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SORGENTI CONTROLLATE E PERCENTUALE DI QUESTE PER CUI SI È RISCONTRATO ALMENO UN SUPERAMENTODEI LIMITI

Abstract indicatore: 
Il rumore prodotto dal traffico, dalle industrie e da altre attività antropiche costituisce uno dei principali problemi ambientali e può provocare diversi disturbi alla popolazione. Per il contenimento dell'inquinamento acustico e quindi la regolamentazione delle sorgenti, la normativa nazionale sul rumore (LQ 447/95 e decreti attuativi) ha definito, per le diverse tipologie di sorgenti, i valori limite, distinti in limiti per l'ambiente esterno (di immissione e di emissione), in relazione a quanto disposto dalla classificazione acustica del territorio comunale, e in limiti all'interno degli ambienti abitativi (limiti differenziali). L'indicatore descrive l'attività di controllo con misurazioni del rispetto dei limiti vigenti (LQ 447/95 e decreti attuativi), in ambiente esterno e/o all'interno degli ambienti abitativi, effettuata dalle ARPA/APPA, con distinzione fra le diverse tipologie di sorgenti (attività produttive, attività di servizio e/o commerciali, cantieri e manifestazioni temporanee, infrastrutture stradali, ferroviarie, aeroportuali e portuali).
Le sorgenti maggiormente controllate risultano, anche per il 2017, le attività di servizio e/o commerciali (54,9% sul totale delle sorgenti controllate), seguite dalle attività produttive (29,7%). Tra le infrastrutture di trasporto, che rappresentano solo l'8,5% delle sorgenti controllate, le infrastrutture stradali rimangono le sorgenti più controllate (6,2% sul totale delle sorgenti controllate).

Descrizione: 
L'indicatore evidenzia quali sorgenti di rumore risultano maggiormente controllate da parte delle ARPA/APPA e in che misura le sorgenti controllate presentino situazioni di non conformità, attraverso la definizione della percentuale di sorgenti controllate per le quali è stato riscontrato almeno un superamento dei valori limite fissati dalla normativa.

Scopo: 
Valutare in termini qualitativi e quantitativi l'inquinamento acustico determinato dalle diverse tipologie di sorgenti.

Criteri di selezione: 
  • Misurabilità (i dati utilizzati per la costruzione dell'indicatore sono/hanno): 
    Adeguatamente documentati e di qualità nota [Accessibilità]
    Aggiornati a intervalli regolari secondo fonti e procedure affidabili [Tempestività e Puntualità]
    Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
    Una "buona" copertura spaziale
    Una "buona" copertura temporale (almeno 5 anni)
  • Rilevanza e utilità (l'indicatore): 
    È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
    È semplice, facile da interpretare
    Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull'ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
  • Solidità scientifica (l'indicatore): 
    Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
    Comparabilità nel tempo
    Comparabilità nello spazio

Riferimenti normativi: 
LQ 447/1995; DPCM 14/11/1997; DM 31/10/1997; DM 16/03/1998; DPR 459/1998; DPR 142/2004; DPCM 01/03/1991

Obiettivi fissati dalla normativa: 
Nella Tabella C del DPCM 14/11/97, in ottemperanza a quanto disposto dalla LQ 447/95, sono individuati i valori limite assoluti di immissione, in funzione delle sei classi acustiche del territorio (I - VI) e dei periodi di riferimento della giornata, diurno (06:00 - 22:00) e notturno (22:00 - 06:00). I valori limite assoluti di immissione sono definiti come i livelli massimi di rumore che possono essere immessi dall'insieme delle sorgenti sonore nell'ambiente esterno, misurati in prossimità dei ricettori. I valori limite di emissione, riferiti invece alle singole sorgenti sonore, sono strutturati in modo del tutto simile a quelli di immissione, ma sono numericamente di 5 dBA inferiori. Nel decreto vengono altresì fissati i valori limite differenziali di immissione che si applicano all'interno degli ambienti abitativi; il criterio differenziale impone nel periodo diurno il rispetto della differenza di 5 dBA tra il rumore ambientale (rumore con presenza della specifica sorgente disturbante) e il rumore residuo (rumore in assenza della specifica sorgente disturbante), differenza che si riduce a 3 dBA durante il periodo notturno; tale criterio non si applica nelle aree di classe VI e alla rumorosità prodotta dalle infrastrutture stradali, ferroviarie, aeroportuali e marittime, da attività o comportamenti non connessi con esigenze produttive, commerciali e professionali, da servizi e impianti fissi dell'edificio adibiti a uso comune, limitatamente al disturbo prodotto all'interno dello stesso. Nei comuni in cui non è stato approvato un Piano di classificazione acustica valgono, in via transitoria, i limiti individuati dal DPCM 1 marzo 1991.
Per le infrastrutture di trasporto è previsto che i valori limite di immissione, all'interno delle rispettive fasce di pertinenza, siano fissati con specifici decreti attuativi: ad oggi sono stati emanati i decreti relativi al rumore aeroportuale (DM 31/10/97 e successivi), ferroviario (DPR 18/11/98 n. 459) e stradale (DPR 30/03/2004 n.142), mentre non è stato ancora emanato il decreto per le infrastrutture portuali; all'esterno delle fasce di pertinenza le infrastrutture di trasporto concorrono al raggiungimento dei valori limite assoluti di immissione di cui alla Tabella C del DPCM 14/11/1997, definiti sul territorio dai comuni nei propri Piani di classificazione acustica.
DPSIR: 
Determinante
Stato

Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)

Riferimenti bibliografici: 
-

Limitazioni: 
I dati raccolti sono relativi unicamente alle attività di controllo delle ARPA/APPA attraverso misurazioni fonometriche, svolte su segnalazione/esposto dei cittadini all'Amministrazione e/o direttamente alle ARPA/APPA.

Ulteriori azioni: 
-
Frequenza di rilevazione dei dati: 
Annuale

Accessibilità dei dati di base: 
I dati necessari al popolamento dell'indicatore sono presenti nella banca dati Osservatorio Rumore, popolabile dai referenti delle ARPA/APPA e consultabile, anche dal pubblico, sul sito http://www.agentifisici.isprambiente.it/

Fonte dei dati di base: 
ARPA/APPA (Agenzie Regionali e delle Province Autonome per la Protezione dell'Ambiente)
ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica)

Unità di misura dell'indicatore: 
Numero (n.)
Numero per 100.000 abitanti (n./100.000)
Percentuale (%)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
L'indicatore evidenzia la ripartizione percentuale delle sorgenti oggetto di controllo nelle diverse tipologie (attività/infrastrutture) e la percentuale di sorgenti per cui è stato riscontrato un superamento dei limiti normativi, valutata come rapporto del numero di sorgenti controllate per cui si è evidenziato un superamento sul totale delle sorgenti controllate, distinta per tipologia di sorgente.


Tipo di rappresentazione: 
Grafico
Tabella

Copertura spaziale: 
Nazionale, Regionale (20/20)

Copertura temporale: 
2000-2003; 2006-2017

Qualità dell'informazione: 
L'indicatore è rilevante nel descrivere lo stato dell'ambiente relativamente alla tematica inquinamento acustico. L'attendibilità e accuratezza dell'informazione sono buone in quanto la fonte dei dati è affidabile, i dati sono raccolti mediante metodologia omogenea sull'intero territorio nazionale e sono validati, permettendo comparabilità nello spazio e nel tempo. Presenta una buona copertura spaziale, in quanto sono raccolti ed elaborati i dati di tutte le Regioni/Province autonome, e una buona copertura temporale, in quanto la serie storica è continua dal 2006.

Periodicità di aggiornamento: 
Annuale


Stato e trend: 
Nel 2017, sono state controllate da parte delle ARPA/APPA 3.026 sorgenti di rumore (suddivise tra attività e infrastrutture) (Tabella 1); nel 32,1% delle sorgenti è stato rilevato almeno un superamento dei limiti normativi, evidenziando un problema di inquinamento acustico ancora significativo, nonostante una diminuzione dei superamenti rispetto agli anni precedenti (-8,5 punti percentuali rispetto al 2016). Si rileva, infatti, una flessione significativa dei superamenti rispetto all'anno precedente, anche maggiore rispetto a quella registrata tra il 2014 e il 2016 (nel 2016 nel 40,6% delle sorgenti è stato riscontrato un superamento, mentre nel 2015 era il 45,6% e nel 2014 il 46,3%). Si evidenzia un'incidenza sul territorio nazionale di 5,1 sorgenti controllate su 100.000 abitanti, leggermente superiore rispetto a quella del 2016 (4,6); su 1,6 sorgenti controllate (ogni 100.000 abitanti) sono stati riscontrati superamenti dei limiti normativi (nel 2016 era 1,9).

