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STRATEGIE E PIANI DI ADATTAMENTO AI CAMBIAMENTI CLIMATICI

Abstract indicatore: 
L'indicatore individua il numero di Regioni italiane che hanno predisposto/approvato/adottato o hanno avviato percorsi per la predisposizione/approvazione/adozione di Strategie e/o Piani di adattamento ai cambiamenti climatici e illustra il quadro della situazione relativo a tali strumenti pianificatori. A tre anni dall'approvazione e adozione della Strategia Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti climatici-SNAC (2015), e in vista dell’approvazione del Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (PNACC), le Regioni italiane sembrano mostrare già un buon livello di consapevolezza della problematica avendo avviato in molti casi iniziative per la predisposizione di Strategie e Piani. In alcuni casi le Regioni hanno optato per un approccio di integrazione dell’adattamento nelle politiche di settore, scelta ugualmente significativa e rilevante al fine di preparare il territorio e la società ad affrontare gli impatti dei cambiamenti climatici.

Descrizione: 
L'indicatore individua il numero di Regioni italiane che hanno predisposto/approvato/adottato o hanno avviato percorsi per la predisposizione/approvazione/adozione di Strategie e/o Piani di adattamento ai cambiamenti climatici ed illustra il quadro della situazione relativo a tali strumenti pianificatori, tre anni dopo l'adozione e l'approvazione della Strategia Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti climatici (SNAC, 2015) ed in vista dell’approvazione del Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (PNACC). Strategie e Piani di adattamento, o l’integrazione dell’adattamento nelle politiche di settore, rappresentano i principali strumenti di risposta che le Regioni hanno a disposizione per fare fronte agli impatti dei cambiamenti climatici in corso e previsti sul territorio.

Scopo: 
Individuare il numero di Regioni italiane impegnate nella predisposizione/adozione/approvazione di strumenti per la pianificazione dell'adattamento ai cambiamenti climatici (Strategie e/o Piani), indicando la fase in cui ciascuna Regione si trova all'interno del processo.

Criteri di selezione: 
  • Misurabilità (i dati utilizzati per la costruzione dell'indicatore sono/hanno): 
    Adeguatamente documentati e di qualità nota [Accessibilità]
    Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
  • Rilevanza e utilità (l'indicatore): 
    È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
    È semplice, facile da interpretare
    È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell'ambiente e collegato alle attività antropiche
    Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull'ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
    Fornisce una base per confronti a livello internazionale
  • Solidità scientifica (l'indicatore): 
    Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
    Comparabilità nel tempo
    Comparabilità nello spazio

Riferimenti normativi: 
Strategia dell’UE di adattamento ai cambiamenti climatici (COM(2013) 216 final)
Strategia Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti climatici (SNAC, 2015)
Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti climatici, in corso di approvazione

Obiettivi fissati dalla normativa: 
In Italia non è presente una normativa sull'adattamento ai cambiamenti climatici e non ci sono quindi obiettivi specifici fissati né obblighi per le Regioni di dotarsi di uno strumento di pianificazione su questo tema. Tuttavia nel 2015 è stata approvata una Strategia Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti climatici (SNAC, 2015) che intende delineare una visione nazionale e fornire un quadro di riferimento sull'adattamento. La Strategia incoraggia inoltre una più efficace cooperazione tra gli attori istituzionali a tutti i livelli (Stato, Regioni, Comuni) e promuove l'individuazione delle priorità territoriali e settoriali. Successivamente alla SNAC, il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha intrapreso il percorso di predisposizione del Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (PNACC), che è stato sottoposto alla consultazione dei livelli amministrativi regionali e locali. Il Piano è in corso di approvazione.
DPSIR: 
Risposta

Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)

Riferimenti bibliografici: 
Non compilato

Limitazioni: 
Il sistema di raccolta delle informazioni (attraverso un questionario inviato alle Regioni) presenta delle limitazioni dovute alla differente disponibilità dei referenti regionali a partecipare all'indagine nonchè alle disomogenee informazioni fornite. La possibilità di costruire un quadro omogeneo e completo risulta quindi parzialmente condizionata.

Ulteriori azioni: 
Si prevede l'ampliamento della finestra temporale per l'acquisizione delle informazioni, in modo da poter coinvolgere maggiormente i referenti regionali e permettere loro di completare al meglio l'indagine.
Frequenza di rilevazione dei dati: 
Biennale

Accessibilità dei dati di base: 
I dati sono stati raccolti attraverso un questionario somministrato ai Dipartimenti Ambiente delle Regioni.

Fonte dei dati di base: 
Regioni

Unità di misura dell'indicatore: 
Numero (n.)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
L'indicatore è dato dal numero di Regioni che hanno predisposto/approvato/adottato o stanno predisponendo/approvando/adottando Strategie e/o Piani di adattamento ai cambiamenti climatici. I dati necessari al popolamento dell'indicatore sono stati raccolti attraverso un apposito questionario somministrato alle Regioni (es. Dip./Servizi Ambiente) con l'obiettivo di definire:

- il numero di Regioni che hanno in corso/predisposto/adottato/approvato Strategie di adattamento:
- il numero di Regioni che hanno in corso/predisposto/adottato/approvato Piani di adattamento;
- le buone pratiche che le Regioni hanno attuato e/o sono in corso di attuazione per l’Adattamento ai Cambiamenti Climatici al fine di poter aggiungere ulteriori elementi conoscitivi al quadro degli strumenti pianificatori.

Core set: 
7EAP - Dati sull'ambiente

Tipo di rappresentazione: 
Mappa
Tabella

Copertura spaziale: 
Regionale 17/21

Copertura temporale: 
Novembre 2018

Qualità dell'informazione: 
L'informazione è fornita direttamente dalle Regioni, ovvero dai Dipartimenti/Servizi direttamente responsabili del tema dell'adattamento ai cambiamenti climatici pertanto molto affidabile e l'indicatore risulta rilevante a descrivere la problematica ambientale in questione. La comparabilità nel tempo è garantita dall’affidabilità dell’informazione che le Regioni forniscono ogni due anni. La comparabilità nello spazio può essere migliorata condividendo con le Regioni alcuni termini chiave, in modo da consentire loro di fornire informazioni più coerenti e accurate.

