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EVENTI ALLUVIONALI

Abstract indicatore: 
L'indicatore fornisce informazioni sugli eventi alluvionali verificatisi a seguito di fenomeni meteorologici caratterizzati da intense precipitazioni avvenute in Italia nel corso degli ultimi 15 anni (con un excursus che include anche le catastrofi idrogeologiche dal 1951 ad oggi), catalogando i dati pluviometrici, gli effetti al suolo e i danni economici ad essi connessi. Il 2017 è stato contrassegnato da quattordici eventi parossistici caratterizzati da elevati quantitativi di piogge concentratesi spesso nell’arco di una giornata, che hanno causato "flash flood” (alluvioni improvvise) sia in ambito urbanizzato che in ambito rurale. Rotture arginali, esondazioni, fenomeni erosivi, fenomeni di sovralluvionamento, frane, mareggiate costiere hanno da sempre interessato un territorio fragile e contraddistinto da dinamiche attive per proprietà endemiche come quello italiano, che mostra per questo un’elevata propensione al dissesto. Negli ultimi decenni, tuttavia, a questa componente naturale si vanno a sovrapporre gli effetti dovuti sia alla trasformazione che il territorio urbanizzato ha progressivamente subito, sia alle modificazioni che il clima sta mostrando a scala globale, che in Italia si traducono nell’aumento delle temperature, nella contrazione complessiva delle precipitazioni e nella loro anomala distribuzione entro intervalli di tempo estremamente ristretti. Gli effetti delle modificazioni del clima sembrano confermarsi anche per il 2017 caratterizzato da un elevata estremizzazione degli eventi, sia di siccità, sia alluvionali. L’indicatore, oltre al principale obiettivo di catalogazione degli eventi, può offrire un contributo all’esame dell’effetto combinato di fenomeni naturali e modificazioni climatiche e/o territoriali, in parte legate anche alle attività antropiche, per i quali risulta ad oggi piuttosto problematico quantificare le relative componenti.

Descrizione: 
L'indicatore fornisce informazioni sugli eventi alluvionali originati da fenomeni meteorici rilevanti occorsi sul territorio nazionale e ne definisce i più importanti effetti economici. I dati, tratti da rapporti tecnici ISPRA e/o report tecnici delle ARPA e dei Centri Funzionali di Protezione civile e da decreti e delibere in ambito sia nazionale che locale, nel dettaglio riguardano il numero di vittime e l'entità delle risorse necessarie al ripristino dei danni e/o alla mitigazione del rischio (anni 1951 - 2017); per il periodo che va dal 2002 ad oggi, sono fornite informazioni anche sui caratteri pluviometrici degli eventi (durata delle precipitazioni, massima precipitazione nelle 24h, cumulata totale evento), sul tipo dei fenomeni di dissesto e sui principali effetti al suolo, ed infine sui provvedimenti d'urgenza adottati per fronteggiare l'evento o per mitigarne i danni.

Scopo: 
Fornire, nell'ambito dei dissesti idrogeologici a scala nazionale, un archivio aggiornato degli eventi alluvionali, determinati da fenomeni meteorici intensi, evidenziando il loro impatto sul territorio in termini di danni economici e alle persone, anche al fine di una valutazione delle eventuali modificazioni climatiche in corso.

Criteri di selezione: 
  • Misurabilità (i dati utilizzati per la costruzione dell'indicatore sono/hanno): 
    Adeguatamente documentati e di qualità nota [Accessibilità]
    Aggiornati a intervalli regolari secondo fonti e procedure affidabili [Tempestività e Puntualità]
    Facilmente disponibili o resi disponibili a fronte di un ragionevole rapporto costi/benefici
    Una "buona" copertura spaziale
    Una "buona" copertura temporale (almeno 5 anni)
  • Rilevanza e utilità (l'indicatore): 
    È di portata nazionale oppure applicabile a temi ambientali a livello regionale ma di significato nazionale
    È in grado di descrivere il trend in atto e l'evolversi della situazione ambientale
    È semplice, facile da interpretare
    È sensibile ai cambiamenti che avvengono nell'ambiente e collegato alle attività antropiche
    Fornisce una base per confronti a livello internazionale
  • Solidità scientifica (l'indicatore): 
    È basato su standard nazionali/internazionali e sul consenso nazionale/internazionale circa la sua validità
    È ben fondato in termini tecnici e scientifici
    Presenta attendibilità e affidabilità dei metodi di misura e raccolta dati
    Comparabilità nel tempo
    Comparabilità nello spazio

Riferimenti normativi: 
L. 183/89
L. 267/98
Direttiva 2007/60/CE
Direttiva 2000/60/CE

Obiettivi fissati dalla normativa: 
La normativa è finalizzata alla mitigazione dell'impatto delle alluvioni sul territorio. I principali riferimenti normativi nazionali in materia di "alluvioni" sono la L. 183/89 e il D.L. 180/98 (convertito in L. 267/98) e s.m.i.. A livello europeo, i riferimenti fondamentali sono la Direttiva 2000/60 per la protezione delle acque superficiali, di transizione, costiere e sotterranee per una migliore mitigazione degli effetti delle inondazioni e della siccità e, successivamente, la Direttiva 2007/60/CE per la valutazione e la gestione dei rischi di alluvioni.
Al verificarsi di un evento, inoltre, viene dichiarato lo stato d'emergenza con DPCM cui seguono eventuali ordinanze per lo stanziamento dei fondi, sia per la prima urgenza che per interventi di risanamento definitivo dei danni.
DPSIR: 
Impatto
Pressione

Tipologia indicatore: 
Descrittivo (tipo A)
Efficacia delle politiche (tipo D)

Riferimenti bibliografici: 
AA.VV. (1969) - L'evento alluvionale del novembre 1966. Ministero dei lavori pubblici, Ministero dell'agricoltura e delle foreste, Commissione interministeriale per lo studio della sistemazione idraulica e della difesa del suolo. Art. 14 della legge 27-7-1967 n. 632. Roma, Istituto poligrafico dello Stato, 193 pp.
Benedini M., Gisotti G. (2000) - Il dissesto idrogeologico. Previsione, prevenzione e mitigazione del rischio, Scienze e Tecnica,. Carocci ed., Roma.
Cardinali M., Cipolla F., Guzzetti F., Lolli O., Pagliacci S., Reichenbach P., Sebastiani C. & Tonelli G. (1998) - Catalogo delle informazioni sulle località italiane colpite da frane e da inondazioni. Progetto AVI, CNR-GNDCI Pubblicazione n. 1799. 2 Volumi.
Crescenti U. (2003) – Il dissesto idrogeologico in Italia. Scienza e Tecnica, SIPS, anno LXVI – n. 393, maggio 2003, pp. 1-9.
CSFM (1984) – L’alluvione del fiume Taro nel novembre 1982. In Convegno sul dissesto territoriale del novembre 1982 nelle Valli del Taro e del Ceno, Atti del Convegno. Centro Studi per la Flora Mediterranea, Borgo Val di Taro (PR).
FlaNET (1999) – ASEVA. Archivio Storico degli EVenti di carattere Ambientale. A cura della Fondazione Lombardia per l'Ambiente, Milano.
Guha-Sapir D., Below R., Hoyois Ph. (2009) - EM-DAT: The CRED/OFDA International Disaster Database – www.emdat.be – Université Catholique de Louvain – Brussels – Belgium.
Guzzetti F. & Tonelli G. (2004) Information system on hydrological and geomorphological catastrophes in Italy (SICI): a tool for managing landslide and flood hazards. Natural Hazards and Earth System Sciences, Vol. 4:2, 213-232.
Il Giornale della Protezione Civile (Quotidiano on-line, articoli vari).
Leggi, Decreti, Ordinanze dello Stato e delle Regioni.
POLARIS Project (2016) – Rapporto Periodico sul Rischio posto alla Popolazione Italiana da Frane e Inondazioni, pubblicato dall’IRPI (CNR).
Rapporti Tecnici vari pubblicati a cura degli Enti Pubblici (Regioni, Comuni, ARPA)
Siti internet di testate giornalistiche sia nazionali che locali.


