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QUANTITÀ DI RIFIUTI URBANI INCENERITI, E NUMERO DI IMPIANTI DI INCENERIMENTO

Abstract indicatore: 
L'indicatore misura la quantità di rifiuti urbani inceneriti e il numero di impianti che trattano tali rifiuti. Nel 2017, i rifiuti urbani inceneriti, comprensivi del combustibile solido secondario, della frazione secca e del bioessiccato ottenuti dal trattamento meccanico dei rifiuti urbani stessi, sono quasi 5,3 milioni di tonnellate (-2,5% rispetto al 2016). Il 70% circa dei rifiuti viene trattato al Nord, l’11% al Centro e quasi il 19% al Sud. Gli impianti di incenerimento operativi sul territorio nazionale sono 39, due unità in meno rispetto al 2016. Il parco impiantistico è prevalentemente localizzato nelle regioni del Nord (26 impianti); in Lombardia e in Emilia Romagna sono presenti rispettivamente 13 e 8 impianti operativi. Al Centro e al Sud sono operativi, rispettivamente, 7 e 6 impianti.

Descrizione: 
Indicatore di pressione e di risposta che misura sia le quantità di rifiuti urbani trattati che il numero di impianti di incenerimento che trattano tali rifiuti.

Scopo: 
Valutare le quantità di rifiuti che vengono smaltiti in impianti di incenerimento e la disponibilità di impianti di incenerimento sul territorio nazionale

Criteri di selezione: 
  • Misurabilità (i dati utilizzati per la costruzione dell'indicatore sono/hanno): 
    Adeguatamente documentati e di qualità nota [Accessibilità]
    Aggiornati a intervalli regolari secondo fonti e procedure affidabili [Tempestività e Puntualità]
    Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
    Una "buona" copertura spaziale
    Una "buona" copertura temporale (almeno 5 anni)
  • Rilevanza e utilità (l'indicatore): 
    È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
    È in grado di descrivere il trend in atto e l'evolversi della situazione ambientale
    È semplice, facile da interpretare
    È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell'ambiente e collegato alle attività antropiche
    Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull'ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
    Fornisce una base per confronti a livello internazionale
  • Solidità scientifica (l'indicatore): 
    È ben fondato in termini tecnici e scientifici
    Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
    Comparabilità nel tempo
    Comparabilità nello spazio

Riferimenti normativi: 
D.Lgs. 152/2006;
Direttiva 2010/75/UE

Obiettivi fissati dalla normativa: 
Il D.Lgs. 152/2006 Parte IV Titolo III-bis, in conformità a quanto disposto dalla Direttiva 2010/75/UE sulle emissioni industriali (che ha unito e rivisto in un unico provvedimento normativo 7 direttive europee tra cui la Direttiva 2000/76/CE sull’incenerimento dei rifiuti), regola in maniera completa l’incenerimento e il coincenerimento dei rifiuti pericolosi e non pericolosi a partire dalla realizzazione degli impianti, comprendendo anche le diverse fasi dell’attività di incenerimento dal momento della ricezione dei rifiuti fino allo smaltimento dei residui. In particolare, il decreto detta specifiche disposizioni in materia di: valori limite di emissione; metodi di campionamento, di analisi e di valutazione degli inquinanti derivanti dagli impianti di incenerimento e di coincenerimento dei rifiuti; criteri e norme tecniche generali riguardanti le caratteristiche costruttive, funzionali e gestionali degli impianti di incenerimento e di coincenerimento, con particolare riferimento alle esigenze di assicurare una protezione integrata dell’ambiente contro le emissioni causate da detti impianti; criteri temporali di adeguamento alle nuove disposizioni degli impianti esistenti.
DPSIR: 
Impatto
Pressione

Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)

Riferimenti bibliografici: 
ISPRA - Rapporto rifiuti urbani 2018

Limitazioni: 
Nessuna limitazione

Ulteriori azioni: 
Nessuna
Frequenza di rilevazione dei dati: 
Annuale

Accessibilità dei dati di base: 
Catasto rifiuti (http://www.catasto-rifiuti.isprambiente.it).