Commenti: 
Le sorgenti maggiormente controllate risultano, anche per il 2017, le attività di servizio e/o commerciali (54,9%), seguite dalle attività produttive (29,7%). Tra le infrastrutture di trasporto, che rappresentano l'8,5% delle sorgenti controllate, le infrastrutture stradali rimangono le sorgenti più controllate (6,2% sul totale delle sorgenti controllate) (Figura 1).
L'attività di controllo viene eseguita principalmente a seguito di segnalazione/esposto da parte dei cittadini: nel 2017, globalmente il 91% delle sorgenti sono state controllate a seguito di esposto.
Si evidenzia che le attività di servizio e/o commerciali, oltre a essere le sorgenti più controllate, sono anche quelle in cui si riscontra il maggior numero di superamenti, pari al 37,2%, seguono le infrastrutture stradali (35,1 %) e le attività produttive (25,1%) (Tabella 2 - Figura 2).
Nel 2017 si segnala un'incidenza sul territorio nazionale di 5,1 sorgenti controllate su 100.000 abitanti e su 1,6 sorgenti controllate (ogni 100.000 abitanti) sono stati riscontrati superamenti dei limiti normativi.
Le regioni in cui l'incidenza di sorgenti controllate è di molto superiore al dato nazionale sono Lazio con 19,6 sorgenti controllate su 100.000 ab., Emilia Romagna (9,2) e Valle d'Aosta (8,7); mentre quelle con valori molto inferiori sono Marche (2,7), Provincia di Trento (2,5), Campania (1) e Puglia (0,7). Dai dati pervenuti risulta che nel 2017 in Molise e Calabria non sono stati effettuati controlli (Figura 3).
  • Titolo: Figura 1: Ripartizione percentuale delle sorgenti controllate nelle diverse tipologie di attività/infrastrutture (2017)
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati ARPA/APPA
    Legenda: --
    Note: --
    Figura 1: Ripartizione percentuale delle sorgenti controllate nelle diverse tipologie di attività/infrastrutture (2017)
  • Titolo: Tabella 1: Sorgenti controllate per Regione/Provincia autonoma
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati ARPA/APPA
    Legenda: --
    Note: --
    Tabella 1: Sorgenti controllate per Regione/Provincia autonoma
    Regione/ Provincia autonoma 2000 2001 2002 2003 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017
    numero
    Piemonte 779 896 760 711 412 352 328 300 233 221 246 252 213 202 193 211
    Valle d’Aosta 19 24 26 21 16 10 6 4 11 12 8 11 12 6 12 11
    Lombardia 1025 1061 910 1110 654 564 447 407 389b 549 761 611 498 505 496 364
    Bolzano - Bozen 138 142 130 263 - 41 10 23 16 14 12 5 10 9 15 29
    Trento 52 51 37 28 34 25 31 19 40 25 33 18 29 16 8 13
    Veneto 275 282 451 460 318 - - 116 - - - - 250 240 200 178
    Friuli Venezia Giulia 35 43 153 166 794 a 65 65 72 43 23 41 54 42 52 41 36
    Liguria 156 126 210 180 238 187 208 111 - 75 99 102 76 166 91 90k
    Emilia Romagna 801 781 674 677 575 675 769 536 394 546 396 416 376 473 414 398
    Toscana 521 480 624 573 438 534 383 341 276 258 301 245 222 132 139 126
    Umbria 9 22 74 61 152 135 52 70 28 93 45 43 31 46 41 43
    Marche 70 111 130 160 128 109 111 74 84 77 71 57 65 38 32 41l
    Lazio - 379 711 664 - - - - 737 838 826 768 500 461 822 1077
    Abruzzo 63 96 80 89 67 73 88 74 85 85 69 76 82 66 58 65
    Molise 181 202 86 23 18 - 6 17 - 14 10 2 7 - - 0
    Campania - - 105 80 139 - 572 - - - 93c 137c 130e 117h 35i 60h
    Puglia 218 200 296 398 - 309 287 176 161 93 54 37 56 25 24 29
    Basilicata 63 61 53 44 - 47 37 39 32 35 25 52 27 29 37 32
    Calabria - - 196 231 - 197 - - - - - - 41f 6f 26j 0
    Sicilia 34 91 77 256 295 310 245 313 - - - - - 194 28 172
    Sardegna - - 200 - - 23 - - - - - 16d 11g - 24 51
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati ARPA/APPA
