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PERCENTUALE DI PREPARAZIONE PER IL RIUTILIZZO E RICICLAGGIO

Abstract indicatore: 
Nel 2017 la percentuale di preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio si attesta al 49,4%, applicando la metodologia 2, e al 43,9% applicando la 4. In entrambe i casi si rileva un aumento della percentuale di 1,7 punti rispetto al 2016. Con riferimento al periodo 2010-2017 si osserva un aumento dei tassi di riciclaggio di 12,7 punti, considerando la metodologia 2 (percentuale del 36,7% nel 2010) e di 9,9 punti adottando la metodologia 4 (34,0%).

Descrizione: 
La direttiva 2008/98/CE ha inizialmente fissato un target per la preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio dei rifiuti urbani del 50% in peso da conseguirsi entro il 2020. Tale target, stante quanto individuato dall’articolo 11, paragrafo 2 della direttiva quadro, deve applicarsi almeno ai rifiuti di “carta, metalli, plastica e vetro provenienti dai nuclei domestici, e possibilmente di altra origine, nella misura in cui tali flussi di rifiuti sono simili a quelli domestici”.
Tale disposizione è stata recepita da d.lgs. n. 205/2010 che ha introdotto gli obiettivi di riciclaggio all’articolo 181 del d.lgs. n. 152/2006.
La decisione 2001/753/UE ha successivamente individuato le modalità di calcolo per la verifica del raggiungimento degli obiettivi, introducendo la possibilità di scegliere tra le seguenti quattro metodologie:
metodologia 1: percentuale di riciclaggio di rifiuti domestici costituiti da carta, metalli, plastica e vetro;
metodologia 2: percentuale di riciclaggio di rifiuti domestici e simili costituiti da carta, metalli, plastica e vetro e altri singoli flussi di rifiuti domestici e simili;
metodologia 3: percentuale di riciclaggio di rifiuti domestici in generale;
metodologia 4: percentuale di riciclaggio di rifiuti urbani.
Nella prima relazione sul monitoraggio dei target effettuata dagli Stati membri nel 2013, in cui doveva essere indicata la metodologia di calcolo prescelta, l’Italia aveva comunicato di aver scelto la seconda metodologia e di estendere l’applicazione della stessa al legno e alla frazione organica.
Con l’emanazione della direttiva 2018/851/UE sono stati introdotti ulteriori obiettivi per la preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio, da conseguirsi entro il 2025 (55%), 2030 (60%) e 2035 (65%). I tre nuovi obiettivi non considerano specifiche frazioni merceologiche ma si applicano all’intero ammontare dei rifiuti urbani.
Ne consegue che non è più prevista una scelta tra più opzioni ma deve essere adottata un’unica metodologia, la 4.
Al fine di assicurare condizioni uniformi, entro il 31 marzo 2019 la Commissione è chiamata ad adottare atti di esecuzione che stabiliscano le regole per il calcolo, la verifica e la comunicazione dei dati, in particolare per quanto riguarda:
a) una metodologia comune per il calcolo del peso dei metalli che sono stati riciclati in conformità del paragrafo 6, compresi i criteri di qualità per i metalli riciclati, e
b) i rifiuti organici differenziati e riciclati alla fonte.
In attesa della definizione delle nuove modalità di calcolo, nel presente paragrafo sono ancora riportati i risultati delle elaborazioni condotte secondo il vecchio approccio.
Appare però evidente che tra le due metodologie descritte, quella che attualmente si approssima maggiormente ai nuovi criteri è la metodologia 4, che prende in considerazione l’intero ammontare dei rifiuti urbani.
Nel caso delle frazioni provenienti dalla raccolta multimateriale gli scarti vengono già computati separatamente da ISPRA al fine di poter quantificare l’ammontare delle singole frazioni che compongono tale raccolta. Secondo i nuovi criteri di calcolo della produzione e raccolta dei rifiuti urbani individuati dal decreto del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare 26 maggio 2016, la multimateriale è contabilizzata nel suo complesso, al lordo della quota degli scarti. Nella precedente metodologia applicata da ISPRA questi erano, invece, contabilizzati al di fuori della raccolta. In ogni caso, a prescindere dalle modalità di calcolo applicate per la quantificazione della RD (Raccolta Differenziata), gli scarti devono essere esclusi ai fini del calcolo degli obiettivi di riciclaggio e pertanto la multimateriale deve essere considerata al netto di tale componente. Per la raccolta monomateriale sono state applicate le distribuzioni percentuali per fascia di qualità attribuite dal CONAI e dai Consorzi di filiera con i relativi scarti.
A tal riguardo è utile segnalare che anche altre frazioni incluse nel computo della raccolta differenziata dai nuovi criteri di calcolo introdotti dal sopra citato decreto (si vedano, in particolare, i rifiuti da costruzione e demolizione), non contribuiscono, secondo quanto previsto dalla normativa comunitaria, al conseguimento degli obiettivi di riciclaggio dei rifiuti urbani, bensì agli specifici obiettivi previsti per i rifiuti da C&D. Le terre e sabbie provenienti dallo spazzamento dal canto loro, non possono invece contribuire agli obiettivi di cui alla metodologia 2.