Limitazioni: 
La significatività dell'indicatore è limitata all'impatto socio-economico dell'evento alluvionale, mentre non vengono analizzate in questa sede le cause che lo determinano oltre il fenomeno meteorico. Tale parametro potrebbe essere qualitativamente incrementato disponendo di informazioni, ad esempio sull'influenza esercitata dall'azione antropica in termini di fattori predisponenti al dissesto e di amplificazione dei danni. Con la finalità di ridurre tale tipo di limitazione è stato inserita nella Tabella 3 una colonna con la descrizione degli effetti al suolo relativi all'evento alluvionale, che però necessita di una estesa serie storica per poter fornire dati confrontabili e valutabili.

Ulteriori azioni: 
Le limitazioni esposte si riducono progressivamente con la disponibilità, nel tempo, di più dettagliati dati sulla serie storica, anche in considerazione del crescere del numero di anni di osservazione. La situazione potrebbe ulteriormente migliorare in futuro con l'acquisizione di indicazioni per le cause del fenomeno, ovvero, ancora per l'influenza esercitata dal fattore antropico sui danni in base ad un approccio multidisciplinare, in riferimento a quanto definito nella sezione relativa alle limitazioni dell'indicatore. Questa ulteriore azione necessita del coinvolgimento diretto delle strutture locali attualmente fonte dei dati (ARPA, Regioni; Comuni, Province ecc) o di Enti a vario titolo interessati alla loro raccolta e analisi.
Frequenza di rilevazione dei dati: 
Continua

Accessibilità dei dati di base: 
Utilizzati i dati idrometeorologici rilevati dalle ARPA e/o dai Centri Funzionali delle Regioni; utilizzati i dati ed i riferimenti pubblicati in Delibere, Ordinanze e Decreti (a livello nazionale e regionale).

Fonte dei dati di base: 
Amministrazioni locali
APAT (Agenzia per la Protezione dell'Ambiente e per i Servizi Tecnici)
ARPA Piemonte
ARPAL (Arpa Liguria)
ARSSA Calabria
Bollettini Ufficiali
BUR (Bollettini Ufficiali Regionali)
Centri Funzionali di Protezione Civile
CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche)
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)
ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica)
Ministero delle Attività Produttive
MIPAAF (Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali)
Protezione Civile
Province
Regioni
Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare

Unità di misura dell'indicatore: 
Adimensionale
Euro (€)
Millimetro (mm)
Numero (n.)
Ora (h)
Descrizione della metodologia di elaborazione: 
Dopo aver raccolto e rappresentato nelle varie tabelle i dati relativi ai caratteri generali degli eventi, in una successiva fase, per ogni singolo anno è stata calcolata la somma delle vittime ed effettuata una stima dei danni prodotti dagli eventi a scala nazionale. Al fine di renderli confrontabili per anni differenti e fornire un riferimento rispetto all'economia nazionale, i danni sono stati rapportati al valore del PIL (su base ISTAT) dell'anno in cui gli eventi si sono verificati. Si evidenzia che, per il calcolo danno/PIL, nei casi in cui non è stato possibile reperire informazioni in merito alla stima dei danni, viene riportata la cifra riferita ai fondi stanziati.

Core set: 
EEA - CSI
SDGs Indicators

Tipo di rappresentazione: 
Grafico
Tabella

Copertura spaziale: 
Intero territorio nazionale

Copertura temporale: 
1951- 2017

Qualità dell'informazione: 
I dati utilizzati per la costruzione dell'indicatore sono documentati e di qualità nota. L'indicatore, semplice e facile da interpretare, risulta comparabile nel tempo e nello spazio.

Periodicità di aggiornamento: 
Annuale


Stato e trend: 
Non definibileLa Figura 2, che riguarda i dati dal 1951 al 2017, mostra, tranne alcune eccezioni, una generale diminuzione dei danni raffrontati al PIL sino al 2001. Tale cambiamento, oltre che a un miglior sviluppo degli interventi di mitigazione del rischio, potrebbe essere attribuibile anche ad una naturale variazione periodica dell’intensità e della durata dei fenomeni. Tale tendenza sembrerebbe, invece, non avere una continuità all’interno del periodo 2008-2017, nel quale il valore medio relativo al rapporto danno/ PIL mostra delle modeste oscillazioni positive in aumento, soprattutto per il 2014; da tali osservazioni si deduce che, il biennio 2016-2017 sembra mostrare un’anomalia negativa rispetto agli ultimi 5-6 anni precedenti. Questo dato dovrà essere confermato in seguito poichè necessita di un periodo di osservazione più lungo. Nonostante si noti una diminuzione delle vittime provocate dalle alluvioni nel tempo (Figura 1), se si escludono gli eventi di Sarno (1998), di Messina ( 2009) in cui i decessi sono stati peraltro dovuti all'evolversi di fenomeni gravitativi conseguenti all'intenso evento meteorico e di Rigopiano (2017), una valutazione del trend complessivo risulta piuttosto difficoltosa. Tali dati potranno essere confermati solo dopo aver raccolto informazioni che consentano di creare una serie storica utile ai fini di un consolidamento dell’indicatore.

