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EMISSIONI DI COMPOSTI ORGANICI PERSISTENTI (IPA, DIOSSINE E FURANI): TREND E DISAGGREGAZIONE SETTORIALE

Abstract indicatore: 
L'indicatore rappresenta l'andamento delle emissioni nazionali di composti organici persistenti per settore di provenienza, dal 1990 al 2016. L’obiettivo del conseguimento di valori di emissione inferiori a quelli del 1990, è stato conseguito sia per gli IPA (-17,4%) che per Diossine e Furani (-44,6%), seppure con andamenti differenti.

Descrizione: 
Gli Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA), le diossine e i furani sono composti organici che derivano da attività di produzione energetica, impianti termici e processi industriali. Altre fonti importanti di emissione sono: per gli IPA il traffico e per le diossine e per i furani l'incenerimento di rifiuti organici. Gli IPA sono rilasciati in atmosfera anche da sorgenti naturali quali eruzioni vulcaniche, incendi boschivi e dall'attività di alcune specie di microrganismi. Questi gruppi di sostanze hanno rilevanza sanitaria per la loro tossicità e persistenza nell'ambiente (danno luogo a fenomeni di bioaccumulo) e, in quanto agenti cancerogeni di diversa intensità, sono infatti classificati dall'IARC come cancerogeni certi la 2,3,7,8 Tetraclorodibenzo-para-diossina, probabili gli IPA e possibili le diossine e i furani.

Scopo: 
La stima delle emissioni nazionali totali e disaggregate per processo produttivo di IPA, diossine e furani, permette di valutare l'andamento emissivo nel periodo 1990 - 2016 e confrontarlo con l'obiettivo previsto dal Protocollo di Aarhus.

Criteri di selezione: 
  • Misurabilità (i dati utilizzati per la costruzione dell'indicatore sono/hanno): 
    Adeguatamente documentati e di qualità nota [Accessibilità]
    Aggiornati a intervalli regolari secondo fonti e procedure affidabili [Tempestività e Puntualità]
    Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
    Una "buona" copertura spaziale
    Una "buona" copertura temporale (almeno 5 anni)
  • Rilevanza e utilità (l'indicatore): 
    È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
    È in grado di descrivere il trend in atto e l'evolversi della situazione ambientale
    È semplice, facile da interpretare
    È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell'ambiente e collegato alle attività antropiche
    Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull'ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
    Fornisce una base per confronti a livello internazionale
    Ha una soglia o un valore di riferimento con il quale poterlo confrontare, in modo si possa valutare la sua significatività
  • Solidità scientifica (l'indicatore): 
    È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
    È ben fondato in termini tecnici e scientifici
    Possiede elementi che consentono di correlarlo a modelli economici, previsioni e sistemi di informazione
    Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
    Comparabilità nel tempo
    Comparabilità nello spazio

Riferimenti normativi: 
Protocollo di Aarhus sugli inquinanti organici persistenti (1998) alla Convenzione di Ginevra sull'inquinamento atmosferico transfrontaliero a lunga distanza (1979).

Obiettivi fissati dalla normativa: 
Il Protocollo di Aarhus sugli inquinanti organici persistenti (1998), nell'ambito della Convenzione di Ginevra sull'inquinamento atmosferico transfrontaliero a lunga distanza (1979), indica come obiettivo la riduzione delle emissioni di diossine, furani e IPA al di sotto dei livelli raggiunti nel 1990 (o, in alternativa, ogni altro anno compreso tra il 1985 e il 1995).
DPSIR: 
Pressione

Tipologia indicatore: 
Performance (tipo B)

Riferimenti bibliografici: 
Ispra, anni vari. Dati e pubblicazioni disponibili su: http://www.sinanet.isprambiente.it/it/sia-ispra/serie-storiche-emissioni

Ispra, 2018. Italian Emission Inventory 1990-2016. Informative Inventory Report 2018 (http://www.sinanet.isprambiente.it/it/sia-ispra/serie-storiche-emissioni/informative-inventory-report-2018/view; http://www.ceip.at/ms/ceip_home1/ceip_home/status_reporting/2018_submissions/).