Fonte dei dati di base: 
ARPA/APPA (Agenzie Regionali e delle Province Autonome per la Protezione dell'Ambiente)
Catasto dei rifiuti Sezione Nazionale

Unità di misura dell'indicatore: 
Numero (n.)
Tonnellata (t)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
L'indicatore misura la quantità di rifiuti urbani inceneriti in Italia. Il dato si presenta composto dal quantitativo di rifiuti urbani indifferenziati e dalla frazione secca, dal combustibile solido secondario e dal bioessiccato provenienti dal trattamento dei rifiuti urbani stessi. La base informativa è costituita dai dati contenuti nel Modello Unico di Dichiarazione Ambientale comunicato da parte dei soggetti individuati dall'articolo 189 comma 3 del D.Lgs. n. 152/2006 alle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura territorialmente competenti.
Gli impianti di incenerimento sono classificati ai sensi dell'art. 237-ter del titolo III-bis parte IV del D.lgs. 152/06. Nello specifico si definisce "impianto di incenerimento": qualsiasi unità e attrezzatura tecnica, fissa o mobile, destinata ala trattamento termico di rifiuti con o senza recupero del dalla combustione, attraverso l'incenerimento mediante ossidazione dei rifiuti, nonché altri processi di trattamento termico, quali ad esempio la pirolisi, la gassificazione ed il processo al plasma, a condizione che le sostanze risultanti dal trattamento termico siano successivamente incenerite.

Core set: 
Strategia di Azione Ambientale per lo Sviluppo Sostenibile in Italia (DELIBERA CIPE N. 57 DEL 2/8/2002)

Tipo di rappresentazione: 
Grafico
Tabella

Copertura spaziale: 
Nazionale, Regionale (20/20)

Copertura temporale: 
2002-2017

Qualità dell'informazione: 
Per quanto riguarda la rilevanza, l’indicatore risponde a precise domande di informazione. La comparabilità spaziale risulta elevata, come pure la quella temporale.

Periodicità di aggiornamento: 
Annuale


Stato e trend: 
La quantità di rifiuti urbani, frazione secca, combustibile solido secondario e bioessiccato ottenuti dal trattamento dei rifiuti urbani, incenerita nel 2017, si presenta alquanto stabile registrando una riduzione di sole 137 mila tonnellate rispetto all'anno precedente (-2,5%). Anche il numero di impianti di incenerimento per tale tipologia di rifiuti risulta di poco inferiore al 2016, registrando una riduzione di 2 unità.

Commenti: 
Nel 2017 sono avviati a incenerimento quasi 5,3 milioni di tonnellate di rifiuti, di cui oltre 2,8 milioni di tonnellate è costituita da rifiuti urbani tal quali, mentre la restante quota, rappresentata da rifiuti derivanti dal trattamento dei rifiuti urbani (frazione secca, rifiuti combustibili e, in minor misura, bioessiccato), è pari a oltre 2,4 milioni di tonnellate (Tabella 2), inoltre,sono inceneriti rifiuti speciali per un totale di 846 mila tonnellate di cui quasi 58 mila sono costituiti da rifiuti pericolosi. Questi ultimi sono in prevalenza di origine sanitaria (oltre 31 mila tonnellate).
Il 70% circa dei rifiuti viene trattato al Nord, coerentemente al parco impiantistico, l’11% al Centro e quasi il 19% al Sud (Tabella 1).
Nel 2017, sul territorio nazionale, sono operativi 39 impianti di incenerimento che trattano rifiuti urbani e rifiuti combustibili (CSS), frazione secca (FS) e bioessiccato derivanti dal trattamento meccanico biologico dei rifiuti urbani stessi. Rispetto all’indagine del 2016, non risultano più operativi l’impianto di Macomer (in fase di revamping) e un impianto di Colleferro; l’altro impianto di Colleferro ha trattato, nel 2017, quantità molto esigue di rifiuti per un breve periodo di tempo e, successivamente, è stato chiuso (Tabella 3).
  • Titolo: Tabella 1: Quantità di rifiuti urbani inceneriti per regione
    Fonte: ISPRA

