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CONTROLLI IMPIANTI DI COMPETENZA STATALE

Abstract indicatore: 
Nel 2017 il numero totale di impianti vigilati è risultato uguale a quello del 2016 sebbene da una parte si sia ridotto per le chiusure di alcuni impianti con conseguente cessazione dell’AIA e delle attività di controllo connesse e per il passaggio di competenze di alcune AIA da statali a regionali, mentre dall’altra parte è aumentato in quanto sono state emanate nuove AIA per nuovi impianti e per il passaggio di competenze di alcune AIA da regionali a statali. Il trend positivo, registrato negli anni 2009-2014, ha subito una leggera inversione nel 2015 per ragioni indipendenti dall’attività di controllo, per poi riconfermarsi positivamente sia nel 2016 che nel 2017. L'informazione riguarda l'attività di vigilanza e controllo che ISPRA svolge, in qualità di ente di controllo e con il supporto delle Agenzie regionali per l'Ambiente territorialmente competenti, presso gli impianti industriali soggetti al rispetto dell'Autorizzazione Integrata Ambientale di competenza Statale.

Descrizione: 
L’indicatore fornisce informazioni sui controlli svolti da ISPRA presso gli impianti in esercizio soggetti al rispetto dell'Autorizzazione Integrata Ambientale di competenza statale. L’AIA è un’autorizzazione all’esercizio degli impianti, che contiene prescrizioni sul controllo delle varie matrici ambientali, compresi i valori limite delle emissioni, nonché il piano di monitoraggio e controllo e gli obblighi di comunicazione. I gestori di tali impianti, nel rispetto dei principi dell'IPPC, hanno dunque l'obbligo di effettuare l'autocontrollo sulle emissioni dell'impianto e di trasmettere periodicamente i risultati agli enti di controllo. Per gli impianti di competenza statale, di cui all'Allegato XII - Parte II del Dlgs. 152/06, l’Ente di controllo è ISPRA, che può avvalersi delle ARPA/APPA ai sensi dell'art. 29-decies comma 11, e l’Autorità competente è il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.
L'attività di controllo su impianti statali si esplica sia attraverso un’azione di verifica e valutazione tecnica della documentazione trasmessa dal gestore, sia attraverso le visite in loco che comportano sopralluoghi nelle aree di impianto e attività di campionamento e analisi in laboratorio delle diverse matrici ambientali. ISPRA effettua il controllo documentale su tutti gli impianti autorizzati, mentre le visite ispettive ordinarie sono effettuate secondo una frequenza di programmazione stabilita dalle singole autorizzazioni, su proposta delle regioni in funzione anche dell’applicazione, laddove esistente, del Sistema per il Supporto alla Programmazione dei Controlli (SSPC) basato sull’identificazione di parametri assegnati a ogni stabilimento e raggruppati in insiemi logici che tengono conto del rischio aziendale intrinseco, potenziale e reale e della vulnerabilità del territorio. Un caso a parte riguarda l’ILVA di Taranto, che nel 2017 è stata sottoposta a tre visite in loco.
L’indicatore tiene conto dunque di questo duplice aspetto: il primo fornisce informazioni sul numero di “Impianti autorizzati vigilati”, ovvero il numero di impianti sottoposti ad attività di vigilanza sulla documentazione trasmessa dal gestore indipendentemente dalla programmazione della visita in loco; trattasi dunque di tutti gli impianti statali soggetti ad AIA. Il secondo fornisce l'informazione sul “numero di impianti ispezionati”, ovvero quegli impianti che nel corso dell’anno di riferimento sono stati soggetti a visita ispettiva in loco da parte degli enti di controllo. È riportato, inoltre, il numero di impianti la cui attività di controllo ha rilevato inottemperanze all’AIA, qui calcolate come il numero di diffide inviate dall’Autorità Competente su proposta di ISPRA. Le non conformità a seguito di visita ispettiva sono infatti comunicate da ISPRA all’Autorità Competente, ai sensi dell’art.29-decies comma 6, attraverso una nota informativa, che dettaglia sia le non conformità sanzionate amministrativamente, ai sensi dell’art.29-quattuordecies commi 2, 6, 7, 8, 9 e 10 sia le non conformità sanzionate penalmente ai sensi dell’art. 29-quattuordecies comma 3. Qualora fossero rilevate non conformità sanzionate penalmente la nota informativa viene inviata anche alla Procura della Repubblica territorialmente competente, quale ipotesi di reato; le non conformità sanzionate amministrativamente seguono invece l’iter procedurale amministrativo della Legge 689/91 che prevede la redazione del verbale di accertamento e contestazione e, superati i tempi di legge in cui il gestore può confutare quanto accertato dall’ente di controllo, l'invio del Rapporto ex art. 17 Legge 689/91 al Prefetto territorialmente competente affinché eroghi la sanzione. Per entrambi i casi la nota informativa per il MATTM include di norma una proposta di diffida affinché il gestore adotti della azioni correttive in un tempo determinato. Tale proposta viene generalmente accolta dall’Autorità Competente che in applicazione del disposto dell’art. 29-decies comma 9, lettere a), b), c), d) a seconda dei casi, intima al gestore di applicare quanto suggerito da ISPRA al fine del superamento delle non conformità rilevate.

