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QUANTITÀ DI RIFIUTI SPECIALI RECUPERATI

Abstract indicatore: 
L'indicatore misura la quantità totale di rifiuti speciali avviati alle operazioni di recupero di cui all'allegato C del D.Lgs. 152/2006. I quantitativi di rifiuti speciali avviati al recupero sono consistenti (76,7% sul totale gestito) e il trend risulta in continua crescita (8,6%.nell'ultimo triennio). Nel 2016, la quantità totale di rifiuti speciali avviata a recupero, ammonta a 108,3 milioni di tonnellate, di cui 2,8 milioni di tonnellate sono pericolosi. La regione con il maggior quantitativo di rifiuti speciali recuperato è la Lombardia (27,2% del totale recuperato), seguita dal Veneto (10,8%) e dall'Emilia-Romagna (10,5%).

Descrizione: 
L'indicatore misura la quantità totale di rifiuti speciali avviati alle operazioni di recupero di cui all'allegato C del D.Lgs. 152/2006.

Scopo: 
Verificare l'efficacia delle politiche di gestione dei rifiuti con particolare riferimento all'incentivazione del recupero e riutilizzo dei rifiuti, sia di materia sia di energia.

Criteri di selezione: 
  • Misurabilità (i dati utilizzati per la costruzione dell'indicatore sono/hanno): 
    Adeguatamente documentati e di qualità nota [Accessibilità]
    Aggiornati a intervalli regolari secondo fonti e procedure affidabili [Tempestività e Puntualità]
    Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
    Una "buona" copertura spaziale
    Una "buona" copertura temporale (almeno 5 anni)
  • Rilevanza e utilità (l'indicatore): 
    È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
    È in grado di descrivere il trend in atto e l'evolversi della situazione ambientale
    È semplice, facile da interpretare
    Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull'ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
    Fornisce una base per confronti a livello internazionale
  • Solidità scientifica (l'indicatore): 
    È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
    È ben fondato in termini tecnici e scientifici
    Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
    Comparabilità nel tempo
    Comparabilità nello spazio

Riferimenti normativi: 
Non compilato

Obiettivi fissati dalla normativa: 
Il D.Lgs. 152/06, in linea con la Strategia europea in materia di gestione dei rifiuti, all’art. 181, comma 3, stabilisce l’adozione di misure volte a promuovere il recupero dei rifiuti conformemente ai criteri di priorità (art. 179), ovvero, nel rispetto della seguente gerarchia:
• prevenzione,
• preparazione per il riutilizzo,
• riciclaggio,
• recupero di altro tipo (es. recupero energetico),
e smaltimento.
Oltre a ciò, lo stesso comma 3, stabilisce che devono essere adottate misure tese a promuovere il riciclaggio di alta qualità. All’articolo 183, comma 1, lettera u), viene espressamente definito come riciclaggio: “qualsiasi operazione di recupero attraverso cui i rifiuti sono trattati per ottenere prodotti, materiali o sostanze da utilizzare per la loro funzione originaria o per altri fini”.
DPSIR: 
Pressione
Risposta

Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)

Riferimenti bibliografici: 
Rapporto rifiuti speciali - Edizione 2018


Limitazioni: 
Non compilato

Ulteriori azioni: 
Non compilato
Frequenza di rilevazione dei dati: 
Annuale

Accessibilità dei dati di base: 
Banca dati MUD, non accessibile al pubblico

Fonte dei dati di base: 
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)