Scopo: 
Verificare il conseguimento dell'obiettivo di preparazione per il riutilizzo e di riciclaggio dei rifiuti urbani stabilito dalla normativa.

Criteri di selezione: 
  • Misurabilità (i dati utilizzati per la costruzione dell'indicatore sono/hanno): 
    Aggiornati a intervalli regolari secondo fonti e procedure affidabili [Tempestività e Puntualità]
    Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
    Una "buona" copertura spaziale
    Una "buona" copertura temporale (almeno 5 anni)
  • Rilevanza e utilità (l'indicatore): 
    È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
    È in grado di descrivere il trend in atto e l'evolversi della situazione ambientale
    È semplice, facile da interpretare
    Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull'ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
    Fornisce una base per confronti a livello internazionale
    Ha una soglia o un valore di riferimento con il quale poterlo confrontare, in modo si possa valutare la sua significatività
  • Solidità scientifica (l'indicatore): 
    È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
    È ben fondato in termini tecnici e scientifici
    Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
    Comparabilità nel tempo
    Comparabilità nello spazio

Riferimenti normativi: 
Direttiva 2008/98/CE
Decisione 2011/753/UE
D.Lgs. n 152/2006
D.Lgs. n. 205/2010

Obiettivi fissati dalla normativa: 
L’articolo 11, punto 2 della Direttiva 2008/8/CE stabilisce che “al fine di rispettare gli obiettivi della presente direttiva e tendere verso una società europea del riciclaggio con un alto livello di efficienza delle risorse, gli Stati membri adottano le misure necessarie per conseguire i seguenti obiettivi: a) entro il 2020, la preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio di rifiuti quali, come minimo, carta, metalli, plastica e vetro provenienti dai nuclei domestici, e possibilmente di altra origine, nella misura in cui tali flussi di rifiuti sono simili a quelli domestici, sarà aumentata complessivamente almeno al 50 % in termini di peso”. Il D.Lgs. 205/2010, che ha recepito la Direttiva quadro nell’ordinamento nazionale, ha introdotto l’obiettivo di preparazione per il riutilizzo e di riciclaggio del 50% al 2020, all’articolo 181 del D.Lgs. 152/2006.
Con l’emanazione della direttiva 2018/851/UE, che ha modificato la direttiva quadro sui rifiuti, sono stati introdotti ulteriori obiettivi per la preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio, da conseguirsi entro il 2025 (55%), 2030 (60%) e 2035 (65%). I tre nuovi obiettivi non considerano specifiche frazioni merceologiche ma si applicano all’intero ammontare dei rifiuti urbani.
DPSIR: 
Risposta

Tipologia indicatore: 
Performance (tipo B)

Riferimenti bibliografici: 
Rapporto Rifiuti urbani (edizioni varie)

Limitazioni: 
L'applicazione delle metodologie di calcolo, soprattutto della metodologia 2, richiede l'utilizzo di procedure di stima (composizione merceologica dei rifiuti urbani, scarti dei processi di trattamento).

