Report

IMPORTAZIONE DEI RIFIUTI SPECIALI NON PERICOLOSI E PERICOLOSI

Abstract indicatore: 
L'indicatore misura le quantità di rifiuti speciali che vengono importate dall'estero ai fini di un recupero nelle attività produttive. I rifiuti speciali importati in Italia nel 2016, 5,8 milioni di tonnellate, sono costituiti quasi esclusivamente da rifiuti non pericolosi (97,6%); i rifiuti pericolosi, infatti, sono 137 mila tonnellate (2,4% del totale importato). Il maggior quantitativo proviene dalla Germania, oltre 1 milione di tonnellate (18,3% del totale importato), costituito quasi interamente da rifiuti non pericolosi (98,1%); rifiuti prettamente di natura metallica. Segue l’Austria, con 822 mila tonnellate (14,2% del totale), costituite anch'esse, nella quasi totalità, da rifiuti metallici.

Descrizione: 
L'indicatore fornisce informazioni sulle tipologie di rifiuti che vengono importati sul territorio nazionale, specificando il Paese di provenienza e la regione di destinazione.

Scopo: 
Analizzare quali tipologie di rifiuti vengono importate dall'estero ai fini del recupero nelle attività produttive.

Criteri di selezione: 
  • Misurabilità (i dati utilizzati per la costruzione dell'indicatore sono/hanno): 
    Adeguatamente documentati e di qualità nota [Accessibilità]
    Aggiornati a intervalli regolari secondo fonti e procedure affidabili [Tempestività e Puntualità]
    Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
    Una "buona" copertura spaziale
    Una "buona" copertura temporale (almeno 5 anni)
  • Rilevanza e utilità (l'indicatore): 
    È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
    È in grado di descrivere il trend in atto e l'evolversi della situazione ambientale
    È semplice, facile da interpretare
    Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull'ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
    Fornisce una base per confronti a livello internazionale
  • Solidità scientifica (l'indicatore): 
    È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
    È ben fondato in termini tecnici e scientifici
    Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
    Comparabilità nel tempo
    Comparabilità nello spazio

Riferimenti normativi: 
• convenzione di Basilea del 22/03/1989 sul controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti pericolosi e del loro smaltimento e successivi emendamenti;
• decisione OCSE C(2001)107 sul controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti destinati al recupero;
• Regolamento 1013/2006/CE e s.m.i. che disciplina la spedizione dei rifiuti tra Stati membri della Comunità, anche attraverso Paesi terzi;
• Regolamento 1418/2007/CE e s.m.i. relativo all’esportazione di alcuni rifiuti destinati al recupero, verso alcuni paesi ai quali non si applica la decisione dell’OCSE.

Obiettivi fissati dalla normativa: 
Non esistono obiettivi fissati dalla normativa.
DPSIR: 
Pressione
Risposta

Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)

Riferimenti bibliografici: 
Rapporto Rifiuti Speciali Edizione 2018

Limitazioni: 
Non compilato

Ulteriori azioni: 
Non compilato
Frequenza di rilevazione dei dati: 
Annuale

Accessibilità dei dati di base: 
Banca dati MUD, non accessibile al pubblico

Fonte dei dati di base: 
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)

Unità di misura dell'indicatore: 
Tonnellata per anno (t/a)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
L'indicatore misura le quantità di rifiuti speciali che vengono importate dall'estero ai fini di un recupero nelle attività produttive. La fonte dei dati è la banca dati MUD; le quantità vengono analizzate per singolo codice CER, per Paese di provenienza e per regione di destinazione.


Tipo di rappresentazione: 
Grafico
Tabella

Copertura spaziale: 
Nazionale, Regionale (20/20)

Copertura temporale: 
2010-2016

Qualità dell'informazione: 
Per quanto riguarda la rilevanza, l’indicatore fornisce informazioni sulle tipologie di rifiuti che non vengono gestiti sul territorio nazionale. I dati sono elaborati a livello regionale e validati secondo metodologie condivise.

Periodicità di aggiornamento: 
Annuale


Stato e trend: 
Non definibileI rifiuti speciali importati in Italia nel 2016, pari a 5,8 milioni di tonnellate, sono costituiti quasi esclusivamente da rifiuti non pericolosi; i rifiuti pericolosi, invece sono circa 137 mila tonnellate, pari al 2,4% del totale importato. Rispetto al 2015, anno in cui il quantitativo importato risultava pari a 5,7 milioni di tonnellate, si registra un lieve aumento dello 0,9%.

Commenti: 
I rifiuti speciali importati in Italia nel 2016 sono 5,8 milioni di tonnellate e sono costituiti quasi esclusivamente da rifiuti non pericolosi (97,6%) (Tabella 1). Il maggior quantitativo proviene dalla Germania, oltre 1 milione di tonnellate, costituito quasi interamente da rifiuti non pericolosi (98,1%), maggiormente di natura metallica (Tabella 2 e Figura 1).
La Lombardia è la regione che importa il maggior quantitativo di rifiuti, 2,4 milioni di tonnellate (il 41,1% del totale); trattasi principalmente di rifiuti di natura metallica, ciò in accordo con la vocazione industriale in settori quali la metallurgia e la siderurgia (Tabella 3); a seguire, il Friuli- Venezia Giulia e la Liguria con, rispettivamente, il 29,9% e l'11,7% del totale; anche in queste regioni sono importati quasi esclusivamente rifiuti di natura metallica, riutilizzati nel ciclo produttivo.
I rifiuti derivanti da attività di costruzione e demolizione costituiscono il 42,6% del totale dei rifiuti non pericolosi importati (2,4 milioni di tonnellate) (Figura 2). Il 37,9% dei rifiuti non pericolosi importati (pari a 2,1 milioni di tonnellate) è rappresentato dai “rifiuti prodotti da impianti di trattamento dei rifiuti”, con una prevalenza, in termini quantitativi, dei “metalli ferrosi”, “legno” e "limatura e trucioli di materiali ferrosi”. Ulteriore conferma dell’ingente importazione di rottame ferroso è la percentuale del 17,4% che si riscontra per i “rifiuti prodotti dalla lavorazione e trattamento di metalli e plastica”, segnatamente di natura metallica.
  • Titolo: Tabella 1: Rifiuti speciali importati in Italia
    Fonte: ISPRA