    Tabella 1: Quantità di rifiuti urbani inceneriti per regione
    Regione 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017
    t*1.000
    Piemonte 85.7 90.7 93.4 120.4 141.0 140.2 112.3 90.9 87.5 83.8 38.1 128.7 420.5 469.6 437.3 505.4
    Valle d’Aosta 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0
    Lombardia 1,309.2 1,378.6 1,611.5 1,725.3 1,946.5 2,000.0 2,172.4 2,117.8 2,181.7 2,121.1 2,092.0 2,120.7 1,833.6 2,092.1 1,860.6 1,800.9
    Trentino-Alto Adige 80.0 79.1 81.1 77.1 65.0 67.4 70.2 64.7 69.3 64.2 66.6 80.8 77.8 102.4 112.6 96.2
    Veneto 144.0 165.4 190.6 228.1 165.2 214.6 214.3 191.0 256.6 270.4 282.9 291.3 221.6 206.2 216.2 231.1
    Friuli-Venezia Giulia 129.3 127.3 132.3 160.0 136.6 138.9 146.2 142.1 129.8 157.3 163.3 159.2 150.0 124.1 128.4 102.9
    Liguria 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0
    Emilia-Romagna 573.1 592.6 647.1 669.0 649.0 657.6 727.1 818.5 900.0 906.5 886.9 920.3 925.5 933.6 971.3 946.7
    Toscana 179.2 219.8 257.4 265.7 255.1 253.3 212.2 241.7 281.2 255.4 267.1 267.7 274.6 284.4 276.6 271.0
    Umbria 29.0 43.8 33.2 24.0 23.6 19.8 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0
    Marche 20.5 20.0 19.0 19.2 21.1 19.5 16.5 19.1 16.1 14.5 2.4 2.2 0.0 0.0 0.0 0.0
    Lazio 12.4 176.9 221.5 238.5 224.2 184.5 207.3 167.5 277.3 358.6 369.3 386.4 362.4 302.9 374.9 327.9
    Abruzzo 0.2 0.4 0.2 0.4 0.0 0.1 0.3 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0
    Molise 12.8 12.7 14.9 24.8 14.4 23.1 96.3 91.7 74.3 93.5 89.5 91.3 63.0 68.1 86.6 76.0
    Campania 0.3 0.6 1.1 0.4 5.0 2.1 4.1 239.6 516.7 609.9 615.0 668.6 687.5 714.8 725.8 713.9
    Puglia 41.9 94.4 158.5 199.4 147.9 107.7 107.7 88.8 113.2 114.9 73.8 93.5 76.8 75.9 49.8 75.9
    Basilicata 14.4 13.0 25.0 20.3 27.4 26.8 16.2 20.3 26.9 23.0 29.8 30.3 23.4 30.1 30.0 10.7
    Calabria 0.1 0.5 1.0 52.4 127.1 116.3 90.0 114.2 125.1 76.5 51.2 27.6 46.9 28.9 30.5 43.6
    Sicilia 23.5 22.1 22.0 22.0 18.5 19.2 12.8 18.2 11.2 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0
    Sardegna 117.3 122.4 167.1 188.6 158.5 175.3 166.3 179.1 148.8 141.1 140.0 127.6 138.4 148.9 103.4 64.4
    ITALIA 2,772.9 3,160.1 3,676.9 4,035.4 4,126.2 4,166.2 4,372.2 4,605.2 5,215.7 5,290.5 5,167.9 5,396.4 5,302.1 5,582.1 5,403.9 5,266.8
    Fonte: ISPRA
  • Titolo: Tabella 2: Rifiuti inceneriti in impianti urbani per tipologia di rifuto (2017)
    Fonte: ISPRA

    Note: RU: Rifiuti urbani; FS: Frazione Secca; CSS: rifiuti combustibili; RS: Rifiuti speciali
    Tabella 2: Rifiuti inceneriti in impianti urbani per tipologia di rifuto (2017)
    Regione Rifiuti urbani FS, CSS, bioessiccato Totale RU RS pericolosi RS non pericolosi TOTALE
    t*1.000
    Piemonte 454.6 50.7 505.4 0.0 5.6 511.0
    Valle d'Aosta 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0
    Lombardia 1,083.2 717.7 1,800.9 19.3 475.0 2,295.2
    Trentino Alto Adige 92.8 3.4 96.2 0.0 32.5 128.7
    Veneto 224.5 6.6 231.1 2.7 16.7 250.6
    Friuli Venezia Giulia 99.9 3.0 102.9 0.0 61.1 164.0
    Liguria 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0
    Emilia Romagna 708.1 238.6 946.7 8.2 165.0 1,119.9
    Toscana 96.8 174.2 271.0 0.7 2.0 273.7
    Umbria 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0
    Marche 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0
    Lazio 0.0 327.9 327.9 0.0 19.2 347.1
    Abruzzo 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0
    Molise 0.0 76.0 76.0 0.0 0.1 76.1
    Campania 0.0 713.9 713.9 0.0 0.0 713.9
    Puglia 0.0 75.9 75.9 0.0 0.2 76.2
    Basilicata 10.7 0.0 10.7 26.4 5.7 42.9
    Calabria 0.0 43.6 43.6 0.0 0.0 43.6
    Sicilia 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0
    Sardegna 56.6 7.9 64.4 0.2 5.9 70.5
    ITALIA 2,827.3 2,439.5 5,266.8 57.6 788.9 6,113.2
    Fonte: ISPRA
    NOTE:
    RU: Rifiuti urbani; FS: Frazione Secca; CSS: rifiuti combustibili; RS: Rifiuti speciali
  • Titolo: Figura 1: Quantità di rifiuti urbani inceneriti
    Fonte: ISPRA