Unità di misura dell'indicatore: 
Tonnellata per anno (t/a)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
L'indicatore misura la quantità totale di rifiuti speciali recuperati in Italia. Le operazioni considerate per il calcolo dei rifiuti speciali recuperati sono le seguenti: R1: Utilizzazione principale come combustibile o come altro mezzo per produrre energia, R2: Rigenerazione/recupero di solventi, R3: Riciclo/recupero delle sostanze organiche non utilizzate come solventi (comprese le operazioni di compostaggio e altre trasformazioni biologiche), R4: Riciclo/recupero dei metalli e dei composti metallici, R5: Riciclo/recupero di altre sostanze inorganiche, R6: Rigenerazione degli acidi o delle basi, R7: Recupero dei prodotti che servono a captare gli inquinanti, R8: Recupero dei prodotti provenienti dai catalizzatori, R9: Rigenerazione o altri reimpieghi degli oli, R10: Spandimento sul suolo a beneficio dell'agricoltura o dell'ecologia, R11: Utilizzazione di rifiuti ottenuti da una delle operazioni indicate da R1 a R10, R12: Scambio di rifiuti per sottoporli a una delle operazioni indicate da R1 a R11, R13: Messa in riserva di rifiuti per sottoporli a una delle operazioni indicate nei punti da R1 a R12. Il dato nazionale viene fornito disaggregato per regione. La fonte dei dati è la banca dati MUD, integrata da informazioni trasmesse dalle amministrazioni competenti e dai gestori degli impianti.


Tipo di rappresentazione: 
Grafico
Tabella

Copertura spaziale: 
Nazionale, Regionale (20/20)

Copertura temporale: 
1997-2016

Qualità dell'informazione: 
Per quanto riguarda la rilevanza, l’indicatore risponde a precise domande di informazione (obiettivo: massimizzazione del recupero dei rifiuti nelle sue varie forme). Nel caso della comparabilità nello spazio e nel tempo, i dati vengono raccolti secondo modalità comuni a livello nazionale e validati secondo metodologie condivise.

Periodicità di aggiornamento: 
Annuale


Stato e trend: 
I quantitativi di rifiuti speciali avviati al recupero sono consistenti (76,7% sul totale gestito) e il trend risulta in continua crescita (+8,6% dal 2014). L'unica flessione (-2,6%), dovuta probabilmente alla crisi economica, si è riscontrata nel 2012 rispetto al 2011, in coerenza con i quantitativi prodotti per i quali si è registrata una flessione del 2,1%.