Commenti: 
Nelle Tabelle 1 e 2 vengono riportati esclusivamente dati relativi ai principali eventi alluvionali verificatisi nel corso del 2017, con particolare riguardo ai caratteri generali dei fenomeni (periodo dell’evento, località, bacino idrografico interessato, dati pluviometrici) e agli effetti connessi (tipo di dissesto, eventuali vittime, provvedimenti legislativi adottati per la mitigazione del rischio e per il ripristino dei danni). In base ai dati reperiti, il 2017 è stato caratterizzato da notevoli anomalie climatiche, come l’intensa siccità che ha interessato le regioni centro-settentrionali nel periodo invernale ed estivo e le intense e prolungate ondate di calore, con valori di temperatura anche record per alcune località. Si ricorda a tale proposito la situazione creatasi nei bacini dell’Italia centrale, a causa della quale sono stati adottati in molte province seri provvedimenti di razionamento dei flussi idrici domestici o di prelievo forzato da bacini lacustri (come ad esempio nel caso di Roma e del lago di Bracciano). Nonostante la notevole fase siccitosa, che ha interessato anche le regioni del centro-nord italiano, a conferma dei dati che negli ultimi decenni indicano una modifica delle quantità delle precipitazioni sempre più distribuite con quantità notevoli concentrate in tempi brevi, si sono registrati numerosi picchi con elevati valori cumulati (sino quasi 600 mm in Friuli Venezia Giulia ad aprile e 500 mm in Emilia Romagna a dicembre), che hanno prodotto sia eventi alluvionali sia eventi franosi). Alcuni di questi, come l’evento idraulico di Livorno o il dissesto valanghivo di Rigopiano-Farindola (non censito nel presente indicatore) hanno avuto conseguenze disastrose anche in termini di perdita di vite umane. Nel complesso su 14 eventi catalogati, più della metà ha avuto una durata di circa 24 ore, confermando il trend generale di una predominanza di piogge alluvionali concentrate in poche ore, alternate a periodi con meno episodi e/o con anomalia negativa. Tali calamità atmosferiche di breve durata, oltre la metà delle quali caratterizzate da più di 200 mm di precipitazione, sono state causa di improvvise flash flood con conseguenze nefaste sia in termini di vite umane (8 decedute a Livorno; 29 nella valanga di Rigopiano), sia in termini di effetti al suolo e di danni materiali. Nel corso del 2017, per l’intensità dei fenomeni meteorici, l’areale delle zone interessate, l’entità dei danni ed il numero delle vittime, è possibile identificare 4 eventi maggiori: il primo, a gennaio, ha riguardato principalmente l’Abruzzoe anche il Molise, dissesti di tipo valanghivo (il già citato evento di Rigopiano) e successivamente fenomeni alluvionali e franosi si sono prodotti sia a seguito di brevi ed eccezionali precipitazioni solide, sia per la successiva concomitanza dello scioglimento del manto nevoso per improvviso rialzo termico con sovrapposizioni di nuove precipitazioni liquide; il secondo ha interessato il Friuli Venezia Giulia, nel mese di aprile, ed ha presentato i massimi quantitativi di precipitazione cumulati (575 mm) e la maggior durata tra gli eventi 2017 (72 ore); il terzo ha interessato, a settembre, la provincia e la città di Livorno, dove ingenti danni materiali e perdite di vite umane sono stati provocati da fenomeni di eccezionali precipitazioni, predisposti da carenze nella gestione dei corsi d’acqua del reticolo idrografico minore, se non anche da evidenti errori nella programmazione territoriale; il quarto, infine, ha avuto la maggiore estensione territoriale tra gli eventi del 2017, interessando nel mese di dicembre principalmente l’Emilia Romagna ed il settore montano della confinante Liguria. La Tabella 3 mostra una sintesi delle principali alluvioni avvenute in Italia nel 2017, in relazione alle stime dei danni rapportate al PIL dello stesso anno, con un riepilogo dei principali effetti al suolo (esondazioni, frane, rotture arginali, sormonti arginali, sifonamenti, erosioni spondali, ecc.). Per un completo confronto con i dati relativi agli anni prima del 2017, si rimanda a quanto riportato nelle precedenti edizioni dell’Annuario ma, per quanto riguarda le vittime causate dagli eventi e il danno rapportato al PIL, si può fare riferimento rispettivamente alle Figure 1 e 2.
Infine, la Tabella 4 mostra una sintesi dei dati relativi ai bacini imbriferi interessati, in termini di fondi stanziati e provvedimenti legislativi adottati, in forma disaggregata per le regioni interessate da uno o più eventi, al fine di fornire un quadro riepilogativo a scala locale.
In conclusione, si ritiene opportuno ricordare che, per ciò che concerne le tabelle e le figure mostrate nella presente edizione, l’emanazione di alcuni decreti nel corso del 2018 potrebbe modificare parzialmente il quadro attualmente definito. Eventuali aggiornamenti verranno presentati nella prossima edizione dell’Annuario o non appena si renderà necessario.

  • Titolo: Tabella 1: Caratteri pluviometrici degli eventi alluvionali avvenuti nel 2017
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati: Dipartimento Nazionale della Protezione Civile; Centri Funzionali Regionali di: Molise, Toscana, Valle d’Aosta, Lazio; Regione Abruzzo; Regione Calabria; SIAS-Regione Sicilia; LAMMA-Regione Toscana; OSMER-Friuli Venezia Giulia; Protezione Civile Regione Emilia Romagna; ARPA Veneto; www.ilgiornaledellaprotezionecivile.it.