Periodicità di aggiornamento: 
Biennale


Stato e trend: 
Delle quindici Amministrazioni che hanno completato il questionario nel 2018, ad oggi la Lombardia e l’Emilia-Romagna hanno predisposto un Strategia Regionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici. L’Abruzzo, dopo aver approvato un Documento programmatico con cui delineava il percorso partecipato per giungere al Piano regionale di adattamento, sta provvedendo a redigerlo. Friuli Venezia Giulia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna, Valle d’Aosta e la Provincia Autonoma di Trento hanno avviato percorsi, seppure differenziati e a livelli di avanzamento disomogenei, finalizzati alla predisposizione di una Strategia Regionale di adattamento ai cambiamenti climatici. La Provincia Autonoma di Bolzano, pur non avendo avviato iniziative specifiche per la predisposizione di Strategie e/o Piani, ha attualmente intrapreso iniziative finalizzate all’integrazione delle misure di adattamento nelle politiche di settore (Tabella 1 e Figura 1). L’unica Regione italiana a disporre attualmente di un documento di implementazione delle misure è la Regione Lombardia che ha approvato il proprio “Documento di Azione Regionale sull’Adattamento al Cambiamento Climatico”. Rispetto all’indagine precedente (2016) si rileva una situazione in leggera evoluzione, con una Regione in più che oggi dispone di una Strategia (Emilia-Romagna) e una prima Regione che ha predisposto un documento di azione a livello regionale (Lombardia).

Commenti: 
Nella Tabella 1 sono illustrate in maniera sistematizzata le informazioni fornite dalle regioni in risposta alle domande del questionario accompagnate nelle figure 19.13 e 19.14. Delle 15 regioni che hanno fornito le informazioni richieste aggiornate al 2018, la Lombardia si trova nella fase più avanzata del processo di adattamento avendo già predisposto una Strategia Regionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (SRACC, 2014) e approvato un “Documento di Azione Regionale sull’Adattamento al Cambiamento Climatico”. L’Emilia-Romagna si è recentemente allineata alla Lombardia almeno per quanto riguarda l’approvazione della Strategia regionale. L'Abruzzo ha approvato nel 2018 le Linee Guida per la predisposizione del PACC, il Profilo Climatico Regionale e l’Atlante del Clima e sta redigendo il Piano. Nonostante la tematica dell'adattamento ai cambiamenti climatici sia entrata solo recentemente a far parte delle agende regionali e pur essendo stata approvata da pochi anni la SNAC (2015) ed essendo ancora in corso di approvazione il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (PNACC), un buon numero di Amministrazioni (10, incluse le Province autonome di Trento e Bolzano) possiede già una consapevolezza della tematica e si sta attivando al fine di avviare percorsi che permettano ai loro territori di far fronte agli impatti dei cambiamenti climatici in corso e previsti. Tra le regioni per cui si hanno dati aggiornati al 2016, la Toscana ha avviato un percorso per la definizione di una Strategia di adattamento e il Veneto ha adottato altre iniziative sul tema.
A completamento delle informazioni sullo stato della pianificazione, è stato chiesto alle regioni di segnalare le buone pratiche per l’adattamento ai cambiamenti climatici da loro attuate nell'ultimo quinquennio (Tabella 2). Le iniziative sono state ricondotte ai seguenti settori di azione: Agricoltura, Dissesto idrogeologico, Foreste, Insediamenti urbani, Qualità dell’aria, Risorse idriche e Azioni a carattere trasversale. In relazione al settore Agricoltura, la Sicilia ha segnalato il pro- getto LIFE ADAPT2CLIMA, che ha come tematica l’adattamento dell’agricoltura agli impatti dei cambiamenti climatici nelle isole del Mediterraneo. Per il dissesto idrogeologico, sono state descritte iniziative per il miglioramento dei sistemi di monitoraggio e allerta, nonché processi partecipativi come quello attivato dall'Emilia-Romagna per l’elaborazione del Piano di Rischio Alluvioni (Progetto "Sei in Onda"). In merito al settore Foreste, il Molise sta conducendo il progetto LIFE AFORCLIMATE, rivolto a mantenere e migliorare l’efficienza ecosistemica delle foreste di faggio tenendo conto dei fattori climatici, nonchè il progetto CLIMO, con l’obiettivo di tradurre il concetto di Climate-Smart Agriculture nel settore forestale. Il tema degli Insediamenti urbani è stato preso in considerazione sia dal progetto REBUS dell'Emilia-Romagna, che sta elaborando strumenti a supporto della resilienza abitativa, sia dal progetto Urban Forestry del Piemonte, che ha tra i suoi obiettivi la valutazione del ruolo del verde urbano per la mitigazione dell’effetto isola di calore. Gli impatti dei cambiamenti climatici sulla qualità dell'aria sono il tema affrontato dal progetto CLI- MAREA, segnalato dalla Valle d’Aosta, che sta sviluppando modelli previsionali e di dispersione degli inquinanti in grado di fornire indicazioni per la pianificazione territoriale. Sul tema della gestione delle risorse idriche la Calabria ha indicato il suo ruolo nella promozione dei Contratti di fiume, strumenti partecipativi per la gestione sostenibile delle risorse idriche e dei territori fluviali. Tra le Azioni trasversali per il miglioramento della governance si rileva la creazione di Tavoli di coordinamento dedicati specificamente al tema dell’adattamento (Sardegna) o più in generale ai cambiamenti climatici (Provincia autonoma di Trento), l’adozione di percorsi partecipativi a supporto della redazione del PACC (Abruzzo) e le funzioni di coordinamento territoriale svolte dalle regioni a supporto dell’adesione degli enti locali al nuovo Patto dei Sindaci (Friuli-Venezia Giulia, Puglia). Tra i progetti europei a supporto del mainstreaming, i segnala il progetto LIFE Master Adapt, che intende sviluppare una metodologia operativa e integrata affinché regioni, città metropolitane e consorzi di città possano in- serire nei propri piani e programmi l’adattamento ai cambiamenti climatici (Lombardia, Sardegna).
Le informazioni fornite evidenziano che le azioni realizzate, nell’ambito di progetti a diversa sca-


84 Annuario dei dati ambientali

la (nazionali ed europei), si sono focalizzate sull’attuazione di misure tecniche, in particolare nei settori agricoltura, dissesto idrogeologico, foreste, insediamenti urbani, qualità dell’aria e risorse idriche. Non sono stati segnalati progetti su altri settori tenuti in considerazione dalla SNAC, come ad esempio gli ecosistemi marini e le acque interne, la salute, il patrimonio culturale o sull'impatto dei cambiamenti climatici sulle attività economiche e le infrastrutture. Tra le azioni trasversali emerge, inoltre, il ruolo fondamentale della formazione nel migliorare la comprensione dei processi e del- le strategie di adattamento da mettere in atto. Le attività segnalate che rispondono ai requisiti di innovatività e replicabilità previsti dalla banca dati GELSO saranno successivamente trasferite in quella banca dati, che raccoglie le buone pratiche di sviluppo locale sostenibile.
  • Titolo: Figura 1: Strategie regionali di adattamento ai cambiamenti climatici (novembre 2018)
    Fonte: Elaborazioni ISPRA su dati delle Regioni

    Figura 1: Strategie regionali di adattamento ai cambiamenti climatici (novembre 2018)
  • Titolo: Figura 2: Piani regionali di adattamento ai cambiamenti climatici (novembre 2018)
    Fonte: Elaborazioni ISPRA su dati delle Regioni

