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CONSUMO MATERIALE INTERNO

Abstract indicatore: 
Il Consumo materiale interno misura il consumo apparente di risorse materiali di un paese, pari alla quantità di materiali che alla fine del periodo di riferimento sono stati trasformati in residui (emissioni nelle acque, nell'aria e nel suolo) oppure nuovi stock del sistema socioeconomico (rifiuti in discariche controllate; beni capitali, quali edifici, infrastrutture e macchinari; beni durevoli di consumo). Nel 2016 il Consumo materiale interno (CMI) italiano ammonta a oltre 515 milioni di tonnellate mostrando una diminuzione complessiva di quasi il 41% rispetto al 1991.

Descrizione: 
Il Consumo materiale interno misura il consumo apparente di risorse materiali di un paese, pari alla quantità di materiali che alla fine del periodo di riferimento (anno) sono stati trasformati in residui (emissioni nelle acque, nell'aria e nel suolo) oppure nuovi stock del sistema socioeconomico (rifiuti in discariche controllate; beni capitali, quali edifici, infrastrutture e macchinari; beni durevoli di consumo). L'indicatore è calcolato come somma tra l'Estrazione interna di materiali utilizzati – la quantità di biomasse, minerali non energetici e combustibili fossili estratte e avviate alla trasformazione – e il saldo della Bilancia commerciale fisica, corrispondente agli Input diretti di materiali dall'estero meno gli Output diretti di materiali verso l'estero.

Scopo: 
Il Consumo materiale interno fa parte di un insieme articolato di indicatori aggregati derivati dalla Contabilità dei flussi di materia a livello di intera economia, utili per l'analisi del metabolismo socioeconomico e, in congiunzione con i conti economici nazionali, per lo studio di: produzione e consumo sostenibili; disaccoppiamento di pressioni ambientali e attività economica; produttività delle risorse. Tale approccio traspone alla dimensione fisica delle attività umane concetti e definizioni propri della contabilità nazionale (in particolare relative ai confini del sistema antropico nazionale), consentendo una visione complessiva dei fenomeni che sono all'origine delle pressioni ambientali attraverso la conoscenza delle quantità di risorse materiali utilizzate in un dato sistema socioeconomico, Il rapporto fra il Prodotto interno lordo e il Consumo materiale interno viene attualmente utilizzato in sede europea per il monitoraggio della Produttività delle risorse nell'ambito del sistema degli indicatori dello sviluppo sostenibile.

Criteri di selezione: 
  • Misurabilità (i dati utilizzati per la costruzione dell'indicatore sono/hanno): 
    Adeguatamente documentati e di qualità nota [Accessibilità]
    Aggiornati a intervalli regolari secondo fonti e procedure affidabili [Tempestività e Puntualità]
    Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
    Una "buona" copertura spaziale
    Una "buona" copertura temporale (almeno 5 anni)
  • Rilevanza e utilità (l'indicatore): 
    È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
    È in grado di descrivere il trend in atto e l'evolversi della situazione ambientale
    È semplice, facile da interpretare
    È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell'ambiente e collegato alle attività antropiche
    Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull'ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
    Fornisce una base per confronti a livello internazionale
  • Solidità scientifica (l'indicatore): 
    È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
    È ben fondato in termini tecnici e scientifici
    Possiede elementi che consentono di correlarlo a modelli economici, previsioni e sistemi di informazione
    Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
    Comparabilità nel tempo
    Comparabilità nello spazio

Riferimenti normativi: 
REGOLAMENTO (UE) N. 691/2011

Obiettivi fissati dalla normativa: 
Non esistono obiettivi normativi direttamente riferiti al Consumo materiale interno. Tuttavia la Strategia d'azione per lo sviluppo sostenibile italiana (CIPE 2002) fa riferimento a obiettivi di sostanziale riduzione dei flussi di materia connessi al funzionamento dell'economia italiana espressi in termini del più ampio aggregato Fabbisogno materiale totale (-75% entro il 2030 e -90% nel 2050).
La raccolta e la trasmissione alla Commissione europea dei dati necessari al calcolo del Consumo materiale interno è prevista dal Regolamento dell'Unione europea n. 691/2011 del 6 luglio 2011 relativo ai conti economici ambientali europei.
DPSIR: 
Pressione

Tipologia indicatore: 
Benessere (tipo E)

Riferimenti bibliografici: 
ISTAT, Conti fisici dell’ambiente – flussi di materia, energia ed emissioni, 2018;
OCED, Material Resources, Productivity and the Environment, 2015;
OCED, Waste and Material Flows, 2008;

Limitazioni: 
L'indicatore non comprende i flussi indiretti associati al commercio internazionale.
In sede europea è in corso di sperimentazione l'adozione di un indicatore espresso in termini di Raw material equivalents, che fornisce anche i flussi indiretti connessi alle importazioni e alle esportazioni.