Ulteriori azioni: 
Approfondire le informazioni sui processi di trattamento dei rifiuti per valutare l'incidenza degli scarti generati dagli stessi. Gli scarti, qualora rilevanti, devono infatti essere esclusi dal calcolo della percentuale di preparazione per il riutilizzo e riciclaggio. Acquisire una base dati consolidata sulla composizione merceologica media dei rifiuti urbani prodotti nei diversi contesti territoriali.
Frequenza di rilevazione dei dati: 
Annuale

Accessibilità dei dati di base: 
I dati derivano da elaborazioni e stime condotte a partire dalle informazioni sulla produzione, raccolta e gestione dei rifiuti urbani. Queste ultime sono liberamente consultabili e scaricabili dal sito www.catasto-rifiuti.isprambiente.it.

Fonte dei dati di base: 
ISPRA/ARPA/APPA

Unità di misura dell'indicatore: 
Percentuale (%)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
L'indicatore misura il rapporto tra quantitativi di rifiuti urbani preparati per il riutilizzo o riciclati in un dato anno rispetto ai quantitativi prodotti nello stesso anno, secondo le metodologie di calcolo 2 e 4 stabilite dalla decisione 2011/753/EU. I dati relativi alle diverse componenti della formula di calcolo sono elaborati attraverso la seguente procedure:
-frazioni provenienti dalla raccolta multimateriale: gli scarti vengono già separati da ISPRA al fine di poter quantificare l’ammontare delle singole frazioni che compongono tale raccolta. Secondo i nuovi criteri di calcolo della produzione e raccolta dei rifiuti urbani individuati dal decreto 26
maggio 2016, la multimateriale è contabilizzata nel suo complesso, al lordo della quota degli scarti. Nella precedente metodologia applicata da ISPRA questi erano, invece, contabilizzati al di fuori della raccolta. In ogni caso, a prescindere dalle modalità di calcolo applicate per la quantificazione della RD, gli scarti devono essere esclusi ai fini del calcolo degli obiettivi di riciclaggio e pertanto
la multimateriale deve essere considerata al netto di tale componente. A tal riguardo è utile segnalare che anche altre frazioni incluse nel computo della raccolta differenziata dai nuovi criteri di calcolo introdotti dal sopra citato decreto (si vedano, in particolare, i rifiuti da costruzione e demolizione), non contribuiscono, secondo quanto previsto dalla normativa comunitaria, al conseguimento degli obiettivi di riciclaggio dei rifiuti urbani, bensì agli specifici obiettivi previsti per i rifiuti da C&D. Le terre e sabbie provenienti dallo spazzamento dal canto loro, non possono invece contribuire agli obiettivi di cui alla metodologia 2.
- raccolta monomateriale:vengono applicate le distribuzioni percentuali per fascia di qualità attribuite dal CONAI e dai Consorzi di filiera con i relativi scarti. Va rilevato che a ciascuna fascia di qualità indicata dai Consorzi è associato un intervallo entro cui deve rientrare la percentuale di frazione estranea (qui indicata come scarto) o, nel caso della prima fascia di qualità, un valore massimo o, per l'ultima fascia, un valore minimo. Nelle simulazioni sono stati assunti i seguenti valori di riferimento per gli indici di scarto:
• prima fascia di qualità: non disponendo dei dati di dettaglio relativi alle percentuali di scarto, è stato utilizzato un valore dell'indice di scarto costante pari al massimo contenuto di frazione estranea ammissibile per la collocazione del rifiuto nella fascia. Tale assunzione può comportare una parziale sovrastima degli scarti;
• fasce intermedie: non disponendo dei dati di dettaglio relativi alle percentuali di scarto, è stato utilizzato, per ciascuna fascia, un valore dell'indice di scarto costante pari al valore intermedio;
• ultima fascia: non disponendo dei dati di dettaglio relativi alle percentuali di scarto, è stato utilizzato un valore dell'indice di scarto costante, pari al minimo contenuto di frazione estranea ai fini della collocazione del rifiuto nella fascia. Tale assunzione può comportare una parziale sottostima degli scarti.
Nel caso della frazione organica le elaborazioni non sono state effettuate a partire dai dati di raccolta differenziata, bensì utilizzando direttamente i valori relativi dell'input agli impianti di compostaggio e digestione anaerobica al netto degli scarti dei processi di trattamento. Per i RAEE la percentuale a cui è applicato lo scarto (non RAEE), individuato per singolo raggruppamento, si riferisce alla quota indicata dal Centro di Coordinamento. Sono stati, inoltre, computati come riciclati anche i quantitativi provenienti dai processi di trattamento meccanico biologico dei rifiuti urbani indifferenziati destinati ad operazioni di recupero di materia.
Nel caso della metodologia 2, il denominatore dell'equazione è stato costruito utilizzando i valori di composizione merceologica media del rifiuto urbano rilevati da ISPRA.

