/CE e ha il fine di perfezionare ed estendere il sistema comunitario di scambio delle quote di emissioni dei gas a effetto serra EU-ETS, ponendo un tetto unico a livello UE in materia di quote di emissioni a partire dal 2013. Le emissioni verranno ridotte annualmente dell’1,74%, diminuendo il numero di quote disponibili al 2020 del 21% con riferimento all’anno base 2005. Inoltre, la direttiva include nel sistema ETS nuovi gas a effetto serra e nuove attività economiche. La Decisione 406/2009/CE, concernente gli sforzi degli Stati membri per rispettare gli impegni comunitari di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra entro il 2020 (Effort Sharing Decision, ESD), assegna all'Italia l’obiettivo di riduzione delle emissioni di gas serra del 13% al 2020 rispetto alle emissioni 2005 per tutti i settori non coperti dal sistema ETS, ovvero piccola-media industria, trasporti, civile, agricoltura e rifiuti. La Decisione 406/2009/CE dispone inoltre che, a partire dal 2013 fino al 2020, ogni Stato avrà un target annuale da rispettare.
A ottobre 2014 L’Europa ha aggiornato il quadro strategico per il clima fissando l’obiettivo di riduzione delle emissioni di gas serra al 2030 del 40% rispetto al 1990, una quota di almeno 27% di energia rinnovabile e un miglioramento almeno del 27% dell'efficienza energetica. Gli obiettivi nazionali per il 2030 sono oggetto di negoziazione. Per raggiungere l’obiettivo di riduzione delle emissioni i settori interessati dal sistema di scambio di quote di emissione (ETS) dovranno ridurre le emissioni del 43% (rispetto al 2005), mentre i settori non interessati dall'ETS dovranno ridurre le emissioni del 30% (rispetto al 2005) e ciò è stato tradotto in obiettivi vincolanti nazionali per gli Stati membri. All’Italia è stato assegnato un obiettivo di riduzione delle emissioni del 33% al 2030.
DPSIR: 
Pressione

Tipologia indicatore: 
Performance (tipo B)

Riferimenti bibliografici: 
EEA, Trends and projections in Europe 2015 - Tracking progress towards Europe's climate and energy targets. EEA Report No 4/2015

Limitazioni: 
Non compilato

Ulteriori azioni: 
Non compilato
Frequenza di rilevazione dei dati: 
Annuale

Accessibilità dei dati di base: 
Inventario Nazionale delle emissioni in atmosfera - http://www.sinanet.isprambiente.it/it/sia-ispra/serie-storiche-emissioni
Comunicazioni annuali al Comitato ETS delle attività produttive soggette a ETS.

Fonte dei dati di base: 
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)

Unità di misura dell'indicatore: 
Milioni di tonnellate di anidride carbonica equivalente per anno(MtCO2eq/a)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Per il calcolo del target al 2020 per i settori ESD le emissioni di gas serra al 2005 sono state fissate a partire dalle emissioni registrate nell’anno 2005 dall’inventario pubblicato nel 2011 (582,1 Mt CO2eq). A tale valore vanno sottratte le emissioni di CO2 dell’aviazione civile (2,2 Mt CO2), le emissioni dai settori ETS (226 Mt CO2eq) e le emissioni degli impianti entrati nel sistema ETS nel periodo 2008-2012 (5,9 Mt CO2eq). Al valore ottenuto si applica l’obiettivo del -13% per il 2020, con una riduzione lineare dal 2013 per gli obiettivi annuali. Le emissioni calcolate per il 2005 ai fini dell’assegnazione degli obiettivi sono pari a 348 Mt CO2eq. Il calcolo delle assegnazioni annuali dal 2013 al 2020 prevede inoltre la sottrazione per ciascun anno del contributo degli impianti entrati nel sistema ETS dal 2013. Il livello di emissioni annuali dai settori ESD è calcolato sottraendo alle emissioni totali di gas serra le emissioni dai settori ETS, le emissioni di CO2 dall'aviazione domestica e le emissioni di NF3.