Ulteriori azioni: 
Non compilato
Frequenza di rilevazione dei dati: 
Annuale

Accessibilità dei dati di base: 
Utilizzati dati ISTAT “Conti dei flussi di materia”, ed. 2018
http://dati.istat.it/Index.aspx?DataSetCode=DCCN_FLUMAT


Fonte dei dati di base: 
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)
ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica)
MSE (Ministero dello sviluppo economico)

Unità di misura dell'indicatore: 
Milioni di tonnellate (Mt)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Economy-wide material flow accounts and derived indicators. A methodological guide. Eurostat. Luxembourg, 2001.

Core set: 
Sviluppo sostenibile europeo (EUSDI) del 2015
Green growth OECD
Resource Efficiency Scoreboard
7EAP - Dati sull'ambiente
SDGs Indicators

Tipo di rappresentazione: 
Grafico
Tabella

Copertura spaziale: 
Nazionale

Copertura temporale: 
1991-2016

Qualità dell'informazione: 
La Contabilità dei flussi di materia a livello di intera economia è promossa nell'Unione europea da Eurostat, che nel 2001 ha predisposto, con il supporto di una Task force della quale l'Istat fa parte, una guida metodologica (Economy-wide material flow accounts and derived indicators. A methodological guide, 2001). Tale manuale rappresenta, insieme con il Regolamento dell'Unione europea n. 691/2011 relativo ai conti economici ambientali europei, il principale riferimento per la costruzione e la realizzazione dei conti e degli indicatori. La metodologia è discussa e sviluppata dalla Task force europea alla quale l'Italia contribuisce anche con i risultati dell'esperienza di collaborazione tra Istat e Ispra. Inoltre, la metodologia è coerente con il System of Environmental Economic Accounting (SEEA) sviluppato dalle Nazioni unite – insieme alla Commissione europea (Eurostat), l'OCSE, la Banca mondiale e il Fondo monetario internazionale – e adottato dalla UN Statistical Commission come standard statistico internazionale nel 2012. Tutti gli scambi fisici tra l'antroposfera e l'ambiente naturale inclusi nei conti e negli indicatori sono espressi in termini di massa e gli aggregati sono composti esclusivamente da quantità fisiche misurate in peso. I flussi considerati non comprendono l'acqua e l'aria utilizzate in quanto tali, non incorporate nei prodotti o nei residui (ad es. l'acqua utilizzata per l'irrigazione in agricoltura, oppure l'aria utilizzata per il raffreddamento di impianti industriali). Le stime sono calcolate in conformità alle caratteristiche di trasparenza, accuratezza, consistenza, comparabilità, completezza richieste dalla metodologia di riferimento. Nei prossimi anni sono previsti ulteriori miglioramenti qualitativi sia in sede nazionale che comunitaria. A questo proposito è in corso di sperimentazione l'adozione di un indicatore costruito similmente al CMI, che però fornisce anche i flussi indiretti connessi alle importazioni e alle esportazioni, superando l'asimmetria fra le componenti Estrazione Interna e Bilancia commerciale fisica per quanto attiene alla loro rappresentatività in termini di risorse naturali.

Periodicità di aggiornamento: 
Annuale


Stato e trend: 
Nel 2016 il Consumo materiale interno (CMI) italiano ammonta a oltre 515 milioni di tonnellate (dato provvisorio). Il CMI mostra una diminuzione complessiva di quasi il 41% dal 1991 al 2016; in tale periodo si possono evidenziare due fasi significative: una prima, 1991-2006, in cui l'indicatore presenta un andamento ciclico e non evidenzia una chiara tendenza; una seconda, 2006-2014, in cui l'indicatore, tornato intorno ai livelli iniziali, comincia una costante riduzione, che si interrompe nel 2015 e nel 2016 dove ricomincia a crescere..