Ispra, Pantaleoni M., Taurino E., De Lauretis R.. Emissioni in atmosfera di PCB e HCB in Italia dal 1990 al 2006, 2008. Disponibile su http://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/rapporti

R. De Lauretis, Dioxin and furan Italian national and local emission inventories, in “Dioxin’99, 19th International Symposium”, vol.41 pp 487-490, Venezia, 1999

Pastorelli G., De Lauretis R., De Stefanis P., Fanelli. R, Martines C., Morselli L., Pistone L., Viviano G., Sviluppo di fattori di emissione da inceneritori di rifiuti urbani lombardi e loro applicazione all’inventario nazionale delle diossine, su Ingegneria Ambientale ANNO XXX N.1 Gennaio 2001, 2001

Limitazioni: 
Non compilato

Ulteriori azioni: 
Non compilato
Frequenza di rilevazione dei dati: 
Annuale

Accessibilità dei dati di base: 
Utilizzati i dati Ispra dell’Inventario nazionale delle emissioni in atmosfera (http://www.sinanet.isprambiente.it/it/sia-ispra/serie-storiche-emissioni).

Fonte dei dati di base: 
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)

Unità di misura dell'indicatore: 
Grammi in International toxicity equivalents (g I-Teq)
Tonnellata (t)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Stima realizzata nell'ambito della preparazione dell'inventario nazionale delle emissioni in atmosfera. Per quanto riguarda gli IPA l'unità di misura è la tonnellata (t). Per quanto riguarda le diossine e i furani, le emissioni sono riportate in grammi di equivalente tossico secondo la classificazione di tossicità I-Teq (g I-Teq).
Per gli inquinanti atmosferici la metodologia utilizzata è quella indicata dall'Agenzia Europea dell'Ambiente (EMEP/EEA Guidebook - 2016). Per la descrizione della metodologia di stima si fa riferimento all'Informative Inventory Report – IIR (http://www.sinanet.isprambiente.it/it/sia-ispra/serie-storiche-emissioni/informative-inventory-report-2018/view; http://www.ceip.at/ms/ceip_home1/ceip_home/status_reporting/2018_submissions/).

Core set: 
7EAP - Dati sull'ambiente

Tipo di rappresentazione: 
Grafico
Tabella

Copertura spaziale: 
Nazionale, Regionale

Copertura temporale: 
1990 - 2016

Qualità dell'informazione: 
I dati di emissione riportati costituiscono la fonte ufficiale di riferimento per la verifica degli impegni assunti a livello internazionale, in ragione del ruolo di ISPRA di responsabile della realizzazione annuale dell'inventario nazionale delle emissioni in atmosfera. Le stime delle emissioni di composti organici persistenti sono necessarie per il monitoraggio del Protocollo di Aarhus nell'ambito della Convenzione sull'inquinamento transfrontaliero. Sono calcolate in conformità alle caratteristiche di trasparenza, accuratezza, consistenza, comparabilità e completezza richieste dalla metodologia di riferimento.

Periodicità di aggiornamento: 
Annuale


Stato e trend: 
Nell'ambito del Protocollo di Aarhus, l'Italia ha l'impegno di ridurre le emissioni di IPA e di diossine e furani a livelli inferiori rispetto a quelli del 1990. L'obiettivo è stato conseguito da tutte le sostanze, ma con andamenti molto diversi: la riduzione è pari a -17,4% per gli IPA e pari a -44,6% per diossine e furani.