    Note: *Per quanto riguarda l'evento che ha interessato la Regione Emilia Romagna sono stati utilizzati anche i dati pluviometrici rilevati in una stazione meteorologica della Regione Liguria in un'area limitrofa a quella analizzata.
    Periodo evento Regione Province Bacino idrografico Durata complessiva precipitazioni h PluviometroMassima precipitazione gioranliera mm/24h PluviometroPrecipitazioni totali (cumulata evento) mm
    15-20/1/17 Molise CB Trigno, Biferno, Fortore, Sinarca >100 92 mm Ponte Caparafica -Montemitro (CB) 168 mm Montemitro (CB)
    15-18/1/17 Abruzzo AQ, PE, TE, CH Tordino, Vomano, Aterno-Pescara >100 129 mm Teramo (TE) 290 mm Pescara (PE)
    21-23/1/17 Sicilia PA, CT, AG, ME, TP, RG Carboj, Torto, Simeto, Alcantara, Fiumedinisi, Platani 36 148,6 mm in 15 ore Sciacca (AG) 152 mm Sciacca (AG)
    22-25/1/17 Calabria CZ, KR, CS, RC, VV T. Alli, T. Allaro, Lao, Crati, Corace, Neto, Tacina, Mesima, Trionto 40 201mm Catanzaro (CZ) 270 mm Sellia Superiore (CZ)
    26-28/4/17 Friuli Venezia Giulia PN, UD, TS Tagliamento, Natisone, Isonzo, Livenza 72 281,8 mm Chievolis (PN) 575 mm Chievolis (PN)
    25/6/17 Veneto TV, VI, BL, VR Piave 24 110 mm Follina (TV) 110 mm Follina (TV)
    28/6/17 Lombardia LC, MI, CO, BS, BG Adda, Seveso, Lambro 24 114,3 mm Lecco-Barzio (LC) 114,3 mm Lecco-Barzio (LC)
    5/8/17 Veneto BL T. Bigontina, T. Gere, F. Piave <24 102 mm in 1 ora Cortina d'Ampezzo (BL) 110,4 mm Auronzo di Cadore (BL)
    8/8/17 Valle d'Aosta AO T. Vofrede, T. Buthier d’Ollomont, T. Berruard, T. Enfer <24 67,6 mm Champorcher (AO) 67,6 mm Champorcher (AO)
    9-10/9/17 Toscana LI, FI, PI F. Arno, Riomaggiore, Rio Ardenza, T. Chioma, T. Tora, T. Ugione <24 230 mm in 3 ore Staz.Quercianella-Livorno (LI) 266,6 mm Staz.Valle Benedetta-Livorno (LI)
    10/9/17 Lazio RM Tevere, Aniene <24 100,2 mm in 3 ore Roma Macao (RM) 113 mm Roma Sud (RM)
    5-6/11/17 Calabria KR, RC, CS, CZ, VV Coscile, Esaro, Ancinale, Crati 24 80 mm in 3 ore Reggio Calabria (RC)
    5-7/11/17 Campania CE, SA, BN, AV Sarno, Sele, Solofrana, Irno 36 213,3 mm in 24 ore Cetara (SA) 262,3 mm Cetara (SA)
    15/11/17 Abruzzo AQ, CH, TE, PE Pescara, Pescarino, Alento, Saline, Fino, Tordino, Vomano 24 153 mm in 7 ore Castelnuovo Vomano (TE) >200 mm Atri (TE)
    10-12/12/17 Emilia Romagna PR, RE, PC, MO, BO, FC, FE Trebbia, Taro, Parma, Enza, Secchia, Panaro, Reno 48 214,6 mm Bedonia (PR) 441 mm Succiso (RE)-507 mm Cabanne (GE)*
  • Titolo: Tabella 2: Aspetti generali e normativi degli eventi alluvionali avvenuti nel 2017
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati: Dipartimento Nazionale della Protezione Civile; Centri Funzionali Regionali di: Molise, Toscana, Valle d’Aosta, Lazio; Regione Abruzzo; Regione Calabria; SIAS-Regione Sicilia; LAMMA-Regione Toscana; OSMER-Friuli Venezia Giulia; Protezione Civile Regione Emilia Romagna; ARPA Veneto; MiPAAF; Atti e Decreti del Governo della Repubblica (pubblicati su G.U.); Atti e Decreti delle Giunte Regionali; http://www.protezionecivile.it; www.ilgiornaledellaprotezionecivile.it; http://polaris.irpi.cnr.it/.
    Legenda: I= Idraulico; F= Franoso; C= Costiero
    Note: ^Friuli: Fondo progettazione per il contrasto al dissesto idrogeologico (MATTM) *Abruzzo: Danni complessivi stimati per emergenza sisma, eccesso neve ed eventi alluvionali **Calabria: Fondi Settore Difesa Suolo previsti con Legge Stabilità Regionale 2018 (€ 56.000.000,00) ***Veneto: unico stanziamento per gli eventi alluvionali di aprile e giugno
    Periodo evento Regione Tipo di dissesto Perdita manufatti Ordinanze di sgombero abitazioni Vittime/Dispersi Feriti Risorse necessarie al ripristino (€) Provvedimenti legislativi Fondi stanziati con Ordinanza/Delibera (€)
    15-20/1/17 Molise I Si No 0 0 € 99,006,314 Del. Dichiarazione stato di emergenza del 16/6/2017OCDPC n. 481 dell'11/9/2017Determinazione Dirigenziale N. 5509 del 09/11/2017 (Reg. Molise) € 5,400,000
    15-18/1/17 Abruzzo* I, F Si Si 29 (valanga) 0 € 772.000.000 (Reg. Abruzzo) OCDPC n. 441 del 21/3/2017Delibera di Giunta Regionale n. 753 del 15/12/2017 € 42.536.321,59 (Fondi DPC)€ 63.000.000 (Interventi Difesa Suolo-Reg. Abruzzo)
    21-23/1/17 Sicilia I, F Si No 1 0 € 30,879,578 Del. Dichiarazione stato di emergenza del 10/7/2017OCDPC n. 472 del 4/8/2017 € 8,000,000
    22-25/1/17 Calabria** I, F Si Si 0 0 € 108,758,274 Del. Dichiarazione stato di emergenza del 24/5//2017OCDPC n. 473 del 4/8/2017 € 22.000.000 (Fondi DPC) € 56.000.000 (Legge Stabilità 2018)
    26-28/4/17 Friuli Venezia Giulia I, F Si No 0 0 € 1,600,000 Legge Regionale n. 37 del 10/11/2017 € 800.000^ (MATTM) € 485.000 (ProtCiv. Friuli)
    28/6/17 Veneto*** I, F No No 0 0 € 12,312,842 Decreto Presidente Giunta Regionale n. 115 del 19/7/2017Del. Dichiarazione stato di emergenza del 22/12/2017OCDPC n. 515 del 27/3/2018 € 6,700,000
    28/6/17 Lombardia I No No 0 0 € 200.000 (Danni agricoli in prov. LC) DM (MiPAAF) n°27844 del 30/10/2017
    5/8/17 Veneto*** I, F Si Si 1 (colata detritica) 0 € 12,312,842 Del. Dichiarazione stato di emergenza del 22/12/2017OCDPC n. 515 del 27 marzo 2018 € 6,700,000
    8/8/17 Valle d'Aosta I, F Si No 0 0 € 7,887,156 Del. Dichiarazione stato di emergenza del 28/9/2017 € 3,000,000
    9-10/9/17 Toscana I, F Si Si 8 0 € 56,188,554 Decreto Presidente Giunta Reg. n. 137 dell'11/9/2017Delibera Giunta Regionale n. 978 del 13/9/2017 Del. Dichiarazione stato di emergenza del 15/9/2017OCDPC n. 482 del 20/9/2017 Ordinanza Commissario Deleg. n.46 del 25/9/2017 Legge Regionale n. 53 del 29/9/2017OCDPC n. 491 del 29/11/2017 OCDPC n. 494 del 28/12/2017 € 15.570.000 (DPC) € 20.000.000 (Reg. Toscana)
    10/9/17 Lazio I Si No 0 2 Determinaz. Direz. Reg.le Difesa Suolo n. G01763 del 14/2/2018Ordinanza n. 202 del 10/9/2017 (Comune Ardea) € 17.000.000 (Piano investimenti Roma Capitale, Annualità 2018, Dissesto idrogeologico)
    5-6/11/17 Calabria** I, F No Si 0 0 Delibera Consiglio dei Ministri del 10/11/2017Legge Regionale n. 55 del 22/12/2017 € 56.000.000 (Legge Stabilità 2018)
    5-7/11/17 Campania I, F Si Si 0 0 € 289,037,162 Delibera Giunta Regionale n. 822 28/12/17
    15/11/17 Abruzzo* I, F, C Si Si 0 0 Delibera di Giunta Regionale n. 753 del 15/12/2017 Delibera di Giunta Regionale n. 782 del 20/12/2017 € 43.100.000,00 (Difesa Suolo, Reg. Abruzzo)
    11-12/12/17 Emilia Romagna I, F, C Si Si 0 0 € 105,000,000 Decreto Presidente della Giunta Reg.le n. 213 del 15/12/2017Del. Dichiarazione stato di emergenza del 29/12/2017OCDPC n. 503 del 26/1/2018 € 10,000,000
  • Titolo: Tabella 3: Danni ed effetti al suolo degli eventi alluvionali avvenuti nel 2017
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati e informazioni: Dipartimento Nazionale della Protezione Civile; Centri Funzionali Regionali di: Molise, Toscana, Valle d’Aosta, Lazio; Regione Abruzzo; Regione Calabria; SIAS-Regione Sicilia; LAMMA-Regione Toscana; OSMER-Friuli Venezia Giulia; Protezione Civile Regione Emilia Romagna; ARPA Veneto; Testate giornalistiche: La Repubblica, Il Corriere, Il Centro, Il Gazzettino.