    Figura 2: Piani regionali di adattamento ai cambiamenti climatici (novembre 2018)
  • Titolo: Tabella 1: Stato di avanzamento delle Regioni su Strategie e Piani regionali di adattamento ai cambiamenti climatici (novembre 2018)
    Fonte: Elaborazioni ISPRA su dati delle Regioni
    Legenda: a Informazione aggiornata a giugno 2016

    Overview

    REGIONIFoglio1

    Sheet 1: REGIONI

    Tabella 1: Stato di avanzamento delle Regioni su Strategie e Piani regionali di adattamento ai cambiamenti climatici (novembre 2018)
    REGIONI PREDISPOSIZIONE STRATEGIA ADATTAMENTO STRATEGIA ADATTAMENTO APPROVATA/ADOTTATA PROCESSO VERSO STRATEGIA PREDISPOSIZIONE PIANO ADATTAMENTO PIANO ADATTAMENTO APPROVATO/ADOTTATO/FINANZIATO PROCESSO VERSO PIANO
    Piemonte La Regione Piemonte con Deliberazione della Giunta Regionale n. 24-5295 del 3 luglio 2017 ha avviato ilprocesso di costruzione della Strategia Regionale sui Cambiamenti Climatici quale attuazione dellaStrategia Nazionale di Sviluppo Sostenibile.La Strategia, in fase di elaborazione, interessa e tratta in modo integrato gli aspetti legati alla mitigazionee all’adattamento andando a fornire indirizzi e strumenti per contrastare il cambiamento climatico nel suo complesso. In particolare si dovrà strutturare come documento di orientamento delle diverse politiche già proprie della Regione e quindi di Piani e Programmi nonchè di procedure di settore programmando interventi e attività complessi e intersettoriali, pensati e realizzati per durare nel tempo, compatibili con le dinamiche naturali e capaci di contribuire allo sviluppo socio-economico del territorio.La Strategia regionale è ovviamente finalizzata a dare attuazione agli impegni assunti con la sottoscrizione del Protocollo U2 Coalition (sottoscritto dalla Regione nel novembre 2015 - D.G.R. 59-2493 del 23 novembre 2015) e agli indirizzi europei nonchè alla Strategia Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici. La Strategia è attualmente in fase di costruzione. La Strategia è in corso di costruzione nell'ambito di un gruppo di lavoro interdirezionale che coinvolge lamaggior parte delle Direzioni regionali. In relazione alla standardizzazione delle fasi indicate nelladomanda si può affermare che la Strategia è in fase di avvio, ma è importante evidenziare che il percorsoe il metodo di lavoro intrapreso hanno già portato a risultati di più ampia portata.In particolare nell'ambito del tavolo interdirezionale si sono avviate collaborazioni settoriali che, solo perportare alcuni esempi molto significativi, hanno consentito di:- inserire una sezione dedicata al tema del cambiamento climatico nel redigendo Piano Energetico eAmbientale Regionale (PEAR). E' stata fatta anche una verifica di quanto i contenuti del PEAR siano in linea con le Misure e le Azioni individuate nel PNACC;- caratterizzare il redigendo Piano di Qualità dell'Aria attraverso l'analisi e quantificazione del contributodelle Misure e delle Azioni proposte in relazione sia alla mitigazione (emissioni di gas climalteranti) cheall'adattamento al CC;- caratterizzare il redigendo Piano di Tutela delle Acque con i contenuti relativi al CC: oltre ad una chiaracaratterizzazione delle Norme di Piano in tal senso, sono in corso approfondimenti su sezioni del Pianospecifiche come ad esempio quella relativa al Bilancio Idrico ;- ........Tutti questi contributi sono, quindi, già parte della SCC della Regione Piemonte. La Regione Piemonte non ha predisposto un vero e proprio Piano regionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici, ma è importante sottolineare che le azioni già avviate dal tavolo interdirezionale stanno contribuendo in tal senso: il lavoro di affiancamento degli uffici regionali che stanno predisponendo i Piani di settore, come sopra richiamato, ha già consentito di inserire nei singoli documenti azioni utili per l'adattamento al cambiamento climatico, documentandone la relazione con il PNACC nazionale. Ad oggi la Regione sta lavorando sulla Strategia; in questa fase sono i singoli Piani di Settore che andrannoa definire e inserire azioni utili anche per l'adattamento al CC. Sarà poi in fase di stesura definitiva dellaStrategia che valuteremo il percorso di lavoro e le iniziative utili al fine di caratterizzare l'azione regionaleanche dal punto di vista del Piano di Azione di adattamento.
    Valle d'Aosta No Fase a. avvio. La Regione autonoma Valle d’Aosta ha avviato un percorso finalizzato alla definizione diuna strategia di adattamento ai CC a livello regionale, che sarà sviluppata sulla base del documento“Vivere in montagna e adattarsi ai cambiamenti climatici ‐ proposta di elementi per una strategiaregionale valdostana”, elaborato nel 2014 nell’ambito del Comitato scientifico della FondazioneMontagna sicura (ente strumentale della Regione), in raccordo con il Dipartimento ambiente dellaRegione.Fase b. predisposizione quadro conoscitivo: l’analisi degli scenari del cambiamento climatico su scalaregionale è stata anch’essa avviata dalla Regione autonoma Valle d’Aosta, in collaborazione con ARPAValle d’Aosta e Fondazione Montagna sicura, nell’ambito del progetto europeo ALCOTRA “AdaPTMont‐Blanc. Adattamento della pianificazione territoriale ai cambiamenti climatici nell’Espace Mont‐Blanc” descritto al paragrafo C. del presente questionario. No No
    Lombardia Regione Lombardia ha predisposto una Strategia di adattamento ai cambiamenti climatici nel 2014.E' stato successivamente elaborato il Documento di azione per l'adattamento al CC, approvato in Giunta Regionale a fine 2016. Vi è stata una presa d'atto della Comunicazione in Giunta da parte dell'Assessore all'Ambiente, con dgr 2907 del 21.12.2014 (presa d'atto della comunicazione dell'Assessore Terzi avente oggetto: “Strategia regionale di adattamento al cambiamento climatico descrizione e sintesi del percorso di realizzazione") Si, è stato elaborato il Documento di azione per l'adattamento al CC - dicembre 2016. Il Documento di azione regionale per l'adattamento al CC è stato approvato dalla Giunta diRegione Lombardia con dgr n. 6028 del 19 dicembre 2016. Link:http://www.regione.lombardia.it/wps/portal/istituzionale/HP/DettaglioRedazionale/servizi-e-informazioni/cittadini/Tutela-ambientale/Qualita-dell-aria/adattamento-al-cambiamento-climatico-verso-una-strategia-regionale
