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INDICE POLLINICO ALLERGENICO

Abstract indicatore: 
L’ indicatore dà conto della quantità di polline presente in un anno nell’atmosfera delle località in cui sono posizionate le stazioni di monitoraggio. E' soggetto localmente a variazioni anche molto consistenti da un anno all'altro causate dai diversi andamenti delle caratteristiche meteoclimatiche stagionali. Si tratta di un indicatore di tipo quantitativo che quindi non dà alcuna indicazione sulle modalità di distribuzione nell’anno dei pollini aerodispersi.

Descrizione: 
L'indice pollinico allergenico si ottiene dalla somma annuale delle concentrazioni polliniche giornaliere delle principali e più diffuse famiglie allergizzanti presenti sul territorio nazionale: Cupressaceae/Taxaceae, Corylaceae, Betulaceae, Oleaceae, Graminaceae, Urticaceae, Compositae. L’indice dà conto della quantità di pollini allergenici presenti nell'anno nell'atmosfera di una località. Anche se ricavato da grandezze fisiche, viene considerato e trattato come un numero adimensionale.

Scopo: 
L'indice pollinico allergenico consente, molto sinteticamente, di valutare la carica allergenica pollinica di una determinata località, confrontarla con quella di altre e studiarne la variazione nello spazio e nel tempo.
Tali indicazioni contribuiscono alla valutazione di rischio sanitario legato alle allergie e consentono una prima verifica di detrminate azioni di mitigazione eventualmente messe in campo dalle autorità competenti.

Criteri di selezione: 
  • Misurabilità (i dati utilizzati per la costruzione dell'indicatore sono/hanno): 
    Adeguatamente documentati e di qualità nota [Accessibilità]
    Aggiornati a intervalli regolari secondo fonti e procedure affidabili [Tempestività e Puntualità]
    Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
  • Rilevanza e utilità (l'indicatore): 
    È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
    È in grado di descrivere il trend in atto e l'evolversi della situazione ambientale
    È semplice, facile da interpretare
    È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell'ambiente e collegato alle attività antropiche
    Fornisce una base per confronti a livello internazionale
  • Solidità scientifica (l'indicatore): 
    È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
    È ben fondato in termini tecnici e scientifici
    Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
    Comparabilità nello spazio

Riferimenti normativi: 
-

Obiettivi fissati dalla normativa: 
Non esiste una normativa specifica.
DPSIR: 
Impatto
Pressione
Stato

Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)

Riferimenti bibliografici: 
-

Limitazioni: 
È un indicatore quantitativo che descrive un fenomeno in cui sono fondamentali anche gli aspetti qualitativi.

Ulteriori azioni: 
Attivazione di nuove stazioni di monitoraggio fino ad averne almeno una per ogni capoluogo di provincia.
Frequenza di rilevazione dei dati: 
Giornaliera

Accessibilità dei dati di base: 
I dati forniti dalla rete POLLnet del SNPA sono direttamente accessibili. La buona collaborazione con l’Università di Roma “Tor Vergata” consente l’accesso agli altri dati disponibili.

Fonte dei dati di base: 
ARPA/APPA (Agenzie Regionali e delle Province Autonome per la Protezione dell'Ambiente)
Università

Unità di misura dell'indicatore: 
Numero indice
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
L'indice pollinico allergenico si ottiene dalla somma annuale delle concentrazioni polliniche giornaliere delle principali e più diffuse famiglie allergizzanti presenti sul territorio nazionale: Cupressaceae/Taxaceae, Corylaceae, Betulaceae, Oleaceae, Graminaceae, Urticaceae, Compositae. Anche se ricavato da grandezze fisiche, viene considerato e trattato come un numero adimensionale.

Core set: 
7EAP - Dati sull'ambiente

Tipo di rappresentazione: 
Grafico
Tabella

Copertura spaziale: 
Comunale (51/8101)

Copertura temporale: 
2017

Qualità dell'informazione: 
L'indicatore esprime correttamente l'aspetto quantitativo della problematica ambientale in osservazione. La copertura spaziale dell'indicatore è parziale: mediamente buona al Nord, molto deficitaria al Centro-Sud e Isole. Tutte le stazioni di monitoraggio lavorano in conformità al Documento Tecnico UNI CEN/TS 16868.2015, ciò consente una buona comparabilità spaziale e temporale dei dati (dove prodotti), ma il metodo ancora poco automatizzato, e pertanto soggetto con facilità all'errore umano, non consente di raggiungere un livello ottimale.

Periodicità di aggiornamento: 
Annuale


Stato e trend: 
Non definibileNel 2017 i comuni per i quali sono disponibili dati di monitoraggio aerobiologico sono 61 (di cui 60 della rete del SNPA POLLnet) ma solo per 51 di essi, dotati di serie complete di dati, è stato possibile elaborare l'indicatore. Al riguardo va precisato che per alcune di queste stazioni la non completezza dei dati è dovuta al fatto che si tratta di nuove stazioni attivate nel corso dell'anno. La distribuzione territoriale coinvolge 17 regioni su 20. Sono assenti: la Sicilia perché priva di stazioni di monitoraggio, la Lombardia dove il monitoraggio dei pollini è gestito dalla regione (con standard diversi dalla rete POLLnet), e il Molise che, pur operando con due stazioni regolarmente funzionanti all’interno di POLLnet, non ha inviato i dati. Dal punto di vista della disponibilità dei dati e della copertura territoriale possiamo considerare la situazione stazionaria (sono aumentate le stazioni del SNPA ma sono venute meno alcune stazioni dell'Associazione Italiana di Aerobiologia). La variabilità a livello territoriale è importante: nel 2017 il valore massimo dell’indice si registra a Perugia ed è pari a 100.907 (il più alto registrato da quando si elabora questo indicatore) e il minimo a Genova con 4.496.