Core set: 
7EAP - Dati sull'ambiente

Tipo di rappresentazione: 
Grafico
Tabella

Copertura spaziale: 
Nazionale

Copertura temporale: 
2005-2016

Qualità dell'informazione: 
L’informazione relativa alle emissioni dei gas è rilevante ai fini del rispetto degli obiettivi di riduzione delle emissioni previsti dalla Decisione 406/2009/CE (Effort Sharing Decision, ESD). Le stime sono calcolate in conformità alle caratteristiche di trasparenza, accuratezza, consistenza, comparabilità, completezza richieste dalla metodologia definita da IPCC.

Periodicità di aggiornamento: 
Annuale


Stato e trend: 
Le emissioni dei settori ETS nel 2016 mostrano una riduzione del 31,4% rispetto ai livelli del 2005. Nello stesso periodo le emissioni dei settori ESD si riducono del 23,1%. Le emissioni, hanno subito una rilevante riduzione rispetto al 2005. Tale riduzione è dovuta in parte alle politiche di riduzione degli impatti dei settori industriali e all’efficientamento nel settore civile e in parte al periodo di crisi economica che ha colpito pesantemente alcuni settori responsabili di elevati livelli di emissioni di gas serra. Nel 2016 si registra una lieve diminuzione delle emissioni rispetto al 2015, -0,8% per ETS e -1,4% per ESD. Il trend delle emissioni mostra che il Paese è sulla buona strada per raggiungere l’obiettivo di riduzione assegnato al 2020.

Commenti: 
In tabella 1 sono riportate le emissioni nei settori ETS e ESD. Non sono previsti target nazionali per le emissioni dai settori ETS. Per i settori ESD le quote assegnate nel 2016 sono 302,3 MtCO2eq; le emissioni dai settori ESD sono inferiori all’obiettivo richiesto per 31,6 MtCO2eq. L’indicatore, collocandosi nel contesto del Settimo programma di azione per l'ambiente dell'Unione Europea secondo Obiettivo Prioritario, con riferimento alla transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio, evidenzia i progressi nazionali effettuati nell’ottica del secondo obiettivo mostrando nel 2016 una riduzione del 31,4% delle emissioni dei settori ETS rispetto al 2005. La riduzione delle emissioni è dovuta in parte alle politiche di riduzione degli impatti dei settori industriali e di efficientamento nel settore civile e in parte al periodo di crisi economica che ha colpito pesantemente alcuni settori responsabili di elevati livelli di emissioni di gas serra. Nel 2016 le emissioni dal settore ESD mostrano un decremento rispetto all’anno precedente (-1,4%).
  • Titolo: Tabella 1: Emissioni di gas serra dai settori ETS e ESD
    Fonte: ISPRA
    Legenda: * i livelli del target dal 2006 al 2012 sono calcolati come interpolazione tra gli anni 2005 e 2013 e non rappresentano obiettivi nazionali.
    Anno Emissioni effettive di GHG (ETS) Emissioni effettive di GHG (ESD) Emissioni da aviazione domestica (CO2) Emissioni di NF3 Emissioni totali di gas serra Assegnazioni annuali (target ESD)*
    MtCO2 equivalente
    2005 226.0 352.0 2.8 0.03 580.9 348.0
    2006 227.4 339.7 2.9 0.02 570.0 343.0
    2007 226.4 332.2 3.1 0.01 561.7 338.1
    2008 220.7 324.4 3.0 0.02 548.1 333.1
    2009 184.9 307.4 2.9 0.02 495.2 328.1
    2010 191.5 309.5 3.0 0.02 504.0 323.1
    2011 190.0 298.6 2.8 0.03 491.4 318.1
    2012 179.1 290.0 2.6 0.02 471.6 313.1
    2013 164.5 274.4 2.3 0.03 441.2 308.2
    2014 152.6 270.4 2.3 0.03 425.3 306.2
    2015 156.2 274.5 2.2 0.03 432.9 304.2
    2016 155.0 270.7 2.2 0.03 427.9 302.3
    2017 298.3
    2018 295.8
    2019 293.4
    2020 291.0
  • Titolo: Figura 1: Andamento delle emissioni di gas serra dai settori ETS e ESD
    Fonte: ISPRA
    Legenda: * i livelli del target dal 2006 al 2012 sono calcolati come interpolazione tra gli anni 2005 e 2013 e non rappresentano obiettivi nazionali.
    Figura 1: Andamento delle emissioni di gas serra dai settori ETS e ESD