Scopo: 
Fornire informazioni sull'attività di vigilanza e controllo svolta da ISPRA presso gli impianti di competenza statale.

Criteri di selezione: 
  • Misurabilità (i dati utilizzati per la costruzione dell'indicatore sono/hanno): 
    Adeguatamente documentati e di qualità nota [Accessibilità]
    Aggiornati a intervalli regolari secondo fonti e procedure affidabili [Tempestività e Puntualità]
    Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
    Una "buona" copertura spaziale
    Una "buona" copertura temporale (almeno 5 anni)
  • Rilevanza e utilità (l'indicatore): 
    È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
    È in grado di descrivere il trend in atto e l'evolversi della situazione ambientale
    È semplice, facile da interpretare
    È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell'ambiente e collegato alle attività antropiche
    Fornisce un quadro rappresentativo delle condizioni ambientali, delle pressioni sull'ambiente o delle risposte della società, anche in relazione agli obiettivi di specifiche normative
    Fornisce una base per confronti a livello internazionale
    Ha una soglia o un valore di riferimento con il quale poterlo confrontare, in modo si possa valutare la sua significatività
  • Solidità scientifica (l'indicatore): 
    È ben fondato in termini tecnici e scientifici
    Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
    Comparabilità nel tempo
    Comparabilità nello spazio

Riferimenti normativi: 
Per gli impianti soggetti al rispetto di tale autorizzazione la normativa di riferimento è il d.lgs. 152/06 e smi, che con il terzo correttivo (D.lgs.128/2010) ha sostituito le disposizioni del d.lgs. 59/2005 “Attuazione integrale della direttiva 96/61/CE relativa alla prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento”, ed una serie di ulteriori aggiornamenti, l’ultimo dei quali il D.lgs. 46/2014 “Attuazione della direttiva 2010/75/UE relativa alle emissioni industriali (prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento)”. Quest’ultimo ha modificato molti aspetti disciplinati dal d.lgs. 152/06, in particolare in materia di applicazione del sistema sanzionatorio al regime AIA (art. 29-quattuordecies).

Obiettivi fissati dalla normativa: 
La normativa non fissa degli obiettivi per il controllo degli impianti, nè riporta modalità operative di dettaglio sull'esecuzione degli stessi ma fissa dei criteri per la definizione del piano annuale dei controlli. Inoltre con l’entrata in vigore del d.lgs. 46/2014 vengono con l’art. 29-decies comma 11-ter definiti i criteri di programmazione, in particolare si indica che “… il periodo tra due visite in loco non deve superare un anno per le installazioni che presentano i rischi più elevati, tre anni per le installazioni che presentano rischi meno elevati, sei mesi per installazioni per le quali la precedente ispezione ha evidenziato una grave inosservanza delle condizioni di autorizzazione".
DPSIR: 
Risposta

Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Efficacia delle politiche (tipo D)

Riferimenti bibliografici: 
Per comprendere l'indicatore si può far riferimento alla pubblicazione sul sito del MATTM della Programmazione annuale dei controlli per l'anno di riferimento, nonchè quanto rendicontato nel "Rapporto controlli ambientali del SNPA - AIA/SEVESO - Edizione 2017" pubblicato sul sito ISPRA alla voce Rapporti del SNPA e riferito ai controlli svolti nel 2016 dal SNPA.

Limitazioni: 
La limitazione dell'indicatore è relativa all'informazione sulle non conformità rilevate di cui si conosce il principio e non il termine, essendo per lo più legate a procedimenti di tipo penale che seguono l'iter delle specifiche Procure.

Ulteriori azioni: 
Non compilato
Frequenza di rilevazione dei dati: 
Continua

Accessibilità dei dati di base: 
http://aia.minambiente.it/ListaProvvedimentiCtrl.aspx.