Commenti: 
Dal confronto dei dati del 2017 con quelli degli anni precedenti si conferma la variabilità dell'indicatore che localmente può essere molto accentuata. Queste variazioni sono da imputarsi principalmente alle condizioni meteo registrate nell'anno, tali da favorire o deprimere la presenza di pollini aerodispersi. Anche in presenza di questa spiccata variabilità stagionale, i valori dell'indice pollinico allergenico confermano comunque che le località caratterizzate da una presenza di pollini aerodispersi maggiore (quest'anno in particolare Perugia e Firenze) o minore ( Genova, Savona, Lignano Sabbiadoro, ...) restano sostanzialmente sempre le stesse.
Da notare che, specialmente nelle aree urbane più estese, la quantità di pollini allergenici presenti in atmosfera dipende anche dalle caratteristiche del verde urbano e dalla sua gestione. Una corretta pianificazione degli interventi (messa a dimora di piante non allergizzanti in sostituzione di quelle allergizzanti, corretta programmazione di sfalci e potature, buona manutenzione di strade, marciapiedi e aree marginali contro l'aggressione di erbe infestanti quasi sempre allergizzanti) può portare a sensibili diminuzioni della carica allergenica presente in atmosfera. Tali attività, inoltre, poiché riguardano la qualità dell'aria in relazione alla salute umana, sono ascrivibili tra quelle idonee al perseguimento dell'obiettivo 3a del 7th EAP. Nella Figura 1 sono indicate solo le località caratterizzate da valori di IPA più elevati.
  • Titolo: Tabella 1: Indice Pollinico Allergenico (2017)
    Fonte: Fonte: Elaborazione ISPRA su dati SNPA, Università di Roma "Tor Vergata"
    Legenda: Legenda: * Dati provenienti dal Centro di monitoraggio aerobiologico e ambientale dell'Università di Roma "Tor Vergata"
    Tabella 1: Indice Pollinico Allergenico 2017
    REGIONE Località - sigla stazione di monitoraggio Indice Pollinico Allergenico
    n.
    Piemonte Alessandria - AL6 20,225
    Cuneo - CN1 10,651
    Novara - NO1 14,440
    Omegna - VB1 29,824
    Vercelli - VC1 19,233
    Valle d'Aosta Aosta - AO2 24,972
    Liguria Genova - GE4 4,496
    Imperia - IM3 12,771
    La Spezia - SP2 12,544
    Savona - SV4 6,598
    Trentino-Alto Adige San Michele all'Adige - TN2 33,865
    Bolzano - BZ2 24,809
    Silandro - BZ4 17,607
    Brunico - BZ3 12,531
    Veneto Venezia - Mestre - VE1 9,293
    Belluno - BL1 16,144
    Padova - PD2 19,926
    Rovigo - RO1 9,763
    Treviso - TV1 16,462
    Verona - VR1 47,658
    Vicenza - VI1 22,908
    Friuli-Venezia Giulia Trieste - TS1 20,323
    Lignano - UD1 7,096
    Pordenone - PN1 10,374
    Tolmezzo - UD3 11,644
    Emilia-Romagna Bologna - BO1 12,327
    S. Giovanni Pers. - BO3 9,331
    Cesena - FO2 43,156
    Modena - MO1 22,586
    Parma - PR2 26,476
    Piacenza - PC1 18,058
    Ravenna - RA3 9,599
    Reggio Emilia - RE1 21,530
    Rimini - RN1 30,875
    Marche Castel di Lama - AP4 20,246
    Toscana Firenze - FI1 61,223
    Grosseto - GR1 21,828
    Arezzo - AR1 52,613
    Lido di Camaiore - LU1 15,216
    Umbria Perugia - PG1 100,907
    Città di Castello - CC1 39,185
    Terni - TR1 25,226
    Lazio Roma - RM5* 16,881
    Abruzzo L'Aquila - AQ2 7,529
    Pescara - PE1 8,481
    Campania Caserta - CE6 6,772
    Basilicata Potenza - PZ1 14,119
    Puglia Bari -BA1 23,960
    Brindisi - BR1 12,679
    Calabria Reggio Calabria - RC1 36,639
    Sardegna Sassari - SS5 41,235
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati SNPA, Università di Roma "Tor Vergata"
    Legenda:
    * Dati provenienti dal Centro di monitoraggio aerobiologico e ambientale dell'Università di Roma "Tor Vergata"
  • Titolo: Figura 1: Indice Pollinico Allergenico (2017)
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati SNPA, Università di Roma "Tor Vergata"
    Legenda: * Dati provenienti dal Centro di monitoraggio aerobiologico e ambientale dell'Università di Roma "Tor Vergata"
    Figura 1: Indice Pollinico Allergenico (2017)