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EVENTI SISMICI

Abstract indicatore: 
L'indicatore descrive gli eventi sismici avvenuti nell’anno di riferimento dell’Annuario nel territorio italiano, sulla base delle Magnitudo registrate dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV. L’indicatore contribuisce a definire la pericolosità sismica in Italia. Nel 2017 nessun evento sismico ha raggiunto Magnitudo 6. Quattro eventi hanno raggiunto e superato Magnitudo 5, tutti avvenuti il 18 gennaio, con epicentri vicino Capitignano e Barete, in provincia dell’Aquila, nella porzione meridionale dell’area interessata dalla sequenza sismica iniziata il 24 agosto 2016 e non ancora terminata. I terremoti di Magnitudo pari o superiore a 4 sono stati 16, di cui 13 nell'area epicentrale della sequenza del Centro Italia. Gli eventi del 2017, che sono avvenuti in concomitanza con abbondanti precipitazioni nevose, hanno provocato danni essenzialmente nella zona epicentrale su strutture già pesantemente compromesse dai terremoti avvenuti nel 2016. Degno di rilievo è, inoltre, il terremoto che ha colpito l'isola di Ischia il 21 agosto che, seppure di Magnitudo 4, ha procurato molti danni al patrimonio edilizio e 2 vittime.

Descrizione: 
L'indicatore rappresenta gli eventi sismici significativi ai fini del rischio. Viene rappresentata la sismicità sull'intero territorio nazionale, nell'anno di riferimento dell'Annuario, e descritti gli eventi di magnitudo maggiore.


Scopo: 
Definire la pericolosità sismica del territorio italiano sulla base delle Magnitudo registrate. Le informazioni relative all'indicatore sono utili a diffondere le conoscenze sulla pericolosità sismica in Italia, essenziali per una corretta pianificazione territoriale.

Criteri di selezione: 
  • Misurabilità (i dati utilizzati per la costruzione dell'indicatore sono/hanno): 
    Adeguatamente documentati e di qualità nota [Accessibilità]
    Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
    Una "buona" copertura spaziale
    Una "buona" copertura temporale (almeno 5 anni)
  • Rilevanza e utilità (l'indicatore): 
    È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
    È in grado di descrivere il trend in atto e l'evolversi della situazione ambientale
    È semplice, facile da interpretare
    Fornisce una base per confronti a livello internazionale
  • Solidità scientifica (l'indicatore): 
    È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
    È ben fondato in termini tecnici e scientifici
    Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
    Comparabilità nel tempo
    Comparabilità nello spazio

Riferimenti normativi: 
Non compilato

Obiettivi fissati dalla normativa: 
Non esistono riferimenti normativi collegati direttamente all'indicatore. Esistono invece norme sia nazionali che regionali relative alla classificazione sismica e alle costruzioni in zona sismica.
DPSIR: 
Impatto
Stato

Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)

Riferimenti bibliografici: 
http://cnt.rm.ingv.it/
Pignone M., Amato A., Nostro C., 2018. Speciale INGV 2017: un anno di terremoti. https://ingvterremoti.wordpress.com/2018/01/22/speciale-2017-un-anno-di-terremoti/
ISIDe Working Group (INGV, 2010), Italian Seismological Instrumental and parametric database: http://iside.rm.ingv.it;

Limitazioni: 
Non ci sono limitazioni.

Ulteriori azioni: 
Nessuna.
Frequenza di rilevazione dei dati: 
Continua

Accessibilità dei dati di base: 
Facile e continua, tramite http://cnt.rm.ingv.it/

Fonte dei dati di base: 
INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia)
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)

Unità di misura dell'indicatore: 
Magnitudo (M)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Vengono riportate su un GIS le informazioni provenienti da:
- http://cnt.rm.ingv.it/
- ISIDe Working Group (INGV, 2010), Italian Seismological Instrumental and parametric database: http://iside.rm.ingv.it.
Vengono inoltre fornite informazioni relative agli effetti indotti dai terremoti derivate da rilievi ISPRA. Per gli effetti indotti sull'ambiente, fare riferimento all'indicatore Effetti ambientali dei terremoti



Tipo di rappresentazione: 
Mappa
Tabella

Copertura spaziale: 
Nazionale

Copertura temporale: 
2017


Qualità dell'informazione: 
I dati utilizzati per la costruzione dell'indicatore sono standardizzati. L'indicatore, semplice, facile da interpretare, è comparabile nel tempo e nello spazio. La qualità dell'informazione è alta

Periodicità di aggiornamento: 
Annuale


Stato e trend: 
Non definibileLa sismicità del 2017 in Italia è stata condizionata dal proseguimento della sequenza sismica iniziata nell'Agosto 2016 in Centro Italia. Dei 44.459 eventi rilevati dalla Rete Sismica Nazionale dell'INGV nel 2017, circa 37.000 possono essere considerati delle repliche di tale sequenza (Pignone et al., 2018). Sono stati 4.620 gli eventi di magnitudo maggiore o uguale a 2 sull'intero territorio nazionale, comprese alcune decine di eventi avvenuti vicino il confine in territori stranieri vicini (come Francia, Svizzera, Croazia, Albania, ecc.). Gli eventi di Magnitudo Momento maggiore o uguale a 5 sono stati 4, tutti nella zona di Campotosto (AQ). Gli eventi di Magnitudo Momento maggiore o uguale a 4 sono stati 16, di cui 13 nella zona epicentrale della sequenza del Centro Italia. Il terremoto di maggiore energia ha raggiunto Magnitudo 5,5 ed è avvenuto il 18 gennaio, giorno in cui si sono verificati ben 11 eventi di Magnitudo maggiore o uguale a 4 nella parte meridionale dell'area epicentrale della sequenza del Centro Italia (province di L'Aquila e Rieti). Di rilievo è stato, inoltre, il terremoto del 21 agosto avvenuto sull'isola di Ischia (NA) che pur avendo una energia modesta (Magnitudo Momento 3,9 e Magnitudo Durata 4,0) ha causato notevoli danni ad abitazioni e due vittime. Gli effetti ambientali di tale evento sono descritti nell'indicatore Effetti ambientali dei terremoti. Escludendo gli eventi appartenenti alla sequenza del Centro Italia, la distribuzione geografica degli altri eventi sismici sul territorio nazionale risulta, come sempre, confrontabile con quella degli anni precedenti, essendo concentrata essenzialmente lungo tutto l'arco appenninico, la Calabria, la Sicilia settentrionale e orientale e, in minor misura, lungo l'arco alpino (Figura 1). Per l'indicatore in esame non è definibile un trend, in quanto relativo a fenomeni naturali non influenzabili dalle attività antropiche, se non in particolarissime situazioni, statisticamente non rilevanti.