Fonte dei dati di base: 
ISPRA/ARPA/APPA
MATTM (Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare)

Unità di misura dell'indicatore: 
Numero (n.)
Percentuale (%)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
L'indicatore è stato costruito sulla base delle informazioni acquisite dal sito del MATTM per il numero di impianti vigilati e prendendo a riferimento gli atti amministrativi che attestano l'attività di vigilanza e controllo e i dati raccolti da ISPRA/ARPA/APPA per il numero di impianti ispezionati e per la percentuale degli impianti inottemperanti all’AIA..


Tipo di rappresentazione: 
Grafico
Tabella

Copertura spaziale: 
Nazionale

Copertura temporale: 
2009-2017

Qualità dell'informazione: 
La rilevanza è buona per la finalità informativa dell'indicatore. L'accuratezza dei dati è ottima in quanto sono direttamente rilevati dai rapporti di attività dell'autorità di controllo. Ottime anche le comparabilità nel tempo e nello spazio, per la completezza delle serie temporali e l'uso delle medesime metodologie di rilevazione.

Periodicità di aggiornamento: 
Annuale


Stato e trend: 
Nel 2017 il numero totale di impianti vigilati è risultato uguale a quello del 2016 sebbene da una parte si sia ridotto per le chiusure di alcuni impianti con conseguente cessazione dell’AIA e delle attività di controllo connesse e per il passaggio di competenze di alcune AIA da statali a regionali, mentre dall’altra parte è aumentato in quanto sono state emanate nuove AIA per nuovi impianti e per il passaggio di competenze di alcune AIA da regionali a statali. Il trend positivo, registrato negli anni 2009-2014, ha subito una leggera inversione nel 2015 per ragioni indipendenti dall’attività di controllo, per poi riconfermarsi positivamente sia nel 2016 sia nel 2017.

Commenti: 
Dalla figura 1 è evidente la riduzione nel tempo, dal 2014 ad oggi, del numero totale di impianti soggetti a vigilanza di competenza statale (da 167 a 149), così come si è ridotto in maniera proporzionale il numero di impianti ispezionati a partire dal 2015 (da 98 a 76). Il numero di visite ispettive ordinarie effettuate nel 2017(76) è leggermente inferiore rispetto all'anno precedente, anche per effetto di alcune peculiarità di controllo su alcuni impianti particolarmente rilevanti sia per l'impatto sul territorio, sia sull'ambiente (Tabella 1).
Il numero di inottemperanze rilevate a seguito di visita ispettiva, indicate in termini di numero di diffide disposte dall'Autorità competente (MATTM) su proposta di ISPRA,( Figura 1), mostra una diminuzione rispetto agli anni precedenti (da 34 nel 2016 a 10 nel 2017). Le inottemperanze, in termini assoluti, sono strettamente correlate alle tipologie degli impianti sottoposti a visita ispettiva nell’anno di riferimento e alla specificità di ciascuna AIA; per tale motivo i valori sono poco confrontabili con i dati sulle inottemperanze degli anni precedenti e vanno considerati indicativi dell’attività svolta dagli enti di controllo solo per l’anno in questione. Se si analizzano, invece, le inottemperanze espresse in percentuale rispetto al numero di visite ispettive condotte si può affermare, come si evince dalla figura 2, che la crescita avuta tra il 2014 e il 2016 ha subito un arresto nel 2017 scendendo al 13%.
  • Titolo: Tabella 1: Controlli impianti di competenza statale
    Fonte: Elaborazioni ISPRA su dati ISPRA, ARPA/APPA, MATTM
    Legenda: a impianti controllati su base documentale; b impianti controllati anche con visita in sito
    Tabella 1: Controlli impianti di competenza statale
    Anno Impianti vigilatia Impianti ispezionatib Impianti ispezionati con inottemperanze all'AIA Impianti ispezionati con inottemperanze all'AIA
    n. %
    2009 25 5 2 40
    2010 74 25 5 20
    2011 122 39 11 28
    2012 140 76 19 25
    2013 146 63 13 21
    2014 167 98 26 27
    2015 153 82 27 33
    2016 149 82 34 41
    2017 149 76 10 13
    Fonte: ISPRA
    LEGENDA:
    a impianti controllati su base documentale;
    b impianti controllati anche con visita in sito
  • Titolo: Figura 1: Controlli impianti di competenza statale
    Fonte: Elaborazioni ISPRA su dati ISPRA, ARPA/APPA, MATTM
    Legenda: * impianti controllati su base documentale; ** impianti controllati anche con visita in sito
    Figura 1: Controlli impianti di competenza statale
  • Titolo: Figura 2: Percentuale di Impianti con inottemperanze all'AIA sul totale degli impianti ispezionati
    Fonte: Elaborazioni ISPRA su dati ISPRA, ARPA/APPA, MATTM

    Figura 2: Percentuale di Impianti con inottemperanze all'AIA sul totale degli impianti ispezionati