    Provincia Autonoma Bolzano NO - Attualmente la Provincia Autonoma di Bolzano non ha un’unica Strategia Provinciale di Adattamento approvata. Esiste un piano di prevenzione al cambiamento climatico, che mira a mettere in atto a livello provinciale gli obiettivi comunitari e della COP 21. Inoltre esistono diverse strategie settoriali di seguito elencate:Settore ambiente, energie e tutela del climaProgetto dell'Agenzia provinciale per l'ambiente volto al monitoraggio di sorgenti idropotabili situate a valle di rock glaciers. La Provincia Autonoma di Bolzano ha ratificato, in data 22 luglio 2016 il protocollo d’intesa all’Istituzione dell’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici nel distretto idrografico delle Alpi orientata.La Provincia di Bolzano aderisce ai programmi europei quali FESR, in particolare asse 4 “Territorio sicuro” con l’obiettivo di promuovere l’adattamento al cambiamento climatico, la prevenzione e la gestione dei rischi e programmi INTERREG con linee di intervento dirette a promuovere l’adattamento ai cambiamenti climatici. EUSALP è una macrostrategia per le regioni alpine si pone tra gli obiettivi anche lo sviluppo dell’ambiente, la gestione dei cambiamenti climatici e la prevenzione dei rischi. La Provincia di Bolzano è Action Group Leader del Action Group 9 "To make the territory a model region for energy efficiency and renewable energy (Ulrich Santa dell’Agenzia Casa Clima).Standard NZEBCon deliberazione della Giunta provinciale del 4 marzo 2013, n. 362 è stato introdotto lo standard NZEB (Classe CasaClima A – 30 kWh/a/m²) per tutti gli edifici di nuova costruzione pubblici, privati, residenziali e non a partire dal 1 gennaio 2017.Con deliberazione della Giunta provinciale del 27 marzo 2017, n. 345 è stato approvato il “Masterplan: Strategia per l’ammodernamento delle infrastrutture di trasmissione e dispacciamento dell’energia elettrica in Alto Adige”Programma per la riduzione dell'inquinamento da NO2 2018 – 2023 La Giunta provinciale ha approvato con deliberazione del 31 luglio 2018, n. 749 il Programma per la riudzione dell’inquinamento da NO2 2018 – 2023. Settore protezione civilestrumenti di pianificazione quali Piani di gestione delle aree fluviali e dei bacini idrografici, Piani delle zone di pericolo, Piano di gestione del rischio alluvioni che permettono la mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici. Strategie per la gestione sostenibile nell’ambito dell’Applicazione della Direttiva sulle acque 2000/60 come il piano di gestione area fluviale Adige e la piattaforma per l’Isarco.Settore mobilitàPiano provinciale della mobilità: Strumento di pianificazione per il trasporto pubblicoLa Giunta provinciale ha approvato con deliberazione del 9 gennaio 2018, n. 20 il piano provinciale della mobilità. No NO, approcci di adattamento sono però inseriti in misure settoriali No
    Provincia Autonoma di Trento La Provincia autonoma di Trento non ha ancora approvato una Strategia Locale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici, tuttavia per orientare e disciplinare in modo adeguato le azioni per fronteggiare il cambiamento climatico si è dotata di un’apposita Legge, “Il Trentino per la protezione del clima” (L.P. 9 marzo 2010, n. 5) successivamente sostituita dalla Legge sulla Valutazione d’Impatto Ambientale, attualmente in vigore (L.P. 17 settembre 2013, n.19), che ne ha mantenuto inalterati i contenuti.Al punto 1 dell’art.23 di tale Legge si esplicita che “la Provincia promuove una strategia complessiva per fronteggiare il cambiamento climatico, adottando appropriate misure di adattamento e di mitigazione nell'ambito degli strumenti di pianificazione e di programmazione provinciali, sia a carattere generale che settoriale, nel rispetto degli obiettivi stabiliti dallo Stato, dall'Unione europea e a livello internazionale, assicurando adeguate forme di partecipazione della cittadinanza e dei portatori di interessi”. La strategia generale adottata dalla Provincia di Trento per fronteggiare le conseguenze dei cambiamenti climatici riguarda fino ad ora una complessa serie di iniziative che si riferiscono all’adozione di strumenti normativi e organizzativi, al monitoraggio e alla ricerca, alle misure di mitigazione, alle misure di adattamento, all’informazione e alla sensibilizzazione della cittadinanza.E’ emersa tuttavia l’esigenza di dare maggiore organicità a tali interventi e quindi di avviare un percorso per la definizione a livello provinciale di una Strategia di Adattamento ai Cambiamenti Climatici e di un relativo Piano di Azione sul Clima che consentisse di individuare delle priorità di azione nei prossimi anni in funzione dei settori maggiormente vulnerabili.Il percorso di definizione della Strategia si trova attualmente nella fase di aggiornamento del quadro conoscitivo disponibile che ha come suo punto di riferimento iniziale l’analisi effettuata nel 2008, riassunta nella pubblicazione “Previsioni e conseguenze dei cambiamenti climatici in Trentino”, relativa all’impatto dei cambiamenti climatici in Trentino e all’individuazione dei settori maggiormente vulnerabili.Con la recente delibera di Giunta n.965 del 4 giugno 2018 è stato riattivato il “Tavolo provinciale di coordinamento e di azione sui Cambiamenti Climatici” al quale è stato assegnato il compito di definire il percorso verso la Strategia di Adattamento del Trentino. La Provincia autonoma di Trento non ha ancora predisposto un Piano Regionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici. Il processo in atto prevede la definizione di una Strategia di Adattamento ai Cambiamenti Climatici per poter successivamente redigere un Piano di Azione sul Clima che consentisse di individuare delle priorità di azione nei prossimi anni in funzione dei settori maggiormente vulnerabili.Sono stati tuttavia già effettuati o sono in corso numerosi studi di impatto dei cambiamenti climatici in funzione di diversi futuri scenari climatici che hanno consentito già di utilizzare le informazioni acquisite per provvedimenti normativi su singoli settori (es. foreste, gestione dei rischi idrogeologici, settore energetico, agricoltura).
    Venetoa Altro: definizione di singoli piani settoriali (tutela dell'atmosfera, trasporti, sviluppo rurale) Limitatamente agli aspetti interessanti l’ambito costiero, con DGR n. 762 del 27/05/2016 la Giunta regionale ha approvato la ratifica del "Protocollo di intesa per la redazione di linee guida nazionali per la difesa della costa dai fenomeni di erosione e dagli effetti dei cambiamenti climatici tra il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e le Regioni rivierasche”, per inquadrare la tematica nel suo contesto complessivo in riferimento ai fattori strutturali di alterazione e degrado per favorire, parallelamente alle azioni di difesa dall'erosione, anche azioni di riduzione delle cause che generano i fenomeni, nonché tutte le azioni di protezione e valorizzazione dei litorali.Le azioni previste dal Piano di Sviluppo Rurale 2014-2020 nell'ambito della mitigazione e dell'adattamento ai cambiamenti climatici mirano a promuovere (1) l'uso razionale delle risorse idriche (attraverso, inter alia, l'ammodernamento dei macchinari e la conversione dei sistemi e delle tecnologie d'irrigazione e di distribuzione); (2) lo sviluppo di bioenergie (che in parte si sostituiranno all'utilizzo di energia di origine fossile in agricoltura e silvicoltura); e (3) l'utilizzo di prodotti di scarto derivati dall'agricoltura e dalla trasformazione dei prodotti agricoli. Altra importante scelta strategica è la riduzione delle emissioni dei gas serra e di ammoniaca derivanti dalle attività agro-industriali, e l'aumento della quantità di anidride carbonica sequestrata nel terreno attraverso azioni mirate a sostenere la silvicoltura.