Commenti: 
L'analisi delle componenti del CMI è rilevante per una piena comprensione dell'indicatore. Nel periodo 1991-2016, la prima componente – l'Estrazione interna di materiali utilizzati – mostra quote fra le categorie di materiali che registra una variazione di peso dal 70,6% nel 1991 al 53,4% nel 2016 ; i principali materiali prelevati sono i minerali non energetici (quelli non metalliferi in particolare) e le biomasse. La composizione del prelievo di risorse naturali in Italia evidenzia quindi la forte dipendenza del sistema economico dall'estero per quanto riguarda le risorse energetiche e quelle metallifere. La Bilancia commerciale fisica, la seconda componente del CMI, indica che l'Italia, come la maggior parte dei paesi europei, a causa delle forti importazioni di materie prime di cui il Paese é sprovvisto o comunque non sono estratte, é un importatore netto di risorse naturali. Nel periodo 1991-2016 il saldo della Bilancia commerciale fisica diminuisce di quasi il 22% in conseguenza di un aumento delle importazioni (+11,8%) nettamente inferiore a quello delle esportazioni (+103,8%). L’efficienza delle risorse e l’economia a basse emissioni di carbonio sono diventate priorità della politica europea, infatti sono state poste come secondo obiettivo del VII Programma d’azione europea. Tra gli indicatori utili al monitoraggio di tale obiettivo troviamo il CMI che ci permette di dare un’indicazione utile della scala dell’economia, mostrando come il consumo delle risorse sia diminuito complessivamente di quasi il 41% dal 1991 al 2016, nonostante la crescita degli ultimi due anni.
  • Titolo: Tabella 1: Conto dell'Input materiale diretto e del Consumo materiale internob
    Fonte: ISTAT
    Legenda: a Dati provvisori b Dati modificati rispetto all'edizione precedente (2017)
    Note: I dati non includono la voce "Terra e rocce di risulta da scavi, utilizzate" (Estrazione interna, minerali non metalliferi)
    Tabella 1: Conto dell'Input materiale diretto e del Consumo materiale internob
    1991 1992 1993 1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016
    CONTO DELL' INPUT MATERIALE DIRETTO Mt
    Estrazione interna di materiali utilizzati (A) 668.0 679.4 597.6 584.0 608.8 603.5 587.9 669.5 769.5 737.4 716.2 647.1 554.7 602.9 635.5 633.8 605.4 588.8 540.8 483.3 469.7 401.1 346.4 324.7 352.2 358.3
    Biomasse 151.1 155.1 146.2 146.0 141.9 142.3 137.4 142.3 147.1 138.3 132.0 134.7 116.9 138.6 140.8 126.5 122.2 123.5 116.1 116.6 115.6 110.0 107.8 112.9 101.1 111.5
    Minerali non energetici 498.6 505.5 431.9 418.0 447.0 441.4 430.6 507.9 604.9 581.8 569.0 496.4 422.1 449.7 480.1 493.9 470.4 453.5 414.4 355.6 342.8 279.6 227.5 200.9 240.8 238.7
    Combustibili fossili 18.3 18.7 19.6 20.0 20.0 19.9 19.9 19.3 17.5 17.2 15.2 16.1 15.7 14.7 14.6 13.4 12.7 11.9 10.3 11.1 11.3 11.5 11.0 p: dato provvisorio 10.9 10.3 8.0
    Input diretti di materiali dall'estero (B) 278.0 275.2 260.3 274.2 288.5 281.3 292.0 307.4 311.3 332.8 333.9 339.1 348.5 365.3 366.5 381.4 383.9 369.8 312.2 345.0 337.1 314.1 297.6 288.9 305.5 313.2
    Importazioni 275.6 272.7 257.9 271.5 285.7 278.6 289.4 304.3 307.8 329.0 330.0 334.8 343.8 360.3 361.2 375.7 378.1 363.5 307.7 339.7 332.1 309.5 293.1 284.3 300.5 308.2
    Impieghi all'estero dei residenti 2.4 2.5 2.5 2.7 2.7 2.7 2.6 3.2 3.4 3.8 3.8 4.2 4.7 5.0 5.3 5.7 5.8 6.2 4.5 5.3 5.0 4.5 4.5 4.6 5.0 5.0
    Input materiale diretto (A+B) 946.0 954.6 857.9 858.2 897.3 884.8 879.9 976.9 1080.8 1070.2 1050.0 986.2 903.2 968.2 1002.0 1015.2 989.4 958.6 853.0 828.3 806.8 715.2 644.0 613.5 657.6 671.5
    CONTO DEL CONSUMO MATERIALE INTERNO Mt
    Input materiale diretto (C) 946.0 954.6 857.9 858.2 897.3 884.8 879.9 976.9 1,080.8 1,070.2 1,050.0 986.2 903.2 968.2 1,002.0 1,015.2 989.4 958.6 853.0 828.3 806.8 715.2 644.0 613.5 657.6 671.5
    Output diretti di materiali verso l'estero (D) 77.5 82.9 90.7 93.6 96.2 103.6 113.4 114.9 116.0 121.7 125.6 121.1 123.9 130.9 137.4 139.8 157.3 153.4 129.1 146.6 145.8 150.4 146.3 138.7 152.2 156.1
    Esportazioni 74.5 80.3 88.3 91.2 94.0 101.2 111.0 112.5 113.5 119.3 123.1 118.6 121.4 128.2 134.7 136.9 153.7 148.8 125.3 142.8 141.3 146.0 142.2 134.6 147.6 151.8
    Impieghi in Italia dei non residenti 3.0 2.6 2.5 2.4 2.2 2.3 2.3 2.4 2.5 2.4 2.4 2.4 2.6 2.7 2.7 2.9 3.6 4.5 3.8 3.8 4.6 4.4 4.2 4.1 4.6 4.3
    Consumo materiale interno (C-D) 868.5 871.7 767.2 764.6 801.1 781.2 766.5 862.0 964.8 948.4 924.4 865.1 779.2 837.4 864.6 875.3 832.0 805.2 723.9 681.7 661.0 564.7 497.7 474.9 505.5 515.4
    Fonte: ISTAT
    Legenda:
    a Dati provvisori
    b Dati modificati rispetto all'edizione precedente (2017)
    Note:
    I dati non includono la voce "Terra e rocce di risulta da scavi, utilizzate" (Estrazione interna, minerali non metalliferi)
  • Titolo: Figura 1: Consumo materiale interno
    Fonte: ISTAT

    Note: I dati non includono la voce "Terra e rocce di risulta da scavi, utilizzate" (Estrazione interna, minerali non metalliferi)
    Figura 1: Consumo materiale interno