Core set: 
Resource Efficiency Scoreboard
7EAP - Dati sull'ambiente
SDGs Indicators

Tipo di rappresentazione: 
Grafico
Tabella

Copertura spaziale: 
Nazionale

Copertura temporale: 
2010-2017

Qualità dell'informazione: 
Per quanto riguarda la rilevanza, l’indicatore risponde a precise domande di informazione (obiettivo: massimizzazione del recupero di materia). Nel caso dell’accuratezza e della comparabilità nel tempo, i dati vengono raccolti secondo modalità comuni, a livello nazionale, e validati secondo metodologie condivise.

Periodicità di aggiornamento: 
Annuale


Stato e trend: 
Pur riscontrandosi un progressivo aumento dei tassi di preparazione per il riutilizzo e riciclaggio dei rifiuti urbani è richiesto un ulteriore incremento al fine di conseguire l’obiettivo fissato dalla normativa.

Commenti: 
Nel 2017 la percentuale di preparazione per il riutilizzo e riciclaggio si attesta al 49,4%, applicando la metodologia 2 (percentuale di riciclaggio di rifiuti urbani costituiti da organico, carta e cartone, vetro,. metallo, plastica e legno) e al 43,9% applicando la 4 (percentuale di riciclaggio del totale dei rifiuti urbani). In entrambe i casi si rileva un aumento della percentuale di 1,7 punti rispetto al 2016. Con riferimento al periodo 2010-2017 si osserva un aumento dei tassi di riciclaggio di 12,7 punti, considerando la metodologia 2 (percentuale del 36,7% nel 2010) e di 9,9 punti adottando la metodologia 4 (34,0%). (Figura 1). Nel 2017 oltre un terzo dei quantitativi riciclati (41,3%) è costituito dalla frazione organica e una quota pari al 26% da carta e cartone. Il vetro rappresenta il 16,2% del totale riciclato, la plastica il 5% e il legno il 6,2% circa (Figura2).
  • Titolo: Tabella 1: Composizione merceologica media dei rifiuti urbani stimata da ISPRA (media periodo 2008-2017)
    Fonte: Stime ISPRA

    Tabella 1: Composizione merceologica media dei rifiuti urbani stimata da ISPRA (media periodo 2008-2017)
    Frazione merceologica Nord Centro Sud Italia
    (%)
    Organico 34.6 32.7 39.8 35.7
    Carta 22 25.8 20.2 22.6
    Plastica 11.5 14.1 12.9 12.8
    Metalli 2.7 2.8 2.3 2.6
    Vetro 9.5 6.8 6.6 7.6
    Legno 4.5 2.7 1.8 3
    RAEE - - - 0.9
    Tessili - - - 3.6
    Materiali inerti/spazzamento - - - 0.8
    Selettiva - - - 0.3
    Pannolini/materiali assorbenti - - - 3.5
    Altro - - - 6.6
    Fonte: Stime ISPRA
  • Titolo: Figura 1: Percentuali di riciclaggio ottenute dalle simulazioni di calcolo secondo le metodologie 2 e 4
    Fonte: ISPRA

    Figura 1: Percentuali di riciclaggio ottenute dalle simulazioni di calcolo secondo le metodologie 2 e 4
  • Titolo: Figura 2: Ripartizione percentuale del quantitativo di rifiuti urbani avviato a riciclaggio (2016)
    Fonte: ISPRA

    Figura 2: Ripartizione percentuale del quantitativo di rifiuti urbani avviato a riciclaggio (2016)