    Friuli-Venezia-Giulia No Nel 2017 è stato realizzato un primo "Studio conoscitivo dei cambiamenti climatici e di alcuni loro impatti in Friuli Venezia Giulia, pubblicato a marzo 2018. Lo studio è stato realizzato da ARPA FVG in collaborazione con enti di ricerca e università, su mandato della Regione (DGR 1890/2016 relativa a prenotazione fondi ARPA): http://www.meteo.fvg.it/clima/clima_fvg/03_cambiamenti_climatici/01_REPORT_cambiamenti_climatici_e_impatti_per_il_FVG/impattiCCinFVG_marzo2018.pdfSi è in attesa di avviare a livello regionale (richiesta audizione IV Commissione permanente Consiglio Regionale FVG) e nazionale (progetto CReIAMO PA) un processo di condivisione di informazioni e linee guida su come redigere la SRACC. No No, si è in attesa di avviare a livello regionale (richiesta audizione IV Commissione permanente Consiglio regionale FVG) e nazionale (progetto CReIAMO PA) un processo di condivisione di informazioni e linee guida su come redigere un PRACC.
    Emilia-Romagna La Regione Emilia-Romagna ha predisposto una Strategia di Mitigazione e Adattamento ai cambiamenti climatici. La Strategia è stata approvata in Giunta con Delibera n. 1256 del 30 luglio 2018. Il percorso di approvazione prevede la definitiva approvazione in Assemblea Legislativa entro l’anno o i primi mesi del 2019. No, la logica della Strategia di Mitigazione a Adattamento è proprio quella che le azioni nuove o il rafforzamento delle azioni ‘efficaci’ per l’adattamento (ma anche per la mitigazione) trovino nei Piani di settore lo strumento di attuazione. Si ritiene che i piani di settore debbano integrare maggiormente i concetti e le tematiche del ‘rischio’ associato al cambiamento climatico e per tale motivo debbano contenere e/o aumentare tali tipologie di azioni. Inoltre i piani di settore, che solitamente derivano da attuazione di direttive europee, sono lo strumento più idoneo per veicolare nei territori questi interventi e sono spesso dotati di risorse finanziare. No, si veda risposta 1.
    Toscanaa Regione Toscana ha predisposto un Libro Bianco sui cambiamenti climatici approvato con il Piano Ambientale ed Energetico Regionale che costituisce le basi per lo sviluppo di una Strategia regionale di adattamento. Il Libro Bianco fornisce il quadro conoscitivo, dall’analisi dei dati degli ultimi 5-6 decenni, dei principali parametri climatici, in particolare di temperatura e precipitazioni, ed un'analisi degli eventi metereologici estremi in termini di frequenza, durata e intensità.Il documento contiene un quadro previsionale e gli scenari di evoluzione delle principabili variabili climatiche in Toscana, elaborati in coerenza con gli stumenti utilizzati dall'IPCC (Special Report on Emission Scenarios SRES) che stimano le concentrazioni dei gas serra in base a diverse ipotesi di sviluppo socio-economico, ed i conseguenti possibili impatti attesi sul territorio. Sulla base di una valutazione delle vulnerabilità settoriali, con particolare riferimento alla tutela della risorsa idrica, alla difesa del suolo ed ai sistemi agicoli, Il Libro Bianco indica possibili interventi di adattamento e un insieme di azioni per ridurre al minimo i rischi derivanti dai cambiamenti climatici, mantenere o migliorare la resilienza e la capacità di adattamento dei sistemi naturali, sociali ed economici.Libro Bianco sui cambiamenti climatici - Piano Ambientale ed Energetico Regionale (Paer) approvato con deliberazione del Consiglio regionale n. 10 dell'11 febbraio 2015 (Burt n. 10 parte I del 6 marzo 2015) Regione Toscana intende avviare il processo per la predisposizione della Strategia regionale in coerenza con la SNAC adottata nel 2015. In particolare verrà aggiornato il quadro conoscitivo già contenuto nel Libro Bianco, approfonditi gli scenari previsionali con proiezioni climatiche a scala spazio temporale adeguata, estesa l'analisi degli impatti territoriali e delle vulnerabilità settoriali, anche mediante una valutazione integrata dei rischi, ed individuate le priorità e le opzioni di intervento. Tale percorso terrà conto delle attività e delle indicazioni espresse dall'Osservatorio nazionale recentemente costituito presso il MATTM di cui fanno parte le Regioni con la finalità di individuare, mediante un processo di multi-level governance, le priorità territoriali e settoriali e predisporre il successivo monitoraggio dell’efficacia delle azioni di adattamento, e del Piano Nazionale PNAC che permetterà di declinare in azioni utili, concrete e verificabili, gli obiettivi individuati dalla SNAC.L’obiettivo finale è quello di superare l'approccio di adattamento spontaneo o emergenziale, che spesso conduce a soluzioni di mal-adattamento, e adottare approcci pianificati e strategici attraverso cui impostare politiche di anticipazione dei problemi e delle misure da adottare per risolverli in stretta sinergia con le azioni di mitigazione dei cambiamenti climatici mediante la riduzione delle emissioni di gas serra.
    Marche No Fase di studio e raccolta documentazione propedeutica alla predisposizione di una SRACC No Fase di studio e raccolta documentazione propedeutica alla predisposizione di un PRACC
    Abruzzo La Regione Abruzzo con proprio provvedimento di giunta ( n. 308 del 2015)a partire dal 2015 ha adottato la strategia del PACC ed ha avviato una politica di consultazioni locali per la rilevazione delle criticità e dei fabbisogni costituente la strategia regionale di adattamento ai Cambiamenti Climatici a seguito della quale con provvedimento di Giunta dello scorso 3 novembre ha delineato le Linee Guida Regionali di indirizzo per la predisposizione del Piano Regionale degli Adattamenti ai Cambiamento Climatici ed ha adottato il Profilo Climatico Regionale e l’Atlante del Clima della Regione Abruzzo che ha rilevato un innalzamento delle temperature di 2° a partire dal 1920. Con legge Regionale del 2018 è stato disposta la redazione del Piano dei Cambiamenti Climatici assegnando la risorsa economica ed allo stato in corso di redazione. La Strategia regionale dei Cambiamenti Climatici è stata adottata dalla Regione con DGR N.308 del 2015.Le Linee Guida ed il Profilo climatico sono stati adottati con Delibera di Giunta Regionale n°860 del 13/11/2018 Con Legge Regionale 2018 è stata sancita la redazione del Piano dei Cambiamenti Climatici. La Regione Abruzzo ha avviato azioni per una strategia regionale di adattamento ai Cambiamenti Climatici mediante la predisposizione e recente adozione delle Linee Guida per la Redazione del PACC e relativo Profilo Climatico Le Linee Guida ed il Profilo Climatico sono stati adottati con Delibera di Giunta Regionale n°860 del 13/11/2018 è in corso di realizzazione il Piano in esecuzione della Legge regionale
    Molise La Regione Molise non ha predisposto una Strategia Regionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici. Avvio La Regione Molise non ha predisposto un Piano Regionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici. Avvio
    Campania No
    Puglia No Avvio No No
    Calabria No Non direttamente, pur essendo stata considerata tra i punti più rilevanti della Strategia Regionale per la specializzazione intelligente 2014-2020 No No
    Sicilia No Il Dipartimento regionale dell'Agricoltura sta predisponendo nell'ambito delle attività previste dal progetto LIFE "Adaptation to climate change impacts on the Mediterranean islands' agriculture - ADAPT2CLIMA" del quale è Associate Beneficiary, delle Linee guida per la definizione di una Strategia regionale di adattamento dell'agricoltura al cambiamento climatico. No
    Sardegna No Quadro conoscitivo/opzioni di adattamento No
    Legenda:
    a Informazione aggiornata a giugno 2016