    Note: *Per maggiori dettagli concernenti il finanziamento e la programmazione degli interventi conseguenti agli eventi alluvionali si veda il documento "Piano dei primi interventi urgenti di protezione civile del territorio regionale" redatto dall'Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile della Regione Emilia Romagna. Per quanto riguarda i dati (e le rispettive fonti) relativi agli anni dal 1951 al 2016 occorre fare riferimento alle precedenti edizioni dell’Annuario dei Dati Ambientali ISPRA.
    Periodo evento Regione Vittime e dispersi n. Risorse necessarie al ripristino (€) Principali effetti al suolo Danno complessivo stimato/PIL (%)
    15-20/1/17 Molise 0 € 99,006,314 I più evidenti effetti al suolo si sono manifestati nell'ondata di maltempo che ha investito la provincia di Campobasso attorno al 15 gennaio, con accumulo idrologico nei bacini idrografici causato da precipitazioni nuove (liquide al di sotto dei 1000 m, in media) e scioglimento di parte del manto nevoso deposto nella settimana precedente sino a quote di bassa collina. Il bacino maggiormente interessato è stato quello del Biferno, dove per la gestione della diga del Liscione sono state necessarie manovre di alleggerimento della portata a monte, che hanno ridotto di molto gli effetti della piena a valle. Nello stesso bacino del Biferno e in quelli del Trigno e del Fortore, i maggiori effetti al suolo sono stati prodotti dall'esondazione degli affluenti Sinarca, Rio Vivo, Musa e Vallone Cerreto. Interrotta la circolazione stradale in molti punti delle arterie statali e provinciali, soprattutto nelle aree costiere di Termoli (località ex mattatoio, con alcune famiglie isolate) Campomarino e Portocannone: Chiuse per allagamenti e frane la SS 16 Adriatica (km 553-559, bivio Guglionesi), la 647 Bifernina (km 68, 72, 74), la SS 87 (comune di Larino). 0.005784
    15-18/1/17 Abruzzo 29 (valanga) 772,000,000 Nella parte settentrionale della regione le precipitazioni sono state prevalentemente solide, sino a quote costiere, mentre nella provincia di Chieti e nella costa pescarese una prima parte dell'evento è stata caratterizzata da copiose nevicate (si ricordi il luttuoso evento dell'Hotel Rigopiano), mentre nella seconda parte al di sotto dei 500 m le precipitazioni sono divenute liquide, cosicchè, per scioglimento del manto nevoso, nelle aste fluviali si sono sommati i contributi idrologici delle due fasi. A Chieti si è verificata una frana in via Trieste del Grosso, dove diverse automobili sono state travolte e distrutte. Nella notte tra il 17 e il 18 si registra l'esondazione del fiume Pescara in tutto il tratto cittadino e in alcuni punti del tratto immediatamente precedente. Esondato nei tratti terminali del corso anche il Saline; allagati settori degli abitati costieri di Pineto, Montesilvano e Francavilla. In tutte le provincie di Pescara e Chieti 200.000 residenti sono restati per giorni senza luce e telefono a causa delle lesioni alle centraline elettriche e telefonia. 0.045103
    21-23/1/17 Sicilia 1 € 30,879,578 Le aree maggiormente colpite dall'evento sono state quelle di Linguaglossa-Pedara in provincia di Catania e di Sciacca in provincia di Agrigento. I maggiori effetti al suolo si sono regiastrati a Sciacca, dove, nel centro abitato si sono avuti l’esondazione dei torrenti Foggia, San Marco e Cansalamone, numerose frane e smottamenti, allagamenti di caseggiati, danni al sistema viario, fognario e della rete elettrica e telefonica Interessate pesantemente le attività agricole con allagamenti alle aree coltivate (a d esempio nella Contrada Piana e nella frazione S. Bartolo) esondazioni di piccoli corsi d'acqua minori e fenomeni erosivi con diffuse piccole frane superficiali. Sempre a Sciacca, dal punto di vista economico i danni più rilevanti sono stati a carico del sistema della viabilità rurale, a causa di frane e smottamenti che non permettono l’accesso alle aziende. A Catania le precipitazioni hanno provocato l'esondazione del torrente Forcile che ha allagato alcune aree della Zona industriale. Sempre in provincia di Catania, per una frana, due tratti della strada statale 194 sono stati chiusi al traffico per la presenza di detriti sulla carreggiata; chiusi al traffico anche due tratti compresi tra il chilometro 54 e il chilometro 61 e tra il 69 e l'84, tra le località di Monterosso Almo e Vizzini.. Nel ragusano è tracimato il canale circondariale del consorzio di bonifica nell'Ispicese, dove sul ponte di Contrada Cozzo Muna si sono evidenziati fenomeni ostruttivi che hanno bloccato il flusso per la presenza di accumuli di vegetazione alti sino 30 metri. 0.001804
    22-25/1/17 Calabria 0 € 108,758,274 Particolarmente interessate dai fenomeni sono state la provincia catanzarese e la costiera ionica in genere, con fenomeni sia di esondazione, sia di dissesto geomorfologico. In provincia di Catanzaro, con fenomeni franosi sulla circonvallazione di Girifalco; a Petronà si è verificata una frana sulla strada provinciale; a Squillace è esondato il Torrente Alessi. A Catanzaro, i fenomeni di dissesto localizzati hanno determinato ancora una volta, dopo il 2013, la rottura dell'acquedotto comunale di Santa Domenica. Nel reggino è stato isolato il comune di Portigliola, a causa di una frana che si è verificata sulla strada provinciale che porta al paese. A Stilo sono stati attuati provvedimenti di evacuazione a causa dell’esondazione del torrente Stilaro. La SS106 Jonica Reggio Calabria-Taranto è stata chiusa temporaneamente al traffico in diversi tratti, tra cui Caulonia per alcune crepe apertesi sull’asfalto del ponte sulla fiumara Allaro, in parte gia’ dissestato nel corso dell’alluvione del novembre 2015. 0.006354
    26-28/4/17 Friuli Venezia Giulia 0 € 1,600,000 Sono state maggiormente interessate le province di Udine, Trieste e, soprattutto, Pordenone. A Coseano (Udine) è stata interrotta per allagamento la strada provinciale 114. A Castelnovo del Friuli (Pordenone) si sono verificati numerosi piccoli dissesti con formazione di accumuli di detriti e vegetazione che hanno occupato la carreggiata della Strada Provinciale; a Sequals (Pordenone), si è verificato un movimento franoso con caduta di alberi sulla strada che porta a Solimbergo; a Traversio, nella stessa area provinciale, piccole frane hanno interroto la percorribilità della strada provinciale per Celante, nei pressi di Paludea. Di grande rilievo le piene del Tagliamento, Isonzo e Livenza, che comunque non hanno originato effetti al suolo di elevata gravità. 9.3E-05
    25/6/17 Veneto 0 € 12,312,842 Le province maggiormente interessate sono state quelle di Belluno, Vicenza e Treviso, mentre l'asta valliva più coinvolta da effetti al suolo è stata quella del bacino del Piave. Nel vicentino, ad Enego, in via Fosse di Sotto, a causa delle forti precipitazioni e la conseguente rottura dei servizi di raccolta e smaltimento delle acque superficiali si e’ formato un canale naturale che ha compromesso la tenuta dei muri di sostegno, trascinando a valle terrapieni e terre di riporto; ricoperti e lesionati dai detriti , fango e acqua i piani bassi di tre abitazioni per l’altezza media di un metro; non sono state coinvolte persone. A Cismon del Grappa, in un grande sottopasso allagato è rimasto bloccato un pulmann, il cui autista è stato salvato dai Vigili del Fuoco. A Vittorio Veneto, ingenti danni ai piccoli manufatti e alle autovetture sono stati prodotti da una violenta grandinata con granuli di ghiaccio di diametro sino a 5 centimetri. Nelle province di Belluno, Treviso e Vicenza i vigili del fuoco hanno dovuto effettuare più di 130 interventi di soccorso per allagamenti, frane, piccole colate di terra localizzate e alberi caduti sulla sede stradale. 0.000719