    Tabella 1: Rifiuti speciali importati in Italia
    Anno Non Pericolosi Pericolosi Totale
    t*1.000
    2010 4,876 32 4,908
    2011 5,692 48 5,740
    2012 5,593 108 5,701
    2013 5,570 153 5,723
    2014 5,989 166 6,156
    2015 5,592 155 5,747
    2016 5,660 137 5,797
    Fonte: ISPRA
  • Titolo: Tabella 2: Rifiuti speciali importati per Paese di provenienza (2016)
    Fonte: ISPRA

    Tabella 2: Rifiuti speciali importati per Paese di provenienza (2015)
    Paese di provenienza Non Pericolosi Pericolosi Totale
    t
    GERMANIA 1,065,052 5763 1,070,815
    UNGHERIA 829,423 349 829,772
    FRANCIA 725,892 30,676 756,568
    AUSTRIA 723,531 1,032 724,563
    SVIZZERA 699,325 23,229 722,554
    SLOVENIA 445,357 639 445,996
    CECOSLOVACCHIA 269,854 33 269,887
    SLOVACCHIA 202,049 - 202,049
    GRAN BRETAGNA 106,329 38576 144,905
    CROAZIA 128,964 118 129,082
    SPAGNA 34,556 40,133 74,689
    ROMANIA 61,301 56 61,357
    POLONIA 50,459 486 50,945
    CINA 34,544 489 35,033
    LIECHTENSTEIN 30,948 - 30,948
    BELGIO 21,382 4,483 25,865
    USA 19,940 794 20,734
    BOSNIA-ERZEGOVINA 14,866 39 14,905
    BULGARIA 11,538 1 11,539
    MONACO 9,774 262 10,036
    TURCHIA 9,521 6 9,527
    GRECIA 4,232 5,012 9,244
    PAESI BASSI 8,579 12 8,591
    LUSSEMBURGO 6,415 - 6,415
    Altri Paesi 78461 2336 80,797
    TOTALE 5,592,292 154,524 5,746,816
    Fonte: ISPRA
  • Titolo: Tabella 3: Rifiuti importati per Regione di destinazione (2016)
    Fonte: ISPRA

    Overview

    tabella 3Foglio2

    Sheet 1: tabella 3

    Tabella 3: Rifiuti importati per Regione di destinazione (2016)
    Regione Non pericolosi Pericolosi Totale
    t*1.000
    Piemonte 111 11 123
    Valle d'Aosta 0 0 0
    Lombardia 2,345 39 2,384
    Trentino-Alto Adige 113 0 113
    Veneto 363 1 363
    Friuli-Venezia Giulia 1,732 0 1,732
    Liguria 678 0 678
    Emilia-Romagna 246 0 246
    Toscana 16 2 18
    Umbria 1 0 1
    Marche 43 0 43
    Lazio 3 0 3
    Abruzzo 2 0 2
    Molise 0 0 0
    Campania 7 1 8
    Puglia 0 0 0
    Basilicata 0 - 0
    Calabria 0 - 0
    Sicilia 1 1 1
    Sardegna 0 81 81
    ITALIA 5,660 137 5,797
    Fonte: ISPRA

    Sheet 2: Foglio2

    Regione Non Pericolosi Pericolosi TOTALE
    Abruzzo 1,630 10 1,640 0
    Basilicata 48 - 48 0
    Calabria 28 - 28 0
    Campania 7,000 905 7,905 0
    Emilia Romagna 246,014 280 246,294 0
    Friuli Venezia Giulia 1,731,808 436 1,732,244 0
    Lazio 2,865 5 2,870 0
    Liguria 677,555 40 677,595 0
    Lombardia 2,345,436 39,003 2,384,439 0
    Marche 43,164 26 43,190 0
    0
    Piemonte 111,492 11,322 122,814 0
    Puglia 296 14 310 0
    Sardegna 164 80,517 80,681 0
    Sicilia 507 759 1,266 0
    Toscana 15,541 2,455 17,996 0
    Trentino Alto Adige 112,543 90 112,633 0
    Umbria 1,052 229 1,281 0
    0
    Veneto 362,601 666 363,267 0
    TOTALE 5,659,744 136,757 5,796,501 0
  • Titolo: Figura 1: Rifiuti speciali importati per Paese di provenienza (2016)
    Fonte: ISPRA

    Figura 1: Rifiuti speciali importati per Paese di provenienza (2016)
  • Titolo: Figura 2: Rifiuti speciali non pericolosi importati per capitolo dell’Elenco europeo dei rifiuti, 2016
    Fonte: ISPRA

    Figura 2: Rifiuti speciali non pericolosi importati per capitolo dell’Elenco europeo dei rifiuti, 2016
  • Titolo: Figura 3: Rifiuti speciali pericolosi importati per capitolo dell’Elenco europeo dei rifiuti (2016)
    Fonte: ISPRA

    Figura 3: Rifiuti speciali pericolosi importati per capitolo dell’Elenco europeo dei rifiuti (2016)