    Sheet 2: Foglio1

    14 Abruzzo
    18 Basilicata
    19 Calabria
    16 Campania
    9 Emilia-Romagna
    7 Friuli-Venezia Giulia
    22 ITALIA
    13 Lazio
    8 Liguria
    3 Lombardia
    12 Marche
    15 Molise
    1 Piemonte
    4 Provi bolzano
    5 Provin Trento
    17 Puglia
    21 Sardegna
    20 Sicilia
    10 Toscana
    11 Umbria
    2 Valle d'Aosta
    6 Veneto
  • Titolo: Tabella 2: Stato di avanzamento delle buone pratiche adottate dalle Regioni per l’Adattamento ai Cambiamenti Climatici (novembre 2018)
    Fonte: Elaborazioni ISPRA su dati delle Regioni

    Note: La tabella riporta le risposte fornite dalle Regioni alla sezione C. BUONE PRATICHE del questionario. Sono riportate tutte le iniziative di scala regionale segnalate, prescindendo dal grado di coerenza con la tematica, operando delle sintesi al testo in caso di superamento del numero di caratteri consentiti.
    Tabella 2: Stato di avanzamento delle buone pratiche adottate dalle Regioni per l’Adattamento ai Cambiamenti Climatici (novembre 2018)
    REGIONI Categoria Quali azioni, in corso di attuazione o attuate nel quinquennio 2013-2018, sono state promosse, a livello regionale, per l’Adattamento ai Cambiamenti Climatici?
    Piemonte Insediamenti urbani Corona Verde, l'infrastruttura verde dell'area metropolitana di Torino, già finanziata con il Programma Operativo Regionale FESR 2007/2013 e oggi oggetto di interesse di lavoro e di finanziamento attraverso progetti di cooperazione Alpine Space, rappresenta un'iniziativa di valore anche dal punto di vista dell'adattamento al cambiamento climatico. Corona Verde si configura come un sistema di spazi verdi e aperti, capace di salvaguardare e connettere i grandi valori naturalistico-ambientali e storico-culturali dell'area metropolitana, recuperando un rapporto più equilibrato tra Città e Natura. Questo determina un miglioramento della qualità di vita dei cittadini, oltre a garantire riqualificazione e valorizzazione del territorio a partire dal capitale naturale e da quello storico-culturale presente. Il progetto "Urban Forestry" sostenuto da Regione Piemonte (DGR 81-6186 del 15 dicembre 2017) con il supporto tecnico scientifico di Ipla (Istituto per le Piante da Legno), lavora per lo sviluppo di strumenti di mappatura e definizione del contributo del sistema del verde urbano all’azione di contrasto all’inquinamento dell’aria e all’assorbimento di CO2 (telerilevamento, sistema Air-Tree). Il progetto è al suo secondo anno di attività. Il progetto anche se maggiormente indirizzato verso la mitigazione, prevede comunque di valutare lo sviluppo e la manutenzione del verde anche in relazione al ruolo che questo esercita in funzione dell'adattamento (es: ondate di calore, rischio idrogeologico per le aree collinari
    Valle d'Aosta Qualità dell'aria AdaPT Mont‐BlancLa Regione, attraverso il proprio Dipartimento Ambiente, è capofila del progetto europeo ALCOTRA “AdaPT Mont‐Blanc. Adattamento della pianificazione territoriale ai cambiamenti climatici nell’Espace Mont‐Blanc” il quale, attraverso un percorso partecipato e un approccio intersettoriale, sta sviluppando strumenti di pianificazione urbanistica e territoriale di adattamento ai CC. Il progetto ha una durata di 3 anni (2018‐2020) e coinvolge un partenariato tecnico scientifico italo‐franco‐svizzero. ARPA Valle d’Aosta e Fondazione Montagna Sicura rivestono il ruolo di Soggetti attuatori della Regione.CLIMAREAArpa Valle d’Aosta partecipa al progetto europeo ALCOTRA che, attraverso un approccio sinergico tra le politiche clima‐aria‐energia, si propone di far fronte agli impatti dei CC sulla qualità dell'aria in tutta l’Europa Centrale, incluse le regioni alpine e mediterranee. Il progetto svilupperà una serie di modelli previsionali e di dispersione degli inquinanti nell'area di studio, in grado di fornire indicazioni utili ed efficaci ad una pianificazione territoriale ecocompatibile.
    Lombardia Azioni trasversaliAgricolturaQualità dell'ariaRisorse idricheDissesto idrogeologicoImpatti cc su inquinanti atmosferici Sono in fase di sviluppo di misure contenute nel Documento d’azione, tra cui in particolare le misure di comunicazione e formazione, misure tecniche in particolare nei settori agricoltura, acque, rischio alluvioni, qualità dell’aria; integrazione dei principi e degli elementi di adattamento all’interno dei procedimenti VIA e VAS.Sono attivi anche 2 progetti LIFE: il Master Adapt sull’adattamento al cambiamento climatico (da ottobre 2016) e il Prepair (dafebbraio 2017) – life integrato sviluppato con tutte le regioni della valle del Po per una policy di “bacino” rispetto ai temi della qualità dell’aria e delle emissioni in atmosfera.
    Provincia Autonoma di Trento Azioni trasversali Nell’ambito delle attività assegnate al “Tavolo provinciale di coordinamento e di azione sui Cambiamenti Climatici” (delibera di Giunta n.965 del 4 giugno 2018) vi è il compito di definire il percorso verso la Strategia di Adattamento del Trentino che prevede in particolare l’aggiornamento del quadro conoscitivo delle azioni e delle buone pratiche già intraprese negli interventi settoriali a livello provinciale.
    Friuli-Venezia-Giulia Azioni trasversaliQualità dell'aria Partecipazione a progetti europei:Progetto europeo PREPAIR LIFE: la Regione FVG, oltre a condividere informzioni e dati, svolge iniziative di formazione prevalentemente in materia di energia.NOEMIX: nuovo servizio di car sharing per la P.A. sviluppato da NeMo (New Mobility in Friuli Venezia Giulia), progetto europeo che intende contribuire alla transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio, riducendo l'inquinamento urbano causato dai veicoli a motore. Si citano i PAES/PAESC: la Regione è coordinatore territoriale relativamente al Patto dei Sindaci. In tale veste contribuisce alla redazione dei Piani. Sono stati concessi contributi per la redazione di 44 piani.