    28/6/17 Lombardia 0 € 200.000 (Danni agricoli in prov. LC) In Lombardia l'evento meteo ha determinato essenzialmente effetti al suolo dovuti a fenomeni di esondazione dei corsi d'acqua minori e di allagamento di punti particolarmente sensibili della rete di smaltimento delle acque superficiali. L'area maggiormente interessata è stata quella di Lecco, dove in alcuni punti è esondato il Torrente Grigna, mentre il sottopasso del ponte ferroviario di corso Carlo Alberto è stato chiuso dopo che, come spesso accade, è stato sommerso dall’acqua piovana ed un’auto è rimasta in panne, mentre l’automobilista veniva tratto in salvo. Sempre a Lecco è stato allagato anche l’ingresso della galleria della Lecco-Ballabio. Allagata anche l’uscita della galleria Monte Piazzo a Colico, sulla Statale 36. Ancora a Lecco, in molti tratti stradali cittadini, diversi tombini sonostati sollevati con conseguente formazione di allagamenti superficiali. A Germanedo è esondato il Torrente Resegone, allagando viale Montegrappa, dove è stata pesantemente manomessa ed asportata parte del manto stradale.Anche il capoluogo Milano è starto interessato dall'evento ed il Seveso nel tardo pomeriggio ha iniziato ad esondare nella zona di Niguarda e via Valfurva è stata invasa dall’acqua proveniente dalle vasche di contenimento del fiume. In provincia di Como, a Blevio, sono state fatte sgomberare circa dieci persone a causa dell'esondazione di tre torrenti, mentre a Bene Lario e a Valsolda sono venute giù due frane. 1.1E-05
    5/8/17 Veneto 1(frana) 12312842 (cumulato con evento 28/6/17) Le aree maggiormente colpite sono quelle della zona del Monte Cristallo, nell'area di Cortina D'Anpezzo. Interrotta la Strada Statale dolomitica in tre punti: a Rio Gere, al Lago Scin e ad Alverà. Una donna che transitava in auto è stata travolta ed uccisa da una colata detritica incanalatasi nell'alveo del torrente Bigontina. Una colata rapida, con caratteri locali da dbris fllow, verificatasi nel settore sottostante la località Staulin ha riversato acqua, massi, fango e detriti in direzione dell'abitato di Alverà, interessando l'area nei pressi della chiesa di Santa Giuliana, che risulta fortemente danneggiata. Il torrente Bigontina è straripato in più punti provocando l'allagamento dei piani terra dei seminterrati con oltre un metro di acqua mista a fango e detriti. 0.000719
    8/8/17 Valle d'Aosta 0 € 7,887,156 L'evento ha principalmente coinvolto l'area a nord di Aosta, nella Valpelline. I maggiori effetti al suolo sono stati costituiti da piene improvvise e di breve durata ("flash-flood") o da colate rapide con carico solido misto (debris-flow"). Ad Ollomont le colate si sono riversate nel torrente Berruard, che è esondato ed ha ricoperto di detriti vari la strada comunale per By e per Glacier. Successivamente, con la presa in carico del materiale da parte del torrente Buthier d’Ollomont, è avvenuto l'alluvionamento delle frazioni sottostanti Vaud, Vouèces, Court, Fontaine e Rey. Un'altra colata ha depopto notevoli masse di detriti vari nel bacino del torrente Enfer. A Gignod, in località Savin, una frana superficiale ha determinato lo sradicamento di una decina di alberi e deposizione di detriti e vegetazione sottostante strada poderale, interrompendola. A Saint-Rhémy-en-un fenomeno analogo ha coinvolto l'impluvio del torrente Bellecombe, e poi bloccato la vicina poderale. 0.00046
    9-10/9/17 Toscana 8 € 56,188,554 Gli effetti più eclatanti di questo evento, che hanno comportato anche la perdita di 8 vite umane, si sono avuti a Livorno e nel suo territorio provinciale, principalmente lungo il corso dei due torrenti Rio Maggiore e Ardenza. Il capoluogo è stato interessato dalla piena del Rio Maggiore e del torrente Ardenza, i cui effetti sono stati esaltati dalla presenza di un notevole deposito solido e resti di vegetazione, presi in carico dai torrenti nei tratti montani per effetto di numerosi fenomeni di colata rapida di fango e detriti, accompagnati da erosioni spondali e instabilità generalizzata delle sponde. Il carico solido ha determinato fenomeni ostruttivi e provocato il danneggiamento di molti ponti, tra cui uno in località Limoncino e l'altro in Via Remota. Sempre nel tratto cittadino l’esondazione dell'Ardenza, all’altezza dell'omonima via, ha provocato allagamenti in corripsondenza di tutto il tratto tombato fino alla foce. 4 Delle vittime erano appartenenti allo stesso nucleo familiare e vivevano in un seminterrato sito nei pressi del Rio maggiore. Molti allagamenti sono stati causati dal collasso del reticolo fognario, rivelatosi insufficiente rispetto alla quantità di piogge verificatesi A questo si aggiungono i gravi allagamenti e dissesti generalizzati nei pressi del Santuario di Montenero. In località Chioma il torrente Quercianella è esondato nel suo tratto terminale, con conseguenti effetti nei pressi della linea ferroviaria; l’onda di piena ha poi pesantemente lesionato il ponte all’altezza di via Puccini, in corrispondenza della foce isolando alcune abitazioni. In provincia di Livorno, nel comune di Rosignano Marittimo i maggiori effetti sono stati provocati dall'esondazione del torrente Chioma, che ha trascinato fino al mare numerose auto, lesionando un ponte e determinando danni strutturali ad alcuni fabbricati. L'abitato di Collesalvetti è stato interessato dall’esondazione del torrente Ugione, con coinvolgimento dell'area industriale di Stagno, dovesi è verificato lo sversamento di gasolio e di prodotti petroliferi del sito Eni. 0.003282
    10/9/17 Lazio 0 / In via del Foro Italico, sull’Olimpica, è crollata la pensilina di un distributore di benzina schiaccaindo alcune auto e provocando il ferimento di due persone. Oltre cento gli interventi dei vigili del fuoco, che hanno dovuto liberare auto intrappolate nel fango e salvare conducenti a Ponte Milvio, sull’Ardeatina e a Ponte Mammolo. In zona Boccea si è aperta una voragine. A Trigoria strade interrotte per la caduta di cavi elettrici; chiusi viale Vaticano per dissesto del manto stradale, lo svincolo di Colleferro sull’A1 Roma-Napoli, un settore della via Cassia all’altezza di Le Rughe e l’Ostiense nei pressi di Castel Fusano (direzione Ostia). Il trasporto pubblico ha subìto pesanti ripercussioni con la deviazione di molte linee di superficie a seguito della chiusura di alcune strade e l'interruzione sulla linea A della tratta Termini-Battistini e sulla linea B del tratto Eur Palasport-Laurentina. Sul litorale romano, a Fiumicino si è allagata anche la sede del Comune. Ad ad Ostia Lido sono stati allagati numerosi garage e seminterrati. In provincia di Roma particolarmente colpite le zone di Fonte Nuova e di Monterotondo, molti i disagi segnalati ai Castelli. Due frane si sono verificate sulla via Pontina: una tra Tufetto e Fossignano, in direzione Terracina; l’altra tra Strampelli e Ardeatina, in direzione Roma. A Tor San Lorenzo allagate le scuole di via Campo di Carne e di via Tanaro. /