Commenti: 
Per quanto riguarda le emissioni di diossine e furani, dal 1990 al 2016 presentano una generale riduzione del -44,6%, ad eccezione dell’intervallo temporale 2005-2008 (Figura 1) dove le emissioni totali registrano un aumento; l’unico settore in cui si riscontra un incremento è quello dei processi produttivi (+17,2%). Nel 2016 le emissioni di diossine e furani derivano, per il 41,3% dai processi di combustione non industriali, per il 28,3% dai processi produttivi, per il 20,7% dai processi di combustione nell'industria e per quote minori dal settore del trasporto stradale (4,7%), dal settore dei rifiuti (2,9%) e dai processi di combustione per la produzione di energia (2,1%). Una diminuzione marcata si osserva tra il 1995 e il 2002 e tra il 2008 e il 2011 per l'uso di tecnologie di abbattimento nella principale industria nazionale di produzione dell'acciaio (Tabella 2, Figura 1).
Le emissioni di IPA mostrano nel 2016 una riduzione complessiva rispetto al 1990 del -17,4%. Tuttavia esaminando il periodo 1990-2016 si rileva un andamento abbastanza costante dal 1990 al 1999, una brusca caduta tra il 1999 e il 2000 (-32,1%) e una ripresa a partire dal 2005. Il forte calo che si verifica nel 1999-2000 è da imputare principalmente ai miglioramenti tecnologici nei processi produttivi (acciaierie). Per contro, le emissioni del settore della combustione non industriale mostrano una rilevante crescita lungo tutto il periodo (+84,8%), accentuata da un ingente aumento di consumo di legna a uso riscaldamento. Questi due settori, la cui quota sul totale delle emissioni era nel 1990 rispettivamente pari al 45,6% e 32,3%, coprono nel 2016 rispettivamente l’11,5% e 72,3% delle emissioni di IPA totali (Tabella 1, Figura 1).
Per garantire la consistenza e compatibilità dell'inventario, l'aggiornamento annuale delle emissioni comporta la revisione dell'intera serie storica sulla base della maggiore informazione e dei più recenti sviluppi metodologici.
Le emissioni nazionali vengono calcolate conformemente alla metodologia di stima adottata a livello europeo e riportata nell’EMEP/EEA air pollutant emission inventory guidebook – 2016. Nei totali non vengono conteggiate le emissioni da sorgenti naturali (eruzioni vulcaniche, incendi boschivi e attività di alcune specie di microrganismi) conformemente alla classificazione adottata nella stima delle emissioni dell'inventario delle emissioni in atmosfera. L’indicatore, collocandosi nel contesto del Settimo programma di azione per l'ambiente dell'Unione Europea, Terzo Obiettivo Prioritario, con riferimento all’inquinamento dell’aria, finalizzato alla salvaguardia dei cittadini dell’Unione Europea dalle pressioni ambientali e dai rischi per la salute e il benessere, evidenzia il progresso nazionale effettuato nel conseguimento di valori di emissione inferiori a quelli del 1990, sia per l’IPA (-17,4%) sia per le diossine e furani (-44,6%).