Commenti: 
La sismicità registrata in Italia nel 2017 dalla Rete Sismica Nazionale dell'INGV viene rappresentata in Figura 1, in cui sono riportati i 4.620 eventi di Magnitudo pari e superiore a 2. Tali eventi sono maggiormente concentrati nell’area della sequenza sismica del Centro Italia, dove sono avvenuti anche i terremoti di Magnitudo maggiore. Nello zoom dell'area epicentrale, riportato in Figura 2, si può osservare l'ubicazione dei 4 terremoti che hanno superato Magnitudo 5, nella parte meridionale dell'area interessata dalla sequenza. Dalla figura si può notare come questi 4 eventi si siano succeduti temporalmente spostandosi da Nord verso Sud ed abbiano avuto tutti la stessa profondità ipocentrale. Essi sono avvenuti in concomitanza con abbondanti precipitazioni nevose e hanno provocato danni essenzialmente nella zona epicentrale su strutture già pesantemente compromesse dai terremoti avvenuti nel corso del 2016. Anche gli effetti ambientali sono stati poco rilevanti con qualche riattivazione di movimenti franosi (vedi indicatore Effetti ambientali dei terremoti). La sequenza del 2016-2017 presenta caratteristiche tipiche dei terremoti dell’Appennino centrale e in particolare della zona colpita, dove in tempi storici sono avvenuti terremoti di Magnitudo analoga. In particolare, i due eventi storici più distruttivi noti nell’area sono il terremoto dei Monti della Laga del 1639 (Magnitudo stimata 6,2), che ha raggiunto Intensità MCS IX-X ad Amatrice e VIII-IX ad Accumoli, e il terremoto della Valnerina del 1703 (Magnitudo stimata 6,9), cha ha raggiunto Intensità MCS X ad Accumoli e IX ad Amatrice.
In Figura 3 viene riportato il grafico del numero di terremoti avvenuti in Italia dal 2008 al 2017, in cui si nota che il numero aumenta considerevolmente nel 2009 (terremoto dell'Aquila), nel 2012 (terremoto dell'Emilia) e nel 2016 (Centro Italia). Si può anche notare che nel 2016 il numero è stato più del doppio rispetto al 2009 e al 2012 e che nel 2017 il numero è analogo al 2009 e al 2012. In fatti, nel 2017 la sequenza è stata ancora molto attiva.
Un altro terremoto che ha caratterizzato il 2017 è il terremoto di Ischia del 21 agosto che, pur essendo stato di Magnitudo bassa (Mw 3,9, Md 4,0), ha procurato molti danni al patrimonio edilizio e 2 vittime, presumibilmente a causa dell'ipocentro superficiale (appena 2 chilometri di profondità) e dell'alta vulnerabilità del patrimonio edilizio.
Dalla Figura 1 si può notare anche una concentrazione di eventi nella zona a Nord della Sicilia orientale e di fronte alla Calabria. Ogni anno la zona è interessata da terremoti caratterizzati da elevata profondità ipocentrale, dovuti alla continua subduzione, sotto l'arco calabro, di crosta oceanica. Solo un evento ha superato Magnitudo 4 (Mw 4,3): per la sua notevole profondità (230 chilometri) non ci sono stati risentimenti in superficie.



  • Titolo: Eventi sismici registrati dalla Rete Sismica Nazionale dell'INGV dal 1 gennaio 2017 al 31 dicembre 2017 sul territorio nazionale.
    Fonte: Elaborazione ISPRA di dati INGV (http://cnt.rm.ingv.it/)
    Legenda: Mw = Magnitudo Momento
    Eventi sismici registrati dalla Rete Sismica Nazionale dell'INGV dal 1 gennaio 2017 al 31 dicembre 2017 sul territorio nazionale.
  • Titolo: Eventi sismici registrati dalla Rete Sismica Nazionale dell'INGV nel 2017 in Centro Italia
    Fonte: Elaborazione ISPRA di dati INGV (http://cnt.rm.ingv.it/)
    Legenda: Mw = Magnitudo Momento
     Eventi sismici registrati dalla Rete Sismica Nazionale dell'INGV nel 2017 in Centro Italia
  • Titolo: Figura 3: Distribuzione annuale del numero di terremoti di Magnitudo maggiore o uguale a 2 dal 2008 al 2017
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati INGV (http://cnt.rm.ingv.it/)
    Legenda: Legenda: Mw = Magnitudo Momento
     Figura 3: Distribuzione annuale del numero di terremoti di Magnitudo maggiore o uguale a 2 dal 2008 al 2017