    5-6/11/17 Calabria 0 / La grande quantità di pioggia caduta tra le 4 e le 7 del mattino sulla città di Reggio Calabria ha provocato allagamenti, il collasso della rete fognaria con il conseguente sollevamento dei tombini e vari incidenti stradali. Piazza della Pace, nella zona sud della città, è stata completamente sommersa dalle acque. In tilt anche la rete ferroviaria, con disagi tra Bagnara e Villa San Giovanni e rallentamenti sulla tratta Eccellente - Rosarno (via Tropea) e tra Nicotera e Ricadi, nel Vibonese. Nel Crotonese si sono verificati allagamenti nel capoluogo e frane superficiali nel territorio di Petilia Policastro.Violenti mareggiate soprattutto lungo la costa Jonica, con inondazione di tratti di lungomare nel reggino e nel crotonese.
    5-7/11/17 Campania 0 € 289,037,162.00 I fenomeni meteorici più intensi hanno colpito le zone dell’alto Casertano e della Valle Telesina, determinando a monte la formazione di colate fangoso-detritiche chesi sono incanalate nelgi impluvi torrentizi raggiungendo poi i centri abitati più in basso, come nel caso di Positano e Angri. Allagamenti di sottopassi, scantinati e garage anche nella zona di Baronissi e Mercato San Severino, così come nella città di Salerno.Il Torrente Solofrana ha rotto l’argine, per una lunghezza di circa 30 metri, in località Fimiani nel comune di Castel San Giorgio, andando ad allagare le campagne circostanti.Nella frazione Parrelle nel comune di Montoro una frana formata da materiale detritico-fangoso si è staccata dal versante orientale del Monte Salto invadendo la strada provinciale ed alcuni parcheggi privati.Allagamenti anche ad Avellino, soprattutto nella parte bassa della città, con idrovore in funzione per liberare dall’acqua garage ed esercizi commerciali. 0.016886
    15/11/17 Abruzzo 0 / I maggiori effetti si sono prodotti nelle aree costiere del teramano, pescarese e chietino per esondazione di alcuni corsi d'acqua del reticolo minore e formazione di numerosi fenomeni franosi di diversa tipologia e dimensioni. Una donna è stata travolta ed è rimasta intrappolata con la sua auto tra due piccole frane verificatesi Lungo la Ss 81 Piceno-Aprutina, nei pressi di Cellino Attanasio (Teramo). Un'altra frana è avvenuta in località Sciarra di Atri (Teramo). Dissesti e/o criticità idrauliche hanno interessato le seguenti strade in provincia di Teramo: Sp 45/a località Cervano, frana a valle; Sp 42 località san Giorgio, deposizione di massi in carreggiata; Sp 49 località Valle Castellana, ancora con massi in carreggiata; s.p.553 località intersezione Cellino-Tre Ciminiere, allagamento di sottopassaggi; sp 553 località Sant’Antonio, cedimento della sede stradale per frana a valle; s.p.30 e 31 zona Castilenti, interessata da piccole frane; s.p.23 zona Cellino Attanasio, con allagamenti; sp 28 località bivio Mutignano, Atri-Pineto interrotta per frana. La Ss 16 Nazionale Adriatica è stata allagata in alcuni tratti fra Silvi. A Sambuceto di San Giovanni Teatino, lo straripamento di un canale in via Dragonara ha allagato il pian terreno e i seminterrati di diverse abitazioni. A Chieti, una piccola frana nell'area cittadina ha interrotto la viabilità in via per Popoli, di collegamento tra la parte alta e la parte bassa della città. Una frana superficiale si è verificata anche in contrada Feudo nel Comune di Bucchianico. /
    11-12/12/17 Emilia Romagna* 0 € 105,000,000 L'area interessata da criticità idraulica e geomorfologica ha riguardato una notevole parte del territorio emiliano situato nelle provincie di Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Modena e Bologna, ma anche la provincia di Ferrara, specialmente lungo costa a causa dell'intensa mareggiata. In provincia di Piacenza le piene dei fiumi Aveto, Trebbia e Nure hanno causato danni alle opere di difesa idrauliche e complementari, per azione meccanica del materiale lapideo preso in carico dall'onda di piena. Nel Parmense, nei tratti montani dei fiumi Taro, Parma e Baganza fenomeni erosivi durante le piene hanno causato danni alle opere idrauliche poste a protezione degli abitati, come a Giare di Corniglio, Langhirano e Chiastrone (fiume Parma). Sempre a Corniglio sono state lesionate anche opere di protezione del piede dell'omonima frana. Danneggiati argini e difese spondali anche a Calestano- località Marzolara a monte del ponte (torrente Baganza), località Lago Tornadore-Valmozzola, località Pometo-Tornolo e località Casello di Bedonia (torrente Taro). In pianura i fiumi Parma e Taro sono invece esondati in diversi punti, come nell'interporto di Parma e nella zona industriale di San Secondo Parmense. In provincia di Reggio Emilia, il fiume Secchia è esondato nella zona laghetti del comune di Rubiera, mentre in ndiversi punti del reticolo idraulico, anche in questo caso, si sono evidenziati danni e lesioni a molte opere di contenimento idraulico, di difesa spondale e delgli abitati, sia lungo i corsi d'acqua principali, come ad esempio per il fiume Secchia, il Torrente Enza e il Torrente Crostolo, sia lungo il reticolo minore, ad esempio in corrispondenza del Torrente Dolo a valle dell’abitato di Morsiano- Villa Minozzo, del torrente Liocca sottendente gli abitati di Cecciola e Miscoso -Comune di Ventasso, in corrispondenza attraversamenti stradali nel Fosso dei Balocchi e Fosso delle Tie -comune di Villa Minozzo. Danneggiamenti vari e diffusi alle opere del Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale, nella zona montana. Il fiume Enza ha rotto l'argine in località Lentigione di Brescello, coinvolgendo ca. 500 edifici. Diversi fenomeni gravitativi si sono in fine formati o riattivati a Debbia, a Succiso Superiore, a Serravalle-località Asta a Villa Minozzo, all’ingresso dell’abitato di Caiolla, a Ciano d’Enza e Roncaglio di Canossa; la riattivazione di diversi movimenti franosi a Casina nelle località Barazzone, Molino Sereni. Nel Modenese, nei tratti montani dei fiumi Secchia e Panaro, le piene hanno generato fenomeni erosivi diffusi, con interessamento delle sedi stradali, lesionamento dei ponti o rotture arginali, come a Montefiorino in (ponte Dolo), a Fiumalbo sul rio San Rocco, a Sestola nel fosso Rio Secco (loc. Passerino). In pianura le criticità maggiori sono dovute alle piene dei fiumi Secchia e Panaro con interessamento di oltre 200 km di arginature; la rottura più significativa è avvenuta nel comune di Campogalliano, in zona Barchetta, dove sono stati immediatamente ricoperte d'acqua molte abitazioni e aziende agricole. 0.006134
  • Titolo: Tabella 4: Riepilogo per Regione degli eventi alluvionali significativi avvenuti nel 2017
    Fonte: Elaborazione ISPRA su dati di: Dipartimento Nazionale della Protezione Civile; Centri Funzionali Regionali di: Molise, Toscana, Valle d’Aosta, Lazio; Regione Abruzzo; Regione Calabria; SIAS-Regione Sicilia; LAMMA-Regione Toscana; OSMER-Friuli Venezia Giulia; Protezione Civile Regione Emilia Romagna; ARPA Veneto; Atti e Decreti del Governo della Repubblica (pubblicati su G.U.); Atti e Decreti delle Giunte Regionali; http://www.protezionecivile.it; www.ilgiornaledellaprotezionecivile.it; http://polaris.irpi.cnr.it/.