Commenti Dati Regionali 2015:
I dati regionali riportati nelle tabelle 3 e 4, e illustrati nelle figure 2 e 3, riferiti agli anni 1990, 1995, 2000, 2005, 2010, 2015, sono stati disaggregati mediante metodologia di tipo top – down a partire dai dati riportati nell’inventario nazionale comunicato nel 2017, mediante variabili proxy ad hoc, specifiche per ogni attività dell’inventario. Ai fini del confronto e dell’analisi dei dati, si tenga quindi presente che i dati disaggregati si riferiscono a totali nazionali leggermente diversi da quelli riportati nel presente capitolo, che invece rappresentano il più recente aggiornamento.
Dalla Puglia si origina la quota maggiore di emissioni di IPA (12,7% del totale nazionale nel 2015), mentre le emissioni maggiori di diossine e furani derivano dalla Lombardia (31,5% del totale nazionale nel 2015); la Regione che, rispetto alle altre, emette la quota minore per entrambi gli inquinanti analizzati.è la Valle D’Aosta (0,3% per gli IPA e 0,5% per le Diossine e i furani).
  • Titolo: Tabella 1 - Emissioni di IPA - Idrocarburi Policiclici Aromatici
    Fonte: Ispra
    Legenda: A: Combustione energia e industria di trasformazione; B: Combustione non industriale; C: Combustione industriale; D: Processi produttivi; F: Uso di solventi; G: Trasporti stradali; H: Altre sorgenti mobili; I: Trattamento smaltimento rifiuti
    IPA 1990 1991 1992 1993 1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016
    t/a
    A 9.1 8.7 8.0 7.3 7.8 7.7 7.4 7.7 7.6 7.2 6.6 7.0 6.0 5.6 5.8 6.4 6.6 6.5 6.2 3.9 5.1 5.9 5.7 3.8 3.3 3.0 3.1
    B 31.9 36.8 33.6 33.7 33.8 35.2 34.3 36.6 36.5 38.3 35.7 33.9 21.3 34.3 22.7 38.9 46.4 63.9 74.8 71.2 68.4 43.7 62.1 62.3 54.0 60.7 58.9
    C 4.5 4.5 4.0 4.3 4.2 4.6 4.1 4.2 4.0 3.8 2.2 2.1 1.9 2.0 1.9 2.3 2.2 2.5 2.4 1.3 0.4 0.5 0.5 0.5 0.6 0.5 0.5
    D 45.0 41.5 40.1 42.6 42.6 44.6 39.6 43.4 41.3 40.8 14.4 13.6 12.9 13.6 14.4 15.2 15.8 15.4 14.5 8.5 11.9 13.6 13.0 10.2 9.7 8.2 9.4
    F 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0
    G 1.8 1.8 1.9 1.9 1.9 1.9 1.9 1.9 1.9 2.0 2.0 2.1 2.3 2.3 2.4 2.5 2.7 2.7 2.6 2.5 2.4 2.4 2.3 2.3 2.5 2.4 2.4
    H 0.3 0.3 0.3 0.3 0.3 0.3 0.3 0.3 0.4 0.3 0.3 0.3 0.3 0.4 0.4 0.4 0.3 0.3 0.3 0.3 0.3 0.3 0.3 0.3 0.3 0.2 0.2
    I 5.9 7.3 6.7 6.7 6.8 6.6 6.7 6.5 6.9 7.1 6.3 6.1 6.5 6.3 7.7 7.0 6.8 6.7 7.0 6.7 6.6 6.6 6.6 6.3 6.1 6.6 6.9
    TOTALE 98.6 101.0 94.6 97.0 97.4 100.9 94.3 100.8 98.6 99.6 67.6 65.2 51.3 64.4 55.3 72.6 80.7 98.0 107.7 94.4 95.2 73.1 90.6 85.8 76.4 81.7 81.5
  • Titolo: Tabella 2 - Emissioni di diossine e furani
    Fonte: Ispra
    Legenda: A: Combustione energia e industria di trasformazione; B: Combustione non industriale; C: Combustione industriale; D: Processi produttivi; G: Trasporti stradali; I: Trattamento smaltimento rifiuti
    Diossine e Furani 1990 1991 1992 1993 1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016
    gI-Teq/a
    A 24.9 24.7 26.5 25.9 26.1 28.3 27.1 26.4 25.8 22.5 21.9 21.2 22.6 20.2 16.9 14.7 14.2 11.9 10.8 9.7 8.5 8.0 8.4 7.1 6.8 6.5 6.0
    B 173.8 185.5 180.5 169.3 160.4 164.6 155.0 163.3 153.8 151.2 151.0 89.6 61.3 83.8 55.6 87.0 99.8 134.5 152.6 146.2 134.6 87.4 122.5 122.6 106.0 119.0 115.2
    C 117.4 114.7 107.3 111.6 112.1 121.1 110.0 117.3 116.4 111.2 110.6 108.3 103.0 103.9 102.9 116.3 115.7 121.7 114.8 64.0 62.7 63.1 52.1 52.7 57.0 56.9 57.6
    D 67.2 65.1 64.3 67.0 67.3 71.7 62.7 66.5 67.9 63.4 70.7 73.2 75.3 75.8 79.6 78.6 87.8 88.7 87.3 62.3 76.2 83.6 79.7 76.8 76.5 76.8 78.8
    G 16.2 16.3 17.2 17.8 17.8 18.3 18.6 18.9 20.3 21.0 21.2 21.4 22.0 22.0 22.6 22.2 23.9 23.7 22.2 20.5 19.3 18.0 16.3 15.2 15.5 14.1 13.0
    I 103.2 111.0 100.4 80.8 79.1 79.7 75.5 62.8 62.8 54.9 28.8 7.2 7.7 7.4 9.0 8.2 8.0 7.9 8.2 7.9 7.7 7.7 7.7 7.4 7.1 7.7 8.1
    TOTALE 502.7 517.4 496.2 472.4 462.8 483.7 449.0 455.2 447.0 424.2 404.1 321.1 292.0 313.1 286.7 327.0 349.4 388.5 395.9 310.6 308.9 267.9 286.7 281.7 268.8 281.0 278.7
    Fonte: Ispra
    Legenda: A: Combustione energia e industria di trasformazione; B: Combustione non industriale; C: Combustione industriale; D: Processi produttivi; G: Trasporti stradali; I: Trattamento smaltimento rifiuti
  • Titolo: Tabella 3 - Emissioni regionali di Idrocarburi policiclici aromatici
    Fonte: Ispra

