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PRODUZIONE DEI RIFIUTI URBANI PER UNITA' DI PIL

Abstract indicatore: 
Il raffronto tra l’andamento della produzione dei rifiuti urbani e quello degli indicatori socio-economici porta a rilevare un disallineamento nell’ultimo anno. Infatti, a fronte del calo della produzione dei rifiuti, sia il prodotto interno lordo che la spesa delle famiglie (valori concatenati all’anno di riferimento 2010) fanno registrare un incremento dell’1,6%.

Descrizione: 
L’indicatore misura la quantità totale di rifiuti urbani prodotti in Italia rapportata al PIL (valori concatenati, anno di riferimento 2010), nonché alla spesa delle famiglie (valori concatenati, anno di riferimento 2010).

Scopo: 
Misurare la quantità totale di rifiuti prodotti e la correlazione tra produzione dei rifiuti e indicatori socio economici.

Criteri di selezione: 
  • Misurabilità (i dati utilizzati per la costruzione dell'indicatore sono/hanno): 
    Adeguatamente documentati e di qualità nota [Accessibilità]
    Aggiornati a intervalli regolari secondo fonti e procedure affidabili [Tempestività e Puntualità]
    Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
    Una "buona" copertura spaziale
    Una "buona" copertura temporale (almeno 5 anni)
  • Rilevanza e utilità (l'indicatore): 
    È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
    È in grado di descrivere il trend in atto e l'evolversi della situazione ambientale
    È semplice, facile da interpretare
    Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull'ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
    Fornisce una base per confronti a livello internazionale
  • Solidità scientifica (l'indicatore): 
    È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
    È ben fondato in termini tecnici e scientifici
    Possiede elementi che consentono di correlarlo a modelli economici, previsioni e sistemi di informazione
    Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
    Comparabilità nel tempo
    Comparabilità nello spazio

Riferimenti normativi: 
Direttiva 2008/98/CE,
D.Lgs. n. 152/2006
D.Lgs. n. 205/2010
Decreto del Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, 26 maggio 2016 recante “Linee guida per il calcolo della percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti urbani”

Obiettivi fissati dalla normativa: 
La Direttiva quadro sui rifiuti (Direttiva 2008/98/CE), recepita nell’ordinamento nazionale dal D.Lgs. 205/2010, individua la seguente gerarchia in materia di prevenzione e gestione dei rifiuti:
• prevenzione;
• preparazione per il riutilizzo;
• riciclaggio;
• recupero di altro tipo, per esempio il recupero di energia;
• smaltimento.
Relativamente al riutilizzo e riciclaggio dei rifiuti l’articolo 11 della direttiva, trasposto nell’ordinamento nazionale dall’articolo 181 del D.Lgs. 152/2006, prevede che gli Stati membri adottino, per i rifiuti urbani, le misure necessarie per conseguire, entro il 2020, un aumento complessivo sino a un valore pari ad almeno il 50% in peso della preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio di rifiuti quali, come minimo, carta, metalli, plastica e vetro provenienti dai nuclei domestici e possibilmente di altra origine, nella misura in cui tali flussi di rifiuti siano simili a quelli domestici. Con l’emanazione della direttiva 2018/851/UE sono stati introdotti ulteriori obiettivi per la preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio, da conseguirsi entro il 2025 (55%), 2030 (60%) e 2035 (65%). I tre nuovi obiettivi non considerano specifiche frazioni merceologiche ma si applicano all’intero ammontare dei rifiuti urbani.
DPSIR: 
Pressione

Tipologia indicatore: 
Efficienza (tipo C)

Riferimenti bibliografici: 
Rapporto Rifiuti Urbani (edizioni varie)

Limitazioni: 
Non compilato

Ulteriori azioni: 
Non compilato
Frequenza di rilevazione dei dati: 
Annuale

Accessibilità dei dati di base: 
I dati sulla produzione e raccolta differenziata su scala nazionale, per macroarea geografica, regione, provincia e comune sono liberamente consultabili e scaricabili dal sito www.catasto-rifiuti.isprambiente.it, mentre i dati sugli indicatori economici possono essere reperiti presso l'ISTAT (http://dati.istat.it/). I dati di base per la costruzione dell'indicatore sono, pertanto, di immediata reperibilità.

Fonte dei dati di base: 
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)
ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica)

Unità di misura dell'indicatore: 
Numero indice
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
L'indicatore è ottenuto rapportando la quantità totale di rifiuti urbani prodotti in Italia al PIL (valori concatenati, anno di riferimento 2010), nonché a quello dei consumi della famiglie residenti e non residenti sul territorio economico (valori concatenati, anno di riferimento 2010).


Tipo di rappresentazione: 
Grafico

Copertura spaziale: 
Nazionale

Copertura temporale: 
2002-2017

Qualità dell'informazione: 
I dati hanno una buona copertura temporale (maggiore di 5 anni). La comparabilità temporale è completa per la serie storica sino al 2015, con una parziale perdita nel 2016. Ciò è dovuto al cambiamento della metodologia di calcolo del dato di produzione dei rifiuti urbani a partire da tale anno, per effetto dell'emanazione del decreto del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, 26 maggio 2016.

Periodicità di aggiornamento: 
Annuale


Stato e trend: 
Il raffronto tra l’andamento della produzione dei rifiuti urbani e quello degli indicatori socio-economici porta a rilevare un disallineamento nel 2017. Infatti, a fronte del calo della produzione dei rifiuti, sia il prodotto interno lordo che la spesa delle famiglie (valori concatenati all’anno di riferimento 2010) fanno registrare un incremento dell’1,6%.

Commenti: 
Dall’analisi della figura 2 si evidenzia, per entrambi gli indicatori, una crescita tra il 2002 e il 2006, con un aumento progressivo dei valori di produzione dei rifiuti e per unità di spesa delle famiglie, a indicare una crescita più sostenuta del dato dei rifiuti urbani rispetto a quello dell’indicatore socio-economico. Nel 2007, l’incremento prosegue, ma in maniera meno sostenuta per i rifiuti. Nel biennio 2008-2009 si assiste a un calo dei due indicatori con una decrescita più contenuta della produzione dei rifiuti rispetto all’andamento dei consumi delle famiglie (aumento del rapporto). Tra il 2009 e il 2012 si rileva una diminuzione più sostenuta della produzione degli RU rispetto alla spesa delle famiglie (diminuzione del rapporto) e tra il 2012 e il 2013 un calo meno sostenuto (aumento del rapporto) (Figura 1). Tra il 2013 e il 2014 i due indicatori hanno un analogo andamento (rapporto costante), mentre tra il 2014 e il 2015 un trend discordante (riduzione della produzione e aumento dei consumi). Nel 2016 entrambi gli indicatori sono in crescita, con una aumento leggermente superiore per la produzione dei RU, mentre nell’ultimo anno, come già rilevato, la crescita dei consumi è accompagnata da un calo della produzione degli RU (riduzione del rapporto).
  • Titolo: Figura 1: Andamento della produzione dei rifiuti urbani e dei principali indicatori socio economici
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati ISPRA e ISTAT

    Figura 1: Andamento della produzione dei rifiuti urbani e dei principali indicatori socio economici
  • Titolo: Figura 2: Andamento della produzione dei rifiuti urbani per unità di PIL e per unità di spesa delle famiglie
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati ISPRA e ISTAT

    Figura 2: Andamento della produzione dei rifiuti urbani per unità di PIL e per unità di spesa delle
famiglie