    Regione Periodo eventi Bacini coinvolti Danni stimati€ Fondi erogati€ Provvedimenti legislativi
    Molise 15-20/1/17 Trigno, Biferno, Fortore, Sinarca € 99,006,314 € 5,400,000 Del. Dichiarazione stato di emergenza del 16/6/2017OCDPC n. 481 dell'11/9/2017Determinazione Dirigenziale N. 5509 del 09/11/2017 (Reg. Molise)
    Abruzzo 15-18/1/17; 15/11/17 Aterno-Pescara, Pescarino, Alento, Saline, Fino, Tordino, Vomano € 772.000.000 (Reg. Abruzzo)** € 42.536.321,59 (Fondi DPC)€ 63.000.000 (Interventi Difesa Suolo-Reg. Abruzzo)€ 43.100.000,00 (Difesa Suolo, Reg. Abruzzo) OCDPC n. 441 del 21/3/2017Delibera di Giunta Regionale n. 753 del 15/12/2017 Delibera di Giunta Regionale n. 782 del 20/12/2017
    Sicilia 21-23/1/17 Carboj, Torto, Simeto, Alcantara, Fiumedinisi, Platani € 30,879,578 € 8,000,000 Del. Dichiarazione stato di emergenza del 10/7/2017OCDPC n. 472 del 4/8/2017
    Calabria 22-25/1/17; 5-6/11/17 T. Alli, T. Allaro, Lao, Crati, Corace, Neto, Tacina, Mesima, Trionto,Coscile, Esaro, Ancinale, Crati € 108,758,274 € 22.000.000 (Fondi DPC) € 56.000.000 (Legge Stabilità 2018) Del. Dichiarazione stato di emergenza del 24/5/2017OCDPC n. 473 del 4 agosto 2017Delibera Consiglio dei Ministri del 10/11/2017Legge Regionale n. 55 del 22/12/2017
    Friuli Venezia Giulia 26-28/4/17 Tagliamento, Natisone, Isonzo, Livenza € 1,600,000 € 800.000^ (MATTM) € 485.000 (ProtCiv. Friuli) Legge Regionale n. 37 del 10/11/2017
    Veneto 25/6/17; 5/8/17 T. Bigontina, T. Gere, F. Piave € 12,312,842 € 6,700,000 Decreto Presidente Giunta Regionale n. 115 del 19/7/2017Del. Dichiarazione stato di emergenza del 22/12/2017OCDPC n. 515 del 27/3/2018
    Lombardia 6/28/2017 Adda, Seveso, Lambro € 200.000 (Danni agricoli in prov. LC) DM (MiPAAF) n°27844 del 30/10/2017
    Valle d'Aosta 8/8/2017 T. Vofrede, T. Buthier d’Ollomont, T. Berruard, T. Enfer € 7,887,156 € 3,000,000 Del. Dichiarazione stato di emergenza del 28/9/2017
    Toscana 9-10/9/17 F. Arno, Riomaggiore, Rio Ardenza, T. Chioma, T. Tora, T. Ugione € 56,188,554 € 15.570.000 (DPC) € 20.000.000 (Reg. Toscana) Decreto Presidente Giunta Reg. n. 137 dell'11/9/2017Delibera Giunta Regionale n. 978 del 13/9/2017 Del. Dichiarazione stato di emergenza del 15/9/2017OCDPC n. 482 del 20/9/2017 Ordinanza Commissario Deleg. n.46 del 25/9/2017 Legge Regionale n. 53 del 29/9/2017OCDPC n. 491 del 29/11/2017 OCDPC n. 494 del 28/12/2017
    Lazio 9/10/2017 Tevere, Aniene € 17.000.000 (Piano investimenti Roma Capitale, Annualità 2018, Dissesto idrogeologico) Determinaz. Direz. Reg.le Difesa Suolo n. G01763 del 14/2/2018Ordinanza n. 202 del 10/9/2017 (Comune Ardea)
    Campania 5-7/11/17 Sarno, Sele, Solofrana, Irno € 289,037,162.00 Delibera Giunta Regionale n. 822 28/12/17
    Emilia Romagna 11-12/12/17 Trebbia, Taro, Parma, Enza, Secchia, Panaro, Reno € 105,000,000 € 10,000,000 Decreto Presidente della Giunta Reg.le n. 213 del 15/12/2017Del. Dichiarazione stato di emergenza del 29/12/2017OCDPC n. 503 del 26/1/2018
  • Titolo: Figura 2: Stima del danno complessivo rispetto al PIL
    Fonte: Stime ISPRA su dati: ISTAT; CNR-GNDCI Progetto AVI; MiPAAF; Protezione Civile Nazionale; Coldiretti; Agenzie di Stampa; www.ilgiornaledellaprotezionecivile.it; Atti e Decreti del Governo della Repubblica (pubblicati su G.U.); Atti e Decreti delle Giunte Regionali (pubblicati sui B.U.R.); Benedini & Gisotti (1990) “Il dissesto idrogeologico”.

    Figura 2: Stima del danno complessivo rispetto al PIL
  • Titolo: Figura 1: Vittime delle principali alluvioni in Italia
    Fonte: Stime ISPRA su dati ISTAT; CNR-GNDCI Progetto AVI; MiPAAF; Protezione Civile Nazionale; Agenzie di Stampa; www.ilgiornaledellaprotezionecivile.it; Atti e Decreti del Governo della Repubblica (pubblicati su G.U.); Atti e Decreti delle Giunte Regionali (pubblicati sui B.U.R.); Benedini & Gisotti (1990) “Il dissesto idrogeologico”.

     Figura 1: Vittime delle principali alluvioni in Italia
  • Titolo: Figura 3: 12 dicembre 2017, rotta argine destro Fiume Enza, Loc. Lentigione, Comune Brescello (RE).
    Fonte: Foto VV.FF.

    Figura 3: 12 dicembre 2017, rotta argine destro Fiume Enza, Loc. Lentigione, Comune Brescello (RE).