    Regione 1990 1995 2000 2005 2010 2015
    t/a
    Piemonte 4.9 5.3 5.1 5.3 8.5 8.0
    Valle d'Aosta 0.2 0.2 0.2 0.1 0.2 0.3
    Lombardia 5.3 5.6 5.6 7.7 14.0 9.0
    Trentino Alto Adige 1.0 1.2 1.1 1.1 1.2 2.4
    Veneto 4.1 4.2 4.1 5.1 6.0 6.6
    Friuli Venezia Giulia 3.2 2.7 2.4 2.6 2.7 3.0
    Liguria 5.2 7.8 3.6 3.2 2.6 1.9
    Emilia Romagna 3.0 3.3 3.4 2.9 6.1 4.0
    Toscana 9.4 9.4 5.4 6.6 6.3 4.7
    Umbria 1.5 1.8 1.7 1.2 1.3 2.7
    Marche 1.9 1.4 1.4 1.7 2.0 2.0
    Lazio 3.0 3.3 3.3 4.0 7.1 5.6
    Abruzzo 1.8 2.0 2.0 1.0 1.7 3.3
    Molise 0.5 0.5 0.6 0.3 0.6 0.9
    Campania 8.4 4.1 4.1 3.8 6.8 5.8
    Puglia 38.6 40.5 16.0 18.2 18.0 10.3
    Basilicata 0.9 1.1 1.1 0.6 0.8 1.6
    Calabria 2.4 2.8 2.8 1.6 3.3 4.6
    Sicilia 1.5 1.7 1.7 3.7 4.2 2.0
    Sardegna 1.9 2.0 2.1 1.8 2.3 2.8
  • Titolo: Tabella 4 - Emissioni regionali di Diossine e furani
    Fonte: Ispra

    Regione 1990 1995 2000 2005 2010 2015
    g I-Teq
    Piemonte 37.32 45.36 32.73 28.16 23.66 23.76
    Valle d'Aosta 1.15 1.08 1.17 1.42 1.41 1.30
    Lombardia 100.78 94.30 104.80 82.05 99.81 88.42
    Trentino Alto Adige 13.44 15.05 5.31 5.26 4.76 6.37
    Veneto 67.40 65.95 49.38 29.61 29.78 32.50
    Friuli Venezia Giulia 30.07 28.32 17.20 16.92 9.09 11.26
    Liguria 12.60 11.65 8.58 3.85 4.63 3.10
    Emilia Romagna 56.77 34.67 21.00 10.38 13.80 8.53
    Toscana 21.77 15.17 11.18 9.69 9.47 9.85
    Umbria 7.22 8.52 10.04 8.69 8.15 11.85
    Marche 3.13 3.36 3.47 4.11 4.70 4.09
    Lazio 11.12 12.76 12.31 10.74 15.93 17.53
    Abruzzo 7.32 7.78 4.68 2.55 3.63 6.60
    Molise 1.11 1.21 1.49 0.76 1.18 1.68
    Campania 19.82 11.62 14.52 11.02 16.73 12.17
    Puglia 70.42 87.87 63.37 69.55 28.85 8.84
    Basilicata 3.18 3.51 2.34 4.00 4.08 5.51
    Calabria 7.81 8.91 8.06 3.74 6.64 9.19
    Sicilia 13.15 10.49 9.22 13.16 13.00 7.66
    Sardegna 17.23 16.30 23.45 11.34 10.16 10.28
  • Titolo: Figura 1: Trend delle emissioni nazionali di composti organici persistenti indicizzato al 1990
    Fonte: ISPRA

    Figura 1: Trend delle emissioni nazionali di composti organici persistenti indicizzato al 1990
  • Titolo: Figura 2: Emissioni regionali di Idrocarburi policiclici aromatici
    Fonte: ISPRA

    Figura 2: Emissioni regionali di Idrocarburi policiclici aromatici
  • Titolo: Figura 3: Emissioni regionali di Diossine e furani
    Fonte: ISPRA

    Figura 3: Emissioni regionali di Diossine e furani