    Figura 1: Quantità di rifiuti urbani inceneriti
  • Titolo: Figura 2: Rifiuti urbani inceneriti relazionati alla produzione
    Fonte: ISPRA

    Figura 2: Rifiuti urbani inceneriti relazionati alla produzione
  • Titolo: Tabella 3: Numero di impianti di incenerimento per rifiuti urbani, frazione secca (FS) e CSS
    Fonte: ISPRA
    Legenda: a E’ compreso un impianto di Colleferro che ha trattato quantità molto esigue di rifiuti per un breve periodo e, in seguito, è stato chiuso

    Overview

    Tabella 2Foglio1

    Sheet 1: Tabella 2

    Tabella 3: Numero di impianti di incenerimento per rifiuti urbani, frazione secca (FS) e CSS
    Regione 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017
    n.
    Piemonte 2 2 2 2 2 2 2 1 1 1
    Valle d’Aosta - - - - - - - - - -
    Lombardia 13 13 13 13 13 13 13 13 13 13
    Trentino-Alto Adige 1 1 1 1 1 1 2 1 1 1
    Veneto 3 3 3 3 3 3 3 2 2 2
    Friuli-Venezia Giulia 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1
    Liguria - - - - - - - - - -
    Emilia-Romagna 8 8 8 8 8 8 8 8 8 8
    Toscana 8 8 8 8 8 7a 5 5 5 5
    Umbria - - - - - - - - - -
    Marche 1 1 1 1 1 1 - - - -
    Lazio 4 4 4 4 4b 4b 3 3 3 2a
    Abruzzo - - - - - - - - - -
    Molise 2 1 2 1 1 1 1 1 1 1
    Campania 0 1 1 1 1 1 1 1 1 1
    Puglia 1 1 2 2 2 2 1 1 1 1
    Basilicata 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1
    Calabria 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1
    Sicilia 1 1 1 1 - - - - - -
    Sardegna 2 2 2 2 2 2 2 2 2 1
    ITALIA 49 49 51 50 45 48 44 41 41 39
    LEGENDA:
    a E’ compreso un impianto di Colleferro che ha trattato quantità molto esigue di rifiuti per un breve periodo e,in seguito, è stato chiuso.
    Fonte: ISPRA

    Sheet 2: Foglio1

    Tabella 3.3.1 - Numero di impianti di incenerimento che trattano rifiuti urbani, anni 2011 – 2015
    Regione 2011 2012 2013 2014 2015
    (n.)
    Piemonte 2 2 2 2 1
    Valle d'Aosta - - - - -
    Lombardia 13 13 13 13 13
    Trentino-Alto Adige 1 1 1 2 1
    Veneto 3 3 3 3 2
    Friuli-Venezia Giulia 1 1 1 1 1
    Liguria - - - - -
    Emilia-Romagna 8 8 8 8 8
    Toscana 8 8 7 5 5
    Umbria - - - - -
    Marche 1 1 1 - -
    Lazio 4 4 4 3 3
    Abruzzo - - - - -
    Molise 1 1 1 1 1
    Campania 1 1 1 1 1
    Puglia 2 2 2 1 1
    Basilicata 1 1 1 1 1
    Calabria 1 1 1 1 1
    Sicilia 1 - - - -
    Sardegna 2 2 2 2 2
    ITALIA 50 49 48 44 41
    Fonte: ISPRA