    Emilia-Romagna Azioni trasversaliDissesto idrogeologicoInsediamenti urbani Diverse attività di sensibilizzazione e formazione anche attraverso il progetto LIFE PRIMES dove è coinvolta la regione in particolare con la Protezione Civile regionale.La definizione della Strategia è stata ad esempio preceduta da 3 workshop nel corso del 2016, con il coinvolgimento delle mondo scientifico per condividere linguaggi e conoscenze all’interno dell’amministrazione e con gli stakeholder regionali.A ciò si vanno a sommare le diverse iniziative portate avanti nei territori dall’Agenzia per il territorio regionale.La Regione Emilia Romagna ha inoltre sviluppato un ampio processo partecipativo (SEI IN ONDA) per l’elaborazione del Piano di Rischio Alluvioni. La regione Emilia Romagna ha diversi progetti con i quali ha fatto numerose attività di formazione e diffusione delle conoscenze a livello urbano. Tra questi il progetto REBUS che ha promosso molta manualistica e strumentazione concreta a supporto delle città per introdurre nuove modalità e pratiche di resilienza abitativa.
    Marche Partecipazione bando MIT e ammissione a contributo progetto in attuazione piano nazionale ricarica veicoli elettrici (PNIRE) Prevista realizzazione punti ricarica nei comuni capoluogo di provincia e maggiori comuni costieri.
    Abruzzo Azioni trasversali Nell’ambito della redazione delle linee guida del PACC, la Regione ha effettuato un processo partecipativo, svoltosi in collaborazione con l’Università degli Studi G. D’Annunzio e con il Centro di Documentazione Cambiamenti Climatici ( CDCA), che si è rivelato uno strumento utile per la rilevazione delle criticità del territorio e dei bisogni dei cittadini, consentendo di individuare un approccio metodologico basato su una strategia bottom up di monitoraggio e feedback sulle azioni amministrative e programmatiche regionali in tema di pianificazione climatica. I Comuni hanno adottato interventi locali di mitigazione ai cambiamenti climatici supportati dal POR-FESR (Programma Operativo Regionale - Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) in corso di conclusione.
    Molise Azioni trasversaliDissesto idrogeologicoForeste Progetto ZEROCO2: obiettivo del progetto è quello di migliorare le politiche pubbliche destinate all'efficientamento energetico degli edifici. PROGRAMMA ITALIA-CROAZIAProgetto READINESS: ha come obiettivo principale quello di capitalizzare i risultati del Progetto HOLISTIC, finanziato dal Programma IPA ADRIATIC CBC, con il fine di aumentare la sicurezza del bacino dell’Adriatico riguardo i rischi naturali provocati dall’uomoProgetto E-CITIJENS: il progetto mira a gestire i rischi naturali nell’area adriatica (incendi, terremoti, frane, inondazioni) attraverso interventi attivi di previsione, prevenzione e lotta contro tali calamità. Queste attività vengono perseguiti tramite la cooperazione istituzionale e lo scambio di know-how tra i partner. PROGETTO GECO: L’obiettivo principale è la creazione, la sperimentazione e l’attivazione su scala regionale di un mercato volontario di crediti finalizzato a compensare la CO2PROGRAMMA LIFEProgetto AFORCLIMATE: l’obiettivo generale del progetto è quello di mantenere e migliorare l’efficienza ecosistemica delle foreste di Faggio, tramite una selvicoltura efficace, programmata sulla base dei cicli climatici. L’obiettivo specifico riguarda invece la definizione di un metodo per la misurazione dei fattori climatici predisponenti e predittivi di specifici comportamenti fenologici, di accrescimento e legati alla resilienza forestale quali rinnovazione e produzione di seme e successiva adozione del metodo da parte dei partner di progettoPROGRAMMA COST ACTIONProgetto CLIMO: le foreste coprono il 41% della superficie montana d’Europa, e tale proporzione è in aumento. Queste foreste hanno un ruolo fondamentale per l’economia delle terre alte, in particolare da quando le nuove tecnologie rendono possibile il loro sfruttamento. Pur non essendo particolarmente produttive, regolano il ciclo idrologico, e proteggono importanti infrastrutture e centri abitati dai disturbi naturali. Esse hanno anche un grande potenziale per la produzione di biomassa e come serbatoi di carbonio. CLIMO ha l’obiettivo principale di tradurre il concetto di Climate-Smart Agriculture (CSA) nel settore forestale. L’approccio CSA presentato dalla FAO nel 2010, mira a promuovere condizioni tecniche, politiche, e finanziarie per raggiungere lo sviluppo sostenibile in campo agricolo, garantendo la sicurezza alimentare in condizioni di cambiamenti climatici.PROGRAMMA ERASMUSProgetto CLIMALL : il progetto "Educare tutto lo sviluppo sostenibile e il cambiamento climatico" parte dalla premessa che i cittadini europei hanno un ruolo chiave nella lotta contro il cambiamento climatico. Attraverso questo progetto si vuole contribuire a raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, in particolare l’obiettivo 7 “Assicurare la sostenibilità ambientale” e 8 “Sviluppare un partenariato globale per lo sviluppo”. Sono state monitorate attività di ricerca a livello locale di esempi di buone pratiche relative alla lotta al cambiamento climatico. Progetto C4ET: l’obiettivo del progetto è sviluppare un partenariato strategico a livello Europeo al fine di scambiare e condividere idee e pratiche sull’educazione dei cittadini alla transizione energetica attraverso un approccio di facile accesso a tutti. Progetto IUCLAND: ha lo scopo di implementare lo scambio di buone pratiche e la promozione di innovazione, attraverso la realizzazione di sei summer school, 11 seminari e workshop di alta formazione nell’ambito della “Land Degradation” con lo scopo di accrescere l’internazionalizzazione delle conoscenze nell’ambito della difesa del territorio e di migliorare le competenze degli studenti per la conoscenza dell’ambiente e per il contenimento del degrado del territorio. FOR THE LESS SESTRUCTION LET’S REDUCE THE CONSUMPTION: ilprogetto ha come obiettivo quello di ridurre i consumi per proteggere la terra. Questo progetto mira a diffondere la consapevolezza, tra i giovani di età compresa tra 14 e 18 anni, del consumo di risorse a livello locale, nazionale ed europeo al fine di portare attenzione su questo tema. PROGRAMMA IPA CBC Progetto:ALTERENERGY Il progetto ha promosso la sostenibilità energetica nelle piccole comunità che si affacciano sul mare Adriatico, stimolando l'efficienza energetica e la produzione di energia da fonti rinnovabili. Sono stati sviluppati modelli riproducibili per la gestione sostenibile delle risorse energetiche. Sono stati forniti, inoltre, forme di supporto alle comunità nella pianificazione e nella gestione di azioni integrate per il risparmio energetico e per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Sito di riferimento https://cooperazione regione.molise.it