    Legenda:
    - dati non disponibili
    Note:
    a Sono considerate anche le espressioni di parere su richiesta dei comuni che non comportano misure fonometriche
    b Mancano i dati relativi alle infrastrutture stradali e ferroviarie
    c I dati sono relativi alle Province di Napoli, Benevento e Caserta
    d I dati sono relativi solo alle attività produttive
    e I dati sono relativi alle Province di Napoli, Caserta, Benevento e Avellino
    f I dati non sono completi
    g I dati sono relativi solo alle attività produttive e alle attività di servizio e/o commerciali
    h I dati sono relativi a tutte le Province tranne Salerno
    i I dati sono relativi a tutte le Province tranne Salerno e Avellino
    j I dati sono relativi solo alle città capoluogo
    k mancano i dati della provincia di Salerno
    l i dati sono riferiti alle province di Ancona, Pesaro-Urbino, Ascoli Piceno, Fermo
  • Titolo: Tabella 2: Percentuale di sorgenti controllate per le quali si è riscontrato un superamento dei limiti (2017)
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati ARPA/APPA
    Legenda: --
    Note: --
    Tabella 2: Percentuale di sorgenti controllate per le quali si è riscontrato un superamento dei limiti (2017)
    Regione Attività produttive Attività di servizio e/o commerciali Attività temporanee Infrastrutture stradali Infrastrutture ferroviarie Infrastrutture aeroportuali Infrastrutture portualia
    Piemonte 25.4 28.6 14.3 25.0 22.2 0.0 -
    Valle D'Aosta 100.0 87.5 - - - - -
    Lombardia 51.1 61.4 14.3 52.4 0.0 0.0 -
    Provincia Autonoma di Bolzano 66.7 30.8 25.0 0.0 - - -
    Provincia Autonoma di Trento 0.0 40.0 - - - - -
    Veneto 38.5 61.9 0.0 40.6 0.0 50.0 -
    Friuli Venezia Giulia 93.8 68.8 0.0 0.0 - - -
    Liguriab 42.4 51.4 0.0 0.0 0.0 - -
    Emilia Romagna 37.7 44.2 25.0 42.1 54.5 0.0 -
    Toscana 20.0 11.4 - 0.0 0.0 0.0 -
    Umbria 30.0 60.0 33.3 42.9 66.7 - -
    Marchec 50.0 78.1 - 80.0 - - -
    Lazio 5.9 12.9 18.0 44.4 38.5 100.0 -
    Abruzzo 42.1 72.1 100.0 - 100.0 - -
    Molise - - - - - - -
    Campaniad 12.5 45.2 - 33.3 - 0.0 -
    Puglia 21.4 83.3 50.0 - 0.0 - -
    Basilicata 4.5 40.0 - - - - -
    Calabria - - - - - - -
    Sicilia 37.5 57.3 - 51.6 - 22.2 -
    Sardegna - 77.1 75.0 0.0 - - -
    ITALIA 25.1 37.2 19.3 35.1 34.0 22.7 -
    FONTE: Elaborazione ISPRA su dati ARPA/APPA
    Legenda:
    n.d.: dato non disponibile
    - non sono stati effettuati controlli della sorgente in esame
    Note:
    a Per il rumore prodotto dalle infrastrutture portuali, in assenza di specifici regolamenti previsti dalla L. 447/95, si fa riferimento ai limiti della classificazione acustica comunale (Tab.C DPCM 14/11/1997)
    b mancano i dati della provincia di La Spezia
    c i dati sono riferiti alle province di Ancona, Pesaro-Urbino, Ascoli Piceno, Fermo
    d mancano i dati della provincia di Salerno
  • Titolo: Figura 2: Percentuale di sorgenti controllate per le quali si è riscontrato un superamento dei limiti per Regione/Provincia autonoma (2017)
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati ARPA/APPA
    Legenda: --
    Note: --
    Figura 2: Percentuale di sorgenti controllate per le quali si è riscontrato un superamento dei limiti per Regione/Provincia autonoma (2017)
  • Titolo: Figura 3: Numero di sorgenti controllate e di sorgenti controllate con superamento su 100.000 abitanti per Regione /Provincia autonoma (2017)
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati ARPA/APPA
    Legenda: --
    Note: --
    Figura 3: Numero di sorgenti controllate e di sorgenti controllate con superamento su 100.000 abitanti per Regione /Provincia autonoma (2017)