Commenti: 
Il D.Lgs.152/06, che abroga il D.Lgs. 22/97, all’Allegato C individua l’elenco delle operazioni di recupero, così come rimanda l’art. 183, comma 1, lettera t, del decreto stesso. La quantità totale di rifiuti speciali avviata a recupero (operazioni da R1 a R13) ammonta, nel 2016, a 108,3 milioni di tonnellate, di cui 2,8 milioni di tonnellate sono pericolosi. Rispetto al 2015 (104,6 milioni di tonnellate recuperate) si registra un aumento del 3,6% (Tabella 1). Fra le regioni con il maggior quantitativo di rifiuti speciali recuperato, spicca la Lombardia (27,3% del totale recuperato), che rispetto al 2015 presenta un aumento del 2,3%; seguono il Veneto (10,8%) e l’ Emilia- Romagna (10,5%) (Tabella 2 e Figura 1).
  • Titolo: Tabella 1: Trend della quantità di rifiuti speciali recuperatia in Italia
    Fonte: ISPRA
    Legenda: a Le operazioni considerate per il calcolo dei rifiuti speciali recuperati sono le seguenti:R1: Utilizzazione principale come combustibile o come altro mezzo per produrre energia, R2: Rigenerazione/recupero di solventi, R3: Riciclo/recupero delle sostanze organiche non utilizzate come solventi (comprese le operazioni di compostaggio e altre trasformazioni biologiche), R4: Riciclo/recupero dei metalli e dei composti metallici, R5: Riciclo/recupero di altre sostanze inorganiche, R6: Rigenerazione degli acidi o delle basi, R7: Recupero dei prodotti che servono a captare gli inquinanti, R8: Recupero dei prodotti provenienti dai catalizzatori, R9: Rigenerazione o altri reimpieghi degli oli, R10: Spandimento sul suolo a beneficio dell'agricoltura o dell'ecologia, R11: Utilizzazione di rifiuti ottenuti da una delle operazioni indicate da R1 a R10, R12: Scambio di rifiuti per sottoporli a una delle operazioni indicate da R1 a R11, R13: Messa in riserva.
    Note: La quantità totale di rifiuti speciali avviati a recupero dal 2011 contiene anche l'operazione R12 che negli anni precedenti non era considerata
    Tabella 1: Trend della quantità di rifiuti speciali recuperatia in Italia
    Anno Rifiuti speciali recuperati Rifiuti speciali pericolosi recuperati
    t*1.000
    1997 12,293 721
    1998 23,120 919
    1999 29,934 1,003
    2000 33,150 1,174
    2001 39,422 1,269
    2002 44,463 1,268
    2003 46,499 1,327
    2004 47,579 1,412
    2005 57,493 1,566
    2006 60,399 1,808
    2007 69,677 1,781
    2008 77,970 2,011
    2009 79,962 1,614
    2010 84,864 1,910
    2011 88,907 1,945
    2012 86,557 1,877
    2013 96,393 2,383
    2014 99,742 2,229
    2015 104,559 2,613
    2016 108,312 2,794
    Fonte: ISPRA
    LEGENDA:
    a Le operazioni considerate per il calcolo dei rifiuti speciali recuperati sono le seguenti:R1: Utilizzazione principale come combustibile o come altro mezzo per produrre energia, R2: Rigenerazione/recupero di solventi, R3: Riciclo/recupero delle sostanze organiche non utilizzate come solventi (comprese le operazioni di compostaggio e altre trasformazioni biologiche), R4: Riciclo/recupero dei metalli e dei composti metallici, R5: Riciclo/recupero di altre sostanze inorganiche, R6: Rigenerazione degli acidi o delle basi, R7: Recupero dei prodotti che servono a captare gli inquinanti, R8: Recupero dei prodotti provenienti dai catalizzatori, R9: Rigenerazione o altri reimpieghi degli oli, R10: Spandimento sul suolo a beneficio dell'agricoltura o dell'ecologia, R11: Utilizzazione di rifiuti ottenuti da una delle operazioni indicate da R1 a R10, R12: Scambio di rifiuti per sottoporli a una delle operazioni indicate da R1 a R11, R13: Messa in riserva.
    Nota:
    La quantità totale di rifiuti speciali avviati a recupero dal 2011 contiene anche l'operazione R12 che negli anni precedenti non era considerata
  • Titolo: Tabella 2: Quantità di rifiuti speciali e speciali pericolosi recuperati
    Fonte: ISPRA

    Tabella 2: Quantità di rifiuti speciali e speciali pericolosi recuperati
    Regione Rifiuti speciali recuperati Rifiuti speciali pericolosi recuperati
    2015 2016 2015 2016
    t*1.000
    Piemonte 8.169 8.426 183 174
    Valle d'Aosta 522 144 0 1
    Lombardia 28.820 29.493 1.054 1.155
    Trentino-Alto Adige 3.847 3.469 7 10
    Veneto 11.441 11.743 221 293
    Friuli-Venezia Giulia 4.655 4.686 19 27
    Liguria 2.106 2.120 66 72
    Emilia-Romagna 9.948 11.332 177 236
    Toscana 6.909 7.086 142 138
    Umbria 2.110 2.293 5 13
    Marche 2.118 2.213 14 21
    Lazio 5.362 5.315 84 87
    Abruzzo 1.656 1.551 6 6
    Molise 314 343 4 5
    Campania 4.420 4.417 117 138
    Puglia 5.303 6.450 57 61
    Basilicata 862 826 22 20
    Calabria 859 894 37 33
    Sicilia 3.699 4.083 61 61
    Sardegna 1.439 1.429 340 242
    ITALIA 104.559 108.312 2.613 2.794
    Fonte: ISPRA
  • Titolo: Figura 1: Quantità di rifiuti speciali avviati a recupero
    Fonte: ISPRA

    Figura 1: Quantità di rifiuti speciali avviati a recupero