    Campania Dissesto idrogeologico Potenziamento della rete di monitoraggio meteo-idropluviometrica. Aggiornamento del sistema di precursori per la prevenzione dei danni associati ad eventi estremi. Miglioramento del sistema di allertamento per il rischio idrogeologico, attraverso nuove modalità di emissione e comunicazione al pubblico dei contenuti degli avvisi di allerta per previste condizioni idrogeologiche critiche.
    Puglia Azioni trasversali Promozione dell’adesione, da parte degli enti locali, al nuovo Patto dei Sindaci DGR 1154/2017
    Calabria Azioni trasversaliRisorse idriche Corsi di formazione sui cambiamenti climatici - Regione Calabria - ottobre/novembre 2013.Giornate di formazione sui cambiamenti climatici - Regione Calabria - 18-19 ottobre 2018.Sono in corso di attuazione in diversi ambiti territoriali ed urbani della Regione Calabria i c.d. Contratti di fiume sottoscritti da più autorità competenti a tutela e protezione di fiumi che interessano più comuni, unitamente alla salvaguardia dal rischio idraulico. I Contratti di fiume sono stati riconosciuti di recente dal codice ambientale (d.lgs.152/2006), art. 68bis, così come introdotto dalla legge 28 dicembre 2015, n. 221, quali strumenti volontari di programmazione strategica e negoziata che concorrono alla definizione e all'attuazione degli strumenti di pianificazione di distretto a livello di bacino e sottobacino idrografico.
    Sicilia Agricoltura Il Dipartimento regionale dell'Agricoltura sta partecipando, attraverso il Servizio Informativo Agrometeorologico Siciliano (SIAS), al progetto LIFE "Adaptation to Climate change Impacts on the Mediterranean islands' Agriculture - ADAPT2CLIMA" (1 ottobre 2015 – 30 aprile 2019), che ha come tematica l'adattamento agli impatti del cambiamento climatico sull'agricoltura nelle isole del Mediterraneo (Sicilia, Creta e Cipro). Il progetto è coordinato dall'Osservatorio Nazionale di Atene, con la partecipazione in qualità di partner associati della Regione Siciliana - Dipartimento Agricoltura, della Regione Creta, del CNR-IBIMET di Firenze, dell’Università di Atene e dell'Istituto di Ricerca Agricola di Cipro. Sicilia, Creta e Cipro. Lo scopo principale del progetto è quello di comprendere quale impatto avranno i cambiamenti climatici sull'agricoltura delle isole del Mediterraneo e nel contempo di identificare le possibili misure di adattamento da adottare nei sistemi colturali presenti nelle aree di studio del progetto (Cipro, Creta e Sicilia) per rispondere agli impatti del cambiamento climatico futuro. Le misure di adattamento sono riferite a sei colture: grano, orzo, patata, pomodoro, olivo e vite. E’ prevista la realizzazione del tool ADAPT2CLIMA che permetterà di supportare la pianificazione delle misure di adattamento per l'agricoltura e la definizione di “Linee guida per l'adattamento del settore agricolo agli impatti dei cambiamenti climatici".Ulteriori azioni di adattamento ai cambiamenti climatici, in attuazione o attuate nel quinquennio 2013-2018, sono quelle previste dal Programma di Sviluppo Rurale – Sicilia 2007-2013 e 2014-2020 che includono sia tradizionali interventi di investimento per l’innovazione delle aziende agricole (es. migliorare l’efficienza nel comparto irriguo e dell’utilizzo dell’energia), sia interventi volti ad aumentare l’integrazione territoriale delle imprese agricole mediante azioni che riducano l’impatto dei cambiamenti climatici sul settore agricolo ma che limitino anche gli impatti negativi dell’agricoltura sull’ambiente (es. azioni che prevedono l’utilizzo di tecniche agronomiche e disciplinari di produzione integrata a ridotto impatto, riduzione dell'uso dei fertilizzanti e delle emissioni di gas serra, contrasto all’erosione dei suoli e incremento del sequestro del carbonio).Sono inoltre state incluse misure per promuovere la gestione dei rischi in agricoltura e azioni relative al trasferimento delle conoscenze e delle innovazioni nel settore agricolo, interventi di consulenza, assistenza tecnica e divulgazione agricola, nonché interventi relativi al rafforzamento e alla diffusione delle reti di cooperazione.
    Sardegna Azioni trasversali LIFE MASTER ADAPT (https://masteradapt.eu/): progetto LIFE che intende sviluppare una metodologia operativa e integrata affinché Regioni, città metropolitane e consorzi di città possano inserire nei propri piani e programmi l’adattamento ai cambiamenti climatici.Tavolo di coordinamento interassessoriale per la strategia regionale di adattamento ai cambiamenti climatici (DGR n. 1/9 del 13.1.2015).Accordo di collaborazione RAS UNISS (DGR n. 65/18 del 6.12.2016) per la predisposizione dello studio per l'elaborazione del piano regionale di adattamento ai cambiamenti climatici.
    Note:
    La tabella riporta le risposte fornite dalle Regioni alla sezione C. BUONE PRATICHE del questionario. Sono riportate tutte le iniziative di scala regionale segnalate, prescindendo dal grado di coerenza con la tematica, operando delle sintesi al testo in caso di superamento del numero di caratteri consentiti.